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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Curiosità

Parlare chiarozzo, chiarozzo: 5 storie su San Bernardino da Siena a Mantova

20 domenica Mag 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Il miracolo del mantello, Mantova, Omiletica, Patrono dei giornalisti, Riforma dell'Osservanza, San Bernardino da Siena, Santa Maria delle Grazie, Sole di San Bernardino

Oggi è la festa di San Bernardino da Siena, il santo patrono dei giornalisti tra gli altri, ma soprattutto un personaggio fondamentale nella storia dei predicatori francescani. Le prediche di Bernardino duravano circa 8 ore eppure erano tra gli eventi più apprezzati dai cittadini visto che il santo era un esperto dell’omiletica ovvero dell’arte della predicazione. Bernardino sapeva divertire, spaventare, confortare, emozionare, insegnare: tutti elementi che anche oggi dovremmo ritrovare tra chi ha il ruolo di tenere discorsi in pubblico. Il santo diceva spesso che occorreva parlare chiarozzo, chiarozzo. Eccovi allora 5 storie su San Bernardino a Mantova (il santo venne nel 1418 e nel 1420) e una curiosità sulla forma dell’aureola.

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Honesto ocio: la lezione di Palazzo Te per la festa del 1° maggio

01 martedì Mag 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Amore e Psiche, CEO, Federico II Gonzaga, honesto ocio, ispasso, Palazzo Te, Un luogo dove andare a cena per ispasso

Gli antichi insegnano e per festeggiare egregiamente la festa del 1° maggio basterebbe andare a pranzo a Palazzo Te, nella camera di Amore e Psiche, dove mangiarono il marchese Federico II Gonzaga e l’imperatore Carlo V nel 1530.
Nella scritta dedicatoria che gira intorno alla sala sta scritto (in una sintesi che andrebbe bene per le informazioni essenziali su linkedin)
Federicus Gonzaga II Mar. V.S.R.E. et Reip. Flor. capitaneus generalis Honesto ocio post labores ad reparandam virt quieti construi mandavit
che tradotto significa
Federico II Gonzaga, quinto marchese, Capitano Generale della Santa Romana Chiesa e della Repubblica Fiorentina, per il suo onesto ozio dopo le fatiche, fece costruire allo scopo di ristorare le energie per la vita di pace.
C’è tutto ma quello che ci interessa nella Festa del lavoro è quel HONESTO OCIO.
Si tratta di un ozio diverso da quello che siamo abituati a considerare come il “padre dei vizi”.
E’ un ozio creativo dove ognuno mette a frutto le proprie passioni e riflette, pensa e riposa per “ricaricare le batterie” (in latino “ad reparandam virtutem). E’ quell’ozio che a Ferrara si esercitava nella palazzina di Schifanoia, ovvero per schifare o schivare la noia.
Un augurio quindi a tutti perché possano dedicare il 1° maggio a quello che gli sta più a cuore in un “honesto ocio” che consenta di ricaricare le batterie ma soprattutto di schivare la noia.
Buon 1° maggio.1

A zonzo per Mantova: esercizi di girovagare urbano

30 lunedì Apr 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari

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andare a zonzo, Ecce Homo, flâner, Friedrich Nietzsche, Gironzolare, Nietzsche

Corso Umberto a Mantova“Star seduti il meno possibile; non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta e in movimento – che non sono una festa anche per i muscoli. Tutti i pregiudizi vengono dagli intestini. Il sedere di pietra è il vero peccato contro lo spirito santo”.

Mantova è una città che offre moltissime opportunità per quello che i francesi definiscono “flâner”, ovvero passeggiare senza una meta. Andare a zonzo è molto interessante quando sei in un luogo diverso da quelli abituali, ma diventa molto stimolante se lo si fa dove si abita.
Per questo è divertentissimo e soprattutto fonte di molti stimoli camminare per Mantova senza una meta. Non è una cosa facile, occorre allenarsi ma una volta che si sia riusciti a diventare un turista nella propria città ci si meraviglierà praticamente ad ogni angolo.
Ecco allora 5 esercizi da fare e un percorso dove allenarsi.
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Santa Caterina da Siena e la beata Osanna: tra Siena e Mantova due vite a confronto

29 domenica Apr 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Beata Osanna Andreasi, San Luigi Gonzaga, Santa Caterina da Siena

Oggi 29 aprile è la festa di Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e dottore della chiesa. Una santa tra le più amate e che con Mantova ha più di un legame. In particolare ricordiamo la beata Osanna Andreasi che visse una vita modellata su quella della santa senese, con moltissime analogie.
Ecco alcuni appunti sparsi su Caterina e Osanna (con un riferimento a San Luigi Gonzaga).

Santa Caterina da Siena (1347-1380)
Santa e mistica domenicana, Caterina nasce a Siena nel 1347 penultima di venticinque figli del tintore Jacopo Benincasa e di Lapa Piagenti. La fanciulla, bella e pia, sin dall’infanzia ha visioni mistiche e si oppone ai tentativi della madre di accasarla rinchiudendosi in una stanza di casa dicendo “Io non vi chieggio nulla di veruna spesa, altro che pane ed acqua, lasciatemi stare a vivere di mio senno”.
A soli 16 anni entra a far parte di un gruppo laico femminile collegato all’ordine domenicano detto delle mantellate. Da questo momento Caterina può dedicarsi alla meditazione, alla cura dei poveri e dei malati e ad altre attività sociali oltrechè al suo forte impegno politico. A Firenze in Santa Maria Novella predica la crociata con fra’ Raimondo da Capua, ad Avignone perora la causa della pace tra la Repubblica di Firenze e il pontefice, a Siena mette fine alle controversie tra i Salimbeni e la città. Caterina riceve le stimmate e vive l’esperienza delle nozze mistiche con il Cristo. Muore a Roma il 29 aprile del 1380, ad appena 33 anni, dopo aver convinto con le sue lettere perorazioni e viaggi  Papa Gregorio XI a porre fine alla “cattività avignonese” tornando a Roma.
Caterina, pur essendo analfabeta, lascia circa 381 lettere indirizzate a monarchi, pontefici ed autorità politiche oltre al dialogo della divina provvidenza. Caterina è canonizzata nel 1461 da Pio II Piccolomini e dichiarata compatrona d’Italia nel 1939 da Papa Pacelli, Pio XII. Nel 1970 è insignita del titolo di doctor ecclesiae da Paolo VI (unica donna insieme a Santa Teresa d’Avila).
Caterina è stata modello da seguire per la beata Osanna Andreasi (1449-1505), mistica mantovana e laica domenicana che muore a Mantova il 18 giugno 1505. Osanna, ora sepolta in cattedrale e rappresentata in una delle statue del coronamento del duomo, è stata beatificata da Leone X nel 1515 anche grazie all’impegno di Isabella d’Este. Nella sua vita molto fa rivivere la figura della mistica senese: l’ascetismo precoce, l’intervento attivo nella vita della città come consigliera politica (di Isabella e del marito Francesco II), l’impegno nell’attività caritativa, lo stato di religiosa domenicana pur vivendo nel secolo, le numerose lettere rimasteci.
Anche San Luigi Gonzaga (9 marzo 1568 – 21 giugno 1591) è stato grande devoto di Santa Caterina da Siena. Il principe e futuro santo serve messa all’interno dell’oratorio ricavato a fianco della cella della santa. Luigi sosta a Siena nel 1590 durante il viaggio verso Roma e, come scrive Roberto Brunelli nella sua biografia del Santo, “richiesto, parlò ad un gruppo di giovani con un fervore che li impressionò”. Una lapide posta di fronte all’ingresso dell’oratorio rende memoria del fatto: “A ricordare la devozione di S. Luigi Gonzaga che nell’anno 1590 volle rendere pubblico onore alla SANTA senese servendo egli principe la messa e comunicandosi nella cameretta di LEI – La confraternita pose questa pietra il 29 aprile 1927.

Qui alcuni spunti per chi volesse approfondire i legami tra Mantova e Siena.

Questo il sito della Casa della Beata Osanna Andreasi www.casandreasi.it e qui trovate informazioni sulla Basilica Cateriniana di Siena

Per i Mantovani tra S.Andrea e Duomo: 1 a 0 in attesa del ritorno

25 mercoledì Apr 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri, Storia Locale

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Basilica di Sant'Andrea, Cattedrale di San Pietro, Duomo, Guida Estrosa di Mantova, Mantova, Sant'Andrea

Olio su Tela di Giancarlo Businelli“I Monsignori gli preferiscono Sant’Andrea, che, come San Pietro, può contenere ogni cerimonia, anche un’incoronazione: ma il 18 marzo festa di Sant’Anselmo, patrono della città, per omnia saecula, il Duomo riprende il suo primato.” Guida estrosa di Mantova pag. 41
In questo divertentissimo testo (ne trovate una breve recensione qui) di Piero Genovesi si enuncia una verità assoluta sui mantovani (e non solo i monsignori): la preferenza per la basilica di Sant’Andrea rispetto al Duomo ovvero la cattedrale di San Pietro.
Quest’ultima chiesa viene infatti considerata più “disordinata” rispetto all’altra e, prima degli ultimi restauri, molto più buia. Il tempio progettato da Leon Battista Alberti per custodire la reliquia del sangue di Cristo invece è lineare e imponente, un capolavoro del Rinascimento che lascia senza parole.
Eppure nonostante tutto io provo un particolare affetto per il Duomo: si tratta infatti di un palinsesto che racconta tutta la storia di Mantova dal periodo romanico fino ad arrivare al 1750 quando viene rifatta la facciata. Continua a leggere →

5 curiosità su S.Anselmo, patrono di Mantova

18 domenica Mar 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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18 marzo, Alessandro II, Baggio, corpo incorrotto, Lucca, Patrono di Mantova, S.Anselmo patrono di Mantova

Il 18 marzo è la festa di S.Anselmo, patrono di Mantova (che alcuni confondono con Anselmo d’Aosta, suo omonimo e contemporaneo famoso per la prova ontologica dell’esistenza di Dio). Anselmo morì il 18 marzo del 1086 e, in considerazione dell’enorme devozione dei mantovani e dei numerosi miracoli fu canonizzato l’anno successivo dal papa Vittore III e divenne probabilmente subito patrono di Mantova. La festività è da sempre molto sentita, prova ne sia l’afflusso dei fedeli in cattedrale per venerare il corpo incorrotto di Anselmo, conservato sotto l’altar maggiore. Ancora oggi in dialetto si dice Sant’Inselum sant’in dom (Sant’Anselmo, santo in duomo). Vi proponiamo allora 5 cose che forse non sapevate del patrono di Mantova. Continua a leggere →

17 marzo o 22 ottobre: a Mantova l’Unità d’Italia si festeggia due volte

17 sabato Mar 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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17 marzo 1861, 1861, 1866, 22 ottobre 1866, Custoza, Mantova 1861, Mantova 1866, Plebiscito, Unità d'Italia

A 7 anni dalle celebrazioni del 2011 per i 150 anni dall’unità chi si ricorda delle polemiche scatenatesi in prossimità della data? Ben pochi in realtà, perché siamo in Italia e gli anniversari si ricordano solo se hanno cifra tonda. E quanti sanno che a Mantova avremmo dovuto festeggiare due volte l’Unità e quindi anche il 22 ottobre 2016? Ma andiamo con ordine e proviamo a ricordare perché la data del  17 marzo, quali erano i motivi di disputa e anche alcune curiosità che possono essere uno stimolo ad approfondire. Continua a leggere →

A Sabbioneta: una messa da requiem per Vespasiano Gonzaga

11 domenica Mar 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Chiesa dell'Assunta, Chiesa dell'IncoronatA, Requiem solenne, Sabbioneta, Vespasiano Gonzaga

In un mondo sempre più secolarizzato e che non crede più a nulla diventa strano pensare ad una funzione religiosa, un requiem solenne per un uomo morto nel 1591 se non fosse che questo uomo era Vespasiano Gonzaga, fondatore di Sabbioneta, e durante la celebrazione si sia proceduto alla nuova sepoltura dei suoi resti mortali e di quelli di alcuni suoi familiari. Ma andiamo all’inizio di questa storia. Continua a leggere →

5 curiosità su Palazzo Te tra cavalli, grotte e giardini segreti

18 domenica Feb 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, le 5 cose..., Storia Locale

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Cavalli, Federico II, giardino segreto, Giulio Romano, Grotta, origine del nome, Palazzo Te, peschiere, scuderie, triglifi

Palazzo Te ha da sempre un grande fascino nei confronti dei mantovani e dei turisti. Circondato dagli alberi dei giardini appare quasi per magia un po’ come doveva avvenire per chi ci si avvicinava in passato, uscendo dalle mura di Mantova e attraversando il ponte che collegava l’isola del Te alla città. Palazzo Te è la villa dedicata agli ozi (“honesto ocio” si legge nell’iscrizione della Camera di Amore e Psiche) di Federico II Gonzaga, costruita in soli 10 anni da Giulio Romano e dalla sua bottega e ancora splendidamente conservata, con un ciclo di affreschi unico al mondo. Ma qual è il modo migliore per avvicinarsi alla storia di Palazzo Te? Provare a partire da 5 curiosità tra cavalli, grotte e giardini segreti. Continua a leggere →

Mantova: il profilo di una città unica al mondo

17 sabato Feb 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità

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Francesco Borgani, Giancarlo Businelli, Giovanna Caleffi, Manhattan Padana, Philippe Daverio, Profilo di Mantova, Skyline

Un’immagine del profilo di Mantova realizzata da Giovanna Caleffi. Ebbene sì! E’ forse l’immagine più scontata della città eppure è ancora quella che emoziona di più i mantovani e i turisti che arrivano dal ponte di San Giorgio.
Anche perché si tratta di un profilo pressoché immutato almeno da metà settecento, quando fu costruita la cupola della Basilica di S.Andrea.
L’acqua immobile, su cui la canoa scivola leggera, rispecchia la skyline di Mantova creando un’immagine che ricorda quella di un’onda sonora, del ritmo di un elettrocardiogramma che trova i suoi picchi nelle torri e nei campanili.
Proprio dall’acqua e dalle torri nasce la definizione di “Manhattan padana” ad opera di Philippe Daverio. Mantova era un’isola su circondata dal Mincio che allargandosi forma i laghi, e coronata di torri (veri e propri grattacieli) che dimostravano la ricchezza delle famiglie cittadine ed erano un segnale di sfida e di potenza.
Dal ponte di San Giorgio (sulla destra) si arriva al profilo del castello (liberato dalla presenza della Palazzina della Paleologa) e al campanile di Santa Barbara (simbolo del superamento del terremoto del 2012 con la sua rinnovata lanterna) che copre in parte il massiccio campanile del Duomo. Si prosegue poi con il cupolone di Sant’Andrea, la torre della gabbia, quella degli Zuccaro e quella dei Gambulini.
Sedersi sul pontile del campo canoa di Sparafucile regala una sensazione unica al mondo e consente di leggere la storia di Mantova nel suo profilo, esperienza che in Italia regala solo Venezia (oppure Lucca, anche se le mura in questo caso uniformano il tutto).

Le immagini di questo articolo sono di:
1. Foto di Giovanna Caleffi
2. Olio su tela di Giancarlo Businelli
3. Particolare di un quadro di Francesco Borgani

Il testo è di Giacomo Cecchin

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