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25 luglio, Mala morte, Morte improvvisa, Papa Paolo VI, Reprobo, Riforma del calendario dei santi, San Cristoforo, San Giacomo Maggiore
Il fatto che il 25 luglio sia la festa di San Giacomo Maggiore ha fatto dimenticare a molti l’altro santo che proteggeva i pellegrini e si festeggiava lo stesso giorno, tra l’altro uno dei più importanti nel Medio Evo tanto da essere rappresentato su molti muri esterni delle chiese (e capirete poi il perché).
Si tratta di San Cristoforo, il cui nome era Reprobo e che prese il nuovo nome quando si convertì e fu battezzato per aver tentato di trasportare il bambin Gesù da una parte all’altra del fiume dove faceva da traghettatore.
La legenda aurea racconta di questo gigante Cananeo che aiutava i pellegrini facendoli attraversare un fiume difficile da guadare. Reprobo lo faceva su consiglio di un eremita a cui aveva confidato di voler servire il padrone più potente del mondo. Un giorno arrivò un bambino (in realtà Gesù nelle vesti di fanciullo) e Reprobo lo caricò in spalla: il bimbo divenne progressivamente sempre più pesante, tanto da far quasi soccombere il traghettatore che si convertì e divenne pertanto nel vero senso della parola “portatore di Cristo”, ossia Cristoforo. Continua a leggere
Un tempo ai bambini e alle bambine si dava il nome del santo del giorno in cui nascevano creando a volte abbinamenti alquanto impegnativi cui si suppliva con un secondo nome. Altre volte si sceglievano nomi molto diffusi a livello di famiglia per esserlo stato di nonni, bisnonni o addirittura padri (e questo è il mio caso).
Oggi sono cinquant’anni che se n’è andato Giovannino Guareschi. In effetti non dovrei pubblicare un post nel giorno dell’anniversario della morte avvenuta a Cervia il 22 luglio del 1968: a Giovannino l’anniversario sarebbe andato sicuramente di traverso, tanto più che aveva scritto “Non muoio neanche se mi ammazzano” quando rinchiuso in un lager nazista diceva che sarebbe tornato a tutti i costi per rivedere il figlio.
Misura per misura non è una delle commedie più rappresentate di William Shakespeare e questo è tanto più vero per la stagione del Teatro Romano a Verona*.
Da questo numero de La Reggia (per la disponibilità del presidente Gianpiero Baldassari e del direttore Franco Amadei, che ringrazio) pubblicherò una serie di testi sulle particolarità di Palazzo Ducale.
Le storie dei santi sono molto interessanti e alcune più delle altre per la stranezza degli strumenti del martirio, per i miracoli o per le malattie per cui vengono invocati. A volte per altri motivi come ad esempio nel caso di S.Aspreno, primo vescovo e patrono di Napoli, poco conosciuto ai più ma in realtà presente nelle case di mezzo mondo.
Chiara Frugoni non ha bisogno di presentazioni e il Medioevo è il periodo storico a cui ha dedicato la maggior parte delle sue pubblicazioni. Imprescindibili (almeno per me) sono i testi dedicati alla vita quotidiana, all’ordine Francescano e il dizionario del Medioevo scritto a quattro mani con Alessandro Barbero (



Vi aspettiamo alla seconda serata del percorso sui Santi, inserito nel programma delle Serate in Giardino di Casa Andreasi. Il prossimo incontro avrà come titolo:
Anche in passato si sentiva il bisogno di ricaricare le batterie: ecco Palazzo Te è un luogo di svago. Se fossimo a Ferrara diremmo che è una “delizia” come ad esempio Schifanoia che già nel nome racconta il suo scopo. Invece siamo a Mantova dove il marchese e poi duca Federico II commissiona a Giulio Romano la costruzione di una villa fuori città “dove andare a cena per ispasso” scriverà Vasari.