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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Articoli

Buona Pasqua da Mantovastoria con una tavola di Andrea Mantegna, da Copenaghen

12 domenica Apr 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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Andrea Mantegna, Copenaghen, Cristo sorretto da Angeli, Giacomo Cecchin, Giovanni Agosti, Museo d'arte di Copenaghen, SMK, Statens Museum fur Kunst

Ed è tornata la Pasqua, quest’anno un po’ strana con questo esilio forzato che comincia a stare stretto e avrebbe impedito anche alle pie donne di andare al sepolcro del Cristo per scoprire che era risorto.
E anche la corsa dei due discepoli, uno dei passaggi del vangelo che mi emoziona ogni volta che lo leggo, non si sarebbe fatta.
Ecco il passo di Giovanni (20, 1-9)
1. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. 3.  Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7. e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Questa corsa dei discepoli sembra di vederla, di viverla in presa diretta, con Giovanni che corre più veloce e supera Pietro, arriva al sepolcro ma si ferma e alla fine è l’ultimo arrivato a entrare per primo e a credere…
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Oggi 6 aprile 1520 a Roma moriva Raffaello Sanzio

06 lunedì Apr 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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500 anni, Cinquecentenario Morte Raffaello, isabella d'este, Mostra Raffaello Scuderie del Quirinale, Pandolfo Pico della Mirandola, Raffaello Sanzio

Venerdì 6 aprile 1520, Roma
E’ il giorno della morte di Raffaello Sanzio.

A 500 anni dalla morte forse è il momento di riscoprire vita, morte e miracoli (imprenditoriali e artistici) di questo immenso artista.

Ecco cosa scrive Pandolfo Pico della Mirandola a Isabella d’Este per comunicare la morte di Raffaello: i segni sembrano ricordare quelli legati alla morte del Cristo. Una curiosità il fatto che segnali che anche Michelangelo non si sente troppo bene.

“Anchor che in questi giorni santi ad altro non s’attendi ch’a confessione, et a cose devote, non ho perhò voluto restare de far reverentia ala Ex.tia V., la quale per hora non sarà advisata d’altra cosa che de la morte de Raphaello d’Urbino, quale morite la notte passata che fu quella del Venere Santo, lasciando questa corte in grandissima et universale mestitia per la perdita de la speranza de grandissime cose che se expettavano da lui, quale haverebono honorato questa etade. Et in vero per quello se dice ogni gran cosa se pottea permettere da lui, per le cose sue che già se vegono fatte e per li principii ch’havea datto a magiore imprese. De questa morte li cieli hanno voluto mostrare uno de li signi che mostrorno nela morte de Christo quando lapides scisi sunt; così il palazzo del Papa s’è aperto de sorte che ‘l minaza ruina, e Sua Santità per paura è fugito dale sue stantie et è andato a stare in quelle che feze fare Papa Innocentio. Qua d’altro non se parla che de la morte de quest’homo da bene, quale nel fine deli soi 33 anni ha finito la vita sua prima; ma la seconda, ch’è quella de la Fama, la quale non è subietta a Tempo, né a Morte, sera perpetua, sì per le opere sue quanto per le fatiche de li dotti che scriverano in laude sua, ali quali non gli mancharà subietto. […] Non altro. In bona gratia de V. Ex.tia me rac.do e basogli la mano. Rome, aprillis VII M D xx De V. Ill.ma et Ex.ma Signoria Detto Raphaello honoratissimamente è stato sepulto a la Rottunda ove lui ha ordinato che ‘l se glie fazi a sua memoria una sepultura de milli ducati, et altri tanti ha lassato per dottare la capella ove serà detta sepultura. Ha datto anchor 300 ducati a ciaschun suo servitore. Heri venni nova da Fiorenze che Michele Angelo stasea male. Fideliss.mo Servitore Pandolphi de Pici de la Mirandola

Qui trovate il testo con i riferimenti precisi

Per approfondire
– Scoprire la mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale
– Achim Gnann parla dei rapporti tra Raffaello e Giulio Romano
– Raffaello Sanzio su wikipedia

Su questo blog
– A Brera a scuola di innovazione e creatività: da Perugino a Raffaello
– Gli Arazzi di Palazzo Ducale: 5 storie da riscoprire tra Mantova, Vienna, Londra, Roma e Urbino
– Buon Natale aspettando Raffaello2020: il cinquecentenario della morte del genio di Urbino
– Una splendida serata in compagnia di Giulio, Raffaello, Leonardo e Stefano Donati: mercoledì 8 maggio a Villa Di Bagno

I will arise and go now, and go to Innisfree: la mia scelta nella Giornata mondiale della poesia 2020

21 sabato Mar 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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Tag

Giornata mondale della poesia 21 marzo 2020, Giornata Mondiale della Poesia, Irlanda, John Ford, Silvana Ranzoli, The Lake Isle of Innisfree, The quiet man, Un uomo tranquillo, WILLIAM BUTLER YEATS

Non sono così convinto che l’iniziativa delle giornate mondiali sia utile a qualcosa. Però oggi che si festeggia la poesia ho provato a pensare a quale poeta mi sarebbe piaciuto rileggere e mi è venuto in mente un irlandese* che ho recuperato da questo sito Poetry Foundation: The Lake Isle of Innisfree –  WILLIAM BUTLER YEATS

I will arise and go now, and go to Innisfree,
And a small cabin build there, of clay and wattles made;
Nine bean-rows will I have there, a hive for the honey-bee,
And live alone in the bee-loud glade.

And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Dropping from the veils of the morning to where the cricket sings;
There midnight’s all a glimmer, and noon a purple glow,
And evening full of the linnet’s wings.

I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavements grey,
I hear it in the deep heart’s core.**

Anche a me piacerebbe andare a Innisfree, che è un luogo immaginario (ma potrebbe essere anche la riva del lago Superiore a Belfiore), e sentire questi suoni, questa pace.
E visto che non mi faccio mancare nulla oggi riguardo anche Un uomo tranquillo (The Quiet Man di John Ford), un’Irlanda stereotipata e che forse non è mai esistita ma che la magia del cinema ci regala come luogo dove rifugiarci in tempi difficili (poi si torna tutti indietro eh…).

* Questa poesia me l’ha fatta leggere Silvana Ranzoli, la mia professoressa di inglese del Liceo. Per me è stata ed è tuttora un mentore. Molto di quello che scrivo e faccio è anche un modo di restituire tutto quello che mi ha donato e insegnato.

** Eccone una traduzione

L’isola del lago di Innisfree

Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, andare ad Innisfree
E costruire là una capannuccia fatta d’argilla e vimini:
nove filari e fave voglio averci, e un’alveare,
e vivere da solo nella radura dove ronza l’ape.

E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta
Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, dove i grilli cantano;
e mezzanotte è tutta un luccicare, ed il meriggio brilla
come di porpora, e l’ali dei fanelli ricolmano la sera.

Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, perché la notte e il giorno
Odo l’acqua del lago sciabordare presso la riva di un suono lieve;
e mentre mi soffermo per la strada, sui marciapiedi grigi,
nell’intimo del cuore ecco la sento.

(Traduzione tratta dalle poesie di Yeats, Edizione Mondadori, a cura di Roberto Sanesi)

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5 mostre sul sofà: tra Mantegna, Georges de la Tour, Raffaello, Van Eyck e Artemisia

11 mercoledì Mar 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Mostre

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Artemisia Gentileschi, Gand, Georges de la Tour, Jan Van Eyck, Mantegna, mostre sul sofà, Museo di Belle Arti di Gand, National Gallery, Palazzo Madama, Palazzo Reale, Raffaello, Scuderie del Quirinale

In un momento come questo non si può andare in giro per mostre però internet ci aiuta molto. Quasi ogni esposizione ha un sito dedicato e quindi si può davvero immaginare cosa ci stiamo perdendo e cosa, nella speranza che questa situazione finisca presto, potremo vedere.
Qui vi segnalo 5 mostre che io sarei andato a vedere volentieri (sarei dovuto essere a Torino domenica 15 marzo per Mantegna) e che spero ancora di poter vedere. Intanto però accontentiamoci di provare a fare dei percorsi virtuali all’interno dei siti dedicati.
ANDREA MANTEGNA. Rivivere l’antico, costruire il moderno – Palazzo Madama, Torino  12 dicembre 2019 – 4 maggio 2020 – sito ufficiale
Una bellissima mostra a distanza di 12 anni da quella del Louvre del 2008 e da quelle italiane del 2006.

GEORGES DE LA TOUR. L’Europa della Luce – Palazzo Reale, Milano
7 febbraio 2020 – 7 giugno 2020 – sito ufficiale
La luce come in pittura non si era mai vista. Non solo il francese ma anche pittori fiamminghi e olandesi tra cui Gherardo delle Notti al secolo Gerrit van Honthorst.

RAFFAELLO 1483-1520 – Scuderie del Quirinale, Roma
5 marzo 2020 – 2 giugno 2020 – sito ufficiale
Dopo Leonardo un altro cinquecentenario per il fuoriclasse della pittura. La parabola umana del “divin pittore” con un’esposizione che parte dalla fine per tornare agli esordi.

VAN EYCK. Una rivoluzione ottica – Museo di Belle Arti, Gand
1 febbraio 2020 – 30 aprile 2020 – sito ufficiale
L’inventore della pittura a olio e il fiammingo per eccellenza che ha fatto da maestro ad Antonello da Messina. Al centro il polittico dell’Agnello mistico.

ARTEMISIA – National Gallery, Sainsbury Wing, Londra
4 aprile 2020 – 26 luglio 2020 – sito ufficiale
Una pittrice donna: due parole che difficilmente andavano insieme. Notevole il sottotitolo: “I will show Your Illustrious Lordship what a woman can do”.

Viaggiare è vita: una lettera di Wolfgang Amadeus Mozart al padre ci spiega perchè

09 lunedì Mar 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Grand Tour, Storia Locale

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250 anni d Mozart a Mantova, Amadeus ex Mantova, Leopold Mozart, Mantova, Orchestra da Camera di Mantova, Salisburgo, Viaggi, Viagiar descanta ma chi parte mona torna mona, Wolfgang Amadeus Mozart

Quest’anno ho partecipato con grande entusiasmo alle celebrazioni per i 250 anni dell’arrivo a Mantova di Leopold Mozart con il figlio Wolfgang Amadeus. E’ stato bellissimo fare un viaggio nel tempo e vedere la nostra città alla fine del settecento insieme all’Orchestra da Camera di Mantova.

E’ stato un modo per cambiare il punto di vista e immaginare cosa volesse dire viaggiare in un’epoca in cui la velocità media degli spostamenti era di 6/7 kilometri all’ora. All’epoca dei Mozart il tempo del viaggio era lo stesso che nell’antica Roma. Continua a leggere →

Adesso è chiaro: Mantova è davvero in Lombardia!

08 domenica Mar 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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Mantova è in Lombardia

Ieri avevo scritto del desiderio di andare a vedere Casalpusterlengo e Codogno e oggi ci si sveglia con tutta la Lombardia in Zona Rossa.
Mi viene da dire che anche se la Lombardia non ha il mare oggi la Regione si è trasformata in isola e che il Coronavirus sta creando una mappa d’Italia che sembra quella del Risiko, con la speranza che la partita finisca presto.
C’è da dire che questa chiusura regionale e tutte le cartine pubblicate sui quotidiani dovrebbero togliere ogni dubbio sul fatto che Mantova sia davvero in Lombardia!

Per approfondire su questo blog il tema di Mantova e dei Mantovani:
– I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?
– 5 domande da non fare ad una guida mantovana tra Gonzaga, reliquie e geografia

Che voglia di andare a Codogno e a Casalpusterlengo (dopo il Coronavirus…)!

07 sabato Mar 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

≈ 2 commenti

Tag

Casalpusterlengo, Codogno, fertilissima campagna irrigua, Guida Rossa, Guida Rossa Touring, Maurizio Milani

Non so se sia perché mi chiamo Giacomo o semplicemente perché sono italiano ma quando mi si dice di non fare una cosa mi viene un irrefrenabile desiderio di farla.
Ecco perchè andrò a fare un giro a Codogno e Casalpusterlengo appena finirà questa emergenza del Coronavirus.
Per me Codogno è una fermata della linea ferroviaria verso Milano e ci sono sceso un paio di volte quando sono andato in treno a Pavia. A Casalpusterlengo invece non sono mai andato.
Ci voleva questa emergenza per farmi venire la voglia di farci un salto e ho pensato di capire in anticipo cosa mi sono perso e cosa troverò quando potrò andarci.
Oggi allora sono andato a leggermi la Guida Rossa del Touring Club Italiano per scoprirlo. Continua a leggere →

Look, look Mr. Silvera: un ricordo di Fruttero & Lucentini nella Giornata Mondiale della Guida Turistica

21 venerdì Feb 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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David Silvera, Fruttero & Lucentini, Giacomo Cecchin, Giornata mondiale della GuidaTuristica, Guida turistica, L'Amante senza fissa dimora, Look, look Mr. Silvera, Venezia

Se mi chiedessero qual è una delle mie professioni preferite risponderei la GUIDA TURISTICA. Ne parlo oggi in occasione della Giornata mondiale della Guida Turistica perché si tratta di una professione poco considerata, utilizzata a volte come ripiego e ridotta al rango di “cicerone”, parolaio, raccontatore seriale di aneddoti e chi più ne ha più ne metta.
Per me invece la Guida Turistica è un raccontatore di storie (nel senso alto del termine, una sorta di tusitala alla Robert Louis Stevenson), un attore che recita i suoi monologhi con un pubblico sempre diverso, un funambolo dell’arte che trova la giusta intersezione tra argomenti apparentemente lontani e sa conquistare chi lo ascolta, un sognatore che indossa occhiali temporali che gli consentono di viaggiare nel tempo e di portare con sé i visitatori, e potrei continuare ancora… Continua a leggere →

Rinascere e Rinascimento: un bel libro di Nicola Gardini (che parla del passato ma si occupa di presente e di futuro)

11 martedì Feb 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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Agnolo Poliziano, Cassandra Fedele, Garzanti, Giovanni Pico della Mirandola, Giovanni Pontano, Girolamo Fracastoro, Leonardo da Vinci, Lorenzo de' Medici, Ludovico Ariosto, Niccolò Machiavelli, Nicola Gardini, Rinascere, Rinascimento

Quanti di noi/voi risponderebbero Rinascimento se gli venisse chiesto di scegliere un’epoca in cui tornare per un viaggio nel tempo? Molti direi. Ma forse solo perché innamorati di un’immagine ideale di quel periodo e non per una conoscenza effettiva.
Dal punto vista politico infatti era un mondo pesantemente in crisi e, per l’Italia, furono guerre continue culminate con il Sacco di Roma del 1527 *.
Se pensiamo invece alla cultura e alla letteratura era davvero un periodo fantastico che  può ancora insegnarci molto ed essere di stimolo.

Parte da qui l’idea del libro RINASCERE – storie e maestri di un’idea italiana, scritto da Nicola Gardini e pubblicato da Garzanti.

Il testo è scoppiettante e racconta le storie di 9 personaggi rinascimentali dal punto di vista della loro idea di cultura e soprattutto riscoprendo cosa fosse davvero la civiltà del Rinascimento. Continua a leggere →

Mozart a Mantova: MCG sulle tracce del genio con la rubrica Mantovagando di Giacomo Cecchin

09 domenica Feb 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Giacomo Cecchin, La croce verde, Leopold Mozart, Locanda la croce verde, MantovaChiamaGarda, Mantovagando, Margherita Sartoretti, Marianna Sartoretti, Mozart, Mozart a Mantova, Palazzo Berna, palazzo d'arco, passeggiata mozartiana, Teatro Bibiena, Teatro Vecchio, Wolfgang Amadeus Mozart

Com’era la Mantova del ‘700? Era molto diversa da quella che vediamo oggi? Basta provare a immaginare di indossare degli occhiali temporali e passeggiare per Mantova per rendersi conto che la nostra città non è così cambiata da quella che accolse Leopold e Wolfgang Mozart nel gennaio del 1770. Ecco allora una miniguida in 5 tappe per una passeggiata mantovana sulle tracce del genio adolescente: dalla locanda dove alloggiarono nel soggiorno mantovano al Teatro Bibiena, da Palazzo d’Arco al Palazzo di Marianna Sartoretti. Una Mantova settecentesca schiacciata tra quella dei Gonzaga e quella risorgimentale ma che ha molto da offrire e raccontare. Questo il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero). Continua a leggere →

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