Quando si entra nella Camera degli Sposi si ha sempre paura di disturbare. I personaggi sulla parete sono impegnati in un dialogo silenzioso e solo la piccola nana ci osserva curiosa fissandoci negli occhi. Il vero protagonista è in ogni caso il marchese Ludovico II, seduto in veste da camera con il suo cane Rubino che sbuca da sotto la sedia.
Alzi la mano chi non ha mai sognato di interagire con lui e con gli altri personaggi affrescati da Anfrea Mantegna. Ecco perché ho immaginato di riuscire a strappargli un’intervista durante l’ultima edizione del Festivaletteratura. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di lunedì 8 settembre 2025 a pagina 11 .
Mantova e il Festivaletteratura visti da Ludovico II Gonzaga
“Bello l’evento, ma gli scrittori passano senza lasciare traccia. In città c’è troppo silenzio”
L’INTERVISTA IMPOSSIBILE di Giacomo Cecchin
C’è chi, durante Festivaletteratura, si aggira tra piazze e cortili con il badge al collo e chi invece preferisce osservarci dall’alto, incorniciato per sempre negli affreschi di Mantegna. Quest’anno però la curiosità di vedere Mantova “in diretta”, ha convinto Ludovico II Gonzaga a scendere un momento dalla parete della Camera degli Sposi. Si è sistemato la veste, ha dato una carezza a Rubino, il cane fedele che veglia sotto la sedia, e si è infilato tra le vie e tra i lettori, i volontari con le magliette blu e gli scrittori. A noi della Voce di Mantova è toccata la fortuna di incontrarlo per una chiacchierata informale. Il marchese, con la calma di chi ha visto passare papi, imperatori e artisti geniali ma intrattabili, ha accettato di raccontarci cosa pensa della città di oggi e del Festival. Il tono? Lo stesso di cinque secoli fa: diretto, ironico e con quel pizzico di nostalgia che solo un Gonzaga può concedersi.
A volte la storia reale riesce a superare l’immaginazione. È il caso di un episodio poco noto ma straordinario che si svolse alla fine del Trecento, quando ambizioni politiche, ingegneria idraulica e la forza incontrollabile della natura si intrecciarono dando vita a quello che potremmo definire, senza esagerare, un vero e proprio tsunami fluviale.
Non posso dire che lo conoscevo il professor Signorini, l’ho incrociato qualche volta e abbiamo scambiato qualche parola ma niente di più. Anzi mi aveva amichevolmente bacchettato alcune volte via e-mail per una leggerezza sul nome della nana della Camera degli Sposi e per telefono nel caso dell’itinerario sui luoghi che Dante aveva visto a Mantova. Nel primo caso accettai la revisione visto che aveva come al solito ragione e nel secondo aggiunsi un “forse” che magari strappò un sorriso al suo animo goliardico.
Eppure anche se non posso definirlo un amico posso sicuramente considerarlo un maestro per tutto quello che ha scritto e pubblicato su Mantova e sulla sua storia. Soprattutto continuerò a dialogare con lui a distanza per un confronto che nasce dai libri che ha pubblicato e non solo. Ecco perché ho deciso di scrivere questo post, è un grazie per tutto quello che ha scoperto e ci ha lasciato e per tutto quello che si potrà scoprire ulteriormente portando avanti le sue ricerche.
Ecco allora almeno 5 libri che considero dei punti di riferimento nella mia attività di divulgatore, giornalista e guida turistica.
Quando vai a caccia di storie su Mantova gli archivi sono il posto migliore. Ecco allora che per scoprire come è finita l’edicola liberty di Ulisse Sicola in piazza Canossa dobbiamo andare in archivio comunale. Ma anche chi vuole conoscere la storia del Rio e della sua copertura negli anni ’50 deve consultare gli archivi.
In questa puntata di Mantova Segreta incontriamo l’archivista Paola Somenzi e proviamo a capire come gli archivi siano uno dei luoghi vivi della ricerca storica e ti consentono di capire la storia della città.
E quindi capiamo l’importanza degli archivi e soprattutto delle persone che ci lavorano perché possono aiutarti, orientarti e soprattutto ascoltarti. In questo caso scopriremo tanti dettagli e curiosità che sono apparentemente banali ma in realtà ci danno la possibilità di un vero e proprio viaggio nel tempo.
E’ ormai una bella abitudine per me andare a Guidizzolo presso l’AUSER per raccontare storie.
Ci torno quest’anno Venerdì 19 maggio 2023 alle ore 18,30 per raccontare di
SPUNTI DI GEOGRAFIA RINASCIMENTALE: quando l’Italia era un’opinione e non una nazione presso la Cittadella delle Associazioni in via Don Luigi Sturzo 36 a Guidizzolo
Incontro a partecipazione libera
L’Italia è uno stato giovane che quest’anno ha compiuto i suoi primi 162 anni. Ma come mai da sempre si parla di Italia? Quanti erano gli stati in epoca rinascimentale, al tempo delle guerre d’Italia? E come era la situazione in epoca risorgimentale? Un viaggio al tempo in cui l’Italia era una espressione geografica secondo Metternich ma una nazione secondo tutti gli altri.
L’incontro è inserito nella Rassegna LIBERALAMENTE organizzata a Guidizzolo dall’AUSER.
Vi aspetto (sì perché ci sono anch’io!) alla presentazione del libro LA PIANURA DEI PORTICI – Itinerari di un incontro sentimentale – Editoriale Sometti Mercoledì 17 maggio 2023 alle 21.00 – Teatro Sociale Luzzara Danilo Donati / piazza Tedeschi, 6
E’ un progetto che ha visto insieme Massimiliano Boschini, Giacomo Cecchin, Simone Terzi, Fabio Veneri e Giuseppe Vitale.
Per partecipare Centro Culturale Zavattini – t. 0522 977612 | e-mail biblioteca@fondazioneunpaese.org ingresso ad offerta libera e consapevole
Sarà una serata 3D assolutamente da non perdere quella che si terrà lunedì 8 maggio alle 20.45 a Gazoldo degli Ippoliti presso la Rocca Palatina (via Marconi, 123) sede dell’Associazione Postumia.
Torniamo a raccontare la storia di Matilde di Canossa e dei viaggi nel Medioevo. Il Gruppo cultura Pietro Morelli vi invita a una conversazione con Giacomo Cecchin dal titolo
In viaggio con Matilde di Canossa – domenica 7 maggio 2023 ore 17.00 a Rivalta sul Mincio (Sala Ascari di Corte Mincio)
Ingresso libero e gratuito – per info e prenotazioni: Simona tel. 328 5783684 – e-mail giovannistorti67@gmail.com
Giacomo Cecchin racconterà di Matilde di Canossa e della sua vita avventurosa e in viaggio, del Medioevo e di reliquie, di battaglie, di armi speciali e di una birra che viene dal nord. Un pomeriggio alla scoperta di vita, morte e (forse) miracoli di una delle donne più fantasmagoriche di tutte.
Chiedimi quando sono felice… uno dei casi è quando posso raccontare perché sono innamorato di Mantova agli altri.
Nel novembre del 2022 ho avuto l’occasione di incontrare Dennis Callan (qui potete scoprire il suo sito https://www.youtube.com/denniscallan) e di fargli vedere Mantova per il suo canale di viaggi su youtube con 138.000 iscritti e più di 50 milioni di visualizzazioni.
1) Ho visto Mantova con i suoi occhi, quelli di un hawaiano che ama l’Europa ma non aveva mai visto la mia città.
2) Ho scoperto che devo migliorare il mio inglese ma che, anche se improbabile a tratti, riesce a comunicare la mia passione per Mantova
3) Ho capito che mahalo non lo dicono solo in Haway Five O e che se te lo dice un hawaiano lo hai veramente conquistato.
E quindi Aloha e buon lunedì dell’Angelo.
Ask me when I’m happy… one of the cases is when I can tell others why I’m in love with Mantua.
In November 2022 I had the opportunity to meet Dennis Callan (here you can discover his website https://www.youtube.com/denniscallan) and to show him Mantova for his travel channel on youtube with 138,000 subscribers and more than 50 million views.
1) I saw Mantua through his eyes, those of a Hawaiian who loves Europe but had never seen my city.
2) I discovered that I need to improve my English but that, even if unlikely at times, it manages to communicate my passion for Mantua
3) I understood that They don’t say MAHALO only in the Hawaii Five O TV serie and that if a Hawaiian says MAHALO to you it means that you really won him over.