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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Articoli

Mantova-Parigi 5 a 3: Luigi IX il santo, la Sainte Chapelle e il Sangue di Cristo

25 martedì Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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I Sacri Vasi, Il sangue di Cristo, Jacques Le Goff, Jean de Joinville, La corona di Spine, La Sainte Chapelle, Le reliquie, Le reliquie della passione, Luigi IX, Luigi IX il santo, Mantova, Parigi, re Luigi IX, San Luigi dei Francesi

Oggi 25 agosto 1270 muore Luigi IX, re di Francia, che sarà fatto santo nel 1297 da Bonifacio VIII. E’ un personaggio molto interessante ed è legato a Mantova attraverso una porzione della reliquia del Sangue di Cristo contenuto nei Sacri Vasi.
Proviamo a ripercorrere la storia di San Luigi dei Francesi a 750 anni dalla morte e delle reliquie della passione (ne raccoglierà nella sua vita ben 23 e vedremo poi perché). Continua a leggere →

I Gonzaga, statistiche, curiosità e… – una rivista gratuita in regalo con Mantostoria

23 domenica Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Gonzaga

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16 agosto 1328, Curiosità, Genealogia gonzaghesca, Giacomo Cecchin, Gonzaga, I Gonzaga, Mantovastoria, Rivista, Statistiche gonzaghesche

Mantovastoria festeggia il quinto anno di attività con un piccolo regalo ai suoi lettori: una piccola rivista gratuita dal titolo “I Gonzaga”.
E’ possibile riceverla via e-mail COMPILANDO IL FORM CHE TROVATE A QUESTO LINK inserendo nome, cognome, numero di cellulare e e-mail.
La rivista è la prima di una serie di pubblicazioni che racconteranno storie, vicende, personaggi e curiosità su Mantova.
I vostri dati saranno utilizzati esclusivamente per ricevere informazioni sulle iniziative organizzate da Giacomo Cecchin e sarà sempre possibile chiedere l’interruzione degli invii.
Eccovi di seguito l’anteprima di quello che troverete nella rivista. Continua a leggere →

Monaci bianchi e Monaci neri: san Bernardo e il brand cistercense

20 giovedì Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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Abbazia di Casamari, Abbazia di Citeaux, Alessandro Barbero, Cistercensi, Citeaux, Cluniacensi, Cluny, Il brand cistercense, Monaci Bianchi, Monaci bianchi e Monaci neri, Monaci Neri, Ora et Labora, San Bernardo di Chiaravalle

Oggi 20 agosto si ricorda San Bernardo di Chiaravalle, uno dei santi cattolici più famosi e venerati ma soprattutto un monaco benedettino cistercense. Cosa vuol dire essere benedettino e cistercense?
I cistercensi vengono fondati nel da 1098 da Roberto di Molesme che predica un ritorno al rispetto dello spirito autentico della regola benedettina (a suo parere non così praticata nei monasteri cluniacensi). Il luogo di fondazione della prima abbazia è Citeaux.
San Bernardo entra nell’ordine cistercense nel  1112 e ne diventa uno dei principali esponenti, fondando l’abbazia di Clairvaux da cui prenderà il nome. E’ un grande predicatore, particolarmente devoto alla Vergine Maria, e sarà vicino all’Ordine dei Templari promuovendo la II Crociata.
Ma cosa c’entra San Bernardo con la creazione del brand cistercense? Per essere immediatamente riconoscibili e diversi rispetto ai monaci cluniacensi San Bernardo critica la ricca decorazione della chiesa abbaziale di Cluny e le forme stravaganti e mostruose dei capitelli del chiostro. A questo punto ecco i tre elementi base del brand cistercense: Continua a leggere →

San Rocco liberaci dalla peste: il 16 agosto si festeggia il santo che proteggeva dal flagello del medioevo

16 domenica Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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cane, Conchiglia, Madonna del Terremoto, Mantova, pellegrino, San Rocco, Scuola Grande di San Rocco, simboli iconografici di San Rocco, Venezia

Oggi si festeggia San Rocco, uno dei santi più venerati nel Medioevo dove si invocava la sua protezione contro la peste. La sua storia è molto particolare: nativo di Montpellier arrivò in Italia in pellegrinaggio verso Roma dove dimostrò la sua capacità taumaturgica sanando molti ammalati di peste.
Al rientro verso la Francia fu colpito dalla pestilenza nei dintorni di Piacenza ma si salvò grazie anche all’aiuto di un cane che divenne poi uno dei suoi simboli iconografici insieme alla piaga della peste sulla gamba, al mantello, alla conchiglia e al bordone da pellegrino. Morì a Voghera tra il 15 e il 16 agosto del 1379 (?). Continua a leggere →

La Morte della Vergine di Andrea Mantegna e la festa dell’Assunta

15 sabato Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

≈ 2 commenti

Tag

Andrea Mantegna, Assunta, Assunzione, Caravaggio, Dogma, Dogma dell'Assunzione, Dormitio Virginis, Festa dell'Assunta, La Morte della Vergine, Museo del Prado, Pinacoteca di Ferrara, Pio XII

Ogni mantovano che passa dal Museo del Prado non può evitare di cercare la Morte della Vergine di Andrea Mantegna e di emozionarsi quando ci si trova davanti. Il motivo è legato soprattutto al paesaggio che si vede sullo sfondo, che rappresenta la vista del ponte di San Giorgio e del borgo fortificato dalle finestre del Castello.
E’ forse l’unico paesaggio di Andrea Mantegna che rispecchia una situazione reale e l’emozione dei mantovani è che questo paesaggio lo possono ancora vedere a distanza di 5 secoli. Certo il ponte di San Giorgio non è più coperto e anche il borgo non esiste più però tutto è ancora perfettamente riconoscibile.
Ho deciso di parlare di quest’opera oggi  per il tema della tavola ovvero la Morte della Vergine, che è strettamente legato all’Assunzione di Maria in cielo. Continua a leggere →

Clinio Cottafavi: il busto si avvicina al ritorno in Piazza Pallone

14 venerdì Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Clinio Cottafavi, Gianpiero Baldassari, La Reggia, Palazzo Ducale, piazza pallone, Società per il Palazzo Ducale, Statue erranti

Forse ci siamo! Clinio Cottafavi sta per tornare al suo posto in Piazza Pallone, solingo osservatore del Palazzo Ducale che ha contribuito a salvaguardare. Ecco la notizia riportata da Gilberto Scuderi in un articolo della Gazzetta di Mantova del 14 agosto 2020.

Il busto di Cottafavi vicino al ritorno in piazza

Il busto di Clinio Cottafavi, assente da piazza Pallone da oltre due anni per un incidente che lo rovinò a terra, prosegue la lenta marcia verso il ricollocamento. Giacente per lungo tempo nel Cantiere Verde Tea a Bosco Virgiliano, si trova ora nello Studio di restauro di G. Billoni – M. Negri al 21 di piazza Santa Barbara. L’intervento per riportarlo all’antico splendore ha il suo iter burocratico, inevitabile. La relazione tecnica di Billoni-Negri è stata inviata alla Soprintendenza. Una vicenda di per sé banale, che mostra le lungaggini di cui tanto, per questioni più importanti, si parla in Italia: di burocrazia e di sburocratizzazione. La statua del 1937, dedicata al direttore onorario di Palazzo Ducale morto quell’anno, è di proprietà della Società per il Palazzo Ducale, cui sembra spetterebbe l’onere del restauro. –G.S.

Per approfondire:
– Cherchez Clinio Cottafavi: dov’è finito il busto di Piazza Pallone?
– Clinio Cottafavi: chi era costui? Note a margine di un episodio di vandalismo urbano
– Clinio Cottafavi, l’infaticabile (La Reggia)
– Le statue erranti: il post e la puntata di Mantovagando
– Mantova Segreta sulle tracce delle statue erranti

5 particolari da non perdere degli Arazzi di Raffaello: MCG racconta uno dei capolavori di Palazzo Ducale nella rubrica Mantovagando

09 domenica Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Appartamento degli Arazzi, Arazzi di Raffaello, Arazzi raffaelleschi, Cardinale Ercole Gonzaga, Ercole Gonzaga, Giacomo Cecchin, I finti arazzi al Palazzo ducale di Mantova, Il pavimento in cotto, La guarigione dello storpio, La Pesca Miracolosa, Leone X, MantovaChiamaGarda, Mantovagando

A Palazzo Ducale ci si perde nell’immensità degli spazi e pochi si accorgono degli Arazzi raffaelleschi. Forse perché arrivano al termine di un percorso lunghissimo o forse perché abbiamo perso l’abitudine a questo tipo di oggetto artistico. Eppure sono davvero uno dei capolavori di Palazzo Ducale e hanno particolari assolutamente da non perdere. La prossima volta che entrerete nella Reggia gonzaghesca non perdete l’occasione di osservarli con più attenzione. Eccovi allora una miniguida uscita nella rubrica Mantovagando con 5 elementi interessanti per riscoprire gli arazzi.Di seguito trovate il testo completo dell’articolo uscito sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero). Continua a leggere →

Camere con vista: cosa si vede dalle finestre del Palazzo Ducale su La Reggia 2/2020

12 domenica Lug 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Palazzo Ducale

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Camere con vista, curiosità su Palazzo Ducale, Giacomo Cecchin, La Reggia, Le finestre del Palazzo Ducale, Palazzo Ducale, Società per il Palazzo Ducale

E’ uscito sull’ultimo numero de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, un altro mio articolo inserito nel ciclo dedicato al racconto della reggia gonzaghesca. E’ dedicato a cosa si vede da alcune delle finestre del Palazzo Ducale.
Qui trovate gli articoli usciti fino ad ora:
1. I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale (n. 2/2018)
2. Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: un nuovo articolo per La Reggia (n. 3/2018)
3. Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: la seconda puntata su La Reggia (n. 4/2018)
4. I giardini di Palazzo Ducale su La Reggia (1/2019)
5. Una facciata da leggere su La Reggia (2/2019)

Di seguito il testo integrale dell’articolo pubblicato sul n. 2/2020 della Reggia (ringrazio il presidente Gianpiero Baldassari e il direttore Fausto Amadei per l’ospitalità). Continua a leggere →

Insolito Palazzo Te: alcune curiosità da non perdere in un articolo su MCG

27 sabato Giu 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Curiosità a Palazzo Te, giardino segreto, i triglifi cadenti, Il mistero del nome, il palazzo del T, le peschiere, Mantova Chiama Garda, MCG, Palazzo Te, Sala dei Cavalli, Triglifi cadenti

Qualcuno ha chiamato Palazzo Te anche il “Palazzo dei lucidi inganni” perché è un’architettura bizzarra uscita dal genio di Giulio Romano.
Sono tante le curiosità che colpiscono i turisti e i mantovani che ne varcano i cancelli: dal nome che è unico al mondo al bugnato onnipresente, dai cavalli dipinti sulle pareti al giardino segreto e alle peschiere, che sono la memoria dell’acqua che circondava la villa.
Ho provato a descrivere le particolarità di Palazzo Te in questo articolo uscito sull’ultimo numero di MCG (qui potete sfogliare tutta la rivista) ma il suggerimento, dopo averlo letto, è andare a verificare di persona. Continua a leggere →

Sant’Antonio da Padova tra reliquie, sequeri e animali

13 sabato Giu 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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Basilica del Santo, Donatello, Festa di Sant'Antonio a Lisbona, Il Miracolo dell'Asina, La lingua, La predica ai pesci, Le reliquie, Lisbona, Padova, Sant'Antonio da Padova, Sequeri, Si quaeris miracula

E’ il santo senza nome perché se siete a Padova basta chiedere del Santo e tutti sanno che state parlando di Antonio*.
Però molti lo confondono ancora con quello del porcellino che è invece Sant’Antonio Abate (quello delle tentazioni e ne abbiamo parlato qui). Invece Antonio è un frate francescano (ha conosciuto San Francesco) e morirà a Padova il 13 giugno del 1231.
Io sono molto legato a questo santo perché mio padre gli era molto devoto e uno degli ultimi viaggi insieme a lui e a mia madre fu proprio a Padova, al suo santuario.
Sant’Antonio ha fatto miracoli, Sant’Antonio era un formidabile predicatore e ancora oggi le sue reliquie e il suo sepolcro sono considerati miracolosi.
Provo a darvi tre spunti e due curiosità per approfondire la conoscenza di questo incredibile personaggio.

I TRE SPUNTI

1) Le reliquie – nella Basilica del Santo a Padova sono esposte la reliquia della lingua incorrotta di Antonio, la più famosa, quella del mento (fu anche rubato e poi ritrovato e potete leggerne qui) e dell’apparato vocale recuperato nell’ultima ricognizione. Ancora oggi i pellegrini possono toccare il sepolcro del santo invocando miracoli.
2) Il Sequeri – è una preghiera che consente di ritrovare le cose perdute. E’ la deformazione latina dell’incipit del testo latino “Si quaeris miracula”. Ancora oggi la recitano in molti e devo dire che anch’io l’ho fatto. C’è un proverbio veneto che recita “Sant’Antoni dala barba bianca, fame cater quelo che me manca” (ne potete leggere qui).
3) Gli animali – anche Antonio ha compiuto miracoli legati agli animali, come successe a San Francesco. Ricordiamo quello dell’asina (che potete vedere in un bellissimo bassorilievo di Donatello) o la predica ai pesci (ne potete leggere qui).

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