La città che cambia: chi ha visto la Rotonda di San Lorenzo che compare e scompare nei secoli?

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Per i residenti le città italiane sono immobili. A questa regola non sfuggono i mantovani che si lamentano di questo immobilismo salvo poi lamentarsi ancora di più quando lo si rompe (e purtroppo a ragione visto il caso avvenuto in Piazza Sordello!).
Eppure Mantova è cambiata nei secoli e si può fare un gioco divertente provando a mettersi nei panni dei turisti dei secoli passati per vedere o non vedere quello che c’era in città.
E visto che oggi è la notte di San Lorenzo proviamo a giocare con la Rotonda di San Lorenzo. Piazza Erbe sembra scolpita nei secoli eppure la Rotonda non c’era prima del 1083, scompare coperta dalle case alla fine del 1500 e riappare come per magia agli inizi del 1900.

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Per San Domenico alla scoperta della Mantova domenicana

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Oggi 8 agosto è la festa di San Domenico e allora perché non fare un percorso alla scoperta della Mantova domenicana?  Purtroppo oggi in città sono rimasti solo i terziari domenicani* e non più i frati e le suore ma non bisogna pensare che siano scomparse tutte le tracce della presenza tra noi dell’Ordine dei frati predicatori (questo il nome ufficiale).
Ecco allora un itinerario in poche stazioni per ripercorrere a Mantova la storia dei domenicani e per chi non avesse voglia di uscire qui trovate il percorso realizzato durante una puntata di Mantova Segreta. Continua a leggere

Giulio Romano “il moderno” che trasforma invece di demolire ovvero “del maquillage rinascimentale”

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Giulio Romano è moderno non solo in quanto imprenditore con la sua bottega mantovana ma anche perché come sempre più spesso accade oggi ristruttura e non demolisce per ricostruire. Basti pensare a molti dei suoi cantieri mantovani dove i Gonzaga lo fanno intervenire modificando le preesistenze.
Certo Giulio costruisce anche ex-novo come ad esempio nel caso della Palazzina della Rustica, nel caso della Palazzina della Paleologa o ancora nelle Pescherie però oggi vogliamo raccontare l’architetto moderno che ristruttura l’esistente, creando il nuovo e facendo risparmiare il committente. Partiamo! Continua a leggere

Di piazza in piazza con Mantova Segreta: Giacomo Cecchin vi racconta i luoghi più frequentati eppure meno conosciuti

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I segreti meglio custoditi sono quelli sotto gli occhi di tutti. Ed è proprio così per le piazze di Mantova che sono tra i luoghi più frequentati eppure tra i meno conosciuti perché difficilmente uno si ferma ad osservarne i particolari. Giacomo Cecchin vi porta a scoprire alcune delle sue piazze preferite: da quelle del mercato a quelle che erano dei sagrati per arrivare a camminare virtualmente sulle acque dove i porti furono interrati. Mantova Segreta ancora una volta vi conduce a riscoprire le piazze di Mantova per coglierne particolari inediti ed apprezzarle sotto vari punti di vista.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito. Continua a leggere

Conquistati dalla Luna: l’avventura spaziale in un bel libro di Patrizia Caraveo

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Il 20 luglio del 1969 il Lem atterra sulla superficie della Luna con Neil Armstrong e Buzz Aldrin, mentre Michael Collins continua a orbitare attorno al satellite. Ma cosa è successo prima dell’allunaggio e cosa succederà dopo?
Per saperlo basta leggere lo splendido libro di Patrizia Caraveo “Conquistati dalla Luna”, edito da Raffaello Cortina Editore, che racconta l’epopea lunare sotto molteplici punti di vista: l’astronomia e la letteratura ma soprattutto la storia della sfida tra le due superpotenze dell’epoca, USA e URSS, per arrivare per primi sul satellite della Terra. Ebbene i sovietici arrivano sempre per primi, prendendosi notevoli rischi, con il primo satellite (lo Sputnik), il primo essere vivente (Laika), il primo uomo nello spazio (Gagarin), la prima donna nello spazio (Valentina Tereškova), la prima sonda sulla luna (Luna 2), la prima passeggiata spaziale (Aleksej Archipovič Leonov). Insomma gli americani si prendono dei begli schiaffoni finchè non si arriva allo sbarco degli essere umani sulla Luna dove invece sarà l’Apollo 11 a trionfare.
Patrizia Caraveo riesce ad essere divulgativa e interessante senza perdere di vista la precisione e i dettagli che consentono di rivivere questa sfida che appassiona il mondo e che ci presenta personaggi conosciuti come il “nazista” Wherner Von Braun che non piaceva ad Eisenhower ma era un genio della missilistica, il presidente Kennedy che pone l’obiettivo di portare un uomo sulla Luna e riportarlo indietro e meno conosciuti come Sergei Korolëv, l’artefice dei successi del programma spaziale sovietico.
Molto interessante la parte relativa allo sbarco con accenni alle personalità diversissime dei tre astronauti e a come si arriva alla decisione di far scendere per primo Armstrong che pronuncia la famosa frase “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità” (che tra l’altro si scrive da solo visto che l’unica indicazione della Nasa era di evitare riferimenti religiosi).
Il libro finisce con uno sguardo al futuro e al dilemma se tornare o no sulla Luna ma soprattutto a quali scenari si aprono con l’esplorazione lunare aperta ai privati.
Veramente un libro avvincente e ben fatto, da leggere con attenzione per tutti i riferimenti che fa e soprattutto per i box di approfondimento che ad esempio parlano del ruolo della donna nell’esplorazione spaziale.
Grande pregio del libro è anche l’apparato iconografico con splendide immagini: quelle che mi hanno emozionato di più sono state l’acquerello che rappresenta la Luna di Galileo Galilei e il Rover lunare dell’Apollo 17 con il parafango riparato con le mappe lunari.
Da non perdere!

Conquistati dalla Luna. Sottotitolo: Storia di un’attrazione senza tempo
Autore   Patrizia Caraveo
Collana  Scienza e idee
Editore  Raffaello Cortina Editore
Pagine   204
Pubblicazione     2019
ISBN      9788832850918

Il libro è stato presentato a Mantova alla Villa La Favorita davanti a 120 persone nel corso della serata d’estate dei Giovani Imprenditori di Apindustria Confimi Mantova.

Casa Nodari a Castiglione delle Stiviere: sentirsi eclettici e liberty domenica 21 luglio

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Sono un appassionato di storie legate alle case e soprattutto mi piace entrarci per provare a intuire la storia di chi le ha costruite e ci ha abitato. Cosa ne dite allora di un viaggio nel tempo senza dover preparare valigie? Vi invito ad andare a Casa Nodari a Castiglione delle Stiviere per tornare al 1925 quando un architetto eclettico, un artista visionario e un committente illuminato creano un luogo tra i più magici del mantovano. I volontari del gruppo FAI di Castiglione d.St/Alto Mantovano vi aspettano domenica, 21 luglio 2019 per una visita a questo gioiello del liberty mantovano.
Nella splendida cornice del giardino potrete rilassarvi gustando aperitivi, gelati, cocktails e altre delizie grazie a Associazione Te sé de Castiù – TSDC
Ecco gli orari per le visite: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 21.30 di domenica 21 luglio. Appuntamento in via Maifreni 24 – Castiglione delle Stiviere.
INFO: L’Evento è gratuito per gli iscritti FAI, contributo di partecipazione per i non iscritti a partire da 4 euro. Possibilità di iscrizione in loco.
È gradita la prenotazione telefonando al 340 7478584
Per informazioni: castiglionedellestiviere@gruppofai.fondoambiente.it
(credits foto Barbara Bicelli)

A caccia di statue di Virgilio con Mantova Segreta: Giacomo Cecchin faccia a faccia con “la Vecia”

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Quante sono le statue di Virgilio che troviamo a Mantova? Più di quante crediate probabilmente. Il poeta latino infatti sbuca dai giardini, si trova negli stemmi comunali della Mantova medievale (e anche in quello attuale), osserva sornione dalle piazze e si riposa in musei e teatri. Ebbene Giacomo Cecchin porta la sua Mantova Segreta a caccia delle statue dedicate a Virgilio con una assoluta sorpresa: un incontro a tu per tu con il Virgilio del Palazzo del Podestà, seduto in cattedra come un professore universitario ma che per tutti i mantovani è conosciuto come “La Vecia” (la vecchia).
Qui potete vedere la puntata dedicata alle statue virgiliane mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda Continua a leggere

Giulio Romano: 5 libri da leggere per prepararsi alla mostra dell’autunno

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A Mantova tutti parlano di Giulio. “Giulio chi? Chiedono gli stranieri”. Ma Giulio Romano rispondono i mantovani che dopo la febbre Mantegna del 1961 e del 2006 adesso tornano ad ammalarsi della febbre Giulio Romano dopo le mostre del 1989 e del 2001.
Come prepararsi allora alla mostra dell’anno a Mantova? Andando a Palazzo Te o a Palazzo Ducale, girando per Mantova (con puntate in cattedrale, in Sant’Andrea, alle Peschiere e alla Casa del pittore) ma soprattutto andando in biblioteca e partendo dalle opere già scritte che parlano dell’allievo di Raffaello (in attesa di leggere il nuovo catalogo). Eccovi allora 5 suggerimenti per scoprire (o riscoprire) Giulio Romano prima dell’autunno e soprattutto far bella figura con agli amici.

Giulio Romano -Frederick Hartt – New Haven – Yale University Press, 1958
E’ la prima e forse l’ultima monografia completa su Giulio Romano. Da rileggere perché spesso è proprio nei testi più datati che si trovano le informazioni più interessanti.

Giulio Romano – Milano – Electa – 1989 (MOSTRA)
E’ il catalogo della mostra del 1989, quella che ha riportato Giulio agli onori delle cronache ed è stato l’ultimo passaggio di un progetto di restauro della villa di Federico II che l’ha restituita alla sua bellezza interrompendone il degrado. Interessante il fatto che la mostra sia durata meno rispetto alle consuetudini di oggi: dal 1 settembre al 12 novembre 1989.

Roma e lo stile classico di Raffaello, 1515-1527 – Milano – Electa – 1999 (MOSTRA)
Una mostra che parlava di Raffaello e della sua bottega e che quindi faceva riferimento anche a Giulio. Una serie di disegni e incisioni straordinarie esposte all’interno delle Fruttiere di Palazzo Te e poi all’Albertina di Vienna. Uno dei miei ricordi più emozionanti visto che un mio libretto sulla mostra fu messo in vendita a Vienna, in traduzione inglese e tedesca, e non a Mantova.

L’opera di Giulio Romano, il palazzo del Te – Ernst Gombrich – Mantova – Tre Lune – 2016
Ernst Gombrich ebbe il merito di riscoprire Giulio Romano nella sua tesi di laurea, quando pochi lo consideravano e gli stessi mantovani sembravano essersene dimenticati. Un bel libro per guardare Giulio con gli occhi di uno degli storici dell’arte più innamorati di lui.

Giulio Romano Universale – Stefano L’Occaso – Mantova – Il Rio – 2019
E’ l’ultimo libro uscito sul grande Giulio Romano e propone scoperte, proposte e appunti di Stefano L’Occaso, uno storico dell’arte che ci ha abituati a testi curati e precisi ma soprattutto ricchi di elementi da cui partire per altre suggestivi filoni di ricerca o scoperte.

Vero o falso? Un libro che racconta di falsi, falsari e di chi li ha scoperti

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“Camille Corot avrebbe realizzato 3000 dipinti , dei quali 5.000 sono negli Stati Uniti”. Inizia da questa battuta e da una dichiarazione di Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York il libro di Harry Bellet dal titolo “Falsari illustri”, editore Skira.
La dichiarazione è questa “Nei miei quindici anni al Metropolitan Museum of Art, avrò esaminato 50.000 opere d’arte di tutti i generi: un buon 40% erano falsi o così malamente restaurati o mal attribuiti da dover essere considerati alla stregua di falsi” Thomas Hoving.
E allora? Se la situazione è questa come ci dobbiamo comportare quando andiamo in un museo o acquistiamo un’opera d’arte? Dobbiamo stare attenti come diceva l’antica regola del diritto romano Caveat emptor (faccia attenzione il compratore).
Il libro di Harry Bellet è davvero divertente perché racconta storie di falsari e di falsi, di chi li ha scoperti o si è fatto ingannare (così come è accaduto a lui stesso).
Viene citata anche una storia che fa riferimento a Mantova e a Federico II Gonzaga.
“Jean- Jacques Breton racconta, citando Giorgio Vasari, la storia del ritratto di papa Leone X dipinto da Raffaello conservato a Firenze a Palazzo de’ Medici. Lì fu visto dal marchese di Mantova, Federico II Gonzaga, che lo ammirò e lo chiese in dono al nuovo papa, Clemente VII. Quest’ultimo accettò e ordinò a Ottaviano de’ Medici di fargli inviare il dipinto. Ottaviano chiese immediatamente ad Andrea del Sarto di farne una copia, e fu questa ad essere inviata a Mantova. Oggi è conservata al Museo di Capodimonte di Napoli, ma i napoletani insistono nel dire che si tratta dell’originale” (pag. 29).
Molto interessante anche la parte in cui si parla di Vermeer e del suo falsario Han Van Megeeren che riuscì a ingannare perfino Hermann Goring. Fa pensare anche il fatto che i falsari dipingano opere di artisti minori o di grandi maestri quando questi diventano di moda come nel caso di Vermeer che, per un certo periodo, era così poco considerato che le sue opere venivano vendute a maggior prezzo attribuendole ad altri pittori (pag. 43). Un altro dettaglio meraviglia in tutte queste storie: di regola i falsari non finiscono così male (tranne rari casi) ma soprattutto dopo essere stati scoperti e aver fatto un po’ di prigione diventano famosi e possono finalmente firmare le opere con il loro vero nome (altro discorso è invece quello della falsificazione del denaro*).
In ultimo poi Harry Bellet presenta un decalogo per l’apprendista falsario che può essere letto anche come una check list per chi i falsari li deve scoprire:
1) Scegliere il pittore da copiare: i minori sono meglio
2) Se si copia un maestro partire da una delle sue opere scomparse
3) Non attribuire mai un dipinto
4) Rivolgersi al buon Dio e non ai santi (ovvero scegliere i mercati più importanti)
5) Avere cura della provenienza (i documenti sono tutto)
6) Dimostrare un minimo di inventiva
7) Mai farsi avanti per provare a vendere un dipinto
8) Non permettere mai a  nessuno di entrare nel vostro atelier
9) Mai parlare con un giornalista
10) Segnalare i redditi illegali (molti falsari sono stati presi per violazioni fiscali e non per aver falsificato delle opere)

Un libro che spiega in modo coinvolgente a cosa servono gli storici dell’arte, che i mercanti fanno il loro mestiere, a volte, in modo spregiudicato e che alla fine è sempre colpa del compratore. Ecco cosa diceva il pittore tedesco Max Liebermannn (1847-1935): “Gli storici dell’arte non sono poi così inutili. Se non esistessero, chi sarebbe in grado di spiegare, una volta che siamo morti, che i brutti quadri che ci sono stati attribuiti sono falsi?”.

Per approfondire su questo tema:
Avventure di un occhio: un libro che racconta le attribuzioni in storia dell’arte