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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Storia Locale

690 anni fa i Gonzaga prendevano il potere a Mantova: storia di un bambino e del suo sogno

15 mercoledì Ago 2018

Posted by mantovastoria in Gonzaga, Storia Locale

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Cangrande della Scala, Dante Alighieri, Divina Commedia, Domenico Morone, La Cacciata dei Bonacolsi, Luigi Corradi de Gonzaga, Luigi Gonzaga, Passerino Boancolsi

Come passa il tempo…690 anni fa Luigi Corradi de’ Gonzaga prendeva il potere su Mantova con un perfetto colpo di stato. In realtà si tratterebbe del 16 agosto ma io ne parlo il 15 perché non è un caso che abbia scelto di agire la notte della festa dell’Assunta: dopo i festeggiamenti e le gozzoviglie la guardia dei Bonacolsi avrebbe dovuto essere abbassata e così fu. Continua a leggere →

Due castelli e una chiesa: l’archistar Bartolino e il santuario delle Grazie

12 domenica Ago 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

≈ 1 Commento

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addizione erculea, Bartolino da Novara, Castello di San Giorgio, Castello estense, Francesco I Gonzaga, mal della pietra, Santuario delle Grazie, via di fuga

E ‘strano pensare ad una chiesa costruita da un architetto militare * eppure è quello che la tradizione ci racconta sul santuario delle Grazie.
Il maestro di San Pietro, noto per aver costruito non solo il castello di Ferrara ma anche quello di Mantova, il castello di San Giorgio, su incarico di Francesco I Gonzaga, quarto capitano del popolo. Continua a leggere →

Il campanile distratto: a Mantova può capitare sul Lungorio

08 mercoledì Ago 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Beata Osanna Andreasi, campanile di san domenico, Giovanni dalle Bande Nere, Lungorio, san domenico

Oggi è la festa di San Domenico e se fossimo in una Mantova di alcuni secoli fa avremmo potuto andare a messa nel convento dei domenicani, uno dei più grandi della città e uno di quelli che è scomparso senza lasciare traccia o quasi.
Forse non tutti sanno che quella che per molti mantovani è la Torre di San Domenico, nei giardini del Lungo Rio, era in realtà il campanile della chiesa dei frati predicatori.
Potremmo dire che è una torre campanaria distratta, visto che si è persa per strada la sua chiesa. In realtà il convento di San Domenico partiva dal Rio (e dal campanile appunto) per arrivare sino all’attuale via Madonna dell’Orto, dove il riferimento “orticolo” viene proprio dagli orti dei domenicani. Continua a leggere →

Il viaggiatore di battaglie di Marco Scardigli: per un turismo tra storia, storie e coraggio

31 martedì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Itinerari, Libri, Storia Locale

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Custoza, Generale Govone, Giuseppe Govone, Goito, Guerre di indipendenza, Il Viaggiatore di Battaglie, Marco Scardigli, Montanara e Curtatone, San Martino, Solferino

Sono di parte quando parlo dei libri di Marco Scardigli: ho amato profondamente “Lo scrittoio del generale” (ne parlo qui) tanto da ricavarne uno spettacolo sulla vita di Giuseppe Govone (potete leggerne qui) e mi è piaciuto moltissimo questo Il Viaggiatore di battaglie.
E’ un itinerario tra geografia e storia che racconta di come gli italiani facciano fatica a ricordare per capire, mentre preferiscono celebrare per rimuovere.31arco Scardigli ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia per scoprire come le battaglie siano raccontate attraverso musei e monumenti e se i luoghi mantengano il ricordo di questi eventi. Continua a leggere →

5 opere da non perdere a Palazzo Ducale tra santi, Bonacolsi e imperatori

29 domenica Lug 2018

Posted by mantovastoria in Gonzaga, le 5 cose..., Storia Locale

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Cacciata dei Bonacolsi, Domenico Fetti, Domenico Morone, Francesco Borgani, I Cesari di Tiziano, La famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità, Lunettone, Moltiplicazione dei pani e dei pesci, Pietro Paolo Rubens, San Francesco intercede per Mantova, Tiziano Vecellio, Veduta della città

Il Palazzo ducale di Mantova spaventa i turisti e gli stessi mantovani per le sue dimensioni assolutamente fuori scala. Eppure come in tutte le cose basta affrontarle a piccoli passi, riducendo in frammenti più piccoli le parti della sua storia. Pensiamo ad esempio ai quadri che sono conservati in Palazzo Ducale e che nella maggior parte dei casi non sono collegati alla storia delle collezioni gonzaghesche ma provengono da chiese soppresse. Perché allora non suggerire una selezione di quadri da cercare, riscoprire ed osservare durante la vostra prossima passeggiata alla reggia dei Gonzaga? E’ un modo inedito di affrontare la storia di Mantova, dei Gonzaga e degli artisti che hanno frequentato la città. Partiamo allora da 5 quadri tra santi, Bonacolsi e Gonzaga per non tacer di Rubens… Continua a leggere →

Giovannino se ne andava 50 anni fa, ma il Mondo piccolo è più attuale che mai

22 domenica Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Castelmassa, Don Camillo, Giovannino Guareschi, Il Po comincia a Piacenza e fa benissimo, Jean Giono, Mondo Piccolo, Non muoio nemmeno se mi ammazzano, Peppone

Oggi sono cinquant’anni che se n’è andato Giovannino Guareschi. In effetti non dovrei pubblicare un post nel giorno dell’anniversario della morte avvenuta a Cervia il 22 luglio del 1968: a Giovannino l’anniversario sarebbe andato sicuramente di traverso, tanto più che aveva scritto “Non muoio neanche se mi ammazzano” quando rinchiuso in un lager nazista diceva che sarebbe tornato a tutti i costi per rivedere il figlio.
Non so se ci sia ancora qualcuno che non ha letto Guareschi, ma se esistesse questa persona il suggerimento è di non perdere tempo e di iniziare subito a leggerlo.
Non lasciatevi distogliere da chi vi dice che si tratta di robetta, un po’ come i film di Peppone e don Camillo (che in effetti non piacevano a Giovannino ma continuano a mietere telespettatori ogni volta che vengono trasmessi*) e soprattutto che raccontano storie che sono anacronistiche in un mondo in cui non esiste più il visto da destra e il visto da sinistra ma solo il visto da me stesso.
E invece io non posso non sorridere, ridere, commuovermi ogni volta che inizio a leggere il Mondo Piccolo e il mio suggerimento è proprio di partire da i Racconti del Boscaccio, il prologo alle prime storie del prete e del sindaco comunista. Continua a leggere →

I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale

16 lunedì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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appartamento dei nani, Clinio Cottafavi, Guida Rossa, Guida Rossa Touring, La Reggia, Nani, nani di mantova, Società per il Palazzo Ducale

Da questo numero de La Reggia (per la disponibilità del presidente Gianpiero Baldassari e del direttore Franco Amadei, che ringrazio) pubblicherò una serie di testi sulle particolarità di Palazzo Ducale.
Il primo lo trovate di seguito e vi si parla dei Nani di Mantova.
La Reggia è una interessantissima rivista che viene spedita gratuitamente ai soci della Società per il Palazzo Ducale ma che si trova anche on-line a questo indirizzo
http://lnx.societapalazzoducalemantova.it/2010/it/la-reggia.html
Buona lettura.

Per approfondire sui nani di Mantova su questo blog:
1. 5 stranezze da non perdere a Palazzo ducale tra nani, arazzi e giardini pensili
2. 5 luoghi “naneschi” a Palazzo ducale tra scale sante, camera degli sposi e cavalieri
3. Mantova 1914: la rossa, i nani e i custodi che accorciano Continua a leggere →

Un luogo dove andare per ispasso: Palazzo Te e l’ombelico del mondo

30 sabato Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Camarone dei Giganti, Carlo V, Federico II Gonzaga, Giorgio Vasari, Jovanotti, L'ombelico del Mondo, Lorenzo Cherubini Jovanotti, Palazzo del T, Palazzo Te, Sala dei Giganti, Sei in un Paese meraviglioso, Sky Arte, Un luogo dove andare a cena per ispasso

Anche in passato si sentiva il bisogno di ricaricare le batterie: ecco Palazzo Te è un luogo di svago. Se fossimo a Ferrara diremmo che è una “delizia” come ad esempio Schifanoia che già nel nome racconta il suo scopo. Invece siamo a Mantova dove il marchese e poi duca Federico II commissiona a Giulio Romano la costruzione di una villa fuori città “dove andare a cena per ispasso” scriverà Vasari.
E’ un palazzo dei lucidi inganni e già il nome ne racconta uno: il Te non è quello che bevono gli inglesi alle 5 del pomeriggio ma un riferimento al luogo dove sorge il palazzo. Ci sono solo delle ipotesi e nessuna certezza: la prima dice che l’isola su cui sorgeva il Palazzo all’interno del quarto lago di Mantova (che non esiste più) si chiamava Tejeto, luogo di Tigli che ci sono tuttora. In dialetto si accorciano le parole e da Tejeto si arriva a Te. Ma l’ipotesi più accreditata è che il nome venga da due strade che si incontravano al centro dell’isola formando la lettera T. Vasari chiama infatti il palazzo il palazzo del T. Continua a leggere →

A Sabbioneta, tante comparse e un solo protagonista: Vespasiano Gonzaga

29 venerdì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Gonzaga, Itinerari, Storia Locale

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Corridor Grande, duca Vespasiano Gonzaga, Patrimonio Unesco, Sabbioneta, Sky Arte, Teatro all'antica, Unesco, Vespasiano Gonzaga, Vincenzo Scamozzi

La storia di Sabbioneta non può essere raccontata senza citare il suo fondatore Vespasiano Gonzaga. Perché senza di lui non esisterebbe questa città ideale nel mezzo della pianura padana, circondata dalle mura e ancora bloccata all’epoca in cui fu costruita. Una delle cose più particolari di Sabbioneta è che è raro vedere persone camminare per le vie e questo rende la città metafisica e il set perfetto per le produzioni cinematografiche: qui hanno girato i Medici televisivi, qui i Promessi sposi di Salvatore Nocita, qui la Strategia del Ragno Bernardo Bertolucci.

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L’archistar e il tagliapietre: Leon Battista Alberti e Luca Fancelli tra Sant’Andrea e San Sebastiano

28 giovedì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Leon Battista Alberti, Luca Fancelli, Ludovico II Gonzaga, s.Andrea, San Sebastiano

Quando Leon Battista Alberti arriva a Mantova è già molto conosciuto: oggi lo definiremmo un dilettante di genio perché Alberti scrive un po’ di tutto dalla famiglia alla pittura e si diletta di architettura.

A Mantova arriva nel 1459 come abbreviatore, oggi diremmo scrittore professionale, per il Papa Pio II Piccolomini. Qui costruirà due chiese che sono dei capolavori. In realtà l’Alberti le disegna mentre sarà Luca Fancelli, un tagliapietre fiorentino al servizio dei Gonzaga, a costruirle.

La chiesa di San Sebastiano: chiesa, moschea o sinagoga?

La prima è il San Sebastiano che il marchese Ludovico II Gonzaga (quello del Mantegna e della Camera degli Sposi) gli commissiona in una zona vicina alle mura della città, verso l’isola dove si costruirà palazzo Te. E’ una chiesa nuova ma antica o nuova proprio perché antica e strana. Alberti infatti usa la pianta centrale, tipica di molti edifici dell’antichità, e inizia a sperimentare l’uso di strutture antiche ma rielaborate in senso moderno. La stessa cosa che farà quando progetterà la Basilica di S.Andrea. E’ strana invece perché si fa fatica a riconoscerla come un edificio sacro. Il Cardinale Francesco Gonzaga, sempre quello della Camera degli Sposi, scriverà al padre Ludovico che non si capisce se sia una chiesa, una moschea o una sinagoga. La chiesa viene modificata agli inizi del secolo scorso e trasformata in Famedio, tempio dedicato ai caduti.

Basilica di Sant’Andrea: concattedrale di Mantova

E’ Sant’Andrea tuttavia che consacrerà per sempre il genio di Leon Battista Alberti. Il marchese Ludovico II Gonzaga vuole rinnovare la chiesa dove sono conservati i Sacri Vasi che contengono il Sangue di Cristo, la reliquia più preziosa della cristianità. Chiede allora progetti agli architetti più importanti e alla fine si presentano in due: Antonio di Manetti Ciaccheri e Leon Battista Alberti che alla fine vincerà. Abbiamo il testo della lettera che scrive al marchese per sponsorizzare il suo progetto dove sottolinea che lo farà “più capace, più eterno, più degno, più lieto”. La prima pietra di Sant’Andrea viene posata nel 1472 quando Alberti è già morto da due anni e la fabbrica andrà avanti per secoli chiudendosi con il “cupolone” barocco progettato da Filippo Juvarra che con i suoi quasi 90 metri d’altezza è il punto più alto della città. La facciata della Basilica propone la ripresa dell’arco trionfale romano con il timpano del tempio greco. Rimane il campanile gotico. La pianta è a croce latina e al suo interno oltre alla reliquia dei Sacri Vasi, riposa Andrea Mantegna qui sepolto nel 1506.

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