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Andrea Mantegna, Assunta, Assunzione, Caravaggio, Dogma, Dogma dell'Assunzione, Dormitio Virginis, Festa dell'Assunta, La Morte della Vergine, Museo del Prado, Pinacoteca di Ferrara, Pio XII
Ogni mantovano che passa dal Museo del Prado non può evitare di cercare la Morte della Vergine di Andrea Mantegna e di emozionarsi quando ci si trova davanti. Il motivo è legato soprattutto al paesaggio che si vede sullo sfondo, che rappresenta la vista del ponte di San Giorgio e del borgo fortificato dalle finestre del Castello.
E’ forse l’unico paesaggio di Andrea Mantegna che rispecchia una situazione reale e l’emozione dei mantovani è che questo paesaggio lo possono ancora vedere a distanza di 5 secoli. Certo il ponte di San Giorgio non è più coperto e anche il borgo non esiste più però tutto è ancora perfettamente riconoscibile.
Ho deciso di parlare di quest’opera oggi per il tema della tavola ovvero la Morte della Vergine, che è strettamente legato all’Assunzione di Maria in cielo. Continua a leggere
Forse ci siamo! Clinio Cottafavi sta per tornare al suo posto in Piazza Pallone, solingo osservatore del Palazzo Ducale che ha contribuito a salvaguardare. Ecco la notizia riportata da Gilberto Scuderi in un articolo della Gazzetta di Mantova del 14 agosto 2020.
A Palazzo Ducale ci si perde nell’immensità degli spazi e pochi si accorgono degli Arazzi raffaelleschi. Forse perché arrivano al termine di un percorso lunghissimo o forse perché abbiamo perso l’abitudine a questo tipo di oggetto artistico. Eppure sono davvero uno dei capolavori di Palazzo Ducale e hanno particolari assolutamente da non perdere. La prossima volta che entrerete nella Reggia gonzaghesca non perdete l’occasione di osservarli con più attenzione. Eccovi allora una miniguida uscita nella rubrica Mantovagando con 5 elementi interessanti per riscoprire gli arazzi.Di seguito trovate il testo completo dell’articolo uscito sull’ultimo numero della rivista MCG (
E’ uscito sull’ultimo numero de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, un altro mio articolo inserito nel ciclo dedicato al racconto della reggia gonzaghesca. E’ dedicato a cosa si vede da alcune delle finestre del Palazzo Ducale.
Qualcuno ha chiamato Palazzo Te anche il “Palazzo dei lucidi inganni” perché è un’architettura bizzarra uscita dal genio di Giulio Romano.
La Rotonda di San Lorenzo è la chiesa più amata dai Mantovani e la più frequentata dai turisti. E’ una chiesa (non un battistero) con una storia millenaria che offre tantissimi spunti per raccontare le vicende e i personaggi che hanno calcato le vie e le piazze di Mantova: da Matilde di Canossa a suo padre, dal duca Guglielmo a Charles Dickens per finire con Padre Celestino Battaglia che pochi conoscono ma che è fondamentale per capire come oggi possiamo ancora godere della Rotonda. Io vi propongo le mie 5 date fondamentali nella storia della Rotonda di San Lorenzo come le trovate sulla pagina Mantovagando dell’ultimo numero della rivista MCG (
E’ come se dicessi che la rubrica telefonica (che non c’è più se non on-line) è più interessante di un romanzo!
Se guardiamo ai nomi dei Gonzaga della linea principale che sono diventati capitani del popolo, marchesi o duchi possiamo osservare che ci sono alcuni nomi che si ripetono* mentre altri vengono utilizzati solo una volta. Ce ne sono cinque che ritroviamo senza il numero due al fianco. Spesso sono dati ai secondogeniti (Guglielmo e Ferdinando) che non avrebbero dovuto prendere il potere e in altri casi invece semplicemente non si ripetono se non in rami collaterali della famiglia (Luigi, Gianfrancesco e Guido).