Un Romeo e Giulietta indeciso tra modernità e tradizione

Estate-Teatrale-Veronese-e-Festival-Shakespeariano-2016

Romeo e Giulietta fumano l’ultima sigaretta, la festa di casa Capuleti si trasforma in una specie di rave che imita la Grande Bellezza, i duelli sono semplicemente delle toccate e fuga con palloncini fatti scoppiare a simulare il sangue: sono alcuni dei momenti che raccontano di un Romeo e Giulietta indeciso tra modernità e tradizione.
E forse proprio questa incertezza nuoce allo spettacolo che non convince fino in fondo con una prima parte più convincente sul piano della recitazione e una seconda parte che vive di scene e movimenti particolarmente suggestivi ma che non riesce a far decollare l’emozione.
La scena è essenziale ma le due torri trasparenti sono evocative: ricordano le due casate nemiche e consentono di variare i movimenti di palco trasformandolo in uno spazio a vari livelli (utile poi per la famosa scena del balcone). Bella anche l’idea di scrivere sui vetri trasparenti i nomi dei Montecchi e Capuleti o altri versi Shakespiriani a sottolineare che il Teatro è parola soprattutto in Shakespeare.
Nella prima parte bella la scena della festa e abbastanza efficace anche quella del balcone anche se Mercuzio (Alessandro Preziosi) ruba la scena ai protagonisti Romeo (Antonio Folletto) e Giulietta (Lucia Lavia).
Nella seconda parte invece la recitazione diventa più urlata e meno controllata e forse anche per questo l’emozione non arriva e la tensione non sale.
Un Romeo e Giulietta moderno che non ha il coraggio di abbandonare completamente la tradizione e di abbracciare la sperimentazione. Una regia in bilico che non aiuta l’efficacia dello spettacolo.
Due notazioni: ma perchè introdurre la sigaretta e soprattutto come mai Romeo a tratti sembra essere più un fanatico della corsa che un giovane innamorato?
Spiccano le interpretazioni di Mercuzio, della Balia e di Lucia (più nella prima che nella seconda parte).
Giacomo Cecchin

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5 Gonzaga da non dimenticare tra colpi di stato, cardinali e prove di virilità

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Ludovico II

E’ difficile fare una scelta di 5 nomi tra i 18 Gonzaga che hanno rivestito il ruolo di Capitani del Popolo, Marchesi e poi Duchi di Mantova. Per questo metto le mani avanti e sottolineo come questa sia una selezione assolutamente personale e, anzi, invito ognuno di voi a farsi una cinquina gonzaghesca. Occorre infatti sottolineare come io abbia preso in considerazione solo i Gonzaga della linea principale evitando i rami cadetti, dove invece si trovano personaggi a volte più interessanti e di grande spessore, come ad esempio Vespasiano Gonzaga o San Luigi.

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Mantova2016: 5 Gonzaga da non dimenticare tra colpi di stato, cardinali e prove di virilità

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Ludovico IIE’ difficile fare una scelta di 5 nomi tra i 18 Gonzaga che hanno rivestito il ruolo di Capitani del Popolo, Marchesi e poi Duchi di Mantova. Per questo metto le mani avanti e sottolineo come questa sia una selezione assolutamente personale e, anzi, invito ognuno di voi a farsi una cinquina gonzaghesca. Occorre infatti sottolineare come io abbia preso in considerazione solo i Gonzaga della linea principale evitando i rami cadetti, dove invece si trovano personaggi a volte più interessanti e di grande spessore, come ad esempio Vespasiano Gonzaga o San Luigi. Continua a leggere

5 animali gonzagheschi a Palazzo Te tra stemmi, imprese e camini

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salamandra

Gli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare. E’ proprio la camera delle imprese a farla da padrona ma alcuni di loro si disperdono per tutto il Palazzo. Eccoli di seguito…

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Mantova2016: 5 animali gonzagheschi a Palazzo Te tra stemmi, imprese e camini

salamandraGli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare. E’ proprio la camera delle imprese a farla da padrona ma alcuni di loro si disperdono per tutto il Palazzo. Eccoli di seguito… Continua a leggere

5 particolari lascivi da cercare a Palazzo Te tra selfie, cigni e lato B

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giove_olimpiade

A Palazzo Te Giulio Romano interpreta i desideri del suo committente Federico II e ne racconta sulle pareti le vicende private attraverso le storie delle divinità del monte Olimpo. L’allievo di Raffaello spinge sull’acceleratore e in alcuni affreschi inserisce particolari lascivi o esplicitamente erotici. Qui siamo a Mantova e non a Roma e pertanto non arrivano i braghettoni a coprire le nudità. Senza dimenticare un piccolo Manneken pis da scovare negli scomparti che circondano il riquadro centrale della Camera di Amore e Psiche. Cosa ne dite di un percorso per scoprire 5 particolari lascivi a Palazzo Te…

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Mantova2016: 5 particolari lascivi da cercare a Palazzo Te tra selfie, cigni e lato B

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Porto 1616: la Favorita ovvero l’ultimo fuoco d’artificio dei Gonzaga

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La Favorita - olio su tela di Giancarlo Businelli

Una splendida serata per raccontare la storia della Villa Favorita e del suo committente Ferdinando Gonzaga quella che si è tenuta giovedì 7 aprile proprio alla Favorita davanti a oltre 300 persone.
Pubblico di seguito l’articolo uscito su InformaPorto- Giugno 2016 che riassume i principali temi trattati durante la conferenza.

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Siamo tutti strambi: la nuova era del marketing su misura

strambiI libri di Seth Godin sono di quelli che ti fanno sentire migliore una volta che li hai letti. La mucca viola, Tribù, Quel pollo di Icaro e anche questo Siamo tutti strambi.
Come molti scrittori americani Seth Godin non ha timori reverenziali, scrive in modo semplice e diretto e riempe ogni pagina di spunti e stimoli.
Eccovi alcune delle frasi di chiusura:
“Ci sono dei momenti, lo ammetto, in cui il marketing mi viene un po’ a noia: non potrebbe importarmi di meno se Nike mette in vendita un nuovo modello di scarpa o Marlboro si agita per diffondere una nuova sigaretta.
Quel che mi interessa davvero, invece, è la capacità di ogni essere umano di esprimere la propria arte, di dare libero sviluppo a tutte le proprie potenzialità.
Mi interessano le connessioni tra le persone e la nostra voglia di stimolarci e sostenerci a vicenda nella creazione delle nostre peculiari manifestazioni artistiche.
E mi interessa la libertà, la possibilità di esprimere noi stessi, con un unico limite: non ledere la felicità altrui.
L’applicazione di questi principi richiede una società che non si limiti a tollerare gli strambi, ma sia anche disposta a celebrarli”.

Un libro da leggere assolutamente questo, anche perchè l’autore di questo blog scrive proprio con questa idea in testa: scrivere cose che divertano e appasionino gli strambi come lui.

Il blog di Seth Godin

Giacomo Cecchin

 

5 ulteriori passaggi segreti urbani tra mura, ferrovie e giardini

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vòlto oscuro

Abbiamo già affrontato il discorso delle scorciatoie o passaggi segreti urbani (qui potete trovare le 5 già pubblicate). Sono modi di passare da una via all’altra o da una piazza a un giardino sfruttando aperture non così evidenti e poco note ai più. Ricavate nelle antiche mura della città o risultato dell’apertura di giardini anticamente privati i passaggi segreti offrono sguardi inediti ad abitanti e turisti. Eccovene altre 5+1 (attualmente chiuso), ce ne sono delle altre?

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