I mantovani di Mantova Centro? Quelli che sentono suonare le campane di Sant’Andrea

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Nelle città italiane, e Mantova in questo non è un’eccezione, una delle frasi che si sente dire più spesso è “Andiamo a fare un giro in centro”. Ma se nelle città grandi è facile capire chi abita in centro e chi no a Mantova diventa difficile visto e considerate le dimensioni del comune e il numero di abitanti. Dovremmo dire che tutti i mantovani abitano in centro ma in realtà la geografia è un punto di vista e da noi a complicare le cose ci si mette anche l’acqua ovvero i tre laghi (ma sono davvero laghi e sono davvero tre?) e il Rio. Andiamo però con ordine e vediamo chi sono davvero i mantovani, quanti sono e soprattutto come si distinguono i mantovani di Mantova Centro.

Chi sono i mantovani?

Chi sono i mantovani? E’ difficile definirli non solo per noi che ci abitiamo ma soprattutto per chi viene da fuori. Facciamo un sondaggio non scientifico sui turisti che arrivano a Mantova: il 30 per cento dice che i mantovani sono emiliani, il 30 per cento dice che i mantovani sono lombardi, il 30 per cento dice invece che sono veneti. L’ultimo 10 per cento non si sbilancia e in questo è molto mantovano. Questa fetta di terra (se la guardate dall’alto sembra proprio una fetta di Grana Padano, se le guardi da nord, e di Parmigiano Reggiano, se la guardi da sud) si infila tra Veneto ed Emilia e costituisce l’estremo vertice di una Lombardia che gravita sull’asse Brescia-Bergamo-Milano.

Siamo la Terra di Mezzo

Siamo proprio una terra di confine, una Terra di Mezzo che ha preso il meglio e il peggio di tutte le genti confinanti e degli eserciti che l’hanno attraversata e che ha vissuto circa 4 secoli di pace sotto i Gonzaga. Dal 1328 al 1707 i mantovani hanno vissuto separati dal mondo e non se ne sono avuti a male: prima e dopo invece sono stati terra di conquista e di guerra, tanto che il Mincio, insieme all’Adda, è il fiume dove più si è combattuto in Italia. Il Mincio mormorava prima del Piave e non è un caso che le tre guerre di Indipendenza avessero uno schema fisso: si attraversa il Mincio e poi si vede come va. I fiumi, l’acqua, come si diceva prima è un confine e marca differenze.

I Mantovani sono un patchwork, un cocktail

Ma torniamo alla domanda: chi sono davvero i mantovani. Sono un patchwork, sono a macchia di leopardo. Se penso al sottoscritto ad esempio posso dire che sono nato a Mantova (questo dice la carta di identità) ma se solo risalgo ai miei genitori, il papà è nato a Castellucchio (sempre provincia di Mantova ma tra il 1859 e il 1866 per andare in centro serviva il passaporto) e la mamma a Coltaro di Sissa (PR) e se andiamo ai nonni abbiamo un quarto di mantovanità (mia nonna Grazia nata a Viadana – MN), un quarto di Emilia (mio nonno Agide nato a Parma) e 2/4 di Veneto (mio nonno Giacomo nato a Villaverla Vicentina (VC) e mia nonna Rina nata a Illasi (VR)). E’ per questo che posso dire che sono un mantovano perfetto perché nato a Mantova ma con origini nelle tre regioni che fronteggiano questa fettaccia di terra.
E’ per questo che il mitico parlamento del Nord che aveva sede a Villa Riva Berni nel comune di Bagnolo San Vito, ai tempi della Lega ruggente di Umberto Bossi, in zona non ha mai suscitato entusiasmi. L’unica provincia italiana che produce sia il Grana Padano che il Parmigiano Reggiano e che festeggia l’Unità d’Italia sia nel 1861 (sinistra Mincio) che nel 1866 (destra Mincio) ne ha viste troppe per farsi conquistare da una sorta di appello alla purezza delle origini.

I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?

E questa mescolanza di tratti ha contribuito a dare ai mantovani un carattere difficilmente inquadrabile. Non siamo emiliani, non siamo veneti e nemmeno lombardi. Potremmo dire di essere emiliani di cattivo umore. O almeno così sembra se recitiamo la filastrocca che dice:
<<Venesiani gran signori,
Padovani gran dottori
Vicentini magna gatti
Veronesi tutti matti
Bergamaschi brusa Cristi
Mantovani tutti tristi.>>

In realtà noi mantovani non siamo tristi ma riservati e abbiamo un’autoironia che molti ci invidiano: almeno quelli di provincia. Sì perché dobbiamo fare una distinzione tra Mantova e Provincia, un po’ come succede con Parigi e la Francia. E dobbiamo fare una distinzione anche nel comune di Mantova tra i mantovani di Mantova Centro e quelli che abitano in periferia.

Ma quanti sono i Mantovani?

Ma quanti sono i mantovani. Quelli di città nel 2011 erano 46.000 circa mentre quelli della provincia erano invece 362000. Dopo la grande crescita del centro città che dai 30.000 abitanti degli inizi del 1900 era arrivata a sfiorare i 70.000 oggi siamo in continua decrescita a favore dei comuni della cintura. Un progetto denominato la Grande Mantova che vorrebbe unire il capoluogo ai comuni limitrofi viene continuamente rilanciato ma mai attuato forse proprio per la differenza-diffidenza che divide i mantovani di città da quelli di provincia. E’ un po’ la storia di noi italiani. Se dobbiamo combattere un nemico comune ci uniamo ed esaltiamo la nostra unicità (basta vedere la guerra santa per non perdere la sede della Camera di Commercio a favore di Cremona e Pavia) mentre all’interno sono botte da orbi. E non può essere altrimenti in una provincia che vede i comuni dell’Oltre Po gravitare sull’Emilia, quelli delle colline moreniche sul Bresciano e quelli del destra Mincio su Verona (e lo si sente anche nel dialetto).

I Mantovani di Mantova Centro e la periferia

E non può essere altrimenti in una Mantova che definisce i mantovani di Mantova Centro come quelli che sentono suonare le campane della basilica di Sant’Andrea. A Mantova per andare in periferia basta attraversare uno dei ponti sul Rio e la zona di Fiera-Catena viene considerata piena periferia (anche se per me è una delle più vivaci della città). Non parliamo poi di quello che i mantovani di Mantova Centro pensano di quello che si può trovare attraversando il ponte di San Giorgio. “Ma davvero esiste qualcosa al di là del ponte? Dite che c’è un posto chiamato Lunetta? Magari qualche volta andremo a vedere ma forse è più vicina la Luna di Lunetta”. Naturalmente sto estremizzando ma non troppo.
Pensate che anche Palazzo Te, che è raggiungibile da piazza Sordello con una agevole passeggiata, per i mantovani di Mantova centro è fuori città forse perché ricordano ancora quando c’erano le mura della città e la villa di Giulio Romano era sull’isola del Tejeto. Non ci credete? Vi aspettiamo a Mantova, Mantova centro però, perché in periferia non si sa mai.

A lezione di marketing da Giulio Romano con Mantova Segreta

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Cosa tiene insieme Palazzo Te e il Marketing? La risposta per me è Giulio Romano, un artista che ha saputo creare un insieme di storie imperdibile sulle pareti della villa del Marchese (e poi duca) Federico II Gonzaga. Ne parleremo in compagnia del direttore Veronica Ghizzi in questa puntata di Mantova Segreta che ripercorre la festa di sabato 2 aprile 1530 che vide la presenza a Palazzo Te dell’imperatore Carlo V.

Mantova Segreta tra marketing e Giulio Romano a Palazzo Te

L’idea per questa puntata mi è venuta nel 2019 quando organizzai una serata chiamata A lezione di Marketing da Giulio Romano con l’obiettivo di spiegare il marketing degli artisti del Rinascimento. Il tema abbinato a Giulio Romano era quello del “funnel marketing”, un imbuto ideale che porta i clienti ad acquistare e che portò l’imperatore Carlo V a dare il titolo di duca a Federico II Gonzaga.

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Ferdinando Carlo Gonzaga-Nevers: e l’ultimo chiude la porta

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E l’ultimo chiude la porta… Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers mette la pietra tombale sulla storia della famiglia Gonzaga a Mantova. Non ne indovina una: dai matrimoni alle alleanze politiche e ad un certo punto l’imperatore decide che è ora di fermarlo. Il duca sente l’aria e fugge da Mantova per Venezia portandosi dietro tutto quello che può e abbandonando il Palazzo Ducale e il ducato al suo destino.

Eppure c’erano grandi speranze quando nasce a Revere Ferdinando Carlo, la madre governa il ducato e riesce a trovargli un buon partito ma il ragazzo segue le orme del padre. Morirà a Padova e la sua nemesi lo porterà a tornare a Mantova almeno con una parte: il cranio (considerando le cronache d’epoca forse il suo elemento meno pregiato, la testa).

Mantovastoria chiude con questa puntata la pubblicazione della serie dei ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino al fellone Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli.

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La nuova presentazione di “Mantova, 5 cose che so di lei” – martedì 12 luglio ore 21.00 a Villa la Favorita di Porto Mantovano

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Vi aspettiamo alla prossima tappa della tournée di presentazione del libro di Giacomo Cecchin martedì 12 luglio alle ore 21.00 a Villa La Favorita di Porto Mantovano.

L’evento è organizzato dal’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Comunale di Porto Mantovano Falcone e Borsellino.

Saranno presenti Giacomo Cecchin, lo storico dell’arte Lorenzo Bonoldi e l’editore Nicola Sometti.

Per informazioni cliccate su questo link per partecipare è gradita comunicazione tramite messaggio whatsapp (entro le ore 24 del giorno precedente l’evento al 3312643672 scrivendo Nome e Cognome, numero di persone e titolo dell’evento).

La presentazione è inserita nella manifestazione PAGINE IN VILLA, rassegna estiva di incontri letterari promossi dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Comunale di Porto Mantovano nelle meravigliose cornici di Villa La Favorita e Villa Di Bagno.

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La terza stagione di Mantova Segreta: guardate tutte le puntate

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Chi l’avrebbe detto che Mantova Segreta sarebbe arrivata alla TERZA STAGIONE? Abbiamo girato 92 puntate su Mantova, la sua storia e i suoi personaggi e devo dire che c’è ancora molto da raccontare.

Anche in questa stagione molte persone mi hanno proposto delle puntate e da qui nascono quella dedicata alla mostra dell’Archivio di Stato e al Lago Paiolo. E’ bello che i telespettatori ti chiedano di raccontare le storie che li appassionano: vuol dire che seguono la trasmissione con interesse.

Le due emozioni più grandi di questa stagione sono legate alle due cattedrali di Mantova: salire sulla cupola di Sant’Andrea consente di vedere la forma interna di questa chiesa spettacolare e di osservare dall’alto il centro storico. La visita al cantiere della facciata del duomo mi ha consentito di stare a tu per tu con le monumentali statue che la coronano: sono lavorate nei minimi dettagli con particolari che dal basso non si vedono.

Una delle cose che mi chiedono di più i telespettatori è rivedere alcune puntate delle precedenti stagioni. Allora creato tre pagine dedicate alle tre stagioni ma anche delle playlist sul canale youtube di Mantovastoria. Le trovate di seguito.

Buona visione!
La PRIMA STAGIONE 2018/2019su questo blogla playlist su youtube

La SECONDA STAGIONE 2020/2021su questo blogla playlist su youtube

La TERZA STAGIONE 2021/2022 – la trovate qui sotto nel blog – la playlist su youtube

Senza dimenticare la pagina di Telemantova dedicata a Mantova Segreta
https://www.telemantova.it/i-programmi/altri-programmi/mantova-segreta .
Eccole di seguito:

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L’estro del lato destro: i naturalisti!

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Conoscete le storie e la gente dell’Oltrepò? Eccovi un’intervista doppia a due “naturalisti”: sono Giulio Benatti ed Erica Frignani.

Le ho intervistate insieme a Graziano Menegazzo per un progetto dal titolo “L’ESTRO DEL LATO DESTRO“, sottotitolo “un PO di storie”, coordinato dall’ottima Valeria Longhi.

Abbiamo girato 5 interviste doppie su incarico del Consorzio Oltrepò e per questo siamo andati a caccia di storie e di persone disposte a mettersi in gioco in un’intervista doppia, leggera e divertente, che vi racconta un luogo, il lato destro del fiume Po, che è tutto da scoprire.
La quinta intervista doppia è intitolata I NATURALISTI e vede protagonisti Giulio Benatti e Erica Frignani.
Non perdetevi le loro risposte!

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La Gloriosa Sventura: il docufilm sulla battaglia di Curtatone e Montanara – venerdì 27 maggio ore 21.30 sagrato del Santuario delle Grazie

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Perché hanno combattuto a Curtatone e Montanara lunedì 29 maggio 1848? Chi erano gli eserciti in campo? Come andò a finire la battaglia? Quanti erano gli studenti universitari toscani che combatterono valorosamente per difendere il ponte sull’Osone?

Venerdì 27 maggio 2022 ore 21.30 – La Gloriosa Sventura

Venite a scoprirlo insieme a noi Venerdì 27 maggio 2022 alle ore 21.30 sul sagrato del Santuario delle Grazie: ci sarà la prima proiezione del docufilm dal titolo “La Gloriosa Sventura” prodotto dal Comune di Curtatone e realizzato da Roberto Baldassari, Giacomo Cecchin e Graziano Menegazzo.

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La tournée di “Mantova, 5 cose che so di lei” passa per la biblioteca di Castiglione delle Stiviere – venerdì 20 maggio ore 20.30

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Vi aspettiamo alla prossima tappa della tournée di presentazione del libro di Giacomo Cecchin venerdì 20 maggio alle ore 20.30 in Biblioteca a Castiglione delle Stiviere in via Ascoli, 31.

L’evento è organizzato dalla Città di Castiglione delle Stiviere, dalla biblioteca Arturo Sigurtà con il patrocinio gratuito del Gruppo Fai Castiglione delle Stiviere – Alto Mantovano.

Saranno presenti Giacomo Cecchin e l’editore Nicola Sometti.

Per informazioni cliccate su questo link oppure Biblioteca comunale di Castiglione d/S “A. Sigurtà”
Via Ascoli, 31 , Castiglione delle Stiviere – tel. 0376639297 e-mail biblioteca@comune.castiglione.mn.it

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Auguri di Pasqua con la Crocifissione dipinta da Rinaldo Mantovano nella Basilica di Sant’Andrea

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La Basilica di Sant’Andrea è un continuo richiamo alla Passione di Cristo anche perché possiamo considerarla un enorme reliquiario che contiene la reliquia più importante della cristianità: il Santissimo Sangue di Cristo.

La storia della reliquia mantovana è tra le più antiche e si fa risalire a Longino, il soldato romano che ferì Cristo al costato.

Una delle immagini più rappresentative di questa storia è proprio nella Basilica di Sant’Andrea, nella terza cappella grande sulla destra della navata, guardando l’altare.

E’ un affresco di Rinaldo Mantovano su disegno di Giulio Romano (post 1536 probabilmente) e rappresenta Longino, nelle vesti di un centurione romano, inginocchiato ai piedi della croce mentre con una coppa raccoglie il Sangue di Cristo.

Eccovi alcuni particolari interessanti da osservare la prossima volta che andrete nella Basilica di Sant’Andrea.

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I Gonzaga in 10 storie e… – un corso in due puntate al Mast di Castel Goffredo – giovedì 14 e 21 aprile 2022 ore 20.30

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Torno al Mast per raccontare la storia dei Gonzaga tra Mantova e la provincia.
In due serate racconteremo almeno 10 storie e tantissimi personaggi su questa famiglia che ha governato Mantova per quasi 4 secoli.

Dai Capitani del Popolo ai marchesi e su, su fino ai duchi scopriremo chi è il Gonzaga più longevo e quello morto da giovane, che la gobba salta almeno una generazione e che a volte nascere primogenito non porta fortuna.

Per info e iscrizioni consultate la pagina su https://www.mastcastelgoffredo.it/attivita/corsi/