Una nuova e bellissima mostra di Giancarlo Businelli presso la Galleria Arianna Sartori in via Cappello 17 a Mantova. Domani domenica 18 dicembre alle 16.00 io farò una breve introduzione insieme all’artista.
Cosa ne dite? Vi aspettiamo! Giacomo Cecchin
Rassegna stampa
– Servizio TG Telemantova – sabato 18 dicembre 2022
– La Voce di Mantova – venerdì 9 dicembre 2022
– La Voce di Mantova – domenica 18 dicembre
– La Gazzetta di Mantova – domenica 18 dicembre 2022
Per approfondire – il sito ufficiale di Giancarlo Businelli www.businelli.it
A Mantova ci sono i grattacieli? Sì, almeno uno. E’ quello costruito in piazzale Gramsci, proprio sulla linea degli antichi bastioni. Il condominio ha 13 piani ed è alto come la torre della gabbia: dall’attico si gode una splendida vista del controprofilo di Mantova, l’opposto di quello che si può osservare da Sparafucile. Due puntate corali, con la voce di architetti e economisti, per raccontare la Mantova moderna grazie alla splendida disponibilità di Matteo Scaglioni e della sua famiglia.
Mantova Segreta vi fa scoprire storie inedite e panorami mozzafiato grazie alle parole di Francesco Caprini, Claudia Bonora, Giovanni Iacometti, Giancarlo Leoni, Secondo Sabbioni, Nicola Debiasi e Matteo Scaglioni.
Mantova Segreta in cima al grattacielo
L’idea per questa puntata nasce proprio con l’obiettivo di raccontare la Mantova post-unitaria. Dopo il 1866 molto cambia, in meglio e in peggio, e la città nuova è sotto gli occhi di tutti. L’ispirazione l’ho trovata in un prezioso libro dell’Accademia Nazionale Virgiliana che si può scaricare gratuitamente in PDF dal sito.
Come scrivevano le donne nel Medioevo e nel Rinascimento? E soprattutto chi scriveva. a chi e su quali temi? Una bellissima mostra organizzata all’Archivio di Stato di Mantova dal direttore Luisa Onesta Tamassia presenta uno spaccato della scrittura al femminile: dagli atti siglati da Matilde di Canossa alle mogli dei Gonzaga che scrivono ai mariti lontani, dalle figlie di Barbara di Brandeburgo che fanno i compiti per compiacere la madre alla stessa marchesa che scrive al figli Federico in occasione della morte della nuora. Senza dimenticare la corrispondenza tra Isabella d’Este e Lucrezia Borgia, le due cognate all’opposto non solo per carattere ma anche per calligrafia.
Un argomento nuovo e poco frequentato quello della scrittura al femminile: ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi questa mostra.
Mantova Segreta vi fa scoprire lettere, storie e calligrafie delle donne con documenti presi dall’Archivio di Stato di Mantova in compagnia del direttore Luisa Onesta Tamassia.
Mantova Segreta alla scoperta della scrittura al femminile
L’idea per questa puntata nasce proprio con l’obiettivo di raccontare i documenti dell’Archivio di Stato che offrono sempre spunti interessanti e a volte autentiche sorprese.
Giuseppe Bazzani nasce, vive e lavora a Mantova tra 1600 e 1700 ed è il primo artista mantovano che si fa conoscere fuori città. Com’è possibile visto che i Gonzaga si circondano di tantissimi artisti che non nasca una scuola mantovana? Forse la risposta sta nel triplete dell’Inter: Moratti non ha tempo di far crescere il vivaio per vincere lo scudetto e compra solo campioni. I Gonzaga vogliono tutto e subito e anche loro fanno arrivare i fuoriclasse da fuori Mantegna, Giulio Romano, Rubens, Fetti e tanti altri.
Ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi la storia di Giuseppe Bazzani attraverso le sue opere che troviamo in giro per Mantova tra chiese, palazzi e il Museo Diocesano.
Mantova Segreta vi fa scoprire un artista che ha portato il nome di Mantova nel mondo attraverso le sue opere conservate nella Chiesa di Santa Maria della Carità, a Palazzo D’Arco e nel Museo Diocesano.
Mantova Segreta alla scoperta della vita e delle opere di Giuseppe Bazzani
L’idea per questa puntata nasce proprio con l’obiettivo di raccontare il primo pittore nato a Mantova e che si fa un nome anche fuori città, pur non abbandonandola mai e lasciandovi la maggior parte delle sue opere.
Torniamo nel comune di Marmirolo per un incontro alla Birillistica Marmirolese tra storie e buon cibo. Ecco i dettagli: MANTOVA, 5 COSE CHE SO DI LEI alla Birillistica di Marmirolo Mercoledì 23 novembre ore 20.00 – via Di Vittorio, 8 (vicino all’area Feste posta dietro il supermercato Rossetto)
E’ importante prenotare perché i posti non sono tantissimi: scrivere a birillisticamarmirolese@gmail.com o inviare un whatsapp al numero 3282170324.
La serata si inserisce in una serie di incontri in cui si parlerà di libri, musica, cibo e vino, arte.
Ecco la descrizione delle serate.
Ogni argomento sarà accompagnato da un piatto. In queste serate vorremmo riproporre le calde atmosfere dei filos quindi non delle semplici presentazioni ma chiacchiere. Vorremmo ricreare in chi partecipa, quelle sensazioni di stupore nell’ascoltare dei racconti e la voglia di fare domande, raccontare il proprio punto di vista. In aiuto alla creazione di questa atmosfera un piatto, un “mangiarino”, perché sappiamo quanto anche il buon cibo sia parte fondamentale delle serate che “vanno a chiacchiere”. Il cibo sarà sempre a tema a vestire il meglio possibile i racconti dell’ospite della serata. Ecco quindi una descrizione di ciò che accadrà nelle stanze della Birillistica in quelle serate.
Mons. Roberto Brunelli ci accompagna alla scoperta di quadri e sculture del Museo Diocesano di Mantova, ricco di capolavori e di meraviglie. E’ uno spazio ricavato nelle sale dell’antico convento di Sant’Agnese in piazza Virgiliana che racconta la millenaria storia della diocesi di Mantova.
Attraversando il museo scopriamo perché è dedicato a Francesco Gonzaga, quali sono le sue opere principali e alcuni capolavori tutti da scoprire. Mantova Segreta vi porta alla scoperta del Museo Diocesano di Mantova insieme al direttore Mons. Roberto Brunelli cui va un ringraziamento particolare insieme alla diocesi di Mantova.
Mantova Segreta alla scoperta del Museo Diocesano di Mantova
L’idea per questa puntata nasce con l’obiettivo di far scoprire ai mantovani e non solo un gioiello come il Museo Diocesano che rende la nostra città ancora più ricca.
E’ come un neverending tour questa tournée di presentazione del libro “Mantova, 5 cose che so di lei”: si ritrovano degli amici, ci facciamo nuovi amici e soprattutto scopriamo sempre nuove cose del libro.
Tra l’altro saremo in un luogo dal fascino particolare come il Torrazzo di Vespasiano Gonzaga a Commessaggio e in compagnia di Marcella Luzzara, una collega guida turistica che converserà con me in una sorta di visto da destra e visto da sinistra (perchéogni guida turistica ha un suo personale modo di vedere Mantova)
Mantova, 5 cose che so di lei a Commessaggio Venerdì 18 novembre ore 20.45 presso il TORRAZZO di Commessaggio in via De’ Musoni, 26
Ringrazio Marcella Luzzara e l’associazione culturale IL TORRAZZO per l’ospitalità.
Ci vediamo alla prossima tappa di una tournée che ci sta portando in giro per biblioteche, scuole e pro loco.
Il 20 febbraio del 1810 Andreas Hofer viene fucilato a Mantova dai francesi dopo un processo che lo condanna a morte per volere di Napoleone. Da allora gli Schützen ogni anno vengono a Mantova per ricordare questo tragico avvenimento. La città è molto cambiata da allora e la cittadella non esiste più se non per Porta Giulia. Da qui si può iniziare un percorso a ritroso che ci porta a ripercorrere le tracce di Andreas Hofer a Mantova.
Partendo da Porta Giulia si passa dall’antica polveriera e attraversando il ponte dei Mulini (qui si trovava la prigione di Hofer detta Torre del Vaso) si arriva fino a Palazzo D’Arco dove secondo la tradizione si tenne il processo al patriota.
Mantova Segreta vi porta sulle tracce di Andreas Hofer, alla scoperta di una Mantova occupata dall’esercito di Napoleone.
Un ringraziamento particolare va all’Associazione Porta Giulia Hofer e al suo presidente Paolo Predella per la grande disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta sulle tracce di Andreas Hofer a Mantova
L’idea per questa puntata nasce dalla possibilità di raccontare gli ultimi istanti della vita di Andreas Hofer in occasione del tradizionale pellegrinaggio a Mantova degli Schützen il 20 febbraio del 2022.
E’ da cinque anni (questo è il sesto) che partecipo con entusiasmo alla realizzazione di Fumana, un contenitore che parla di storie, pianura, personaggi e fumana appunto (la nebbia per i mantovani).
L’elemento che mi diverte di più è che la formula cambia ogni anno e non è mai uguale a sé stessa.
Nell’edizione 2022 è stato deciso di far riferimento ai CAMBIAMENTI, climatici, di stato, di prospettiva, di vista.
Questo è il mio evento in programma
DOMENICA 20 novembre 2022 – ore 8.00 Dalle sponde dei laghi alla Cascina La Goliarda Passeggiando tra terra ed acqua accompagnati da suoni e parole
Qui trovate anche il piccolo articolo scritto per l’edizione speciale de IL NOTTURNO.
Che cos’è questa Fumana? E’ il ciel con la sottana
La nebbia è femmina, ti accoglie e sconvolge. Ti vien voglia di attraversarla, di abbracciarla, di mangiarla come lo zucchero filato al luna park. La nebbia ti fa tornare bambino e per farlo tiri sempre fuori la frase rompighiaccio: “Non ci sono più le nebbie di una volta”. Chi lo sa dove sono finite le nebbie di una volta. Forse qualcuno ha finalmente spianato il passo del Turchino e ha aperto la finestra sulla pianura Padana, creando la corrente che si è portata via la nebbia. O forse, come i fantasmi, la nebbia è sempre dietro di te e quindi non la vedi. Oppure qualcuno ha creato un grande aspiranebbia senza pensare che dopo aver tolto il vapore, la polvere rimasta non la puoi mettere sotto il tappeto e ci servirebbe anche un grande aspirapolvere. Eppure la nebbia ancora c’è. Si alza quando meno te lo aspetti, si abbassa quando stai tornando a casa. Se volessimo farla sparire del tutto dovremmo ignorarla come capita al fantasma del racconto di Oscar Wilde: se non ci credi non la vedi. Però ci sono due modi di affrontare la nebbia: ci si può entrare o puoi osservarla dall’alto. Nel primo caso è un atto di coraggio. Cosa mi aspetta li dentro? Riuscirò a venirne fuori? E se fosse un’anticamera dell’inferno? La nebbia fa perdere la testa. È come avere la testa tra le nuvole senza staccare i piedi da terra. Ti senti un gigante. Il secondo modo è salire su un tetto, una torre o un campanile e guardarla dall’alto. Ti senti piccolo come quando da bambino aprivi un pacco di Natale e facevi fatica a trovare il regalo perché era nascosto tra i fili di paglia argentata. La città sotto di te scompare e ti sembra di volare con le nuvole sotto ai tuoi piedi. E invece ti accorgi che potresti avere nuvole sopra e nebbia sotto e tu saresti l’insalata o il salame nel panino. Poi torni a guardare verso il basso e dall’alto osservi i camini e i tetti che diventano trampolini per le piazze trasformate in piscine. Vedi le vie come fiumi burrosi o come rami di un albero di zucchero filato pieni di piccoli frutti luminosi. Oppure capovolgi il punto di vista e sotto i tuoi piedi hai la via lattea con le stelle che sembrano lampioni o i lampioni che sembrano stelle. E’ come un latteo firmamento con le luci dei fanali delle auto che girano e si incrociano come satelliti in orbita. La nebbia è femmina, ti accoglie e capovolge. E’ come per il vero amore: all’inizio è lo sguardo a farti innamorare ma poi l’involucro scompare e quel che rimane è un’anima e un cuore da amare. La vista non serve, serve sentire. E allora cos’è questa fumana? E’ il ciel con la sottana.
Una conversazione-racconto su Matilde di Canossa, sui suoi viaggi e sulle sue battaglie e poi un percorso di visita a San Benedetto in Polirone, il monastero che fu dimora temporanea per la Gran Contessa dopo la morte.
E’ una iniziativa che si inserisce nel progetto MARENGO VIVE promosso da Anna Zorzella e Catia Manfredini. Per info e prenotazioni: Catia 3491364992
MARENGO, DOVE TUTTO EBBE INIZIO: MATILDE DI CANOSSA Domenica 13 novembre ore 16.00 – Ingresso libero Sala Civica di Marengo – via Bacchelli, 12
E’ una conversazione-racconto su Matilde di Canossa partendo dal matrimonio dei suoi genitori a Marengo, dalla nascita a Mantova e dalla sua vita in viaggio con il piccolo racconto della birra trappista che porta sull’etichetta un chiaro riferimento alla Gran Contessa.
ORA ET LABORA, COME SI VIVEVA IN UN MONASTERO BENEDETTINO Domenica 27 novembre ore 15.00 – visita a pagamento Monastero del Polirone – San Benedetto PO
Una visita al monastero del Polirone che con una storia millenaria è la Cluny italiana e ha visto passare papi, imperatori e anche Martin Lutero. Un modo di rivivere la giornata del monaco benedettino e la vita di un’abbazia medioevale per scoprire che alcune delle regole potrebbero funzionare ancora oggi e rendere migliore la nostra vita.