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Un altro spettacolo di Natale da non perdere al Teatrino d’Arco: Canto di Natale di Charles Dickens segue il Fantasma di Canterville dell’anno scorso (ne potete leggere una recensione qui). Là una farsa nello stile tutto inglese degli spettacoli delle feste, oggi invece il racconto natalizio per antonomasia, quello che vede Scrooge passare dall’avversione al Natale alla pienezza dello spirito natalizio grazie all’intervento di un fantasma e dei natali passati, presenti e futuri.
Se la versione del Fantasma di Canterville era incantevole, questo Canto di Natale è davvero magico come solo i classici sanno essere e in una versione, interpretazione, allestimento e regia davvero splendidi*. Tutti abbiamo letto la storia di Scrooge e l’abbiamo vista in miriadi di versioni: dal cinema ai cartoni, dai pupazzi ai fumetti**. Tuttavia questa versione teatrale ha davvero qualcosa in più: ti fa entrare davvero nello studio di Scrooge, ti porta nella Londra dell’Ottocento, in uno di quei quadretti natalizi che sembrano presi dalle figurine dei carillon o dalle illustrazioni di Natale.
Ma come quelli rimangono solo belli da vedere, il Canto di Natale dell’Accademia Campogalliani è tutto da vivere. Continua a leggere
Torna la rubrica Mantovagando su MCG di Dicembre-Gennaio (
Dov’è finito il busto di Clinio Cottafavi? Venerdì mattina 16 novembre stavamo girando una puntata di 


Per una volta l’Italia è arrivata prima: l’armistizio con l’Austria Ungheria che chiude la Grande Guerra è di domenica 3 novembre e entra in vigore il 4 novembre (
«Se volessi esprimermi paradossalmente, direi che Caporetto è stata una vittoria, e Vittorio Veneto una sconfitta per l’Italia. Senza paradossi si può dire che Caporetto ci ha fatto bene e Vittorio Veneto del male; che Caporetto ci ha innalzati e Vittorio Veneto ci ha abbassati, perché ci si fa grandi resistendo ad una sventura ed espiando le proprie colpe, e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per il fatto di vincere». Giuseppe Prezzolini
Quando arriva il 25 ottobre non posso fare a meno di pensare a Enrico V e alla battaglia di Agincourt dove sconfisse i francesi in una delle giornate più incredibili. Era il 1415 e alla fine del combattimento racconta Shakespeare di questo dialogo tra il re inglese e l’araldo francese:
5 Santi da festeggiare a Mantova al centro della nuova pagina pubblicata su MCG di ottobre/novembre.
E’ uscito il nuovo numero de
A volte per comprendere a pieno un evento storico non serve leggere libri su libri ma basta incappare nella canzone giusta come “6 minuti all’alba” di Enzo Jannacci.
In quest’estate troppo calda e che invita a rallentare perchè non riscoprire alcune curiosità su Palazzo Te, la villa di Federico II Gonzaga dedicata all’ozio creativo. Ecco allora sull’ultimo numero di MCG (