Torniamo nel comune di Marmirolo per un incontro alla Birillistica Marmirolese tra storie e buon cibo. Ecco i dettagli: MANTOVA, 5 COSE CHE SO DI LEI alla Birillistica di Marmirolo Mercoledì 23 novembre ore 20.00 – via Di Vittorio, 8 (vicino all’area Feste posta dietro il supermercato Rossetto)
E’ importante prenotare perché i posti non sono tantissimi: scrivere a birillisticamarmirolese@gmail.com o inviare un whatsapp al numero 3282170324.
La serata si inserisce in una serie di incontri in cui si parlerà di libri, musica, cibo e vino, arte.
Ecco la descrizione delle serate.
Ogni argomento sarà accompagnato da un piatto. In queste serate vorremmo riproporre le calde atmosfere dei filos quindi non delle semplici presentazioni ma chiacchiere. Vorremmo ricreare in chi partecipa, quelle sensazioni di stupore nell’ascoltare dei racconti e la voglia di fare domande, raccontare il proprio punto di vista. In aiuto alla creazione di questa atmosfera un piatto, un “mangiarino”, perché sappiamo quanto anche il buon cibo sia parte fondamentale delle serate che “vanno a chiacchiere”. Il cibo sarà sempre a tema a vestire il meglio possibile i racconti dell’ospite della serata. Ecco quindi una descrizione di ciò che accadrà nelle stanze della Birillistica in quelle serate.
E’ da cinque anni (questo è il sesto) che partecipo con entusiasmo alla realizzazione di Fumana, un contenitore che parla di storie, pianura, personaggi e fumana appunto (la nebbia per i mantovani).
L’elemento che mi diverte di più è che la formula cambia ogni anno e non è mai uguale a sé stessa.
Nell’edizione 2022 è stato deciso di far riferimento ai CAMBIAMENTI, climatici, di stato, di prospettiva, di vista.
Questo è il mio evento in programma
DOMENICA 20 novembre 2022 – ore 8.00 Dalle sponde dei laghi alla Cascina La Goliarda Passeggiando tra terra ed acqua accompagnati da suoni e parole
Qui trovate anche il piccolo articolo scritto per l’edizione speciale de IL NOTTURNO.
Che cos’è questa Fumana? E’ il ciel con la sottana
La nebbia è femmina, ti accoglie e sconvolge. Ti vien voglia di attraversarla, di abbracciarla, di mangiarla come lo zucchero filato al luna park. La nebbia ti fa tornare bambino e per farlo tiri sempre fuori la frase rompighiaccio: “Non ci sono più le nebbie di una volta”. Chi lo sa dove sono finite le nebbie di una volta. Forse qualcuno ha finalmente spianato il passo del Turchino e ha aperto la finestra sulla pianura Padana, creando la corrente che si è portata via la nebbia. O forse, come i fantasmi, la nebbia è sempre dietro di te e quindi non la vedi. Oppure qualcuno ha creato un grande aspiranebbia senza pensare che dopo aver tolto il vapore, la polvere rimasta non la puoi mettere sotto il tappeto e ci servirebbe anche un grande aspirapolvere. Eppure la nebbia ancora c’è. Si alza quando meno te lo aspetti, si abbassa quando stai tornando a casa. Se volessimo farla sparire del tutto dovremmo ignorarla come capita al fantasma del racconto di Oscar Wilde: se non ci credi non la vedi. Però ci sono due modi di affrontare la nebbia: ci si può entrare o puoi osservarla dall’alto. Nel primo caso è un atto di coraggio. Cosa mi aspetta li dentro? Riuscirò a venirne fuori? E se fosse un’anticamera dell’inferno? La nebbia fa perdere la testa. È come avere la testa tra le nuvole senza staccare i piedi da terra. Ti senti un gigante. Il secondo modo è salire su un tetto, una torre o un campanile e guardarla dall’alto. Ti senti piccolo come quando da bambino aprivi un pacco di Natale e facevi fatica a trovare il regalo perché era nascosto tra i fili di paglia argentata. La città sotto di te scompare e ti sembra di volare con le nuvole sotto ai tuoi piedi. E invece ti accorgi che potresti avere nuvole sopra e nebbia sotto e tu saresti l’insalata o il salame nel panino. Poi torni a guardare verso il basso e dall’alto osservi i camini e i tetti che diventano trampolini per le piazze trasformate in piscine. Vedi le vie come fiumi burrosi o come rami di un albero di zucchero filato pieni di piccoli frutti luminosi. Oppure capovolgi il punto di vista e sotto i tuoi piedi hai la via lattea con le stelle che sembrano lampioni o i lampioni che sembrano stelle. E’ come un latteo firmamento con le luci dei fanali delle auto che girano e si incrociano come satelliti in orbita. La nebbia è femmina, ti accoglie e capovolge. E’ come per il vero amore: all’inizio è lo sguardo a farti innamorare ma poi l’involucro scompare e quel che rimane è un’anima e un cuore da amare. La vista non serve, serve sentire. E allora cos’è questa fumana? E’ il ciel con la sottana.
Una conversazione-racconto su Matilde di Canossa, sui suoi viaggi e sulle sue battaglie e poi un percorso di visita a San Benedetto in Polirone, il monastero che fu dimora temporanea per la Gran Contessa dopo la morte.
E’ una iniziativa che si inserisce nel progetto MARENGO VIVE promosso da Anna Zorzella e Catia Manfredini. Per info e prenotazioni: Catia 3491364992
MARENGO, DOVE TUTTO EBBE INIZIO: MATILDE DI CANOSSA Domenica 13 novembre ore 16.00 – Ingresso libero Sala Civica di Marengo – via Bacchelli, 12
E’ una conversazione-racconto su Matilde di Canossa partendo dal matrimonio dei suoi genitori a Marengo, dalla nascita a Mantova e dalla sua vita in viaggio con il piccolo racconto della birra trappista che porta sull’etichetta un chiaro riferimento alla Gran Contessa.
ORA ET LABORA, COME SI VIVEVA IN UN MONASTERO BENEDETTINO Domenica 27 novembre ore 15.00 – visita a pagamento Monastero del Polirone – San Benedetto PO
Una visita al monastero del Polirone che con una storia millenaria è la Cluny italiana e ha visto passare papi, imperatori e anche Martin Lutero. Un modo di rivivere la giornata del monaco benedettino e la vita di un’abbazia medioevale per scoprire che alcune delle regole potrebbero funzionare ancora oggi e rendere migliore la nostra vita.
Se ve lo siete persi è il momento per recuperare, soprattutto quest’anno quando ricorrono i 150 anni della pubblicazione de Il Giro del Mondo in 80 giorni”.
Vi aspettiamo allo spettacolo dove si parla di Giulio Verne e dei suoi personaggi che si mettono in gara per conquistare il primo posto tra i romanzi scritti dal narratore. Lo abbiamo scritto io e Elena Benazzi (da cui è partita l’idea) e l’abbiamo intitolato: I FIGLI DEL CAPITANO VERNE – Dove si racconta delle imprese dei figli e di un padre che viaggia in poltrona. Sabato 26 novembre ore 18.30 all’Agriturismo Boaria Bassa di Castel d’Ario in via Don Doride Bertoldi, 18.
Il costo per spettacolo+apericena è di 20 euro. Obbligatoria la prenotazione allo: 0376664479 o 3485227814.
Autori, regia e interpreti: Elena Benazzi e Giacomo Cecchin
Provate a guardare il trailer e poi ditemi se non vi viene voglia di prenotarvi
Ecco lo spettacolo in sintesi: Lo scrittore di romanzi d’avventura e padre della moderna fantascienza Jules Verne si ritrova faccia a faccia con alcune delle sue creature letterarie: Samuel Fergusson di “Cinque settimane in pallone”, Otto Lidenbrock de “Viaggio al centro della terra”, Nemo di “Ventimila leghe sotto i mari”, Michele Strogoff e Passepartout de “Il giro del mondo in 80 giorni”, tornate a trovarlo per spingerlo a scegliere tra loro il “figlio” prediletto. I ricordi dell’autore si intrecciano con le vite dei suoi personaggi, e tra testimonianze d’affetto, improbabili elementi scenografici assemblati al momento e racconti di episodi avventurosi, si snoda il metaforico viaggio dell’autore ( e dell’eroe) tra aria, fuoco, acqua, terra, e una quinta dimensione, il tempo. E chi sceglierà papà Jules Verne? E’ difficile dirlo perchè basta mettersi nei suoi panni. Se i vostri figli venissero da voi a chiedervi di scegliere il migliore cosa fareste? Ebbene la stessa cosa farà lo scrittore.
Torniamo a raccontare la storia del Generale Giuseppe Govone, uno dei generali più valorosi di tutto il Risorgimento italiano. Il titolo della conversazione-spettacolo è
Quando il Mincio mormorava – venerdì 15 luglio 2022 ore 21.00 a Marengo nel giardino della Ghiacciaia
Giacomo Cecchin racconterà l’avventurosa storia risorgimentale del generale Giuseppe Govone che ha combattuto sulle rive del Mincio tra il 1848 e il 1866. Sarà un racconto a più voci sul Risorgimento italiano: quando il Mincio mormorava, i Savoia balbettavano e i generali discutevano senza combattere. La storia del Generale Giuseppe Govone sullo sfondo di tre guerre di indipendenza, del Risorgimento italiano e della carica dei 600 per non parlar del fatto che alla fine si capirà anche perché il Lugana è meglio del Custoza (almeno per me).
La partecipazione è libera.
L’iniziativa è inserita nell’ambito della manifestazione MARENGOVIVE
Perché hanno combattuto a Curtatone e Montanara lunedì 29 maggio 1848? Chi erano gli eserciti in campo? Come andò a finire la battaglia? Quanti erano gli studenti universitari toscani che combatterono valorosamente per difendere il ponte sull’Osone?
Venerdì 27 maggio 2022 ore 21.30 – La Gloriosa Sventura
Venite a scoprirlo insieme a noi Venerdì 27 maggio 2022 alle ore 21.30 sul sagrato del Santuario delle Grazie: ci sarà la prima proiezione del docufilm dal titolo “La Gloriosa Sventura” prodotto dal Comune di Curtatone e realizzato da Roberto Baldassari, Giacomo Cecchin e Graziano Menegazzo.
Torno al Mast per raccontare la storia dei Gonzaga tra Mantova e la provincia. In due serate racconteremo almeno 10 storie e tantissimi personaggi su questa famiglia che ha governato Mantova per quasi 4 secoli.
Dai Capitani del Popolo ai marchesi e su, su fino ai duchi scopriremo chi è il Gonzaga più longevo e quello morto da giovane, che la gobba salta almeno una generazione e che a volte nascere primogenito non porta fortuna.
Torniamo a raccontare la storia del Generale Giuseppe Govone, uno dei generali più valorosi di tutto il Risorgimento italiano. Il titolo della conversazione-spettacolo è
Quando il Mincio mormorava – domenica 18 aprile 2022 ore 18.00 a Rivalta sul Mincio
Giacomo Cecchin racconterà l’avventurosa storia risorgimentale del generale Giuseppe Govone che ha combattuto sulle rive del Mincio tra il 1848 e il 1866. Sarà un racconto a più voci sul Risorgimento italiano: quando il Mincio mormorava, i Savoia balbettavano e i generali discutevano senza combattere. La storia del Generale Giuseppe Govone sullo sfondo di tre guerre di indipendenza, del Risorgimento italiano e della carica dei 600 per non parlar del fatto che alla fine si capirà anche perché il Lugana è meglio del Custoza (almeno per me).
La partecipazione è libera ma occorre prenotare telefonando a Simona tel. 328 5783684 o scrivendo un’e-mail a giovannistorti67@gmail.com.
I Figli del Capitano Verne di Elena Benazzi e Giacomo Cecchin
Sabato 29 gennaio ore 16.00 – Cinema del Carbone in via Oberdan a Mantova.
Cosa ne dite di uno spettacolo dove si parla di Giulio Verne e di una gara tra 5 suoi personaggi che si sfidano per conquistare il titolo di MIGLIORE EROE VERNIANO?
Ecco il testo di presentazione: “Mantova è una città affascinante: pare uno scrigno sospeso tra la terra e il cielo che custodisce nobili storie, maestosi edifici e preziose opere d’arte. Quale modo migliore per conoscerne i segreti se non grazie ai racconti di Giacomo Cecchin? Giornalista, storico per passione, guida turistica e autore del programma TV Mantova segreta: siete pronti a scoprire cinque curiosità del nostro amato capoluogo?