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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Mantova

Da Piazza San Pietro a “Piazza Bordello”: storia (seria) di un nome mantovano (per non tacere del correttore di Word)

27 martedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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cultural heritage, Dante Alighieri, famille Gonzague, Gonzaga, Gonzaga family, histoire urbaine, historical memory, identità urbana, identité urbaine, Mantoue, Mantova, Mantua, mémoire historique, memoria storica, nomi delle strade, noms des rues, patrimonio culturale, Piazza Sordello, Sordello da Goito, storia urbana, street names, toponomastica, toponymie, toponymy, urban history, urban identity

Quando i nomi delle piazze raccontano la storia

La toponomastica – cioè l’insieme dei nomi attribuiti a strade, piazze e luoghi – racconta spesso la storia dei territori meglio di molti libri. I nomi cambiano nel tempo seguendo i mutamenti politici, religiosi e culturali: celebrano personaggi, cancellano memorie scomode, segnano l’inizio di nuove epoche.
Ogni variazione non è mai neutra, ma riflette equilibri di potere, ideologie dominanti e persino mode del momento.

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Storie mantovane della prima guerra mondiale

14 mercoledì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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1917, 1917 explosion, ammunition depot, armée italienne, arrière-front, éclats d’obus, évacuation civile, città di retrovia, civilian evacuation, dépôt de munitions, esercito italiano, esplosione, evacuazione civile, explosion, fire, First World War, fort de Pietole, Forte di Pietole, fortifications militaires, fortificazioni, historical memory, home front, incendie, incendio, Italian Army, Italie du Nord, Mantoue, Mantova, mémoire historique, memoria storica, military fortifications, munizioni, Northern Italy, Parco del MincioùMantua, polveriera, poudrière, powder magazine, Première Guerre mondiale, Prima Guerra Mondiale, shrapnel, Storia Locale, World War I

Una città di retrovia nella Grande Guerra

Durante la Prima guerra mondiale, Mantova era considerata una città di seconda linea, lontana dai fronti, ma di grande importanza strategica per lo stoccaggio di armi e munizioni. In città e nei suoi immediati dintorni si concentravano numerosi depositi militari, caserme e polveriere, indispensabili per rifornire le truppe al fronte. Tra queste strutture, il Forte di Pietole rivestiva un ruolo di primo piano: una massiccia costruzione ottocentesca che, pur non più utilizzata come baluardo difensivo, era stata trasformata in enorme deposito di materiale bellico destinato alla guerra.

Dall’opera difensiva al deposito di munizioni

Il forte, costruito secondo i canoni tecnici dell’ingegneria militare ottocentesca, aveva perso la sua funzione originaria di fortificazione dopo l’annessione di Mantova al Regno d’Italia nel 1866, con il progressivo smantellamento delle mura e degli apparati difensivi cittadini. Inizialmente incluso nella lista delle opere radiate, il Forte di Pietole fu successivamente riammesso in servizio come deposito di materiali e munizioni, diventando uno dei principali punti di accumulo di esplosivi e proiettili.

La sera del 28 aprile 1917: l’incendio e la prima detonazione

La sera del 28 aprile 1917, con il forte colmo di munizioni oltre ogni limite di sicurezza, si sviluppò un incendio all’interno dell’edificio, innescato dalla perdita di liquidi incendiari fuoriusciti da alcuni proiettili destinati al fronte. Le fiamme si propagavano rapidamente attraverso gli spazi in cui erano stipate le scorte, raggiungendo la grande polveriera centrale e le casematte situate nella cortina di destra. La situazione precipitò in una lunga notte di terrore e scosse.

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Le strade di Ercolano (II): Un libro imprescindibile su Mantova

13 martedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Libri, Storia Locale

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città storica, city as palimpsest, Civiltà Mantovana, cultural heritage, Ercolano Marani, historic city fabric, local history, Mantova, Mantua, memoria urbana, Storia Locale, stradario, street directory, streets and squares, tessuto storico, toponomastica urbana, urban memory, urban toponymy, vie e piazze

Coertina dello stradario di Ercolano Marani

Il più bel libro scritto sulle strade, le vie e le piazze di Mantova è senza dubbio lo stradario di Ercolano Marani. Fidatevi. Non si tratta di una semplice affermazione affettuosa o campanilistica: lo stradario di Marani è un’opera che, per profondità, rigore e sensibilità, non ha eguali nel panorama degli studi dedicati alla città. La bella notizia è che, se fino a pochi anni fa occorreva rintracciare pazientemente i singoli articoli dispersi nelle diverse annate della rivista Civiltà Mantovana, oggi quel materiale è stato finalmente raccolto e ordinato in un numero speciale che restituisce unità e continuità alla ricerca.

Non un elenco, ma una lettura della città

Lo stradario non è un catalogo freddo di toponimi. È piuttosto un racconto urbano, una lettura lenta e stratificata del tessuto cittadino. Marani accompagna il lettore tra vie principali e vicoli secondari, tra piazze celebri e slarghi dimenticati, mostrando come ogni nome custodisca una storia: di mestieri scomparsi, di famiglie, di istituzioni religiose e civili, di trasformazioni urbanistiche che hanno lasciato segni talvolta evidenti, talvolta quasi invisibili.

La città come palinsesto

La chiave di lettura proposta da Marani è chiara e affascinante. Come egli stesso scriveva, un’antica città è un libro da leggersi con attenzione e pazienza. Le strade non sono semplici tracciati funzionali, ma testimonianze complesse; le piazze non sono solo spazi di passaggio, ma luoghi simbolici; gli edifici, siano essi monumentali o modesti, sono spesso veri e propri palinsesti, nei quali epoche diverse convivono e dialogano. In questo senso, lo stradario diventa uno strumento per allenare lo sguardo, per imparare a interrogare ogni dettaglio urbano.

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Scrivere sui muri? da Palazzo Te alla Domus Aurea una moda che non cambia

09 venerdì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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affreschi rinascimentali, ancient graffiti, art history, art restoration, arte e vandalismo, Camera dei Giganti, Camera of the Giants, Chambre des Géants, conservation des monuments, conservazione dei beni culturali, cultural heritage, Domus Aurea, Domus Aurea Rome, fresques de la Renaissance, Giganti, Giulio Romano, graffiti antichi, graffiti historiques, graffiti in ancient monuments, graffiti rinascimentali, graffiti storici, graffitis anciens, graffitis de la Renaissance, Grottesche, histoire de l’art, histoire du vandalisme, historical graffiti, history of vandalism, inscriptions murales anciennes, Mantova, Michelangelo, Michelangelo Buonarroti, monument conservation, Palais du Te Mantoue, Palazzo Te, Palazzo Te Mantua, patrimoine culturel, patrimonio culturale, Pinturicchio, Pinturicchio artist, Raffaello, Raphael Renaissance, Renaissance frescoes, Renaissance graffiti, restauration artistique, restauri monumentali, Roma, scritte sui monumenti, scrivere sui muri, storia dell’arte, vandalism on monuments, vandalisme des monuments, vandalismo storico, visite artistiche rinascimentali

Passeggiando tra palazzi storici e monumenti antichi capita spesso di imbattersi in scritte incise o tracciate sui muri, talvolta sopra affreschi di grande valore. La reazione più comune è un coro di insulti rivolti ai vandali di turno, a chi — spesso “ad altezza di imbecille” — ha voluto lasciare traccia del proprio passaggio. Eppure non tutti sanno che questa abitudine ha radici molto lontane nel tempo.

Basti pensare alle scritte ancora visibili nel Camarone dei Giganti di Palazzo Te o a quelle sulla volta della Domus Aurea di Nerone: testimonianze che, oggi, sono diventate documenti storici a tutti gli effetti.

Le firme degli artisti nella Domus Aurea

Nel caso romano, le scritte hanno un valore del tutto particolare. Riportano infatti i nomi di celebri pittori del Quattrocento che, calandosi letteralmente “in grotta” per esplorare gli ambienti sotterranei della Domus Aurea, rimasero affascinati dalle pitture romane del I secolo d.C.

Tra le firme compaiono nomi fondamentali per la storia dell’arte come Raffaello, Michelangelo e Pinturicchio. Queste tracce sono preziosissime perché ci dicono esattamente quali artisti ebbero accesso diretto alle decorazioni antiche.

La firma di Pinturicchio, Bernardino di Betto, è resa ancora più curiosa da un’aggiunta tanto infamante quanto enigmatica: sotto il suo nome qualcuno scrisse l’epiteto “sodomita”. Uno scherzo crudele di un allievo? Un attacco di un rivale? Qualunque sia la risposta, da cinque secoli quella parola continua ad alimentare dubbi e pettegolezzi postumi sulle abitudini dell’artista.

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La Buona Strada. Viaggiare lentamente con Philippe Daverio

08 giovedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri

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art and landscape, art et territoire, art et voyage, art history travel, art travel Italy, arte e territorio, Baldassarre Castiglione, coccodrillo, cultural itineraries, cultural walks, divulgazione artistica, Giulio Romano, histoire de l’art italien, Italian Renaissance art, itinéraires artistiques, itinerari culturali, La Bonne Route, La buona strada, La Buona Strada book, Le Grazie, libri di viaggio culturale, Lombardia culturale, Lombardy cultural heritage, Mantoue Renaissance, Mantova, Mantova Rinascimento, Mantua Renaissance, passeggiate d’autore, patrimoine lombard, Philippe Daverio, promenades culturelles, Sabbioneta, Sabbioneta città ideale, Sabbioneta ideal city, Sabbioneta ville idéale, Sanctuaire des Grâces, Sanctuary of the Graces, Santuario delle Grazie, slow travel Italy, storia dell’arte italiana, Suzzara, Tourisme culturel, turismo lento, viaggi culturali, voyage lent

La Buona Strada è uno di quei libri che invitano a cambiare passo. Philippe Daverio propone 127 passeggiate in Lombardia, con frequenti sconfinamenti nelle regioni limitrofe, suggerendo mete poco note o, quando celebri, raccontate da angolazioni inattese. Il lettore è incoraggiato a mettersi in viaggio con curiosità, senza la fretta del turismo di consumo, seguendo piuttosto il filo della storia, dell’arte e delle stratificazioni culturali.

La vera sorpresa, soprattutto per chi non vive in questa regione, è scoprire come la Lombardia – e Milano in particolare – rappresenti una delle aree a più alta densità di monumenti, città d’arte, musei e chiese degne di un viaggio. Daverio accompagna ogni itinerario con riferimenti all’attualità, aneddoti, episodi minori e storie dimenticate, rendendo la lettura vivace e continuamente stimolante.

I cinque itinerari mantovani: un Rinascimento diffuso

Tra le molte proposte del volume, spiccano i cinque itinerari mantovani, che prendono avvio da Mantova e si spingono fino a Sabbioneta e Suzzara. Particolarmente significativa è l’attenzione riservata al Santuario delle Grazie, al quale Daverio dedica ben due pagine dense di suggestioni, passando con naturalezza dal celebre coccodrillo appeso al soffitto alla tomba di Baldassarre Castiglione.

1. Mantova – New York del Rinascimento

Una capitale culturale ante litteram, tra Gonzaga, architetture e modernità

Mantova viene raccontata come una metropoli rinascimentale: compatta, colta, densissima di opere e idee, paragonabile – con una provocazione tipicamente daveriana – a una New York del Quattro-Cinquecento. E d’altra parte è una sua definizione quella di “Mantova come una Manhattan padana”, un’isola piena di torri, i grattacieli del Medioevo. Qui il potere dei Gonzaga si traduce in urbanistica, pittura e architettura, creando un laboratorio culturale di respiro europeo.

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Interviste impossibili a Festivaletteratura: si parte con Dante Alighieri

05 lunedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Interviste impossibili, Storia Locale

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classici, classiques littéraires, cultura, cultural blog, culture, Dante Alighieri, entretien imaginaire, festivaletteratura, Giacomo Cecchin, imaginary interview, intervista immaginaria, Interviste impossibili, Italian literature, La Voce di Mantova, letteratura italiana, literary classics, littérature italienne, Mantoue, Mantova, Mantua, Piazza Sordello, poésie, Poesia, poetry, Voce di Mantova

Quest’anno il Festivaletteratura arriva alla 30esima edizione e chi lo sa che non si riesca a fare qualcosa di speciale. L’anno scorso ho pensato di pubblicare delle interviste impossibili sul quotidiano La Voce di Mantova facendo delle domande sul Festival a Dante, Petrarca, Boiardo e ad uno dei Gonzaga.

Io mi sono divertito e non so se questa formula piacerà anche a voi. Certo che in alcune delle risposte troverete alcune delle mie opinioni e non so se gli intervistati sarebbero d’accordo.

D’altra parte la la letteratura è vita e la vita è un gioco e allora forse giocare facendo dell’ironia è una delle cose più belle che ci sia. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di venerdì 5 settembre 2025 a pagina 11 .

Dante in piazza Sordello tra terzine e monopattini

“Ho visto che hanno fatto un museo a Virgilio. Non so se gli sarebbe piaciuto”

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Nel silenzio del colore, la mostra di Giancarlo Businelli: una Mantova insolita e suggestiva

03 sabato Gen 2026

Posted by mantovastoria in Conferenze, Mostre

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Un’altra bellissima mostra di Giancarlo Businelli dal titolo “Nel silenzio del colore” allestita alla Galleria Sartori nel dicembre del 2025.

Ecco il servizio relativo alla mostra andato in onda nel TG di Telemantova

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La via Carolingia nel tratto mantovano: un podcast con Giacomo Cecchin, Alberto Grandi e don Stefano Savoia

29 lunedì Dic 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Storia Locale

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Alberto Grandi, Associazione Mantova Carolingia, cammini europei, cammini religiosi, cammini storici, Carlo Magno, Charlemagne, chemins de pèlerinage, chemins historiques, cultural heritage routes, cultural podcast, don Stefano Savoia, European cultural routes, Giacomo Cecchin, Gli Scarponauti, historical pilgrimage routes, history podcast, Holy Roman Empire, itinéraires culturels européens, itinerari culturali europei, long-distance walking trails, Mantoue, Mantova, Mantua, patrimoine européen, pellegrinaggi storici, Po, Po River, podcast cammini, podcast histoire, podcast patrimoine, podcast storico, podcast voyage, provincia di Mantova, randonnée culturelle, Saint-Empire romain germanique, slow tourism, Stefano Savoia, storytelling podcast, storytelling territoriale, tourisme lent, travel podcast, turismo lento, via Carolingia, viaggio a piedi, voyage à pied, walking in Europe

Carlo Magno fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale dell’800 d.c.: tutti lo sanno o ne hanno sentito parlare in qualche modo. Forse non tutti sanno invece che la strada che portò il re dei Franchi dalla sua capitale Aquisgrana a Roma è diventata uno dei tanti cammini europei.

Il suo nome è VIA CAROLINGIA e io sono stato davvero felice di partecipare alle iniziative di lancio del progetto con un focus group ma soprattutto con un PODCAST IN 10 PUNTATE che ha visto la partecipazione anche del prof. Alberto Grandi e di don Stefano Savoia.

E’ stata una bellissima esperienza quella di raccontare le 8 tappe del tratto mantovano della via Carolingia: dalle colline moreniche a Mantova per proseguire poi lungo il Po e da lì fino al confine con la provincia di Ferrara. Ho provato a far vedere i luoghi, le chiese e le pievi, i monumenti e la natura che il pellegrino o il viandante incontra durante il percorso.

Ecco dove ascoltare il podcast https://open.spotify.com/episode/7jhesIhJouQ0iVVVIFSABY e qui trovate l’elenco delle 10 puntate con i relativi titoli.

1. Da Castiglione a Cavriana – Giacomo Cecchin

2. Da Cavriana a Goito – Giacomo Cecchin

3. Da Goito a Mantova – Giacomo Cecchin

4. Da Mantova a Governolo – Giacomo Cecchin

5. Da Governolo a San Benedetto Po – Giacomo Cecchin

6. Da San Benedetto Po a Revere – Giacomo Cecchin

7. Da Revere a Sermide – Giacomo Cecchin

8. Da Sermide a Quattrelle – Giacomo Cecchin

9. Cosa si mangiava al tempo di Carlo Magno – Alberto Grandi

10. Il ruolo dei Sacri Vasi sul cammino religioso della Via Carolingia – don Stefano Savoia

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Buon Natale da Giacomo Cecchin e Mantovastoria con una Natività di Lorenzo Lotto (che un tempo era a Mantova)

24 mercoledì Dic 2025

Posted by mantovastoria in Articoli

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E’ tornato Natale e come di consueto colgo l’occasione per fare gli auguri ai lettori di Mantovastoria con una immagine della natività. Stavolta ho scelto un’opera di Lorenzo Lotto, che forse proviene da Mantova, è conservata a Siena e può essere vista fino al 1 febbraio 2026 a Milano.

Ogni Natale il Museo Diocesano di Milano fa una scelta controcorrente. Nessun accumulo di capolavori, ma un solo dipinto, spesso di piccole dimensioni, talvolta poco noto, sempre capace di catturare l’attenzione. È una formula ormai riconoscibile, che invita il pubblico a ragionare di qualità e non di quantità.

E anche quest’anno la scelta sorprende e convince allo stesso tempo con la Natività di Lorenzo Lotto, proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Siena e protagonista di Un capolavoro per Milano.

Una Natività diversa e suggestiva

Quella dipinta da Lotto nel 1525 non è una Natività nel senso consueto del termine. L’artista sceglie di rappresentare un episodio raro, ispirato ai Vangeli apocrifi: il primo bagno di Gesù bambino. Maria è chinata sulla tinozza, concentrata in un gesto di cura quotidiana; il neonato si ritrae dall’acqua fredda con un movimento naturale, quasi improvviso. Accanto a loro compare una figura insolita, un’anziana levatrice, assente nei Vangeli canonici ma centrale nella scena.

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Andare per eremi francescani, tre tappe in appennino, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

04 sabato Ott 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Nel 2026 si arriva alla fine delle celebrazioni degli 8 secoli dalla morte di San Francesco e quindi potrebbe essere l’occasione migliore per organizzare un itinerario alla scoperta degli eremi francescani. Sono luoghi dove si respira un’atmosfera particolare: paesaggi rustici e solitari, costruzioni semplici e a misura d’uomo e a volte capolavori come le terracotte policrome dei Della Robbia.

Scendere da San Sepolcro verso Assisi e poi risalire per La Verna è davvero un viaggio nel tempo. San Francesco ha viaggiato moltissimo a piedi e a dorso d’asino e ripercorrere le sue tracce è davvero un’esperienza unica. Ecco alcune possibili tappe per un percorso tra gli eremi francescani che che ho descritto in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Ottobre 2025/Novembre 2025

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