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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Articoli

25 luglio, giorno di San Cristoforo, protettore dalla malamorte

25 mercoledì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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25 luglio, Mala morte, Morte improvvisa, Papa Paolo VI, Reprobo, Riforma del calendario dei santi, San Cristoforo, San Giacomo Maggiore

Il fatto che il 25 luglio sia la festa di San Giacomo Maggiore ha fatto dimenticare a molti l’altro santo che proteggeva i pellegrini e si festeggiava lo stesso giorno, tra l’altro uno dei più importanti nel Medio Evo tanto da essere rappresentato su molti muri esterni delle chiese (e capirete poi il perché).
Si tratta di San Cristoforo, il cui nome era Reprobo e che prese il nuovo nome quando si convertì e fu battezzato per aver tentato di trasportare il bambin Gesù da una parte all’altra del fiume dove faceva da traghettatore.
La legenda aurea racconta di questo gigante Cananeo che aiutava i pellegrini facendoli attraversare un fiume difficile da guadare. Reprobo lo faceva su consiglio di un eremita a cui aveva confidato di voler servire il padrone più potente del mondo. Un giorno arrivò un bambino (in realtà Gesù nelle vesti di fanciullo) e Reprobo lo caricò in spalla: il bimbo divenne progressivamente sempre più pesante, tanto da far quasi soccombere il traghettatore che si convertì e divenne pertanto nel vero senso della parola “portatore di Cristo”, ossia Cristoforo. Continua a leggere →

San Giacomo Maggiore: riscoprire il nome nel giorno della festa del proprio santo

24 martedì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità

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Anno Giacobeo, Casa Andreasi, Giuseppe de Ribera, San Giacomo Maggiore, Santiago de Compostela, Serate in giardino

Un tempo ai bambini e alle bambine si dava il nome del santo del giorno in cui nascevano creando a volte abbinamenti alquanto impegnativi cui si suppliva con un secondo nome. Altre volte si sceglievano nomi molto diffusi a livello di famiglia per esserlo stato di nonni, bisnonni o addirittura padri (e questo è il mio caso).
Oggi invece la scelta nasce più semplicemente dal fatto che il nome piaccia ai genitori e l’onomastico in realtà non è così festeggiato.
Tuttavia durante la seconda serata del ciclo di appuntamento sui santi che si sta svolgendo a Casa Andreasi (trovate qui il programma) ho inviato i partecipanti a riscoprire il proprio santo di riferimento che nel mio caso è San Giacomo Maggiore che si festeggia proprio domani 25 luglio. Continua a leggere →

Giovannino se ne andava 50 anni fa, ma il Mondo piccolo è più attuale che mai

22 domenica Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Castelmassa, Don Camillo, Giovannino Guareschi, Il Po comincia a Piacenza e fa benissimo, Jean Giono, Mondo Piccolo, Non muoio nemmeno se mi ammazzano, Peppone

Oggi sono cinquant’anni che se n’è andato Giovannino Guareschi. In effetti non dovrei pubblicare un post nel giorno dell’anniversario della morte avvenuta a Cervia il 22 luglio del 1968: a Giovannino l’anniversario sarebbe andato sicuramente di traverso, tanto più che aveva scritto “Non muoio neanche se mi ammazzano” quando rinchiuso in un lager nazista diceva che sarebbe tornato a tutti i costi per rivedere il figlio.
Non so se ci sia ancora qualcuno che non ha letto Guareschi, ma se esistesse questa persona il suggerimento è di non perdere tempo e di iniziare subito a leggerlo.
Non lasciatevi distogliere da chi vi dice che si tratta di robetta, un po’ come i film di Peppone e don Camillo (che in effetti non piacevano a Giovannino ma continuano a mietere telespettatori ogni volta che vengono trasmessi*) e soprattutto che raccontano storie che sono anacronistiche in un mondo in cui non esiste più il visto da destra e il visto da sinistra ma solo il visto da me stesso.
E invece io non posso non sorridere, ridere, commuovermi ogni volta che inizio a leggere il Mondo Piccolo e il mio suggerimento è proprio di partire da i Racconti del Boscaccio, il prologo alle prime storie del prete e del sindaco comunista. Continua a leggere →

Misura per misura al Teatro Romano: minimalismo efficace per una messa in scena corale

21 sabato Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Shakespeariana

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Festival Shakespeariano, Masolino d'Amico, Massimo Venturiello, Misura per Misura, Teatro Romano

Misura per misura non è una delle commedie più rappresentate di William Shakespeare e questo è tanto più vero per la stagione del Teatro Romano a Verona*.
Eppure è uno spettacolo molto interessante quello andato in scena venerdì 20 luglio durante il 70° Festival shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese.
La scenografia è minimale eppure evocativa, forse i costumi avrebbero potuto dare di più ma è anche vero che il bardo si presta facilmente ad attualizzazioni senza che queste diminuiscano la forza del testo. Continua a leggere →

I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale

16 lunedì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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appartamento dei nani, Clinio Cottafavi, Guida Rossa, Guida Rossa Touring, La Reggia, Nani, nani di mantova, Società per il Palazzo Ducale

Da questo numero de La Reggia (per la disponibilità del presidente Gianpiero Baldassari e del direttore Franco Amadei, che ringrazio) pubblicherò una serie di testi sulle particolarità di Palazzo Ducale.
Il primo lo trovate di seguito e vi si parla dei Nani di Mantova.
La Reggia è una interessantissima rivista che viene spedita gratuitamente ai soci della Società per il Palazzo Ducale ma che si trova anche on-line a questo indirizzo
http://lnx.societapalazzoducalemantova.it/2010/it/la-reggia.html
Buona lettura.

Per approfondire sui nani di Mantova su questo blog:
1. 5 stranezze da non perdere a Palazzo ducale tra nani, arazzi e giardini pensili
2. 5 luoghi “naneschi” a Palazzo ducale tra scale sante, camera degli sposi e cavalieri
3. Mantova 1914: la rossa, i nani e i custodi che accorciano Continua a leggere →

I cavalli mantovani correvano al Palio: da Palazzo Te a Siena per il palio della Madonna di Provenzano

02 lunedì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Contrade, Contrade alleate, Contrade rivali, Mantova, Palio, Palio di Siena, Siena

“Intorno alla concava, inclinata Piazza del Campo… corre un anello di pietra lungo poco più di trecento metri. Su questo perimetro, cinque giorni prima del Palio, una speciale miscela di tufo o sabbia, conservata e curata d’anno in anno in certe cantine dei magazzini del comune, viene sparsa e pressata per uno spessore di venti centimetri e una larghezza di sette metri e cinquanta. Si dice allora che “c’è la terra in piazza”, ossia che la febbre della gara è entrata nello stadio acuto”. Fruttero & Lucentini, Il Palio delle contrade morte, 1983

Oggi a Siena si corre il Palio e pur essendoci, a prima vista, poche similitudini tra la città toscana e Mantova si possono trovare molti punti di contatto.
Pensiamo ad esempio che i cavalli dei Gonzaga erano richiestissimi per questo tipo di gare e corsero non solo a Siena ma anche a Ferrara.
D’altra parte a Palazzo Te la sala più importante della villa è decorata con i cavalli delle scuderie gonzaghesche. Quando l’imperatore Carlo V arriva a Mantova nel 1530 fargli vedere i destrieri gonzagheschi era come mostrargli oggi le Ferrari oppure dei potentissimi strumenti di combattimento.

(informazione aggiunta alle 21.00 – Il Palio della Madonna di Provenzano è stato vinto dal Drago. Qui trovate alcune informazioni  e qui il link al video della carriera.
Potete anche leggere uno splendido articolo sul Palio scritto da Daniele Manusia e pubblicato su Internazionale – lo trovate qui)

(informazione aggiunta alle 20 di giovedì 16 agosto – Il Palio dell’Assunta è stato vinto dalla Lupa. Qui trovate alcune informazioni e qui il link al video della carriera.

Ringrazio di cuore l’amico fotografo Paolo Barni che segue appassionatamente e visceralmente il Palio per avermi consentito di pubblicare queste foto dell’ultima carriera. Secondo me sono splendide.

Il Drappellone
Il fantino del Drago
Tenerezza dopo la carriera

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Un luogo dove andare per ispasso: Palazzo Te e l’ombelico del mondo

30 sabato Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Camarone dei Giganti, Carlo V, Federico II Gonzaga, Giorgio Vasari, Jovanotti, L'ombelico del Mondo, Lorenzo Cherubini Jovanotti, Palazzo del T, Palazzo Te, Sala dei Giganti, Sei in un Paese meraviglioso, Sky Arte, Un luogo dove andare a cena per ispasso

Anche in passato si sentiva il bisogno di ricaricare le batterie: ecco Palazzo Te è un luogo di svago. Se fossimo a Ferrara diremmo che è una “delizia” come ad esempio Schifanoia che già nel nome racconta il suo scopo. Invece siamo a Mantova dove il marchese e poi duca Federico II commissiona a Giulio Romano la costruzione di una villa fuori città “dove andare a cena per ispasso” scriverà Vasari.
E’ un palazzo dei lucidi inganni e già il nome ne racconta uno: il Te non è quello che bevono gli inglesi alle 5 del pomeriggio ma un riferimento al luogo dove sorge il palazzo. Ci sono solo delle ipotesi e nessuna certezza: la prima dice che l’isola su cui sorgeva il Palazzo all’interno del quarto lago di Mantova (che non esiste più) si chiamava Tejeto, luogo di Tigli che ci sono tuttora. In dialetto si accorciano le parole e da Tejeto si arriva a Te. Ma l’ipotesi più accreditata è che il nome venga da due strade che si incontravano al centro dell’isola formando la lettera T. Vasari chiama infatti il palazzo il palazzo del T. Continua a leggere →

A Sabbioneta, tante comparse e un solo protagonista: Vespasiano Gonzaga

29 venerdì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Gonzaga, Itinerari, Storia Locale

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Corridor Grande, duca Vespasiano Gonzaga, Patrimonio Unesco, Sabbioneta, Sky Arte, Teatro all'antica, Unesco, Vespasiano Gonzaga, Vincenzo Scamozzi

La storia di Sabbioneta non può essere raccontata senza citare il suo fondatore Vespasiano Gonzaga. Perché senza di lui non esisterebbe questa città ideale nel mezzo della pianura padana, circondata dalle mura e ancora bloccata all’epoca in cui fu costruita. Una delle cose più particolari di Sabbioneta è che è raro vedere persone camminare per le vie e questo rende la città metafisica e il set perfetto per le produzioni cinematografiche: qui hanno girato i Medici televisivi, qui i Promessi sposi di Salvatore Nocita, qui la Strategia del Ragno Bernardo Bertolucci.

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L’archistar e il tagliapietre: Leon Battista Alberti e Luca Fancelli tra Sant’Andrea e San Sebastiano

28 giovedì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Leon Battista Alberti, Luca Fancelli, Ludovico II Gonzaga, s.Andrea, San Sebastiano

Quando Leon Battista Alberti arriva a Mantova è già molto conosciuto: oggi lo definiremmo un dilettante di genio perché Alberti scrive un po’ di tutto dalla famiglia alla pittura e si diletta di architettura.

A Mantova arriva nel 1459 come abbreviatore, oggi diremmo scrittore professionale, per il Papa Pio II Piccolomini. Qui costruirà due chiese che sono dei capolavori. In realtà l’Alberti le disegna mentre sarà Luca Fancelli, un tagliapietre fiorentino al servizio dei Gonzaga, a costruirle.

La chiesa di San Sebastiano: chiesa, moschea o sinagoga?

La prima è il San Sebastiano che il marchese Ludovico II Gonzaga (quello del Mantegna e della Camera degli Sposi) gli commissiona in una zona vicina alle mura della città, verso l’isola dove si costruirà palazzo Te. E’ una chiesa nuova ma antica o nuova proprio perché antica e strana. Alberti infatti usa la pianta centrale, tipica di molti edifici dell’antichità, e inizia a sperimentare l’uso di strutture antiche ma rielaborate in senso moderno. La stessa cosa che farà quando progetterà la Basilica di S.Andrea. E’ strana invece perché si fa fatica a riconoscerla come un edificio sacro. Il Cardinale Francesco Gonzaga, sempre quello della Camera degli Sposi, scriverà al padre Ludovico che non si capisce se sia una chiesa, una moschea o una sinagoga. La chiesa viene modificata agli inizi del secolo scorso e trasformata in Famedio, tempio dedicato ai caduti.

Basilica di Sant’Andrea: concattedrale di Mantova

E’ Sant’Andrea tuttavia che consacrerà per sempre il genio di Leon Battista Alberti. Il marchese Ludovico II Gonzaga vuole rinnovare la chiesa dove sono conservati i Sacri Vasi che contengono il Sangue di Cristo, la reliquia più preziosa della cristianità. Chiede allora progetti agli architetti più importanti e alla fine si presentano in due: Antonio di Manetti Ciaccheri e Leon Battista Alberti che alla fine vincerà. Abbiamo il testo della lettera che scrive al marchese per sponsorizzare il suo progetto dove sottolinea che lo farà “più capace, più eterno, più degno, più lieto”. La prima pietra di Sant’Andrea viene posata nel 1472 quando Alberti è già morto da due anni e la fabbrica andrà avanti per secoli chiudendosi con il “cupolone” barocco progettato da Filippo Juvarra che con i suoi quasi 90 metri d’altezza è il punto più alto della città. La facciata della Basilica propone la ripresa dell’arco trionfale romano con il timpano del tempio greco. Rimane il campanile gotico. La pianta è a croce latina e al suo interno oltre alla reliquia dei Sacri Vasi, riposa Andrea Mantegna qui sepolto nel 1506.

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Avventure di un occhio: un libro che racconta le attribuzioni in storia dell’arte

26 martedì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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Ajaccio, Berenson, Cristo del Bronzino, Longhi, Museo Fesch, Philippe Costamagna, Zeri

A chi non piacerebbe scoprire in soffitta un quadro sconosciuto che si rivela essere un Caravaggio (un caso di questo tipo lo potete leggere qui)? Chi non ha sognato almeno una volta di acquistare ad un mercatino una tela che, ripulita e fatta vedere ad uno storico dell’arte, si riveli un Renoir (ecco come può succedere nella vita reale)?
Ebbene in entrambi questi casi di regola entra in gioco uno storico dell’arte che si occupa di attribuzioni come Philippe Costamagna: lo possiamo chiamare un occhio di talento.
E’ un gran bel libro “Avventure di un occhio” quello scritto da questo studioso francese, oggi direttore del Museo Fesch di Ajaccio, che racconta la sua vita di attribuzioni e prova a spiegare a chi non si è mai occupato di attribuzioni come funziona questo particolare settore del mondo dell’arte, a metà tra mercato e storia, tra collezionisti e musei, tra possibilità di sbagliare e la gloria. Continua a leggere →

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