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Associazione Monumenti domenicani, Casa Andreasi, Rotonda di San Lorenzo, Rotonda nascosta, Rotonda ricostruita, Rotonda scomparsa

Per i residenti le città italiane sono immobili. A questa regola non sfuggono i mantovani che si lamentano di questo immobilismo salvo poi lamentarsi ancora di più quando lo si rompe (e purtroppo a ragione visto il caso avvenuto in Piazza Sordello!).
Eppure Mantova è cambiata nei secoli e si può fare un gioco divertente provando a mettersi nei panni dei turisti dei secoli passati per vedere o non vedere quello che c’era in città.
E visto che oggi è la notte di San Lorenzo proviamo a giocare con la Rotonda di San Lorenzo. Piazza Erbe sembra scolpita nei secoli eppure la Rotonda non c’era prima del 1083, scompare coperta dalle case alla fine del 1500 e riappare come per magia agli inizi del 1900.
Oggi 8 agosto è la festa di San Domenico e allora perché non fare un percorso alla scoperta della Mantova domenicana? Purtroppo oggi in città sono rimasti solo i terziari domenicani* e non più i frati e le suore ma non bisogna pensare che siano scomparse tutte le tracce della presenza tra noi dell’Ordine dei frati predicatori (questo il nome ufficiale).
Sono un appassionato di storie legate alle case e soprattutto mi piace entrarci per provare a intuire la storia di chi le ha costruite e ci ha abitato. Cosa ne dite allora di un viaggio nel tempo senza dover preparare valigie? Vi invito ad andare a Casa Nodari a Castiglione delle Stiviere per tornare al 1925 quando un architetto eclettico, un artista visionario e un committente illuminato creano un luogo tra i più magici del mantovano. I volontari del gruppo FAI di Castiglione 
Quante sono le statue di Virgilio che troviamo a Mantova? Più di quante crediate probabilmente. Il poeta latino infatti sbuca dai giardini, si trova negli stemmi comunali della Mantova medievale (e anche in quello attuale), osserva sornione dalle piazze e si riposa in musei e teatri. Ebbene Giacomo Cecchin porta la sua Mantova Segreta a caccia delle statue dedicate a Virgilio con una assoluta sorpresa: un incontro a tu per tu con il Virgilio del Palazzo del Podestà, seduto in cattedra come un professore universitario ma che per tutti i mantovani è conosciuto come “La Vecia” (la vecchia).
Per i mantovani la cattedrale più amata è la basilica di Sant’Andrea eppure il Duomo offre storie, personaggi e curiosità assolutamente da non perdere. Per questo abbiamo dedicato una puntata alla cattedrale di San Pietro che è un vero e proprio
Oggi gli odori delle città sono meno forti che in passato (e meno male potremmo dire visto che non esistevano fognature e ognuno faceva da sè) ma esistono ancora. Basta infatti camminare per le vie di Mantova per accorgersi che, soprattutto a primavera e all’inizio dell’estate, le vie hanno un loro profumo e odore. E’ una visita “olfattiva” e un modo per tornare al passato: quando le città si riconoscevano dagli odori delle loro attività, dai profumi dei loro alberi o frutti e dalle esalazioni dei rifiuti gettati e lasciati nelle vie. Ecco allora una personale scelta di 5 vie dove la città ti prende per il naso. 

A Mantova basta fare una semplice passeggiata per avere la sensazione di compiere un viaggio nel tempo. Giacomo Cecchin vi accompagna sul Percorso del Principe, un itinerario che collega Palazzo Ducale a Palazzo Te e consente di leggere la struttura urbanistica di Mantova con gli occhi dei Gonzaga. Basta fare attenzione e si scoprono particolari come l’antico nome di piazza Sordello, le strade a baionetta, dov’era l’antico macello e come si arrivava all’isola del Tejeto.
Una bella passeggiata letteraria in occasione della manifestazione dei Piccoli Editori 2019 presso la Biblioteca Baratta. Partiti dal Ponte dei Mulini abbiamo attraversato Mantova alla caccia di storie dei letterati, viaggiatori e poeti che hanno visitato la nostra città.
Il ponte di cui parla Robert Byron è il ponte dei Mulini, purtroppo bombardato dagli alleati nella Seconda Guerra Mondiale e mai più ricostruito com’era.
