San Giacomo della Marca, frate francescano e compatrono di Mantova, oggi si festeggia

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Il tempo dell’anno non è più scandito come una volta dalla feste dei Santi.
Oggi ci si ricorda a malapena delle feste che consentono di non lavorare come Natale, l’Immacolata o il giorno del patrono della città.

Ma se si festeggia il patrono cosa si fa con i compatroni che sono i santi patroni insieme al patrono principale? Poco o nulla se non che ricordarli è è importante perché consentono di capire e riscoprire la storia del luogo in cui si vive.
Ad esempio oggi 28 novembre cade la festa di San Giacomo della Marca, frate francescano nativo di Monteprandone (Ascoli Piceno) e allievo di San Bernardino da Siena.
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Chiostri e Inchiostri: appunti sparsi sulla Clausura

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Il 26 settembre 2020 ho partecipato ad un’iniziativa dal titolo Chiostri e Inchiostri, una passeggiata per Mantova con tappe nei monasteri e nei conventi.

La scelta dei chiostri ha privilegiato quelli ancora legati ad un uso religioso. Oltre alla passeggiata guidata sono stati inseriti degli interventi di “testimoni” che hanno raccontato la loro clausura leggendo dei testi.
Io sono stato molto contento di partecipare e ho avuto l’onore di parlare nel chiostro di Santa Maria del Gradaro. Per chi avesse voglia di leggerlo ecco il mio intervento.

La clausura involontaria tra luoghi e regole
di Giacomo Cecchin

Ricordate il giorno in cui vi siete chiusi in casa pensando che sarebbe durata poche settimane e poi invece sono passati due mesi?

Io lo ricordo distintamente: era lunedì 16 marzo.
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Il piano nobile del Castello di San Giorgio con Giacomo Cecchin a Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin vi porta al piano nobile del Castello di San Giorgio per vedere la Camera degli Sposi ma soprattutto alcuni ambienti normalmente non aperti al pubblico. Qui infatti si trovano ancora gli ambienti che accoglievano i Camerini di Isabella: la Grotta con ancora il suo soffitto ligneo e lo Studiolo.

Giacomo Cecchin vi porta anche a vedere la Cappella del Bertani e il Camerino delle Fiamme oltre alle Stanzette della Paleologa. E’ la seconda di una serie di puntate che ci porteranno ad esplorare il castello fino ad arrivare alle Carceri dei Martiri di Belfiore.

Qui potete vedere tutta la puntata mentre di seguito trovate il trailer di lancio della puntata andato in onda nel TG di Telemantova.

Per approfondire su questo blog
Giacomo Cecchin racconta i ponti levatoi del Castello di San Giorgio a Mantova Segreta
Due castelli e una chiesa: l’archistar Bartolino e il santuario delle Grazie

Per approfondire sul web
http://www.mantovaducale.beniculturali.it

Guido Gonzaga, il secondo capitano del popolo e “il panchinaro”

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Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte e in qualche caso miracoli dei Corradi da Gonzaga.

Oggi è il turno di Guido Gonzaga, il secondo a diventare Capitano del Popolo di Mantova, che salirà al potere a 70 anni (il padre morirà a 90 anni) e per questo ho definito come un “panchinaro” e l’ho paragonato al principe Carlo d’Inghilterra. Se consideriamo la storia dei Gonzaga (o dei Windsor) come una partita di calcio è come se dicessimo a Guido di scaldarsi facendolo entrare solo nei minuti di recupero.Salire al potere a 70 anni
Guido Gonzaga ha la fortuna e la sfortuna di avere come padre Luigi. E’ fortunato perché il capostipite della famiglia fa tutto il lavoro sporco della congiura e del colpo di stato. E’ sfortunato perché arriva al potere a 70 anni in una situazione che ricorda quella che sta vivendo Carlo d’Inghilterra con la regina Elisabetta. Guido è un “panchinaro” e si associa al potere i figli Ugolino, Ludovico e Francesco. Forse pensa che in questo modo riuscirà a creare un passaggio generazionale ben riuscito e invece le cose non vanno come vorrebbe. Non aveva il fisico del padre Luigi tanto che le fonti ci dicono che Guido fosse fisicamente provato quando salì al potere e che si facesse scaldare il letto anche d’estate.

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Venezia è vita e salute: tra Giono e la Festa della Madonna

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Domani avrei dovuto essere a Venezia per visitare il Ghetto e per la festa della Madonna della Salute insieme a un gruppo di Mantovani.
Peccato per quest’anno e questa emergenza che non ci vuole abbandonare anche perché per me andare a Venezia è un modo per ricaricare le batterie.

Per alcuni invece la città lagunare è quella triste e malinconica della morte a Venezia di Thomas Mann, il luogo svuotato dai suoi abitanti e che è diventato una sorta di Museo/Luna park*, un’isola umida e malsana che mette depressione in chi pensa di abitarci.

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Giacomo Cecchin racconta i ponti levatoi del Castello di San Giorgio a Mantova Segreta

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Albert AnkerCastello di San Giorgio in Mantua con la Palazzina della Paleologa, 1891.

Il Castello di San Giorgio è uno dei luoghi più famosi e meno visitati del Palazzo Ducale di Mantova. Infatti la maggior parte dei turisti si deve limitare alla Camera degli Sposi, il capolavoro di Andrea Mantegna senza poter accedere ad altri ambienti.

Giacomo Cecchin vi porta all’interno del Castello di San Giorgio raccontandovi il piano terra e soprattutto i luoghi dove erano posti i ponti levatoi che consentivano l’accesso alla fortezza. E’ solo la prima di una serie di puntate che ci porteranno ad esplorare il castello fino ad arrivare alle Carceri dei Martiri di Belfiore.

Qui potete vedere tutta la puntata mentre di seguito trovate il trailer di lancio della puntata andato in onda nel TG di Telemantova.

Per approfondire su questo blog
Due castelli e una chiesa: l’archistar Bartolino e il santuario delle Grazie

Per approfondire sul web
Il sito ufficiale del Palazzo Ducale di Mantova

Torna Fumana e scatta l’Isolamento: contribuisci con una foto all’edizione 2020

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Novembre, è tempo di FUMANA! www.fumana.it

E’ da tre anni (questo il quarto) che partecipo con entusiasmo alla realizzazione di Fumana, un contenitore che parla di storie, pianura, personaggi e fumana appunto (la nebbia per i mantovani).

L’elemento che mi diverte di più è che la formula cambia ogni anno e non è mai uguale a sé stessa.

Nell’edizione 2020 è stato deciso di far riferimento al tempo presente, ponendo l’accento su uno degli aspetti più evidenti del periodo: l’isolamento.
Ecco cosa trovate scritto nel sito di FUMANA: “L’idea è raccontarlo con un evento collettivo, dalle forte connotazioni personali. Come? Dimenticando i luoghi comuni, sostituendoli con gli oggetti in comune”. Continua a leggere

La macchina del tempo? A Mantova esiste e si chiama Catasto Teresiano

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Quanti di noi hanno fantasticato sulla possibilità di viaggiare nel tempo? Pensate che a Mantova è possibile non solo andando a vedere com’era la città tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 ma anche conoscendo i nomi della maggior parte dei cittadini mantovani e il loro numero di casa.

E’ il Catasto Teresiano che ci offre questa opportunità ovvero la verifica tributaria che viene commissionata da Maria Teresa, imperatrice d’Austria, nei suoi domini (per questo viene definito Teresiano). Continua a leggere

Luigi Gonzaga: il late bloomer di famiglia (1268-1360)

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Mantovastoria inizia a pubblicare una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte e in qualche caso miracoli dei Corradi da Gonzaga.

Il late bloomer della famiglia

Il late bloomer è uno “sbocciatore tardivo” ovvero una persona che realizza i suoi obiettivi o i suoi sogni più tardi degli altri. Per questo in un’epoca in cui si diventava maggiorenni a 21 anni e si moriva spesso prima dei 60 anni Luigi Gonzaga è un late bloomer. Io immagino Luigi che da bambino, a chi gli chiedeva cosa volesse fare da grande, invece di rispondere l’astronauta o il calciatore diceva “Voglio conquistare una città!”. Sono solo i sogni che fai da bambino che ti danno la carica giusta per realizzarli anche in tarda età. Nel 1328 a sessant’anni eri un vegliardo e Luigi conquista il potere a Mantova. Morirà a quasi 90 anni, con tre mogli all’attivo e un numero imprecisato di figli. Continua a leggere

L’estate di San Martino o indian summer tra castagne, traslochi e vino novello

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Anche quest’anno sembra sia arrivata l’estate di San Martino. Il sole di questi giorni di novembre sembra scaldare di più rispetto a quello di ottobre e accende i colori delle foglie regalando spettacoli davvero incantevoli.

L’estate di San Martino nei paesi di lingua inglese diventa invece Indian Summer, ma il periodo è lo stesso e anche i segnali della natura non cambiano.

San Martino è un santo importantissimo per la Chiesa Cattolica ed è considerato il primo santo non martire. Nel Medioevo Tours, la città nel nord della Francia di cui fu vescovo, divenne meta di importanti pellegrinaggi, al pari di Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela (qui trovate alcune informazioni aggiuntive sul santo).

A Mantova gli hanno dedicato una chiesa in via Trieste e sulla facciata c’è proprio la statua del santo a cavallo nell’atto di dividere il suo mantello con un povero. Continua a leggere