Si avvicina il 16 agosto, l’anniversario della presa del potere dei Gonzaga su Mantova. Grazie all’aiuto di Cangrande della Scala Luigi Corradi fa fuori l’ultimo dei Bonacolsi, Rinaldo detto il Passerino, e dà il via a secoli di dominio gonzaghesco su Mantova.
Mi è venuto in mente di provare ad organizzare un’intervista doppia nello stile televisivo del programma Le iene che mettesse a confronto questi due uomini del Medioevo, diversi eppure simili, che si incrociano in quel 1328 e poi avranno un futuro completamente diverso: Cangrande morirà a soli 38 anni nel 1329, dopo aver sconfitto Treviso; Luigi Corradi de’ Gonzaga invece governerà su Mantova come primo capitano del popolo fino al 1368 quando a 92 anni lascerà il posto al figlio Guido.
Ecco allora un’intervista doppia in 10 domande e altrettante risposte (io ho immaginato che la voce di Luigi fosse simile a quella di Vittorio Gassman mentre quella di Cangrande stile Luca Ward).
INTERVISTA DOPPIA TRA LUIGI GONZAGA E CANGRANDE DELLA SCALA
Da contadino a signore, da alleato a futuro problema… l’Italia del Trecento è roba da duri. Altro che Game of Thrones.
Nel 2025 Fiera delle Grazie compie 600 anni e non li dimostra. Giacomo Cecchin ve li racconta insieme alla musica di Massimiliano Giovanardi e alla voce di Marta Giovanardi. Un modo diverso di vivere il sagrato del Santuario appena trasformato in una tela dipinta dai madonnari.
Vi aspettiamo quindi alle Grazie per
PELLEGRINI, VIAGGIATORI E PERSONAGGI AL SANTUARIO DELLE GRAZIE
Storie di viaggio, turismo e devozione tra sacro e profano Venerdì 15 agosto 2025 alle 22.00 (dopo la premiazione dei madonnari) sul Sagrato del Santuario delle Grazie a Curtatone
Ecco una sintesi di presentazione dell’evento: I Gonzaga hanno costruito il santuario, i Gonzaga hanno istituito la Fiera, i Gonzaga… Sembra che la storia delle Grazie sia solo legata ai Gonzaga e invece di qui sono passati pellegrini come papi ed imperatori, viaggiatori come Mozart e personaggi come Giulio Romano e Baldassarre Castiglione per non parlar di santi e di Risorgimento. Tra l’altro le Grazie è uno dei borghi più belli d’Italia insieme a San Benedetto Po, Pomponesco, Sabbioneta e Castellaro e anche qui c’è sempre lo zampino dei Gonzaga che hanno creato un vero e proprio format.
Un evento che tra musica e parole racconta la famiglia mettendo in evidenza soprattutto il rapporto con il Santuario delle Grazie dalla fondazione alla fiera, dalle armature alle palle di cannone, dai papi agli imperatori senza dimenticare il coccodrillo (che a ben vedere, fa meno paura dei Gonzaga).
La partecipazione è libera e non serve prenotazione. Le informazioni sul programma completo le trovate qui www.borgodigrazie.com
Sono andato a vedere Rosencrantz e Guildenstern sono morti, una pièce shakespiriana di Tom Stoppard che ho amato profondamente fin da quando vidi il film che vinse a Venezia.
Ecco allora una recensione dello spettacolo che avevo già visto a Verona in una precedente stagione del Festival shakespiriano.
Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard inaugura il festival shakespiriano del Teatro Romano di Verona
Con “Rosencrantz e Guildenstern sono morti” di Tom Stoppard (3,4 luglio) si è aperta l’edizione 2025 del Festival shakespeariano di Verona, che quest’anno ha proposto anche tre riletture originali, in prima nazionale, dei grandi testi del Bardo. Dopo il debutto sono seguite “Otello” riscritto da Dacia Maraini (11-12 luglio), “Riccardo III” con Maria Paiato protagonista (17-18 luglio) e, in chiusura, “La Tempesta” con la regia di Alfredo Arias (24-25 luglio).
E’ una versione diversa rispetto a quella già andata in scena nel 2015 al Teatro Romano di Verona in linea con quello che dice l’autore dell’opera Tom Stoppard e cioè che a sua conoscenza non ci sono mai state due rappresentazioni uguali di questa commedia che deve cambiare per il luogo e per i protagonisti. Alberto Rizzi propone una sua rilettura agile e popolare del testo che mette al centro Rosencrantz e Guildenstern, due personaggi marginali dell’Amleto, trasformati in inconsapevoli protagonisti di un assurdo teatrale. E’ un’operazione riuscita a metà in primo luogo per la scelta di ridurre il cast in scena da 15 a 5 attori e in secondo luogo per la necessità di operare tagli importanti che impoveriscono il meccanismo comico originale.
La storia infatti diverte il pubblico che conosce alla perfezione l’Amleto e assiste ad una sorta di metateatro dove c’è sempre qualcuno che viene osservato e a sua volta osserva gli altri come ad esempio nella famosa scena degli attori dove addirittura possiamo contare 5 piani diversi: il pubblico guarda Rosencrantz e Guildenstern che osservano Amleto vedere la madre e lo zio assistere alla rappresentazione dell’omicidio di Gonzalo.
Molto interessante la scelta della scenografia, ispirata alla commedia dell’arte e ad una sorta di carrozzone degli attori che si trasforma in palazzo, nave, reggia che consente di recitare su un doppio piano come nel teatro elisabettiano. Eppure anche qui il difetto sta che questo baraccone di legno si perde su un palcoscenico importante come quello del Teatro Romano.
I due protagonisti funzionano ma senza riuscirci fino in fondo: Francesco Acquaroli risulta più convincente di Francesco Pannofino che appare più affaticato e non particolarmente convinto. Anche il resto del cast si limita ad una buona esecuzione ma senza troppo smalto.
Io ho visto anche la versione del 2015 andara in scena sempre al Teatro Romano e mi era piaciuta di più per una maggiore coralità e una messa in scena più vicina all’originale di Tom Stoppard.
In conclusione Rosencrantz e Guildenstern nella versione di Alberto Rizzi è uno spettacolo che si lascia seguire, ma che non riesce a fare la differenza nel ricco e ambizioso cartellone di questa Estate Teatrale Veronese.
Una vista di Palazzo Ducale presa da una delle finestre all’ultimo piano del Castello di San Giorgio. Qui si trovano le Carceri dei Martiri di Belfiore e si gode di uno scorcio inedito e suggestivo e del campanile di Santa Barbara. Lo spazio che si trova tra la basilica e piazza Castello è il cosiddetto Vòlto oscuro, il passaggio da cui i Lanzichenecchi entrarono a Palazzo Ducale per saccheggiarlo nel luglio del 1630. All’inizio del percorso si nota il passetto aereo che consentiva ai Gonzaga di entrare nella basilica senza uscire dal Palazzo Ducale.
Sullo sfondo si intravede la torre dello Zuccaro.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:
8 agosto San Domenico 15 agosto Festa dell’Assunta 16 Agosto San Rocco e Palio dell’Assunta 18 agosto Beata Paola Montaldi 21 agosto San Pio X
Qui trovate i calendari degli anni passati Calendario 2024CHIESE E SANTI MANTOVANI
Il Consorzio Oltrepò Mantovano mi ha coinvolto in un percorso alla scoperta di alcuni paesi della provincia di Mantova poco frequentati dai turisti. E’ stata una bellissima esperienza e mi ha fatto scoprire tante cose che non conoscevo e incontrare bellissime persone.
Per chi l’ha visto e per chi non c’era o per chi inseguiva una sua chimera ecco le 5 tappe che hanno visto protagonista Giacomo Cecchin.
Cosa ne dite di salire insieme a Giacomo Cecchin sulla Cupola di Sant’Andrea a Mantova? Ecco le prossime date per vivere l’esperienza: Sabato 26 luglio 2025
La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti
Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti. E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)
Giacomo Cecchin vi aspetta al Santuario delle Grazie per la seconda serata di avvicinamento alla Fiera delle Grazie. Dopo Come si diventa santi in 60 minuti si replica con
CHI HA PAURA DEI GONZAGA? storie, storielle e storiacce della famiglia più italiana di sempre Venerdì 25 luglio 2025 ore 21.00 – partecipazione libera (durata 60 minuti)
Per i mantovani i Gonzaga sono come degli zii eccentrici, quei parenti di cui parli sottovoce perché hai paura che vengano a trovarti quando meno te lo aspetti. Ve li racconto tutti o quasi in 60 minuti in una conversazione nel Santuario delle Grazie che sviluppa il “format” gonzaghesco dalle origini a oggi, tra storie, storielle e storiacce della famiglia più italiana di sempre. E’ previsto un focus sul Santuario delle Grazie che è legatissimo ai Gonzaga e anche al coccodrillo. Dopo questa conversazione alla domanda “Chi ha paura dei Gonzaga?” potrete rispondere in due modi: “Certo che ho paura dei Gonzaga” oppure “Mi fa meno paura il coccodrillo”.
Giacomo Cecchin è un giornalista e divulgatore che racconta storie, curiosità e personaggi di quel triangolo scaleno che è la provincia di Mantova.
Alzi la mano chi non ha mai sognato di vivere in un castello tra cavalieri, principesse, draghi e molti passaggi segreti. Ne parleremo a Marengo, un paese talmente vivace ed entusiasmante che forse dovrebbe diventare capoluogo.
O CHE BEL CASTELLO… con Giacomo Cecchin Mercoledì 16 luglio 2025 ore 21.00 – Giardino del B&B Il Giardino del conte Custoza – Marengo (MN) INGRESSO LIBERO
Ogni volta che pensiamo a cavalieri e principesse c’è sempre anche un castello dove rinchiudersi, da assediare o conquistare. Un racconto breve (e avvincente!) su vita, morte e miracoli dei castelli, da quelli di pianura a quelli di montagna, da quelli di legno a quelli di sabbia che almeno una volta abbiamo costruito sulla spiaggia.
Durata 60 minuti
L’incontro è inserito nell’ambito della Rassegna MARENGO VIVE.
Andare a Marengo è ormai una tradizione: ecco gli eventi degli anni scorsi
Una splendida vista dalla cima della Torre della Gabbia in occasione di una delle visite quando il cantiere era ancora aperto. Sembra di poter toccare la cupola della Basilica di Sant’Andrea e sullo sfondo si scorge il blu delle acque del lago Superiore. Guardando il centro storico di Mantova si riconosce piazza Alberti dove si allarga verso via Leon d’Oro e sulla destra la mole della facciata di Palazzo Canossa dove si notano le tre finestre che danno luce al salone delle feste, indicato dall’elemento architettonico sopraelevato rispetto al tetto dell’edificio
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:
2 luglio Palio della Madonna di Provenzano 9 luglio Beato Giovanni Cacciafronte 19 Festa del Redentore a Venezia 25 luglio San Giacomo Maggiore 27 luglio San Simeone
Qui trovate i calendari degli anni passati Calendario 2024CHIESE E SANTI MANTOVANI
Giacomo Cecchin vi aspetta al Santuario delle Grazie per una serata di avvicinamento alla Fiera delle Grazie. Si parte con COME SI DIVENTA SANTI IN 60 MINUTI – Storie per l’anno del Giubileo Venerdì 4 luglio 2025 ore 21.00 – partecipazione libera
I santi e i beati possono essere visti in due modi: come dei supereroi o come una farmacia per l’anima e il corpo. Meglio la seconda perché è quella che fa venire più curiosità: Se hai il mal di denti chi devi invocare? E il fuoco di Sant’Antonio? Troppo facile ma devi sapere se andare a Padova o se invece in Francia.
E poi è vero che san Francesco ha predicato agli uccelli e c’è qualche santo che ha predicato ai pesci? E avete mai sentito parlare di Santa Speciosa di Mantova?
Un incontro che tra tantissime domande e qualche risposta vi darà gli spunti per capire meglio la nostra cultura, consapevoli che “Non esistono santi senza un passato e allo stesso tempo tutti i peccatori hanno un futuro”.
E a fine luglio torna Giacomo Cecchin con Chi ha paura dei Gonzaga, venerdì 25 luglio 2025 sempre alle 21.00
Rassegna stampa sull’evento
Gazzetta di Mantova martedì 1 luglio 2025 pagina 30
Voce di Mantova – mercoledì 2 luglio 2025 pagina 14