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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: le 5 cose…

Le torri del profilo di Mantova sull’ultimo numero di MCG, torna Mantovagando

10 domenica Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose..., Storia Locale

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Giacomo Cecchin, Giancarlo Businelli, Le torri del profilo di Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Torre dei Gambulini, Torre del Podestà, Torre della Gabbia, Torre dello Zuccaro, Torre di Sant'Alò

Torna MCG e torna la mia rubrica Mantovagando che stavolta vi racconta le torri che si possono vedere nel profilo di Mantova. Qui potete sfogliare l’intera rivista mentre di seguito trovate il testo completo e le immagini della pagina.
“Mantova era una Manhattan padana, circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto, in attesa della riapertura della torre della Gabbia, manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto la vista del centro storico più bello del mondo. Continua a leggere →

Gli Arazzi di Palazzo Ducale: 5 storie da riscoprire tra Mantova, Vienna, Londra, Roma e Urbino

03 domenica Feb 2019

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, le 5 cose..., Palazzo Ducale

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Cardinale Ercole Gonzaga, Cartoni, Cartoni di Raffaello, Ercole Gonzaga, Londra, Mantova-Vienna, Palazzo del Vaticano, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Roma, Terence Hill, Urbino, Victoria & Albert Museum

Gli Arazzi raffaelleschi del Palazzo Ducale di Mantova sono tra gli oggetti più preziosi contenuti nella reggia gonzaghesca. Eppure sono anche tra i meno osservati dai turisti (ne parlavo già qui in un altro post dedicato agli arazzi) posti come sono al termine del lungo percorso di visita. E’ vero che oggi apprezziamo di più tele ed affreschi rispetto alle statue o agli arazzi e questo sembra dimostrato dalle presenze alle mostre. Oggi vorrei invitarvi a riscoprire almeno 5 storie che raccontano delle vicende degli arazzi, di come sono arrivati a Mantova e di come se ne sono andati per poi ritornare (definitivamente) a Palazzo Ducale. Continua a leggere →

Giacomo Cecchin all’inseguimento delle statue che si spostano, in una puntata di Mantova Segreta

29 martedì Gen 2019

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Mantova Segreta

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Belfiore, Dante Alighieri, Giacomo Cecchin, Leoni del Duomo, Mantova Segreta, martiri di belfiore, Ostiglia, Statue erranti, Telemantova, Virgilio

In una Mantova in cui a volte poco si muove, le statue sembrano andare in controtendenza e si spostano da una parte all’altra della città con trasferte anche in provincia. Nella puntata di Mantova Segreta del 28 novembre (la potete vedere qui) Giacomo Cecchin va a caccia di queste statue “erranti”: due leoni sono fuggiti a Quingentole, Dante a Ostiglia e anche Virgilio sembra non avere pace.
Provate a seguire la puntata e andate a verificare sul posto se le storie che vi raccontiamo sono proprio così. Continua a leggere →

5 spunti per una passeggiata nell’ex Ghetto ebraico di Mantova, nella giornata della Memoria

27 domenica Gen 2019

Posted by mantovastoria in Itinerari, le 5 cose..., Napoleonica, Storia Locale

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Casa del Rabbino, Ghetto di Mantova, Ghetto ebraico, Mezuzah, Piazza Concordia, Piazza dell'Aglio, Piazza Ghetto, Rotonda di San Lorenzo, Via Dottrina Cristiana

La giornata della memoria può essere una bella occasione per una passeggiata nella zona dell’ex ghetto ebraico di Mantova. Tra l’altro si tratta di una zona molto centrale e che, negli anni, è diventata un’area residenziale molto apprezzata. Nelle piccole piazze e nei vicoli infatti si respira ancora l’atmosfera di quando il Ghetto era una delle zone più vivaci di Mantova con i suoi vicoli e le facciate particolari delle quali rimane traccia nell’attuale Casa del Rabbino. Purtroppo molto è andato perduto e solo grazie alle vecchie foto si può intuire come fosse la vita nel quartiere ebraico. Per questo vi suggerisco questo itinerario in 5 punti che vi porta a scoprire storie e curiosità del Ghetto di Mantova.
* nell’itinerario non è compresa l’ultima Sinagoga rimasta in città che, dopo essere stata smontata, è stata rimontata in via Gilberto Govi.

La Rotonda di San Lorenzo – può sembrare strano partire dalla Rotonda per un itinerario ebraico a Mantova. Eppure quando il tempio matildico fu chiuso dal duca Guglielmo Gonzaga alla fine del 1500, fu inglobato nelle case che entrarono a far parte del Ghetto nel 1610. Per chi volesse approfondire suggerisco di leggersi gli estratti del catasto teresiano dove si possono recuperare i nomi e le attività di chi abitava case e botteghe ricavate negli spazi della Rotonda. Uno di loro si chiamava Moisè Ariani che, se non ci fosse stata la tragedia della Shoa, sarebbe un improbabile e divertente ossimoro. Uno dei portoni d’ingresso al Ghetto si trovava proprio a fianco delle case che avevano inglobato la Rotonda.

Piazza Concordia – il nome antico della Piazza era piazza dell’Aglio perché qui si teneva il mercato ebraico della frutta e della verdura, speculare rispetto a quello cristiano di Piazza Erbe (così come l’attuale Via Spagnoli era via degli Orefici ebrei in linea con la via degli Orefici tuttora esistente). Il suo nome cambiò nel gennaio del 1798 (era il 21 gennaio per precisione) quando i francesi decisero l’abbattimento dei portoni del Ghetto e li bruciarono proprio in questa piazza che divenne piazza Ghetto. L’ultimo cambiamento toponomastico risale invece al 1867 quando in virtù dell’impegno degli ebrei nelle lotte per il Risorgimento italiano le venne attribuito il nome  di Concordia, a celebrazione di una rinnovata intesa tra ebrei e cattolici. Una particolarità era che questa piazza era l’unica presente all’interno del Ghetto, le piazze attuali Bertazzolo e Sermide sono frutto di demolizioni.

Via Dottrina Cristiana – un’altra stranezza per un Ghetto Ebraico. Pensato ad un ebreo in vacanza che scrive una cartolina a casa e deve scrivere nell’indirizzo via Dottrina Cristiana, robi da mat direbbero a Mantova. Eppure la via mantiene il nome che le era stato dato nel 1595 quando venne creato in questo luogo un oratorio dedicato alla Dottrina Cristiana dal vescovo Francesco Gonzaga. Successivamente fu anche chiamato vicolo del Monte di Pietà, la banca dei francescani, che si trovava proprio dove oggi c’è il negozio di detersivi. Vicolo Dottrina Cristiana è uno dei pochi vicoli quasi perfettamente rettilinei del centro di Mantova e divideva perfettamente il Ghetto ebraico dall’Isola degli Studi dei Gesuiti (oggi Archivio di Stato, Biblioteca Teresiana e Liceo Virgilio).

La Mezuzah – è l’unico segno di questo tipo ancora visibile. Bisogna imboccare vicolo Norsa da Piazza Bertazzolo. Nello stipite destro della prima porta a sinistra si vede un piccolo incavo ricavato nel marmo, a due terzi d’altezza. Si tratta dello spazio dove veniva inserita la Mezuzah, ovvero un piccolo astuccio contenente l’inizio della preghiera dello Shema. E’ una tradizione che ricorda l’ultima delle 10 piaghe d’Egitto, quando gli ebrei dovettero segnare con il sangue dell’agnello le porte di casa per avvertire l’angelo della morte di passare oltre e non uccidere i primogeniti. Di regola chi entra in casa tocca la mezuzah con le dita in segno di rispetto per la Torah di cui contiene passi. Per approfondire potete leggere la pagina di Wikipedia.

La Casa del Rabbino – è una delle poche case del Ghetto ebraico ad aver mantenuto pressoché intatto il suo aspetto originale. Si trova al numero 54 di via Bertani e la sua parte più caratteristica è la facciata, non solo per lo splendido balcone in ferro battuto ma anche per i bassorilievi, posti tra le finestre del piano terra e del primo piano che rappresentano vedute architettoniche di città. Il nome di Casa del Rabbino deriva dalla tradizione che vi abbiano abitato le famiglie dei capi religiosi della Comunità
ebraica mantovana. Il palazzo fu probabilmente ricostruito dopo il Sacco di Mantova del 1630 e ricorda nello stile delle decorazioni della facciata altri edifici del centro città costruiti in epoche analoghe come Palazzo Sordi o Palazzo Valenti.

Questi spunti sono anche alla base della puntata di Mantova Segreta dedicata alla Mantova ebraica andata in onda mercoledì 23 gennaio 2019 su Telemantova.

Per approfondire la conoscenza del Ghetto ebraico e della Comunità ebraica mantovana suggerisco di consultare l’interessante guida sulla Mantova Ebraica reperibile a questo link.

Qui trovate invece altri spunti interessanti per passeggiate inedite e suggestive a Mantova.
Giacomo Cecchin

Giacomo Cecchin vi porta nel Dietro le quinte del Teatro Sociale, un’altra puntata di Mantova Segreta

11 venerdì Gen 2019

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Mantova Segreta

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Buca del Suggeritore, Dietro le quinte, Dietro le quinte del Teatro Sociale, Foyer, Giacomo Cecchin, Golfo Mistico, La Scala di Mantova, Loggia, Loggione, Mantova Segreta, Palcoscenico, Ridotto, Sipario, Sottopalco, Teatro di tradizione, Teatro Sociale, Telemantova

Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta nel dietro le quinte del Teatro Sociale (qui potete vedere tutta la puntata) in un itinerario inconsueto che passando dal sottopalco ed infilandosi nella buca del suggeritore, sbuca nel golfo mistico e sale dalla platea, su su fino al loggione per poi salire sul palcoscenico e sentire l’emozione degli attori che vedono aprirsi il sipario. Eccovi l’incipit della puntata:
“Bentornati a Mantova Segreta, una Trasmissione Che prova a raccontare i lati meno conosciuti della città Oppure quelli che sono sotto gli occhi di tutti Per questo Spesso Non si conoscono . Oggi parliamo di teatri in una città che che ne ha più di quelli che pensate e ci andremo a scoprire quelli più piccoli ma non per questo più importanti. Abbiamo deciso di partire dal più grande e dal più scenografico il Teatro Sociale, la Scala dei mantovani. La facciata è inconfondibile posta al termine di corso Pradella con queste colonne che reggono un timpano triangolare e che richiamano l’antica grecia. Fu l’architetto Luigi Canonica a progettare il teatro nel 1822 e ancora oggi il Sociale, come familiarmente lo chiamano  mantovani, è uno dei teatri di tradizione italiani come la Scala appunto, il regio di Parma, il comunale di Bologna o il San Carlo di Napoli. Ma perché nel 1822 decidono di costruire il teatro in questa parte della città, poco prima del Rio che scorreva proprio qui davanti…” Continua a leggere →

Giacomo Cecchin racconta la Mantova domenicana nella nuova puntata di Mantova Segreta

03 giovedì Gen 2019

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Mantova Segreta

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A Mantova per Ognissanti, Dentro il Palazzo ducale visto da fuori, Giacomo Cecchin, Halloween, I passaggi segreti urbani, Il Quartiere latino di Mantova, L'isola degli Studi e i Gesuiti, Mantova Segreta, Maria Onesta Tamassia, Rosanna Golinelli, Su e giù dai ponti del Rio, Telemantova

Mantova ha perso una grande parte del suo patrimonio culturale con la demolizione o la chiusura di molti dei monasteri, conventi e chiese che affollavano il centro cittadino. Eppure di tracce ce ne sono ancora molte ed è davvero interessante passeggiare per Mantova alla ricerca delle tracce di ordini religiosi importanti come ad esempio quello dei domenicani. La Mantova domenicana (o quello che ne resta) è proprio al centro della puntata di Mantova Segreta che potete guardare a questo link. Continua a leggere →

5 luoghi cavallereschi a Mantova e dintorni tra cavalieri, reliquie e armature

30 domenica Dic 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Armatura, Armature, Basilica di Sant'Andrea, Cavalieri, Collare, Collare dell'Ordine del Redentore, Crociati, Museo Diocesano, Museo diocesano Francesco Gonzaga, Ordine del Redentore, Palazzo della Ragione, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Pisanello, Reliquie dei Sacri Vasi, Sacri Vasi, Sala del Pisanello, Santo Graal, Santuario delle Grazie, Templari

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, questo l’incipit dell’Orlando Furioso che Ludovico Ariosto leggeva in anteprima a Isabella d’Este qui a Mantova. Solo per questo la città potrebbe essere definita cavalleresca ma in realtà c’è molto di più a caratterizzarla in tal senso. Basti pensare ai cavalieri della tavola rotonda che cercano il Graal (e il Graal è a Mantova dicono i Gonzaga) e sono dipinti negli affreschi di Pisanello, ai cavalieri dell’Ordine del Redentore che hanno i Sacri Vasi nel medaglione o alle armature del Museo Diocesano e agli ex voto del Santuario di Santa Maria delle Grazie. Mantova è piena di riferimenti cavallereschi e allora eccovi un percorso in 5 tappe alla ricerca dei cavalieri a Mantova (itinerario da realizzare con in sottofondo la lettura dell’Orlando Furioso o dell’Innamoramento di Orlando – per saperne di più cliccate qui).

Continua a leggere →

Giacomo Cecchin parla di indigestione urbana ovvero quando gli edifici del passato si ripropongono: la settima puntata di Mantova Segreta

10 lunedì Dic 2018

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Mantova Segreta

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Campanile imprigionato, Campanile imprigionato di Santa Caterina, Giacomo Cecchin, Indigestione urbana, Mantova palinsesto, Mantova Segreta, palinsesto, Telemantova

Giacomo Cecchin prosegue nel suo viaggio alla riscoperta di Mantova andando a caccia di particolari che non tutti notano.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito riportiamo l’incipit:
“Bentornati a Mantova Segreta per andare insieme alla scoperta di particolari che spesso sono sotto gli occhi di tutti ma di cui pochi si accorgono. Oggi parliamo di quelli che mi piace definire esempi di indigestione urbana. Nelle città con una lunga storia come Mantova gli edifici hanno subito modifiche continue, sono stati ricostruiti e hanno quindi inglobato delle costruzioni precedenti. Ebbene se si sa dove guardare e si è attenti osservatori a volte si scopre che sono rimaste parti di questi palazzi o delle costruzioni precedenti. E’ come se la nuova costruzione che ha ingoiato quella precedente non sia riuscita a digerirla. Ecco perché mi piace parlare di esempi di indigestione urbana. Nella nostra passeggiata di oggi andremo alla ricerca di questi particolari e iniziamo proprio da qui, in Piazza Mantegna, dalla Basilica di Sant’Andrea…

Giacomo Cecchin su MCG parla di spettri e di Mantova che, a volte, sembra la Scozia

09 domenica Dic 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, le 5 cose..., Storia Locale

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Agnese Visconti, Bonifacio di Canossa, Ferdinando Carlo Gonzaga, James Chricton, Mantovagando, MCG, Passerino Bonacolsi, Spettri, Spettri a Mantova

Torna la rubrica Mantovagando su MCG di Dicembre-Gennaio (la rivista la potete sfogliare qui) e stavolta parliamo di spettri.
Forse non tutti sanno che Mantova è anche città di spettri e che il 31 dicembre allo scoccare del nuovo anno si possono ancora trovare in giro per la città (questa naturalmente è una mia idea, non suffragata da fatti concreti ma trattandosi di spiriti…). In realtà sappiamo bene che i fantasmi ce li creiamo da soli ma perché non provare a riscoprire quelle storie irrisolte che, se fossimo in Scozia, davvero sarebbero piene di mistero e di spiriti e richiamerebbero in città miriadi di turisti. Eccone allora almeno 5 che raccontano di delitti, esecuzioni e uccisioni (e non abbiamo preso in considerazione i fratricidi gonzagheschi)… Continua a leggere →

5 cose da sapere su Santa Caterina della Ruota (da non confondersi con quella di Siena)

25 domenica Nov 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, le 5 cose...

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Campanile imprigionato, Campanile imprigionato di Santa Caterina, Il miracolo della Saetta, La Madonna dell'Aiuto, Patrona dei mulini, Santa Caterina, Santa Caterina d'Alessandria, Santa Caterina della Ruota

Il 25 novembre si festeggia Santa Caterina d’Alessandria che popolarmente viene detta della Ruota (per uno degli strumenti con cui fu torturata prima di arrivare al martirio).
E’ una santa molto venerata anche e soprattutto in forza di un suo patronato derivante proprio dalla ruota. Santa Caterina è in effetti la protettrice dei mugnai, tanto che ancora oggi i mulini chiudono il 25 novembre e festeggiano con pranzi o cene aziendali cui sono invitati tutti i dipendenti. E’ un modo di ringraziare la santa per la protezione accordata e di evitare che, dimenticandosela, qualche sciagura improvvisa li possa colpire. A Mantova la santa è titolare di una chiesa in corso Garibaldi che ha molte curiosità e particolarità. Oggi ve ne raccontiamo almeno 5… Continua a leggere →

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