Il 20 febbraio del 1810 Andreas Hofer viene fucilato a Mantova dai francesi dopo un processo che lo condanna a morte per volere di Napoleone. Da allora gli Schützen ogni anno vengono a Mantova per ricordare questo tragico avvenimento. La città è molto cambiata da allora e la cittadella non esiste più se non per Porta Giulia. Da qui si può iniziare un percorso a ritroso che ci porta a ripercorrere le tracce di Andreas Hofer a Mantova.
Partendo da Porta Giulia si passa dall’antica polveriera e attraversando il ponte dei Mulini (qui si trovava la prigione di Hofer detta Torre del Vaso) si arriva fino a Palazzo D’Arco dove secondo la tradizione si tenne il processo al patriota.
Mantova Segreta vi porta sulle tracce di Andreas Hofer, alla scoperta di una Mantova occupata dall’esercito di Napoleone.
Un ringraziamento particolare va all’Associazione Porta Giulia Hofer e al suo presidente Paolo Predella per la grande disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta sulle tracce di Andreas Hofer a Mantova
L’idea per questa puntata nasce dalla possibilità di raccontare gli ultimi istanti della vita di Andreas Hofer in occasione del tradizionale pellegrinaggio a Mantova degli Schützen il 20 febbraio del 2022.
E’ da cinque anni (questo è il sesto) che partecipo con entusiasmo alla realizzazione di Fumana, un contenitore che parla di storie, pianura, personaggi e fumana appunto (la nebbia per i mantovani).
L’elemento che mi diverte di più è che la formula cambia ogni anno e non è mai uguale a sé stessa.
Nell’edizione 2022 è stato deciso di far riferimento ai CAMBIAMENTI, climatici, di stato, di prospettiva, di vista.
Questo è il mio evento in programma
DOMENICA 20 novembre 2022 – ore 8.00 Dalle sponde dei laghi alla Cascina La Goliarda Passeggiando tra terra ed acqua accompagnati da suoni e parole
Qui trovate anche il piccolo articolo scritto per l’edizione speciale de IL NOTTURNO.
Che cos’è questa Fumana? E’ il ciel con la sottana
La nebbia è femmina, ti accoglie e sconvolge. Ti vien voglia di attraversarla, di abbracciarla, di mangiarla come lo zucchero filato al luna park. La nebbia ti fa tornare bambino e per farlo tiri sempre fuori la frase rompighiaccio: “Non ci sono più le nebbie di una volta”. Chi lo sa dove sono finite le nebbie di una volta. Forse qualcuno ha finalmente spianato il passo del Turchino e ha aperto la finestra sulla pianura Padana, creando la corrente che si è portata via la nebbia. O forse, come i fantasmi, la nebbia è sempre dietro di te e quindi non la vedi. Oppure qualcuno ha creato un grande aspiranebbia senza pensare che dopo aver tolto il vapore, la polvere rimasta non la puoi mettere sotto il tappeto e ci servirebbe anche un grande aspirapolvere. Eppure la nebbia ancora c’è. Si alza quando meno te lo aspetti, si abbassa quando stai tornando a casa. Se volessimo farla sparire del tutto dovremmo ignorarla come capita al fantasma del racconto di Oscar Wilde: se non ci credi non la vedi. Però ci sono due modi di affrontare la nebbia: ci si può entrare o puoi osservarla dall’alto. Nel primo caso è un atto di coraggio. Cosa mi aspetta li dentro? Riuscirò a venirne fuori? E se fosse un’anticamera dell’inferno? La nebbia fa perdere la testa. È come avere la testa tra le nuvole senza staccare i piedi da terra. Ti senti un gigante. Il secondo modo è salire su un tetto, una torre o un campanile e guardarla dall’alto. Ti senti piccolo come quando da bambino aprivi un pacco di Natale e facevi fatica a trovare il regalo perché era nascosto tra i fili di paglia argentata. La città sotto di te scompare e ti sembra di volare con le nuvole sotto ai tuoi piedi. E invece ti accorgi che potresti avere nuvole sopra e nebbia sotto e tu saresti l’insalata o il salame nel panino. Poi torni a guardare verso il basso e dall’alto osservi i camini e i tetti che diventano trampolini per le piazze trasformate in piscine. Vedi le vie come fiumi burrosi o come rami di un albero di zucchero filato pieni di piccoli frutti luminosi. Oppure capovolgi il punto di vista e sotto i tuoi piedi hai la via lattea con le stelle che sembrano lampioni o i lampioni che sembrano stelle. E’ come un latteo firmamento con le luci dei fanali delle auto che girano e si incrociano come satelliti in orbita. La nebbia è femmina, ti accoglie e capovolge. E’ come per il vero amore: all’inizio è lo sguardo a farti innamorare ma poi l’involucro scompare e quel che rimane è un’anima e un cuore da amare. La vista non serve, serve sentire. E allora cos’è questa fumana? E’ il ciel con la sottana.
Una conversazione-racconto su Matilde di Canossa, sui suoi viaggi e sulle sue battaglie e poi un percorso di visita a San Benedetto in Polirone, il monastero che fu dimora temporanea per la Gran Contessa dopo la morte.
E’ una iniziativa che si inserisce nel progetto MARENGO VIVE promosso da Anna Zorzella e Catia Manfredini. Per info e prenotazioni: Catia 3491364992
MARENGO, DOVE TUTTO EBBE INIZIO: MATILDE DI CANOSSA Domenica 13 novembre ore 16.00 – Ingresso libero Sala Civica di Marengo – via Bacchelli, 12
E’ una conversazione-racconto su Matilde di Canossa partendo dal matrimonio dei suoi genitori a Marengo, dalla nascita a Mantova e dalla sua vita in viaggio con il piccolo racconto della birra trappista che porta sull’etichetta un chiaro riferimento alla Gran Contessa.
ORA ET LABORA, COME SI VIVEVA IN UN MONASTERO BENEDETTINO Domenica 27 novembre ore 15.00 – visita a pagamento Monastero del Polirone – San Benedetto PO
Una visita al monastero del Polirone che con una storia millenaria è la Cluny italiana e ha visto passare papi, imperatori e anche Martin Lutero. Un modo di rivivere la giornata del monaco benedettino e la vita di un’abbazia medioevale per scoprire che alcune delle regole potrebbero funzionare ancora oggi e rendere migliore la nostra vita.
Forse non tutti sanno che a Porta Giulia esiste uno spazio museale dedicato ad Andreas Hofer, l’eroe del Sud Tirolo che rende Mantova la città italiana più conosciuta in tutto l’Alto Adige. Hofer viene catturato in Val Passiria dai francesi che lo portano a Mantova in catene, lo processano e lo fucilano a Cittadella il 20 febbraio del 1810.
Lo Spazio Hofer racconta questa storia attraverso ricostruzioni di com’era la cittadella all’epoca della fucilazione del patriota, oggetti d’epoca e articoli di giornale. E’ davvero un viaggio nel tempo attraversare le sale di questo museo che è stato aperto nel 2020.
Mantova Segreta vi porta nelle sale dello Spazio Hofer per scoprire un’altra delle tante storie che rendono la nostra città unica al mondo.
Un ringraziamento particolare va all’Associazione Porta Giulia Hofer e al suo presidente Paolo Predella per la grande disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta alla scoperta dello SPAZIO HOFER a Porta Giulia
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare una Mantova sotto la dominazione francese che quasi per caso entra nella grande storia europea e in quella del Sud Tirolo quando il patriota Andreas Hofer viene processato e fucilato nei dintorni di Porta Giulia a Cittadella.
Se ve lo siete persi è il momento per recuperare, soprattutto quest’anno quando ricorrono i 150 anni della pubblicazione de Il Giro del Mondo in 80 giorni”.
Vi aspettiamo allo spettacolo dove si parla di Giulio Verne e dei suoi personaggi che si mettono in gara per conquistare il primo posto tra i romanzi scritti dal narratore. Lo abbiamo scritto io e Elena Benazzi (da cui è partita l’idea) e l’abbiamo intitolato: I FIGLI DEL CAPITANO VERNE – Dove si racconta delle imprese dei figli e di un padre che viaggia in poltrona. Sabato 26 novembre ore 18.30 all’Agriturismo Boaria Bassa di Castel d’Ario in via Don Doride Bertoldi, 18.
Il costo per spettacolo+apericena è di 20 euro. Obbligatoria la prenotazione allo: 0376664479 o 3485227814.
Autori, regia e interpreti: Elena Benazzi e Giacomo Cecchin
Provate a guardare il trailer e poi ditemi se non vi viene voglia di prenotarvi
Ecco lo spettacolo in sintesi: Lo scrittore di romanzi d’avventura e padre della moderna fantascienza Jules Verne si ritrova faccia a faccia con alcune delle sue creature letterarie: Samuel Fergusson di “Cinque settimane in pallone”, Otto Lidenbrock de “Viaggio al centro della terra”, Nemo di “Ventimila leghe sotto i mari”, Michele Strogoff e Passepartout de “Il giro del mondo in 80 giorni”, tornate a trovarlo per spingerlo a scegliere tra loro il “figlio” prediletto. I ricordi dell’autore si intrecciano con le vite dei suoi personaggi, e tra testimonianze d’affetto, improbabili elementi scenografici assemblati al momento e racconti di episodi avventurosi, si snoda il metaforico viaggio dell’autore ( e dell’eroe) tra aria, fuoco, acqua, terra, e una quinta dimensione, il tempo. E chi sceglierà papà Jules Verne? E’ difficile dirlo perchè basta mettersi nei suoi panni. Se i vostri figli venissero da voi a chiedervi di scegliere il migliore cosa fareste? Ebbene la stessa cosa farà lo scrittore.
Finalmente si va a casa di Silver, l’autore della copertina e della prefazione, che tanta fortuna ha regalato a Mantova, 5 cose che so di lei.
Ci aspetta una grande emozione per almeno due motivi: per la prima volta presentiamo il libro insieme a Silver, sempre evocato in assenza in tutte le altre presentazioni e per la prima volta andiamo fuori provincia. Chi lo sa cosa succederà: ci sarà pubblico, i lettori emiliani risponderanno a questo invito? Non lo sappiamo ma forse finalmente avremo la risposta all’annosa domanda “I mantovani sono emiliani di cattivo umore?”
Insieme a me ci saranno l’immarcescibile Nicola Sometti, l’editore che tutti vorrebbero avere, il fantasmagorico Silver, il fumettista che tutti vorrebbero conoscere, e Pierluigi Senatore, il giornalista che conosceremo sabato.
Mantova, 5 cose che so di lei a Correggio Sabato 5 novembre ore 17.00 presso Sala Conferenze A.Recordati – Palazzo dei Principi a Correggio
Ringrazio Graziano Marani, il comune e la biblioteca di Correggio per aver inserito questa presentazione nella rassegna Libri nel Borgo, incontri e confronti a Correggio.
Ci vediamo alla prossima tappa di una tournée che ci sta portando in giro per biblioteche, scuole e pro loco.
E’ uno dei gioielli meno conosciuti di Mantova eppure il Museo Archeologico Nazionale è uno dei luoghi più suggestivi della città perché ti fa fa fare un viaggio nel tempo all’epoca della preistoria, degli Etruschi, dei Romani e del Medioevo. E’ una boccata d’aria fresca per chi non ne può più di sentir parlare solo di Gonzaga e Rinascimento.
Il Museo è all’interno di un bellissimo spazio che fu Teatro di Corte durante il periodo gonzaghesco e anche durante quello austriaco quando fu ricostruito dopo un incendio su progetto di Giuseppe Piermarini, l’architetto che lavorò alla Scala di Milano. Oggi sul frontone si legge Mercato dei Bozzoli perchè all’inizio del novecento si demolì il teatro e lo si trasformò in un mercato per i bachi da seta e poi in mercato ortofrutticolo.
Mantova Segreta vi porta nelle sale del Museo Archeologico Nazionale dove in compagnia di Stefano L’Occaso, direttore di Palazzo Ducale, scopriremo le tracce della Mantova etrusca e romana, i ritrovamenti di un’osteria del 1600 e i famosi “Amanti di Valdaro”.
Un ringraziamento particolare va al Museo di Palazzo Ducale per la disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta alla scoperta del Museo Archeologico di Mantova
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare la Mantova pre-gonzaghesca.
Una bellissima notizia arrivata pochi giorni fa: si va di TRISTAMPA con “Mantova, 5 cose che so di lei”.
La terza ristampa è uguale alla seconda (la prima ormai introvabile è quella del refuso in quarta di copertina) e finalmente potremo sentire dalla viva voce di Silver a Correggio (qui le informazioni sulla prima presentazione fuori Mantova) cosa ne pensa del libro oltre a quello che ha scritto su FB: “Anche se non ve ne frega niente di Mantova, leggere quello che scrive Giacomo Cecchin è uno spazzo. Poi di Mantova vi fregherà qualcosa in più”.
Un’altra prima volta dopo essere scesi sotto il Po. Mantova, 5 cose che so di lei si racconta all’Enaip di Mantova per l’iniziativa BellaLiBro che si è svolta nelle sedi di Bergamo, Como e Mantova.
Sono davvero contento di parlare di Mantova in una scuola e soprattutto di avere degli studenti che hanno letto il libro con cui confrontarmi. In questo caso infatti saranno loro a intervistarmi e ne vedremo delle belle da quello che mi ha detto la docente che li ha coordinati Silvia Cirone.
Mantova, 5 cose che so di lei in ENAIP MANTOVA Venerdì 28 ottobre ore 18.00 presso l’Aula Magna di Enaip in via Maria Bellonci 1 a Mantova
Ringrazio Fabio Veneri, direttore di Enaip Mantova e tutto lo staff della scuola per aver scelto il mio libro per questa iniziativa di invito alla lettura. Per chi volesse approfondire trova qui la pagina ufficiale dedicata al progetto BELLALIBRO e la mia intervista sulla presentazione
Ci vediamo alla prossima tappa di una tournée che ci sta portando in giro per biblioteche, scuole e pro loco.
E’ uno dei gioielli meno conosciuti di Mantova eppure il Museo Archeologico Nazionale è uno dei luoghi più suggestivi della città perché ti fa fa fare un viaggio nel tempo all’epoca della preistoria, degli Etruschi, dei Romani e del Medioevo. E’ una boccata d’aria fresca per chi non ne può più di sentir parlare solo di Gonzaga e Rinascimento.
Il Museo è all’interno di un bellissimo spazio che fu Teatro di Corte durante il periodo gonzaghesco e anche durante quello austriaco quando fu ricostruito dopo un incendio su progetto di Giuseppe Piermarini, l’architetto che lavorò alla Scala di Milano. Oggi sul frontone si legge Mercato dei Bozzoli perchè all’inizio del novecento si demolì il teatro e lo si trasformò in un mercato per i bachi da seta e poi in mercato ortofrutticolo.
Mantova Segreta vi porta nelle sale del Museo Archeologico Nazionale dove in compagnia di Stefano L’Occaso, direttore di Palazzo Ducale, scopriremo le tracce della Mantova etrusca e romana, i ritrovamenti di un’osteria del 1600 e i famosi “Amanti di Valdaro”.
Un ringraziamento particolare va al Museo di Palazzo Ducale per la disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta alla scoperta del Museo Archeologico di Mantova
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare la Mantova pre-gonzaghesca.