Tag
David Silvera, Fruttero & Lucentini, Giacomo Cecchin, Giornata mondiale della GuidaTuristica, Guida turistica, L'Amante senza fissa dimora, Look, look Mr. Silvera, Venezia
Se mi chiedessero qual è una delle mie professioni preferite risponderei la GUIDA TURISTICA. Ne parlo oggi in occasione della Giornata mondiale della Guida Turistica perché si tratta di una professione poco considerata, utilizzata a volte come ripiego e ridotta al rango di “cicerone”, parolaio, raccontatore seriale di aneddoti e chi più ne ha più ne metta.
Per me invece la Guida Turistica è un raccontatore di storie (nel senso alto del termine, una sorta di tusitala alla Robert Louis Stevenson), un attore che recita i suoi monologhi con un pubblico sempre diverso, un funambolo dell’arte che trova la giusta intersezione tra argomenti apparentemente lontani e sa conquistare chi lo ascolta, un sognatore che indossa occhiali temporali che gli consentono di viaggiare nel tempo e di portare con sé i visitatori, e potrei continuare ancora… Continua a leggere
Quanti di noi/voi risponderebbero Rinascimento se gli venisse chiesto di scegliere un’epoca in cui tornare per un viaggio nel tempo? Molti direi. Ma forse solo perché innamorati di un’immagine ideale di quel periodo e non per una conoscenza effettiva.
Com’era la Mantova del ‘700? Era molto diversa da quella che vediamo oggi? Basta provare a immaginare di indossare degli occhiali temporali e passeggiare per Mantova per rendersi conto che la nostra città non è così cambiata da quella che accolse Leopold e Wolfgang Mozart nel gennaio del 1770. Ecco allora una miniguida in 5 tappe per una passeggiata mantovana sulle tracce del genio adolescente: dalla locanda dove alloggiarono nel soggiorno mantovano al Teatro Bibiena, da Palazzo d’Arco al Palazzo di Marianna Sartoretti. Una Mantova settecentesca schiacciata tra quella dei Gonzaga e quella risorgimentale ma che ha molto da offrire e raccontare. Questo il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (
Ricordo che da piccoli mia madre ci portava sempre in chiesa il 3 febbraio per la messa: alla fine ci si metteva tutti in fila per la benedizione della gola che veniva fatta dal parroco imponendo due candele incrociate e recitando una preghiera.
Quando leggi della morte di qualcuno sul giornale a volte pensi che ne hai sempre sentito parlare, hai letto quello che scriveva ma non lo hai mai conosciuto. Questo, in alcuni casi, crea un senso di vuoto perché ti chiedi cosa sarebbe potuto accadere se avessi avuto l’occasione di parlarci.
A volte si fanno progetti a lungo termine o per la pensione e io ne ho parecchi in cantiere (invece di fare l’umarel guardando i cantieri, appunto).
Il 10 gennaio 1770 Leopold e Wolfgang Mozart arrivarono a Mantova durante il primo viaggio in Italia. Rimasero in città circa 9 giorni e il 16 gennaio il tredicenne Amadeus suonò al Teatro Bibiena, deliziando tutti i mantovani. Nelle sue lettere alla moglie Leopold scriverà del teatro dell’Accademia di non aver mai visto niente di più bello. I Mozart ripartono il 19 gennaio in direzione di Milano. E oggi possiamo ancora provare a ripercorrere i passi di padre e figlio lungo le vie di Mantova, una città che a differenza di quanto pensano in molti, non è così cambiata dal 1770. Eccovi 5 spunti sulle tracce del genio adolescente.
Oggi 25 gennaio si festeggia la 
Cosa succede quando il Numero Unico dell’UGM parla di te? Sei arrivato al top o sei alla frutta? E se ti presenta come massimo esperto dei cessi pubblici di Piazza Teofilo Folengo? Direi che la risposta è SIVE BONUM, SIVE MALUM FAMA EST (che tradotto in soldoni è “che se ne parli bene o male basta che se ne parli).