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Appartamento degli Arazzi, Arazzi, Cappella Sistina, Ercole Gonzaga, Felice Campi, Leone X, Palazzo Ducale, Raffaello
Oggi a Palazzo Ducale si entra gratis e può essere l’occasione per riscoprire alcuni particolari che sfuggono ai più. E’ il caso dell’Appartamento degli Arazzi che posto al termine dell’attuale percorso trova i visitatori stanchi e poco inclini all’attenzione. E invece si tratta di uno dei tanti capolavori conservati nel Palazzo Ducale. Ecco allora il suggerimento per la visita di oggi o in occasione di un prossimo ingresso nella Reggia dei Gonzaga: andate subito all’appartamento degli arazzi e provate ad osservarli attentamente, non ne rimarrete delusi, anzi. Continua a leggere
In quest’estate troppo calda e che invita a rallentare perchè non riscoprire alcune curiosità su Palazzo Te, la villa di Federico II Gonzaga dedicata all’ozio creativo. Ecco allora sull’ultimo numero di MCG (
Sono di parte quando parlo dei libri di Marco Scardigli: ho amato profondamente “
Il Palazzo ducale di Mantova spaventa i turisti e gli stessi mantovani per le sue dimensioni assolutamente fuori scala. Eppure come in tutte le cose basta affrontarle a piccoli passi, riducendo in frammenti più piccoli le parti della sua storia. Pensiamo ad esempio ai quadri che sono conservati in Palazzo Ducale e che nella maggior parte dei casi non sono collegati alla storia delle collezioni gonzaghesche ma provengono da chiese soppresse. Perché allora non suggerire una selezione di quadri da cercare, riscoprire ed osservare durante la vostra prossima passeggiata alla reggia dei Gonzaga? E’ un modo inedito di affrontare la storia di Mantova, dei Gonzaga e degli artisti che hanno frequentato la città. Partiamo allora da 5 quadri tra santi, Bonacolsi e Gonzaga per non tacer di Rubens…
Solo gli inglesi si permettono di giocare con i mostri sacri del teatro e della letteratura e questo Shakespeare in love è la dimostrazione che il meccanismo funziona.
Il fatto che il 25 luglio sia la festa di San Giacomo Maggiore ha fatto dimenticare a molti l’altro santo che proteggeva i pellegrini e si festeggiava lo stesso giorno, tra l’altro uno dei più importanti nel Medio Evo tanto da essere rappresentato su molti muri esterni delle chiese (e capirete poi il perché).
Un tempo ai bambini e alle bambine si dava il nome del santo del giorno in cui nascevano creando a volte abbinamenti alquanto impegnativi cui si suppliva con un secondo nome. Altre volte si sceglievano nomi molto diffusi a livello di famiglia per esserlo stato di nonni, bisnonni o addirittura padri (e questo è il mio caso).
Oggi sono cinquant’anni che se n’è andato Giovannino Guareschi. In effetti non dovrei pubblicare un post nel giorno dell’anniversario della morte avvenuta a Cervia il 22 luglio del 1968: a Giovannino l’anniversario sarebbe andato sicuramente di traverso, tanto più che aveva scritto “Non muoio neanche se mi ammazzano” quando rinchiuso in un lager nazista diceva che sarebbe tornato a tutti i costi per rivedere il figlio.
Misura per misura non è una delle commedie più rappresentate di William Shakespeare e questo è tanto più vero per la stagione del Teatro Romano a Verona*.
Da questo numero de La Reggia (per la disponibilità del presidente Gianpiero Baldassari e del direttore Franco Amadei, che ringrazio) pubblicherò una serie di testi sulle particolarità di Palazzo Ducale.