Mantova2016: 5 animali gonzagheschi a Palazzo Te tra stemmi, imprese e camini

salamandraGli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare. E’ proprio la camera delle imprese a farla da padrona ma alcuni di loro si disperdono per tutto il Palazzo. Eccoli di seguito… Continua a leggere

5 particolari lascivi da cercare a Palazzo Te tra selfie, cigni e lato B

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giove_olimpiade

A Palazzo Te Giulio Romano interpreta i desideri del suo committente Federico II e ne racconta sulle pareti le vicende private attraverso le storie delle divinità del monte Olimpo. L’allievo di Raffaello spinge sull’acceleratore e in alcuni affreschi inserisce particolari lascivi o esplicitamente erotici. Qui siamo a Mantova e non a Roma e pertanto non arrivano i braghettoni a coprire le nudità. Senza dimenticare un piccolo Manneken pis da scovare negli scomparti che circondano il riquadro centrale della Camera di Amore e Psiche. Cosa ne dite di un percorso per scoprire 5 particolari lascivi a Palazzo Te…

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Mantova2016: 5 particolari lascivi da cercare a Palazzo Te tra selfie, cigni e lato B

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giove_olimpiadeA Palazzo Te Giulio Romano interpreta i desideri del suo committente Federico II e ne racconta sulle pareti le vicende private attraverso le storie delle divinità del monte Olimpo. L’allievo di Raffaello spinge sull’acceleratore e in alcuni affreschi inserisce particolari lascivi o esplicitamente erotici. Qui siamo a Mantova e non a Roma e pertanto non arrivano i braghettoni a coprire le nudità. Senza dimenticare un piccolo Manneken pis da scovare negli scomparti che circondano il riquadro centrale della Camera di Amore e Psiche. Cosa ne dite di un percorso per scoprire 5 particolari lascivi a Palazzo Te… Continua a leggere

Porto 1616: la Favorita ovvero l’ultimo fuoco d’artificio dei Gonzaga

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La Favorita - olio su tela di Giancarlo Businelli

Una splendida serata per raccontare la storia della Villa Favorita e del suo committente Ferdinando Gonzaga quella che si è tenuta giovedì 7 aprile proprio alla Favorita davanti a oltre 300 persone.
Pubblico di seguito l’articolo uscito su InformaPorto- Giugno 2016 che riassume i principali temi trattati durante la conferenza.

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Siamo tutti strambi: la nuova era del marketing su misura

strambiI libri di Seth Godin sono di quelli che ti fanno sentire migliore una volta che li hai letti. La mucca viola, Tribù, Quel pollo di Icaro e anche questo Siamo tutti strambi.
Come molti scrittori americani Seth Godin non ha timori reverenziali, scrive in modo semplice e diretto e riempe ogni pagina di spunti e stimoli.
Eccovi alcune delle frasi di chiusura:
“Ci sono dei momenti, lo ammetto, in cui il marketing mi viene un po’ a noia: non potrebbe importarmi di meno se Nike mette in vendita un nuovo modello di scarpa o Marlboro si agita per diffondere una nuova sigaretta.
Quel che mi interessa davvero, invece, è la capacità di ogni essere umano di esprimere la propria arte, di dare libero sviluppo a tutte le proprie potenzialità.
Mi interessano le connessioni tra le persone e la nostra voglia di stimolarci e sostenerci a vicenda nella creazione delle nostre peculiari manifestazioni artistiche.
E mi interessa la libertà, la possibilità di esprimere noi stessi, con un unico limite: non ledere la felicità altrui.
L’applicazione di questi principi richiede una società che non si limiti a tollerare gli strambi, ma sia anche disposta a celebrarli”.

Un libro da leggere assolutamente questo, anche perchè l’autore di questo blog scrive proprio con questa idea in testa: scrivere cose che divertano e appasionino gli strambi come lui.

Il blog di Seth Godin

Giacomo Cecchin

 

5 ulteriori passaggi segreti urbani tra mura, ferrovie e giardini

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vòlto oscuro

Abbiamo già affrontato il discorso delle scorciatoie o passaggi segreti urbani (qui potete trovare le 5 già pubblicate). Sono modi di passare da una via all’altra o da una piazza a un giardino sfruttando aperture non così evidenti e poco note ai più. Ricavate nelle antiche mura della città o risultato dell’apertura di giardini anticamente privati i passaggi segreti offrono sguardi inediti ad abitanti e turisti. Eccovene altre 5+1 (attualmente chiuso), ce ne sono delle altre?

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Mantova2016: 5 ulteriori passaggi segreti urbani tra mura, ferrovie e giardini

vòlto oscuroAbbiamo già affrontato il discorso delle scorciatoie o passaggi segreti urbani (qui potete trovare le 5 già pubblicate). Sono modi di passare da una via all’altra o da una piazza a un giardino sfruttando aperture non così evidenti e poco note ai più. Ricavate nelle antiche mura della città o risultato dell’apertura di giardini anticamente privati i passaggi segreti offrono sguardi inediti ad abitanti e turisti. Eccovene altre 5+1 (attualmente chiuso), ce ne sono delle altre? Continua a leggere

5 coccodrilli tra santuari, Gonzaga e musei naturalistici

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coccodrillo

Mantova e i Coccodrilli, un rapporto che inizia nel lontano passato ma che esiste tuttora per gli amanti del genere (vedi un recente articolo sulla Gazzetta). Il coccodrillo come fa? A Mantova fa il coccodrillo impagliato visto che ne sono presenti ancora numerosi esemplari. I motivi? Si va da quello appeso nel Santuario delle Grazie a quello del museo naturalistico di Palazzo d’Arco e a quello che stava nell’Appartamento delle Metamorfosi in Palazzo Ducale. Le motivazioni sono diverse: curiosità, ex voto o strumento apotropaico (per scacciare gli spiriti del male) o altro ancora. Eccovi i 5 coccodrilli di Mantova, a meno che non ce ne sia sfuggito qualcuno.

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Scrivere sui muri? dalla Domus Aurea a Palazzo Te una moda che non cambia

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Camarone dei Giganti

Spesso quando si gira per palazzi antichi o monumenti si trovano delle scritte che coprono le pareti danneggiando gli affreschi o semplicemente imbrattando i muri. In quel momento partono di solito tutti gli insulti e gli improperi nei confronti dei vandali e di chi, ad altezza di imbecille, ha voluto lasciare il ricordo del suo passaggio. Ma forse non tutti sanno che si tratta di un’abitudine che viene da lontano basti ricordare le scritte sulle pareti del Camarone dei Giganti di Palazzo Te o quelle sulla volta della Domus Aurea di Nerone.
Nel caso romano le scritte riportano i nomi dei più famosi pittori del quattrocento, scesi “in grotta” ad ammirare le pitture romane del I secolo D.C. e sono fondamentali per la storia dell’arte perchè ci raccontano quali artisti hanno visto le decorazioni: ricordiamo ad esempio Raffaello, Michelangelo o Pinturicchio. Per la firma di quest’ultimo poi c’è un’aggiunta divertente e infamante: forse un allievo arrabbiato o forse un pittore rivale ha scritto sotto la firma di Bernardino di Betto l’epiteto ingiurioso di “sodomita” e così per 5 secoli e nel futuro il dubbio sulle abitudini dell’artista rimarrà.
Ma torniamo a Palazzo Te dove nella Camera dei Giganti sono state lasciate le scritte che ne deturpano le pareti arrivando, come si diceva prima, ad altezza di imbecille.
Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti:alcune risalgono addirittura alla fine del ‘500 (i Gonzaga abitano ancora il Palazzo ed è come se voi invitaste qualcuno a cena e mentre stappate il vino in cucina uno dei vostri ospiti incidesse il suo nome dietro il divano in sala da pranzo), altre agli anni tragici del Sacco del 1630, altre molto più vicino a noi al secolo scorso. Per i curiosi e gli amanti del genere a questo link trovate tutte le scritte del Camarone dei Giganti reperite con un lavoro certosino da Anna Maria Lorenzoni.
Ne riportiamo una che ci sembra particolarmente divertente con alcuni buontemponi che dopo la colazione pensano bene di lasciare la firma sulle pareti del capolavoro di Giulio Romano:
D.Gozzi – J.Carolus 1749,29 aprile, Giorno di S.Pietro Martire, doppo d’haver fatto collazione.
Durante il restauro la scelta, a mio parere corretta, è stata quella di non stuccare le scritte ma di riempirne i solchi di colore per consentire la piena lettura degli affreschi ma senza perdere le tracce di una storia minore che fa ormai parte delle vicende di Palazzo Te. D’altra parte un motto forse parmigiano ricorda che:
Gli Eroi sui Marmi
e i Coglion sui Muri
Scrivono lor Nome
Perchè Etterno Duri.

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5 labirinti in cui perdersi tra Gonzaga, canneti e siepi

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labirinto - sala dei cavalli

Il Palazzo ducale di Mantova è un labirinto dicono i visitatori, una città nella città aggiungono le guide. In effetti il labirinto è un tema che torna molto spesso a Mantova non solo camminando tra le vie del centro storico, perdendosi e ritrovandosi tra vicoli e piazze, sfruttando quei passaggi segreti urbani, delle vere scorciatoie, che ad esempio ti fanno passare dalla vista gotica del campanile e del chiostro benedettino di S.Andrea (piazza Alberti) alla veduta rinascimentale della facciata di S.Andrea (piazza Mantegna). Ma il labirinto torna negli affreschi e nei soffitti, nel lago e nelle vie e nel ricordo di quello immenso di Palazzo Te che purtroppo non esiste più. Eccovi i 5 labirinti mantovani tra cui perdersi e se ne trovate qualcun altro basta dirlo…

UNA NOTA DI AGGIORNAMENTO – le cose cambiano e da quando è stato scritto questo post è stato eliminato il labirinto di Via Visi. E’ un peccato perché quando si perde un labirinto è sempre una tragedia (almeno per me). Però (c’è sempre un però) è rinato quello di Bosco Virgiliano e ne ho parlato in una puntata di Mantova Segreta che potete vedere qui https://youtu.be/OA_xHTjkzeo?t=1067

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