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Oggi 20 agosto si ricorda San Bernardo di Chiaravalle, uno dei santi cattolici più famosi e venerati ma soprattutto un monaco benedettino cistercense. Cosa vuol dire essere benedettino e cistercense?
I cistercensi vengono fondati nel da 1098 da Roberto di Molesme che predica un ritorno al rispetto dello spirito autentico della regola benedettina (a suo parere non così praticata nei monasteri cluniacensi). Il luogo di fondazione della prima abbazia è Citeaux.
San Bernardo entra nell’ordine cistercense nel 1112 e ne diventa uno dei principali esponenti, fondando l’abbazia di Clairvaux da cui prenderà il nome. E’ un grande predicatore, particolarmente devoto alla Vergine Maria, e sarà vicino all’Ordine dei Templari promuovendo la II Crociata.
Ma cosa c’entra San Bernardo con la creazione del brand cistercense? Per essere immediatamente riconoscibili e diversi rispetto ai monaci cluniacensi San Bernardo critica la ricca decorazione della chiesa abbaziale di Cluny e le forme stravaganti e mostruose dei capitelli del chiostro. A questo punto ecco i tre elementi base del brand cistercense: Continua a leggere
Le salette o camere delle città sono un altro dei luoghi più segreti di Palazzo Ducale. In questi ambienti troviamo affrescate nelle lunette una serie di capitali europee e città varie, molte delle quali ancora perfettamente riconoscibili. Nell’immagine qui a fianco trovate quella di Mantova.
Torno a collaborare con Trame Sonore di Oficina OCM per camminare sulle tracce di Mozart e suo padre a Mantova. Quest’anno cadono i 250 anni del viaggio del genio adolescente a Mantova e quindi proviamo a vedere Mantova con i suoi occhi.
Oggi si festeggia San Rocco, uno dei santi più venerati nel Medioevo dove si invocava la sua protezione contro la peste. La sua storia è molto particolare: nativo di Montpellier arrivò in Italia in pellegrinaggio verso Roma dove dimostrò la sua capacità taumaturgica sanando molti ammalati di peste.
Ogni mantovano che passa dal Museo del Prado non può evitare di cercare la Morte della Vergine di Andrea Mantegna e di emozionarsi quando ci si trova davanti. Il motivo è legato soprattutto al paesaggio che si vede sullo sfondo, che rappresenta la vista del ponte di San Giorgio e del borgo fortificato dalle finestre del Castello.
Forse ci siamo! Clinio Cottafavi sta per tornare al suo posto in Piazza Pallone, solingo osservatore del Palazzo Ducale che ha contribuito a salvaguardare. Ecco la notizia riportata da Gilberto Scuderi in un articolo della Gazzetta di Mantova del 14 agosto 2020.
A Palazzo Ducale ci si perde nell’immensità degli spazi e pochi si accorgono degli Arazzi raffaelleschi. Forse perché arrivano al termine di un percorso lunghissimo o forse perché abbiamo perso l’abitudine a questo tipo di oggetto artistico. Eppure sono davvero uno dei capolavori di Palazzo Ducale e hanno particolari assolutamente da non perdere. La prossima volta che entrerete nella Reggia gonzaghesca non perdete l’occasione di osservarli con più attenzione. Eccovi allora una miniguida uscita nella rubrica Mantovagando con 5 elementi interessanti per riscoprire gli arazzi.Di seguito trovate il testo completo dell’articolo uscito sull’ultimo numero della rivista MCG (
Buongiorno a tutti,