Napoleone e i furti d’arte: a volte ritornano, a Mantova no! Una mostra alle Scuderie del Quirinale

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Prima di abbandonare il 2016 mi fa piacere ricordare un avvenimento di 200 anni fa e in particolare il rientro in Italia dei capolavori rubati durante la dominazione napoleonica dal 1796 al 1814. Una bella occasione anche per visitare la mostra aperta alle Scuderie del Quirinale dal titolo “Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova” a cura di Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce (16 dicembre 2016-12 marzo 2017).
E’ proprio il 4 gennaio del 1816 che il “Diario di Roma”, giornale dello Stato pontificio, descrive l’arrivo a Roma dei capolavori con queste parole: «Giunsero in questa Capitale diversi carri contenenti vari dei migliori capi d’opera in Pittura e Scultura, che con trasporto di giubilo e per il Bene delle Arti, ritornano ad associarsi a questi Monumenti Romani, vale a dire a quel centro di riunione ch’è il solo capace di formare gli Artisti e d’inspirar loro la sublimità de’ concetti. Questo avvenimento ha eccitato il più grande entusiasmo del Popolo Romano».

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8 secoli di domenicani e francescani tra pregiudizi, inquisizione e il Nome della Rosa

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E’ del 22 dicembre 1216 la bolla con cui papa Onorio III confermava il consenso alla forma di vita scelta a Tolosa da un gruppo di sacerdoti, impegnati nella predicazione contro l’eresia. E’ la nascita dell’Ordine domenicano che insieme ai francescani (la cui regola è approvata nel 1223) sono i cosiddetti “Ordini Mendicanti”.
Una grande storia quella dell’ordine voluto da San Domenico che ha visto moltissime anime diverse susseguirsi negli 800 anni di storia: a santi come Domenico, Tommaso d’Aquino e Pietro Martire si aggiungono figure femminili come santa Caterina da Siena o, per noi mantovani, la beata Osanna Andreasi; ma non possiamo dimenticare che domenicani furono anche Tommaso Campanella, Girolamo Savonarola e Giordano Bruno (questi ultimi bruciati sul rogo per le loro idee e le loro opere).

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5 cose da fare a Mantova in una notte nebbiosa tra fantasmi, pozzi e conventi scomparsi

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A Mantova quando c’è la nebbia tutto cambia o si trasfigura. Basta ad esempio entrare dal ponte di San Giorgio per accorgersi che si tratta di una passerella verso il nulla e, se fossimo in un film fantasy, nessuno si stupirebbe di veder apparire Camelot (e d’altra parte tra sacri vasi e santo Graal  siamo comunque in atmosfere arturiane). Ma quello che vi consiglio sono alcuni luoghi da vedere con la nebbia per rendersi conto che siamo in una città diversa dalle altre e che prima di lamentarsi per la nebbia bisogna pensare che meglio averla fuori che dentro il cervello. Eccovi 5 suggerimenti per passeggiate onirico-nebbiose…

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Mantova2016: 5 cose da fare a Mantova in una notte nebbiosa tra fantasmi, pozzi e conventi scomparsi

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mantovanebbiaA Mantova quando c’è la nebbia tutto cambia o si trasfigura. Basta ad esempio entrare dal ponte di San Giorgio per accorgersi che si tratta di una passerella verso il nulla e, se fossimo in un film fantasy, nessuno si stupirebbe di veder apparire Camelot (e d’altra parte tra sacri vasi e santo Graal  siamo comunque in atmosfere arturiane). Ma quello che vi consiglio sono alcuni luoghi da vedere con la nebbia per rendersi conto che siamo in una città diversa dalle altre e che prima di lamentarsi per la nebbia bisogna pensare che meglio averla fuori che dentro il cervello. Eccovi 5 suggerimenti per passeggiate onirico-nebbiose… Continua a leggere

5 campanili medievali tra conventi, condominii e lievi pendenze

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Con l’arrivo della dominazione austriaca molte chiese mantovane furono rinnovate in stile neoclassico facendo perdere a Mantova il suo aspetto medievale. Se molte delle facciate che tuttora incontriamo rimandano proprio a questo periodo con uno stile abbastanza uniformato sono i campanili a ricordarci come erano in origine questi edifici di culto. Ce ne sono molti da riscoprire in giro per Mantova, a volte nascosti a volte solo poco osservati. Eccone 5 da cercare tra le vie…

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Mantova2016: 5 campanili medievali tra conventi, condominii e lievi pendenze

san_gervasio_protasioCon l’arrivo della dominazione austriaca molte chiese mantovane furono rinnovate in stile neoclassico facendo perdere a Mantova il suo aspetto medievale. Se molte delle facciate che tuttora incontriamo rimandano proprio a questo periodo con uno stile abbastanza uniformato sono i campanili a ricordarci come erano in origine questi edifici di culto. Ce ne sono molti da riscoprire in giro per Mantova, a volte nascosti a volte solo poco osservati. Eccone 5 da cercare tra le vie… Continua a leggere

Luigi Pastro: una via, un sonetto, un martire mancato

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Oggi parliamo di via Pastro che si apre al fianco della chiesetta della Madonna del Terremoto per sbucare in vicolo della Mainolda. Quando la si imbocca da piazza Canossa si ha una splendida vista del cupolone di S.Andrea ma forse non tutti sanno chi era Luigi Pastro (1822-1915). Visto che siamo ancora in tema di celebrazioni dei martiri di Belfiore ecco una breve sintesi con curiosità finale.

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L’immacolata concezione tra dispute e dogmi

morte_vergineL’Immacolata concezione (dogma sancito da Pio IX nel 1854) è una festa da sempre molto sentita. A Mantova è celebrata non solo nel santuario di Santa Maria dei Voti in duomo (i mantovani lo conoscono meglio come l’Incoronata) ma anche dalla statua sulla facciata della Torre dell’Orologio dove la Vergine è posta sopra ad una luna come nell’immagine descritta da Giovanni nell’Apocalisse.
Mantova è una città profondamente mariana tanto che secondo un’antica tradizione nacque proprio qui il mese di maggio e l’abitudine a recitare il rosario davanti ad immagini della Vergine.
Anche la Sistina a Roma nasce come cappella mariana voluta da Sisto IV, pontefice francescano, che celebra le convinzioni del suo ordine in contrasto rispetto alla visione domenicana con una spettacolare Assunzione della Vergine di Perugino che decorava la parete ora occupata dal Giudizio Universale di Michelangelo.
La storia delle dispute tra domenicani e francescani in merito alla Vergine è lunga e parte dalla Immacolata concezione (Santa Maria dei Voti nasce proprio grazie ai fondi raccolti in un confronto in piazza San Pietro – l’attuale piazza Sordello – tra il domenicano Vincenzo Bandello e il francescano Bernardino da Feltre), dalla dormitio virginis (rappresentata nella piccola tavoletta di Andrea Mantegna, oggi al Prado a Madrid, con lo splendido panorama di Mantova visto dal Castello di San Giorgio) e dall’Assunzione (disputa risolta da Pio XII con il dogma del 1950).
Su questo blog potete leggere per approfondire:
Santa Maria dei Voti: una santuario mariano al centro della Cattedrale
5 madonne miracolose tra maggio, terremoti e assedi

Su Il Post invece scoprite cos’è l’Immacolata concezione

Giacomo Cecchin

S.Ambrogio, S.Agostino e il lettore silenzioso

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anthonis_van_dyck_005-kyqg-u4318016755249haf-1224x916corriere-web-sezioni-593x443Oggi si festeggia S.Ambrogio vescovo di Milano, ma non voglio ricordare il santo ma un episodio che ce lo descrive intento a leggere senza muovere la bocca. E’ il futuro s.Agostino che ce lo descrive nelle Confessioni.
E’ strano oggi pensare che fosse raro trovare dei lettori silenziosi che leggessero a mente. Le biblioteche probabilmente erano dei luoghi rumorosi con tutti i lettori a bisbigliare e a seguire la riga con il dito per aiutarsi.
Anche a Mantova c’era una chiesa di S.Ambrogio ed era nell’attuale piazza d’Arco e un quadro rappresentante il santo è conservato nella cappella del Santissimo Sacramento nella Cattedrale di Mantova.
Ecco un passaggio dal libro di Alberto Manguel “Una storia della lettura” dove si descrive l’incontro tra Agostino e Ambrogio, il lettore silenzioso.

“Quando leggeva,” dice Agostino, “i suoi occhi esploravano la pagina e il suo cuore coglieva il significato, ma la sua voce taceva e la sua lingua era ferma. Chiunque poteva avvicinarlo liberamente e i visitatori di solito non venivano annunciati, cosicché spesso quando ci recavamo da lui lo trovavamo immerso nella lettura, in silenzio, perché non leggeva mai a voce alta.”
Gli occhi che esplorano la pagina, la lingua immobile: è così che descriverei un lettore di oggi, seduto con un libro in un caffè presso la basilica di Sant’Ambrogio a Milano, mentre legge, magari, le Confessioni di sant’Agostino. Come Ambrogio, il lettore è diventato sordo e cieco al mondo, alla gente che passa, al traffico, agli edifici che lo circondano. E nessuno si meraviglia della sua concentrazione: un lettore assorto è diventato un luogo comune.
Ad Agostino invece quella maniera di leggere sembrava tanto strana da riferircela nelle sue Confessioni. Ciò significa che a quei tempi quel metodo di lettura, la silenziosa perlustrazione di una pagina, era piuttosto fuori dell’ordinario, e che la lettura normale veniva fatta ad alta voce. Benché si possano rintracciare esempi di lettura silenziosa anche in tempi remoti, questo modo di leggere non divenne abituale in Occidente fino al X secolo”.

 

 

5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato

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andrea_mantegna_ditoLa Camera degli Sposi di Andrea Mantegna è un vero capolavoro dell’arte mondiale ma soprattutto è una splendida macchina narrativa. In un torrione del Castello di San Giorgio il pittore rappresenta la famiglia Gonzaga in una scena privata (il marchese circondato da famiglia e cortigiani) e durante l’incontro tra Ludovico II e il figlio cardinale sulla strada per Milano. Tra ritratti, miti e imprese ci sono tuttavia almeno 5 particolari da non perdere. Ecco la mia personale selezione… Continua a leggere