Quando il Mincio mormorava a Ponti sul Mincio gli austriaci costruivano l’Opera Sesta (che per i mantovani sarà Forte Ardietti). E’ una fortificazione perfettamente conservata e che consente di fare un vero e proprio viaggio al tempo del Risorgimento. Oggi è non solo visitabile ma soprattutto è luogo di rievocazioni militari di parte austriaca ed è un gioiello dell’Alto Mantovano.
Mantova Segreta vi fa scoprire viste aeree e storie inedite su Forte Ardietti di Ponti sul Mincio con la partecipazione del presidente della Pro Loco Ermes Codognato (si ringrazia la Pro Loco per la disponibilità dimostrata).
Mantova Segreta a Forte Ardietti (Ponti sul Mincio)
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare un forte austriaco costruito nei dintorni di Peschiera tra la prima e la seconda guerra di indipendenza. Si chiama Opera Sesta (Werk VI) per gli austriaci e Forte Ardietti per gli italiani.
Le donne difficilmente entrano nella storia di una famiglia del Rinascimento a meno che non siano l’inarrivabile Isabella d’Este o Lucrezia Borgia con la sua leggenda nera. Eppure quasi sempre dietro ad un marchese o ad un duca troviamo un personaggio femminile di grande livello e che ha influenzato notevolmente la carriera del marito.
Per questo ho voluto raccontare anche le donne dei Gonzaga: dalle prime per cui abbiamo pochissime notizie sparse a quelle del rinascimento dove invece le informazioni sono molte di più. Partiamo con le prime tre moglie di Luigi Gonzaga. Una moglie per un personaggio come lui non può bastare. A Richeldina dei Ramberti detta la Bressanina seguono Caterina Malatesta e Franceschina Malaspina. Abbiamo poche notizie su di loro ma sappiamo che daranno ben 16 figli a Luigi e che il terzo matrimonio si svolgerà nello stesso anno della morte della seconda moglie: non perdiamo tempo avrà detto Luigi che aveva ben 50 anni in più della sposa.
Richeldina: la prima moglie di Luigi e la matriarca dei Gonzaga
Non conosciamo la data di nascita di Richeldina ma abbiamo come punto di riferimento la nascita del primogenito Guido nel 1290 circa. Il suo soprannome era Bressanina, forse perché nata a Brescia, città di origine della famiglia materna i Lavellongo, famiglia con vicissitudini intricate tra guelfi e ghibellini. Suo padre era invece Ramberto dei Ramberti, una famiglia ferrarese di parte ghibellina e che per questo fu esiliata varie volte. Il padre di Richeldina fa infatti testamento a Mantova perché forse lì si era creato un rifugio in caso di ulteriore esilio da Ferrara. Alla sua morte nel 1219 nel testamento del 31 agosto nomina suo erede il marito Luigi che acquisisce proprietà a Brescia e a Ferrara.
La mamma di Guido, Filippino, Feltrino e Tommasina
Nei suoi quasi trent’anni di matrimonio la Bressanina darà alla luce 4 figli, i primi tre maschi e l’ultima una femmina che si chiamerà Tommasina. Forse è per aver dato alla luce l’erede Guido che Richeldina sarà la prescelta per essere rappresentata come moglie di Luigi nella Galleria dei ritratti di Ambras. Guido diventerà il secondo Capitano del Popolo di Mantova mentre Filippino sarà associato dal fratello al governo di Mantova e diventerà un valente uomo d’arme. Il secondogenito sposerà una Visconti e anticiperà quindi lo spostamento delle alleanze mantovane da Verona ai Visconti. In seconde nozze Filippino sposerà una principessa della casa d’Asburgo iniziando le relazioni matrimoniali con l’impero. Il terzogenito Feltrino invece diede origine alla linea dei Gonzaga di Novellara sposando Antonia di Guido da Correggio. I Gonzaga rimasero al potere a Novellara fino al 1737 quando il dominio fu inglobato nei territori del duca di Modena. I tre fratelli parteciperano insieme al padre Luigi alla presa di Mantova del 16 agosto del 1328.
Caterina Malatesta e Franceschina Malaspina
Caterina Malatesta sposa in seconde nozze Luigi Gonzaga, gli darà 5 figli e morirà nel 1340. E’ la prima relazione matrimoniale con i Malatesta da cui verranno altre due spose per i Gonzaga che governeranno Mantova. Luigi si consola alla svelta e sposerà nel 1340 la terza moglie Giovanna Novella Malaspina, meglio conosciuta con il soprannome di Franceschina. La differenza di età tra i due coniugi è eclatante: 20 anni lei e 72 anni lui. Il matrimonio si celebrerà insieme a quello del figlio di Luigi e di due nipoti del patriarca. La Malaspina arrivava a Mantova da un matrimonio precedente con Lucemburgo Spinola di Genova (fonte wikipedia) e diede a Luigi altri 5 figli. Franceschina morirà nel 1385, 25 anni dopo Luigi.
Proseguiamo con la storia della famiglia Gonzaga al femminile
Iniziamo a raccontare anche la parte femminile della famiglia Gonzaga ovvero le mogli dei signori di Mantova. Il progetto vuole sintetizzare per punti gli elementi principali della vita delle donne che sono state mogli e madri dei Gonzaga. Occorre essere consapevoli del fatto che se la politica era compito degli uomini, il successo o il fiasco delle strategie messe in campo dipendeva spesso dalle donne che li affiancavano.
Un regalo di inizio anno da Giacomo Cecchin e Mantovastoria: ricevete gratuitamente il calendario che racconta i segreti di Mantova in 12 mesi e in 12 puntate di Mantova Segreta.
Vi spedirò il calendario da parete in PDF direttamente nella vostra e-mail. I dati saranno utilizzati per inviarvi aggiornamenti via e-mail e whatsapp sulle attività di Giacomo Cecchin.
E’ un progetto che sto portando avanti da due anni: un racconto in breve dei Gonzaga di Mantova.
Ci sono già molte pubblicazioni tra il divulgativo e lo specialistico. Mancava secondo me qualcosa di molto sintetico e che si potesse leggere senza fatica lasciando al lettore la voglia di approfondire.
Ecco quindi i ritratti di tutti i Gonzaga della linea principale. Seguiranno i ritratti delle mogli, degli ecclesiastici e da ultimo dei rami cadetti.
E’ da un po’ di tempo che ho sistemato il canale YOUTUBE di Mantovastoria (lo trovate a questo link).
Ci trovate tutto il materiale video legato alla mia attività e in particolare le tre playlist di tutte le stagioni di Mantova Segreta, con i titoli delle puntate per poter scegliere quella che preferite o che vi siete persi.
A breve inoltre inizierò la pubblicazione domenicale dei frammenti di Mantova Segreta per non perdersi nulla di quanto è già andato in onda. Iscrivetevi al canale così potete ricevere la notifica della pubblicazione.
Nel frattempo trovate di seguito i frammenti di Mantova Segreta pubblicati sino ad ora
E se la reliquia dei Sacri Vasi fosse stata scoperta a Rivalta sul Mincio? E’ una domanda che sembra senza senso eppure sarebbe piaciuta a mons. Brunelli. Don Roberto era convinto che fosse stata proprio la scoperta del Sangue di Cristo a Mantova a cambiare la storia della città. E ne sono convinto anch’io: per questo ho scelto l’804 come data fondamentale per Mantova.
Grazie alla reliquia più importante della cristianità a Mantova arriva un conte carolingio e con l’arrivo di un vescovo viene forse fondata la diocesi. Mantova che fino a quel momento era famosa solo per aver dato i natali a Virgilio diventa così importante che arriva un papa Leone III e porta un frammento della reliquia all’imperatore Carlo Magno.
La tradizione della reliquia: la più antica tra quelle conosciute
La reliquia dei Sacri Vasi viene fatta risalire all’arrivo a Mantova di Longino, il soldato che ferì Cristo crocifisso al costato. Questo legionario fu colpito dal sangue misto ad acqua di Gesù e guarì da una malattia agli occhi. Per questo si convertì e raccolse la terra del Calvario imbevuta del Sangue di Cristo e arrivò a Mantova spinto dalla voglia di predicare il Vangelo. Secondo la tradizione Longino fu martirizzato nella zona della chiesa del Gradaro e fece appena in tempo a nascondere la reliquia. Fino all’804 se ne persero le tracce e quando venne scoperta la notizia fu considerata così importante da essere citata nei documenti dell’impero carolingio.
La reliquia perduta e ritrovata il 12 marzo del 1048
Se volessimo un giorno preciso per continuare il gioco delle date dovremmo però andare al 12 marzo del 1048. In quel sabato infatti a Mantova si riscopre la reliquia che era stata perduta ma non dimenticata. I mantovani infatti ricordavano che la reliquia fosse nella loro città ma non sapevano dove fosse celata. Durante il X secolo si decise infatti di nascondere la reliquia per sottrarla ad un possibile furto da parte degli Ungari, i barbari terribili che imperversavano per l’Europa. La nascosero così bene che si dimenticarono il luogo (un po’ come succede quando si parte per le vacanze e la moglie dice al marito dove ha nascosto gli ori salvo poi scoprire al ritorno che tutte e due hanno dimenticato il nascondiglio).
Di questo secondo ritrovamento (la seconda inventio) si trova un’immagine nella basilica di Sant’Andrea, nella cappella di San Longino. Qui tra i personaggi che assistono alla riscoperta troviamo anche una Matilde di Canossa in braccio alla balia (la futura Grancontessa aveva solo 2 anni).
Si riparte nel 2023 da Gazzuolo con la tournée di presentazione del mio libro su Mantova. Ecco i dettagli: MANTOVA, 5 COSE CHE SO DI LEI alla Biblioteca “Aldo Placchi” di Gazzuolo Sabato 21 gennaio 2023 ore 18.00 – via Roma 19
La serata si inserisce in una serie di incontri con autori e prodotti di casa nostra in collaborazione con La Madia – bottega di Paese.
E’ una mia consuetudine pubblicare come primo post dell’anno gli anniversari che si ricordano nel 2023. Ecco allora un elenco sintetico e non esaustivo per non perdersi alcuni degli anniversari da festeggiare o ricordare nel 2023 (come sempre ho scelto solo gli anni tondi e ne aggiungerò altri nel corso dell’anno). Io realizzerò progetti sulla Regola francescana, sui 400 anni dalla pubblicazione delle opere di Shakespeare e sulla soppressione dell’ordine dei Gesuiti. E’ un gioco quello degli anniversari che piace tantissimo a noi italiani per questo anche a voi avete qualcosa da aggiungere? Buon divertimento. (qui trovate gli anniversari del 2022, 2021, 2020, 2019, 2018, 2017, 2016, 2015.
Ogni volta che arriviamo alla fine dell’anno mi ricordo che i calendari sono delle convenzioni. Per assurdo se uno volesse potrebbe festeggiare il capodanno quasi una volta al mese, in relazione allo stato, alla religione o semplicemente a come hai deciso di contare gli anni.
A Firenze ad esempio, all’epoca di Dante l’anno iniziava il 25 marzo, il giorno dell’Annunciazione. E pensiamo anche che il calendario che applichiamo in Europa è quello gregoriano che risale all’intervento del papa Gregorio XIII nel 1582.
Sergio Valzania: I venti personaggi che hanno fatto l’Italia
Ho ritrovato questa storia in un bel libro di Sergio Valzania dal titolo “I venti personaggi che hanno fatto l’Italia”. E’ davvero un testo interessante perché le scelte non sono scontate e anzi offrono la possibilità di essere discusse come accade per tutte le liste.
Uno di questi personaggi è proprio Ugo Boncompagni che sarà eletto papa il 13 maggio 1572 in un conclave che durerà solo 2 giorni. Gregorio XIII aveva già settant’anni eppure sarà un pontefice molto attivo. Ad esempio pubblicò il Martirologio romano, la riorganizzazione delle festività cattoliche alla base di tutti i calendari liturgici (in buona parte ancora in vigore) e fece costruire l’attuale Palazzo del Quirinale.
Gregorio XIII e la riforma del calendario: il trucco dei 10 giorni scomparsi
La sua riforma più importante però fu quella del calendario che si chiama gregoriano proprio per il suo autore. Questa riforma doveva correggere i problemi del calendario giuliano istituito da Giulio Cesare nel 46 A.C. che aveva inserito gli anni bisestili per recuperare il ritardo tra l’anno di 365 giorni e il calendario solare.
Quando si arriva alla fine dell’anno ci si guarda indietro e per me è consuetudine condividere con i lettori di Mantovastoria le mie letture, gli ascolti e tutto quello che mi hanno colpito nel 2022. Eccovi la mia selezione. Si parte. Saggio – La partita (Pietro Trellini) (B) Romanzi – la serie del Commissario Bordelli (Marco Vichi) (B) Teatro – purtroppo non sono andato a teatro nel 2022. Recupererò nel 2023 Varie – Il metodo Bullet-Journal (Ryder Carrol) (B) Riletture – Il corsaro nero – Emilio Salgari (B) Il Podcast – La Vittoria del Secolo Blog – Due chiacchiere I classici da leggere per il 2022 – Anna Karenina (in programma per il 2021 ma non letto)