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Un’altra doppia pagina uscita sull’ultimo numero di MCG Mantova Chiama Garda, dedicata alle stranezze di Palazzo Ducale.
Questo formato grafico è bellissimo perché consente anche di inserire foto a tutta larghezza senza ridurre i contenuti.
E’ la terza uscita monografica sulla rivista bimestrale che viene distribuita in edicola insieme a La Voce di Mantova e che racconta vita e società delle tre province di Mantova, Brescia e Verona.
Qui potete sfogliare il numero intero mentre di seguito trovate gli altri due articoli monografici e il testo integrale di questo sulle stranezze di Palazzo Ducale.
Buona lettura!
2. Insolito Palazzo Te – leggete l’articolo
1. Il cielo in una stanza – leggete l’articolo
Qui invece trovate tutte le puntate della rubrica Mantovagando che esce su ogni numero di MCG.
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E’ la terrazza più invidiata da chi attraversa le piazze e i cortili del Palazzo Ducale. La si vede alzando gli occhi quando si voltano le spalle alla facciata della Basilica di Santa Barbara. Ci sono salito per la prima volta in occasione di una puntata di Mantova Segreta e la vista è davvero da togliere il fiato.
Le salette o camere delle città sono un altro dei luoghi più segreti di Palazzo Ducale. In questi ambienti troviamo affrescate nelle lunette una serie di capitali europee e città varie, molte delle quali ancora perfettamente riconoscibili. Nell’immagine qui a fianco trovate quella di Mantova.
La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna è una delle meraviglie dell’arte italiana del Quattrocento. Al tempo della sua realizzazione era chiamata Camera Picta, ovvero camera dipinta, e mai nome fu più indovinato visto che è interamente coperta di affreschi che raccontano storie, simboli e miti legati alla famiglia Gonzaga.
In attesa della grande mostra di Giulio Romano (ne abbiamo parlato qui) Mantova Segreta vi porta alla riscoperta dell’Appartamento di Troia a Palazzo Ducale. Una passeggiata che vi porta dal Cortile della Cavallerizza al passetto aereo che collega la Rustica alla Loggia di Eleonora e da lì nella Galleria dei Mesi e poi nella sala di Troia. Giacomo Cecchin racconta Giulio Romano e la sua capacità di raccontare storie per celebrare la grandezza del duca Federico II Gonzaga. Nel corso della puntata poi una piccola sorpresa: vi portiamo nei camerini e nella piccola loggia del Cortile dei Cani, uno dei due giardini pensili che si trovano nel Palazzo Ducale di Mantova.
Quest’anno per gli auguri ai lettori di Mantovastoria scelgo una Natività che si trova nelle Logge di Raffaello in Vaticano. L’anno prossimo ricorre il cinquecentenario della morte del pittore di Urbino e quindi il 25 dicembre del 1519 fu l’ultimo Natale dell’artista simbolo del Rinascimento italiano.
A Mantova basta fare una semplice passeggiata per avere la sensazione di compiere un viaggio nel tempo. Giacomo Cecchin vi accompagna sul Percorso del Principe, un itinerario che collega Palazzo Ducale a Palazzo Te e consente di leggere la struttura urbanistica di Mantova con gli occhi dei Gonzaga. Basta fare attenzione e si scoprono particolari come l’antico nome di piazza Sordello, le strade a baionetta, dov’era l’antico macello e come si arrivava all’isola del Tejeto.
Gli Arazzi raffaelleschi del Palazzo Ducale di Mantova sono tra gli oggetti più preziosi contenuti nella reggia gonzaghesca. Eppure sono anche tra i meno osservati dai turisti (ne parlavo già qui in un altro post dedicato agli arazzi) posti come sono al termine del lungo percorso di visita. E’ vero che oggi apprezziamo di più tele ed affreschi rispetto alle statue o agli arazzi e questo sembra dimostrato dalle presenze alle mostre. Oggi vorrei invitarvi a riscoprire almeno 5 storie che raccontano delle vicende degli arazzi, di come sono arrivati a Mantova e di come se ne sono andati per poi ritornare (definitivamente) a Palazzo Ducale.
Segnalo volentieri un articolo pubblicato sul numero 4/2018 de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, relativo alla possibile identificazione della nana ritratta nella scena di famiglia della Camera degli Sposi.