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Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta nel dietro le quinte del Teatro Sociale (qui potete vedere tutta la puntata) in un itinerario inconsueto che passando dal sottopalco ed infilandosi nella buca del suggeritore, sbuca nel golfo mistico e sale dalla platea, su su fino al loggione per poi salire sul palcoscenico e sentire l’emozione degli attori che vedono aprirsi il sipario. Eccovi l’incipit della puntata:
“Bentornati a Mantova Segreta, una Trasmissione Che prova a raccontare i lati meno conosciuti della città Oppure quelli che sono sotto gli occhi di tutti Per questo Spesso Non si conoscono . Oggi parliamo di teatri in una città che che ne ha più di quelli che pensate e ci andremo a scoprire quelli più piccoli ma non per questo più importanti. Abbiamo deciso di partire dal più grande e dal più scenografico il Teatro Sociale, la Scala dei mantovani. La facciata è inconfondibile posta al termine di corso Pradella con queste colonne che reggono un timpano triangolare e che richiamano l’antica grecia. Fu l’architetto Luigi Canonica a progettare il teatro nel 1822 e ancora oggi il Sociale, come familiarmente lo chiamano mantovani, è uno dei teatri di tradizione italiani come la Scala appunto, il regio di Parma, il comunale di Bologna o il San Carlo di Napoli. Ma perché nel 1822 decidono di costruire il teatro in questa parte della città, poco prima del Rio che scorreva proprio qui davanti…” Continua a leggere
Mantova ha perso una grande parte del suo patrimonio culturale con la demolizione o la chiusura di molti dei monasteri, conventi e chiese che affollavano il centro cittadino. Eppure di tracce ce ne sono ancora molte ed è davvero interessante passeggiare per Mantova alla ricerca delle tracce di ordini religiosi importanti come ad esempio quello dei domenicani. La Mantova domenicana (o quello che ne resta) è proprio al centro della puntata di Mantova Segreta che potete
A Natale tutti si sentono più buoni! Proprio tutti? Forse alcuni meno di altri ed è per questo che vi proponiamo di seguirci alla scoperta di alcuni personaggi che hanno reso la storia di Mantova un po’ più oscura. Eccovi allora la puntata di Mantova Segreta andata in onda il 31 ottobre 2018, alla vigilia della Festa di Ognissanti.
Giacomo Cecchin prosegue nel suo viaggio alla riscoperta di Mantova andando a caccia di particolari che non tutti notano.
L’isola degli studi ovvero un isolato che ha visto la presenza dei Gesuiti per almeno due secoli. Una presenza che si coglie tuttora nel talento del luogo che ha mantenuto un contatto forte con gli studi: il Liceo Virgilio, la Biblioteca Teresiana e l’Archivio di Stato. Sembrano entità separate e invece no.
Mantova Segreta arriva alla Biblioteca di Te Brunetti giovedì 29 novembre alle 18.00. Sarà un modo di raccontare storie, curiosità e aneddoti che rendono la nostra città unica al mondo: dalle salite mozzafiato alle discese a rotta di collo, dalle statue che si muovono agli spettri che affollano il centro storico, da come sembrare mantovano durante il Festivaletteratura ai 5 momenti storici dove sarebbe stato meglio non essere a Mantova. Queste e altre storie sono alla base della trasmissione Mantova Segreta.

Per chi si fosse perso alcune delle puntate di Mantova Segreta pubblichiamo quella che vi accompagna alla scoperta dei ponti sul Rio.
Un Quartiere latino a Mantova? Ebbene sì. Per me il quartiere di Fiera Catena ha tutte le caratteristiche necessarie: biblioteche, giornali, scuole, ragazzi. Ecco perché in questa seconda puntata di Mantova Segreta andiamo alla scoperta di questo quartiere con la sorpresa finale di un campanile prigioniero.
Mantova Segreta è una trasmissione nata da un’idea di Giacomo Cecchin e dagli articoli pubblicati sul blog Mantovastoria. E’ stata un’evoluzione naturale del progetto delle 5 cose da sapere su Mantova e sui mantovani che, sfruttando la potenza delle immagini, fa vivere direttamente agli spettatori un modo diverso di conoscere Mantova e i suoi dettagli.