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Quando si entra nella Camera degli Sposi si ha sempre paura di disturbare. I personaggi sulla parete sono impegnati in un dialogo silenzioso e solo la piccola nana ci osserva curiosa fissandoci negli occhi. Il vero protagonista è in ogni caso il marchese Ludovico II, seduto in veste da camera con il suo cane Rubino che sbuca da sotto la sedia.
Alzi la mano chi non ha mai sognato di interagire con lui e con gli altri personaggi affrescati da Anfrea Mantegna. Ecco perché ho immaginato di riuscire a strappargli un’intervista durante l’ultima edizione del Festivaletteratura. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di lunedì 8 settembre 2025 a pagina 11 .
Mantova e il Festivaletteratura visti da Ludovico II Gonzaga
“Bello l’evento, ma gli scrittori passano senza lasciare traccia. In città c’è troppo silenzio”
L’INTERVISTA IMPOSSIBILE
di Giacomo Cecchin
C’è chi, durante Festivaletteratura, si aggira tra piazze e cortili con il badge al collo e chi invece preferisce osservarci dall’alto, incorniciato per sempre negli affreschi di Mantegna. Quest’anno però la curiosità di vedere Mantova “in diretta”, ha convinto Ludovico II Gonzaga a scendere un momento dalla parete della Camera degli Sposi. Si è sistemato la veste, ha dato una carezza a Rubino, il cane fedele che veglia sotto la sedia, e si è infilato tra le vie e tra i lettori, i volontari con le magliette blu e gli scrittori. A noi della Voce di Mantova è toccata la fortuna di incontrarlo per una chiacchierata informale. Il marchese, con la calma di chi ha visto passare papi, imperatori e artisti geniali ma intrattabili, ha accettato di raccontarci cosa pensa della città di oggi e del Festival. Il tono? Lo stesso di cinque secoli fa: diretto, ironico e con quel pizzico di nostalgia che solo un Gonzaga può concedersi.



Ludovico II Gonzaga è il primo della classe ed è il Gonzaga cui è difficile trovare delle macchie o dei difetti. Solo da giovane, nel 1436, rischia di rovinarsi quando si contrappone al padre Gianfrancesco che è comandante delle truppe veneziane andando al servizio di Filippo Maria Visconti (con la clausola di non combattere il padre). Il padre arriva a diseredarlo ma poi nel 1441 tutto si sistema anche grazie all’intervento della madre Paola Malatesta e del suo maestro Vittorino da Feltre. Da qui è un crescendo continuo: nel 1441 gli nasce l’erede Federico, nel 1459 la Dieta di Mantova porta in città il papa Pio II e consacra la famiglia tra le più potenti dell’epoca. A seguire arriverà il titolo di cardinale per il secondogenito Francesco e alcuni artisti trasformeranno Mantova in una capitale del Rinascimento: Leon Battista Alberti fornirà a Luca Fancelli, l’architetto di Ludovico, i progetti per la chiesa di San Sebastiano e per la Basilica di Sant’Andrea e il pittore Andrea Mantegna dipingerà la Camera Picta, meglio conosciuta come Camera degli sposi. Chi meglio di lui in famiglia…
I Gonzaga furono da sempre appassionati di caccia e per questo prediligevano tra gli animali i cavalli, i falconi e i cani. Li troviamo rappresentati in molti affreschi e in numerosi dipinti (senza dimenticare il famoso cortile dei cani con la sepoltura di una delle cagnette predilette di Isabella d’Este). Oggi ci occupiamo proprio di questi ultimi provando a vedere quanti ce ne sono nella Camera degli sposi che è ricchissima di animali. Per questa cinquina tuttavia ci concentriamo sui cani andando a proprio a cercarli sulle pareti e sulla volta della camera affrescata da Andrea Mantegna. In realtà se li contiamo sono di più ma andiamo per razze e tipologie e recuperiamo così il nostro prediletto numero 5 tra cani preferiti, cani da caccia e cani infernali.
Da quando sono stati scoperti anche gli scheletri abbracciati Mantova è diventata la città dell’amore. Tra l’altro uno scrittore inglese come Aldous Huxley l’ha definita “la città più romantica del mondo con il suo profilo da mille e una notte che si eleva dai laghi”. Senza dimenticare il famoso laghetto a forma di cuore che si trova a Castellaro Lagusello. Perché non provare allora a scegliere 5 storie d’amore per celebrare san Valentino partendo da quelle reali per arrivare a quelle di fantasia che, spesso, sono più vere delle altre. Eccovi una selezione tra Gonzaga, Shakespeare e Rigoletto.
E’ difficile fare una scelta di 5 nomi tra i 18 Gonzaga che hanno rivestito il ruolo di Capitani del Popolo, Marchesi e poi Duchi di Mantova. Per questo metto le mani avanti e sottolineo come questa sia una selezione assolutamente personale e, anzi, invito ognuno di voi a farsi una cinquina gonzaghesca. Occorre infatti sottolineare come io abbia preso in considerazione solo i Gonzaga della linea principale evitando i rami cadetti, dove invece si trovano personaggi a volte più interessanti e di grande spessore, come ad esempio Vespasiano Gonzaga o San Luigi.