Quando si avvicina il Natale anche Mantova si riempie di presepi: ogni chiesa fa a gara per avere il migliore. Eppure ci sono presepi che possiamo vedere tutto l’anno, altri che vengono allestiti sotto un’antica torre e perfino dei presepi viventi. La natività ha degli elementi fissi come la Sacra Famiglia, l’asino e il bue, i Re Magi, eppure ogni pittore, ogni artista ma anche ogni bambino mette in scena un presepe diverso.
Sono passati 8 secoli da quando San Francesco allestì il presepe di Greccio eppure la magia della natività non cambia e ci sarà sempre finché qualcuno proverà emozione nel collocare il bambinello dentro la mangiatoia. Ecco allora alcuni presepi da non perdere che ho descritto in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2025/Gennaio 2026
C’è un luogo, all’interno della cattedrale di Mantova, che i fedeli chiamano semplicemente “l’Incoronata”. È il santuario della Beata Vergine incoronata Regina di Mantova, uno spazio raccolto ma ricco di storia e di arte. La sua origine risale alla venerazione di un’immagine mariana molto amata, la cosiddetta Madonna di Sant’Anselmo: una tradizione che affonda le radici nei secoli e che rende questa piccola chiesa probabilmente la più antica della diocesi tra quelle dedicate alla Vergine.
Una chiesa dentro la cattedrale
L’Incoronata è un ambiente che vive quasi di vita propria all’interno del duomo di San Pietro, che è al tempo stesso cattedrale, chiesa parrocchiale e santuario. Monsignor Roberto Brunelli, nel volume Il Duomo racconta, la descrive come parte integrante della “macchina” della cattedrale. Vi si accede dalla parte sinistra delle navate del duomo, attraverso un corridoio. Si salgono alcuni gradini e si supera una cancellata e si arriva in uno spazio discreto, collegato direttamente alla sagrestia.
L’immagine che parlò a Sant’Anselmo
Dietro l’altare spicca l’antico affresco della Madonna col Bambino. Secondo la tradizione, proprio davanti a questa immagine Anselmo da Baggio – consigliere di Matilde di Canossa e futuro patrono della città – era solito pregare. Si racconta che la Vergine gli avesse promesso la sua protezione sulla città di Mantova. La notizia, insieme ai presunti miracoli avvenuti per intercessione della Madonna, fece crescere enormemente la devozione popolare. Non a caso, l’affresco venne ribattezzato Santa Maria dei Voti.
La costruzione della chiesa, la disputa e la raccolta fondi del Quattrocento
Il santuario, però, fu costruito solo nel Quattrocento. Era il 1481 quando il marchese Federico I organizzò in piazza San Pietro una grande disputa pubblica sul tema dell’Immacolata Concezione, argomento allora molto dibattuto tra domenicani e francescani. Vinse il francescano Bernardino da Feltre che si era confrontato con il domenicano Vincenzo Bandello. La manifestazione si trasformò in una raccolta fondi di enorme successo: una sorta di “crowdfunding” ante litteram che permise di avviare i lavori.
All’architetto toscano Luca Fancelli fu affidata la costruzione. Il progetto iniziale prevedeva una chiesa a croce latina con navata e transetto, ma i lavori presero una direzione diversa. Quella che doveva essere la navata principale rimase isolata e diventò l’attuale sagrestia, mentre il transetto divenne la navata unica dell’attuale chiesetta.
La sagrestia nascosta
Proprio la sagrestia è uno dei tesori più sorprendenti di Mantova, poco conosciuto persino ai mantovani. Basta alzare lo sguardo alla volta per ammirare affreschi di ispirazione mantegnesca che raccontano episodi della vita della Vergine. Tra essi spicca una delicata Natività: Maria raccolta in preghiera, Giuseppe addormentato e, accanto, il bue e l’asino.
Il titolo di Regina di Mantova
La svolta per la chiesetta avvenne nel 1640, quando Maria Gonzaga – figlia del duca Francesco IV e moglie di Carlo di Nevers – volle affidare il futuro del ducato e del giovane figlio Carlo II alla protezione della Vergine. Fu allora che Santa Maria dei Voti divenne ufficialmente il santuario della Beata Vergine incoronata Regina di Mantova. Il 28 novembre di quell’anno, una statua raffigurante la Madonna venne portata in processione fino alla basilica di Sant’Andrea per essere incoronata, prima di fare ritorno in duomo. Da allora, la festa si celebra ancora oggi la prima domenica dopo San Martino (11 novembre), richiamando fedeli e tradizioni secolari.
Una curiosità: i 6 corpi di beati custoditi nell’Incoronata
Nelle due cappelle laterali poste all’inizio della piccola navata ci sono sei altari che custodiscono i corpi di altrettanti beati mantovani. Si tratta di Giovanni Bono, Battista Spagnoli, Bartolomeo Fanti (nella cappelletta a sinistra), Giacomo Benfatti, Marco Marconi e Caterina Carreri (nella cappelletta di destra).
Un’unità ritrovata con lo sguardo alla Sagrestia
Oggi con l’inserimento di una porta in vetro che divide la sagrestia dall’Incoronata si è ritrovata una sorta di unità di quel progetto che vedeva la chiesetta con una pianta a croce. Si può quindi intuire come doveva essere probabilmente il progetto originale e immaginare la chiesa così come era stata pensata. Piccola nelle dimensioni, ma grande per la sua storia e per la devozione che continua a suscitare.
The Crowned Virgin of Mantua: a Hidden Sanctuary of Faith and History
Inside Mantua’s cathedral lies a little-known treasure: the Sanctuary of the Crowned Virgin, affectionately called Incoronata by locals. Born from the medieval devotion to an ancient fresco of the Madonna and Child—believed to have spoken to Saint Anselm—it became one of the city’s most cherished places of worship. Its construction in the 15th century followed a spectacular theological debate in Piazza San Pietro, which turned into a successful fundraising event, a true “crowdfunding” before its time. Designed by architect Luca Fancelli, the sanctuary hides a sagresty adorned with Mantegna-inspired frescoes. In 1640, thanks to Maria Gonzaga, the Virgin was solemnly crowned “Queen of Mantua.” Today, the sanctuary still preserves centuries of devotion, six local blessed figures, and a unique atmosphere where history, art and spirituality meet.
La Vierge Couronnée de Mantoue : un sanctuaire secret entre histoire et dévotion
Au cœur de la cathédrale de Mantoue se trouve un lieu discret mais fascinant : le sanctuaire de la Vierge Couronnée, que les habitants appellent familièrement Incoronata. Sa naissance remonte à la vénération d’une fresque médiévale de la Vierge à l’Enfant, associée à des miracles et à la prière de saint Anselme. Édifié au XVe siècle après un débat public passionné sur l’Immaculée Conception — transformé en étonnante collecte de fonds —, il fut confié à l’architecte Luca Fancelli. Sa sacristie conserve encore des fresques d’inspiration mantegnesque d’une rare beauté. En 1640, sous l’impulsion de Marie Gonzague, la Vierge fut couronnée « Reine de Mantoue ». Aujourd’hui, l’Incoronata continue d’attirer fidèles et curieux, abritant six bienheureux mantouans et offrant une expérience unique entre art, foi et histoire.
Un piccolo regalo per la Festa dell’Assunta: un video sulla Sagrestia della Cattedrale di Mantova. La volta è decorata con affreschi di scuola mantegnesca che raccontano in 8 tondi le storie della Vergine: dalla nascita al mondo fino alla nascita al cielo che si festeggia proprio il 15 di agosto.
E’ stato il papa Pio XII il 1° novembre del 1950, durante il Giubileo, a proclamare il dogma dell’Assunzione di Maria che vuol dire che la Madonna è salita in cielo in anima e corpo. Per questo in molte delle rappresentazioni dell’Assunzione possiamo vedere nella parte bassa dell’immagine un sepolcro vuoto ma ricolmo di fiori con tutti gli apostoli intorno.
Ecco il video realizzato per il progetto PROSPETTIVE della Diocesi di Mantova
E’ bello ogni anno provare a trovare un modo nuovo per farvi gli auguri di Pasqua. E’ sempre un invito a camminare per Mantova e a scoprire qualcuno dei suoi tesori o delle curiosità. Per questo 2024 ho pensato di proporvi una passeggiata sulle tracce dei Sacri Vasi.
Il punto di partenza è la chiesa di Santa Maria del Gradaro e quello di arrivo la basilica palatina di Santa Barbara. Per tutto il percorso ci sono dettagli, curiosità e storie che rimandano alla reliquia dei Sacri Vasi. E’ come se fosse un pellegrinaggio, un viaggio alla scoperta della storia di Mantova.
In futuro sarebbe bello pensare a costruire una sorta di Via Crucis che attraverso la città consenta di recuperare la memoria della reliquia, costruendo una serie di formelle in terracotta appese ai muri che costituiscano delle tappe del cammino.
Gli auguri di Pasqua per questo blog sono una tradizione e soprattutto un invito a riscoprire alcune opere spesso ingiustamente dimenticate. Per questo 2023 ho scelto gli affreschi del catino absidale del Duomo di Mantova.
L’Apoteosi della Redenzione fu affrescata da Antonio Maria Viani alla fine del 1500 (secondo la maggior parte degli studiosi) e lega in modo ancora più forte la cattedrale alla reliquia dei Sacri Vasi e alla Basilica di Sant’Andrea.
Per chi la osservi con attenzione infatti vi si notano moltissimi simboli legati alla passione del Cristo: dalla croce alla corona di spine, dalla scala alla canna con la spugna. Tutte reliquie che furono tra le più ricercate nel medioevo (qui trovate un approfondimento sulle reliquie della passione) ed è per questo che Mantova, con la terra imbevuta del sangue di Cristo, acquisì una rilevanza assoluta.
La facciata del Duomo di Mantova è una delle ferite aperte dei mantovani: troppo barocca e marmorea per uno spazio medioevale come piazza Sordello e per i mattoni a vista dei palazzi costruiti dai Bonacolsi. Eppure ci sono due metodi per riconciliarsi con questo blocco di marmo che ha nascosto l’immagine gotica della cattedrale di San Pietro: guardare la domus romana oppure salire sulle impalcature del restauro e toccarla da vicino.
Mantova Segreta ha colto questa seconda opportunità ed è salita sulle impalcature arrivando a parlare a tu per tu con i bassorilievi e soprattutto con le statue che coronano il duomo. Sarebbe stato bello consentire a tutti i mantovani di visitare il cantiere ma, vista l’impossibilità dell’impresa, per fortuna che abbiamo registrato ben due puntate per farvi toccare con mano i risultati del restaturo.
Un ringraziamento particolare va alla curia di Mantova e a don Stefano Savoia, direttore dei beni culturali della Diocesi, oltreché al restauratore Marco Negri.
Mantova Segreta alla scoperta del restauro della facciata del Duomo di Mantova
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di dialogare faccia a faccia con le statue che coronano la facciata del duomo di Mantova.
IMPORTANTE – POSTI ESAURITI PER I TURNI DELLE 11.00 IN PIAZZA CANOSSA E DELLE 15.00. E’ ancora possibile iscriversi per la passeggiata delle 9.00 in Piazza Canossa.
Piazza Canossa senza segreti ore 9.00 e ore 11.00 (posti esauriti)
Come si può organizzare una visita guida alla piazza più piccola e più elegante di Mantova? Basta sapere dove e cosa guardare tra angoli cinematografici, una facciata parlante, un passaggio segreto e tante altre curiosità. Un percorso da fare tutto d’un fiato in un’ora con sorpresa finale. (durata 1 ora)
Domenica 20 febbraio – Primo turno ore 9.00 – Secondo turno ore 11.00 (15 persone massimo per percorso) – Quota di partecipazione – 10 euro a testa Per iscriversi cliccare su questo link https://forms.gle/PfuzyCz2hxMECSfy8
Mantova, la città delle due cattedrali ore 15.00 (posti esauriti)
se parlate con 10 mantovani di Mantova centro e gli chiedete quale cattedrale preferiscono tra il Duomo e Sant’Andrea 9 su 10 voteranno per la basilica di Leon Battista Alberti. Io invece preferisco il duomo. Se volete scoprire perché vi propongo un itinerario che collega le due cattedrali raccontandone vicende e curiosità per provare a scoprire che se Sant’Andrea lascia senza fiato, conoscere il duomo vuol dire non riuscire più a considerarlo una chiesa minore. Un percorso tra santi, pittori e cardinali per una serie continua di sorprese.
Domenica 20 febbraio – Ore 15.00 (durata 2 ore e trenta) massimo 15 partecipanti Quota di partecipazione – 15 euro a testa
I Sacri Vasi sono il fondamento della storia di Mantova non solo dal punto di vista religioso ma anche economico: nell’804 questa piccola cittadina sulle rive del Mincio (fino a quel momento nota per aver dato i natali a Virgilio) riceve la visita del papa Leone III, una notazione nei diari di Carlo Magno e la trasformazione in diocesi (anche se non abbiamo documenti ufficiali). Tutta Mantova ci racconta la storia dei Sacri Vasi che trova il suo culmine nella cripta della basilica di Sant’Andrea.
Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce della reliquia più importante della cristianità da Santa Maria del Gradaro alla Rotonda, dalla Basilica di Sant’Andrea al Duomo per chiudere nella basilica palatina di Santa Barbara e nella sede della Compagnia del Preziosissimo Sangue. Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito.
Bentornati a Mantova Segreta, un modo diverso per scoprire questa nostra città che è unica al mondo. E oggi parliamo proprio di una di queste singolarità che è la presenza a Mantova del Sangue di Cristo, la reliquia più importante della cristianità. Continua a leggere →
Spesso li consideriamo piccole piazze o semplici slarghi mentre in realtà i sagrati sono una componente fondamentale di Mantova. Sono quegli spazi posti davanti alle chiese e che ne costituiscono l’anticamera oltre ad essere stati, soprattutto in passato, grandi luoghi di socializzazione e di celebrazioni. Giacomo Cecchin vi porta a scoprire alcuni dei sagrati più strani e interessanti con un incontro a sorpresa. Alla fine della puntata infatti ci sarà lo scrittore Davide Bregola ad aspettarlo sul sagrato di Santa Maria della Carità che è uno dei più raccolti e che, nel corso dei secoli, è stato riempito di lapidi sepolcrali: una vera e propria Spoon River mantovana. Seguitemi allora in questo giro per i sagrati di Mantova. Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito. Continua a leggere →
Giulio Romano è moderno non solo in quanto imprenditore con la sua bottega mantovana ma anche perché come sempre più spesso accade oggi ristruttura e non demolisce per ricostruire. Basti pensare a molti dei suoi cantieri mantovani dove i Gonzaga lo fanno intervenire modificando le preesistenze.
Certo Giulio costruisce anche ex-novo come ad esempio nel caso della Palazzina della Rustica, nel caso della Palazzina della Paleologa o ancora nelle Pescherie però oggi vogliamo raccontare l’architetto moderno che ristruttura l’esistente, creando il nuovo e facendo risparmiare il committente. Partiamo! Continua a leggere →