E ‘strano pensare ad una chiesa costruita da un architetto militare * eppure è quello che la tradizione ci racconta sul santuario delle Grazie. Il maestro di San Pietro, noto per aver costruito non solo il castello di Ferrara ma anche quello di Mantova, il castello di San Giorgio, su incarico di Francesco I Gonzaga, quarto capitano del popolo.Continua a leggere →
Interior of Chiesa dei Gesuiti (Venice) – left nave – The Martyrdom of St Lawrence – Titian
Oggi nel giorno di San Lorenzo tutti con gli occhi in cielo a caccia di stelle cadenti.
Ma perché le stelle cadenti sono legate al santo della graticola? Ci sono almeno due versioni: nella più diffusa sono le lacrime del santo durante il supplizio a trasformarsi in una pioggia di stelle nel cielo della notte del 10 agosto. La seconda è invece quella cui sono più legato: le stelle cadenti sono le scintille che escono dalla graticola su cui viene posto San Lorenzo durante il suo martirio*.
Da qui viene il detto veneto: “San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti” E allora questa sera tutti a scrutare il cielo a caccia di stelle cadenti e di un desiderio da esprimere.
Oggi è la festa di San Domenico e se fossimo in una Mantova di alcuni secoli fa avremmo potuto andare a messa nel convento dei domenicani, uno dei più grandi della città e uno di quelli che è scomparso senza lasciare traccia o quasi.
Forse non tutti sanno che quella che per molti mantovani è la Torre di San Domenico, nei giardini del Lungo Rio, era in realtà il campanile della chiesa dei frati predicatori.
Potremmo dire che è una torre campanaria distratta, visto che si è persa per strada la sua chiesa. In realtà il convento di San Domenico partiva dal Rio (e dal campanile appunto) per arrivare sino all’attuale via Madonna dell’Orto, dove il riferimento “orticolo” viene proprio dagli orti dei domenicani. Continua a leggere →
Cosa c’entra un libro su Parigi con un blog dedicato a Mantova? Innanzitutto io sono un lettore onnivoro e qualsiasi libro mi interessa (e visto che decido io cosa pubblicare o meno…). In secondo luogo “Parigi lato ferrovia” è un libro che incarna perfettamente la filosofia che sta alla base di quello che scrivo su Mantova.
In altre parole una città la si conosce se ci si cammina dentro e, spesso, senza una meta precisa. E’ il concetto del flaner francese. E questo splendido libro di Alessandro Perissinotto è proprio un filo d’Arianna alla scoperta di una Parigi diversa, non segreta ma poco conosciuta.
Non vi anticipo nulla delle scoperte che vi invita a fare l’autore, del suo modo molto originale di considerare la mappa di Parigi con i suoi arrondissements un gioco e i numeri dei quartieri come quelli della roulette che escono a caso, ma non troppo.
Vorrei solo evidenziarvi tre elementi che mi sono piaciuti e che faranno sì che io regali o suggerisca questo libro agli amici (e anche ai nemici…suvvia). Continua a leggere →
Oggi a Palazzo Ducale si entra gratis e può essere l’occasione per riscoprire alcuni particolari che sfuggono ai più. E’ il caso dell’Appartamento degli Arazzi che posto al termine dell’attuale percorso trova i visitatori stanchi e poco inclini all’attenzione. E invece si tratta di uno dei tanti capolavori conservati nel Palazzo Ducale. Ecco allora il suggerimento per la visita di oggi o in occasione di un prossimo ingresso nella Reggia dei Gonzaga: andate subito all’appartamento degli arazzi e provate ad osservarli attentamente, non ne rimarrete delusi, anzi. Continua a leggere →
In quest’estate troppo calda e che invita a rallentare perchè non riscoprire alcune curiosità su Palazzo Te, la villa di Federico II Gonzaga dedicata all’ozio creativo. Ecco allora sull’ultimo numero di MCG (lo potete sfogliare qui) la rubrica Mantovagando dedicata alle 5 curiosità che non conoscevi di Palazzo Te.
Palazzo Te ha da sempre un grande fascino nei confronti dei mantovani e dei turisti. Circondato dagli alberi dei giardini appare quasi per magia un po’ come doveva avvenire per chi ci si avvicinava in passato, uscendo dalle mura di Mantova e attraversando il ponte che collegava l’isola del Te alla città. Palazzo Te è la villa dedicata “all’honesto ocio” di Federico II Gonzaga, costruita in soli 10 anni da Giulio Romano e dalla sua bottega e ancora splendidamente conservata, con un ciclo di affreschi unico al mondo. Ma il modo migliore per avvicinarsi alla storia di Palazzo Te è partire da 5 curiosità tra cavalli, grotte e giardini segreti.Continua a leggere →
Sono di parte quando parlo dei libri di Marco Scardigli: ho amato profondamente “Lo scrittoio del generale” (ne parlo qui) tanto da ricavarne uno spettacolo sulla vita di Giuseppe Govone (potete leggerne qui) e mi è piaciuto moltissimo questo Il Viaggiatore di battaglie.
E’ un itinerario tra geografia e storia che racconta di come gli italiani facciano fatica a ricordare per capire, mentre preferiscono celebrare per rimuovere.31arco Scardigli ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia per scoprire come le battaglie siano raccontate attraverso musei e monumenti e se i luoghi mantengano il ricordo di questi eventi. Continua a leggere →
Il Palazzo ducale di Mantova spaventa i turisti e gli stessi mantovani per le sue dimensioni assolutamente fuori scala. Eppure come in tutte le cose basta affrontarle a piccoli passi, riducendo in frammenti più piccoli le parti della sua storia. Pensiamo ad esempio ai quadri che sono conservati in Palazzo Ducale e che nella maggior parte dei casi non sono collegati alla storia delle collezioni gonzaghesche ma provengono da chiese soppresse. Perché allora non suggerire una selezione di quadri da cercare, riscoprire ed osservare durante la vostra prossima passeggiata alla reggia dei Gonzaga? E’ un modo inedito di affrontare la storia di Mantova, dei Gonzaga e degli artisti che hanno frequentato la città. Partiamo allora da 5 quadri tra santi, Bonacolsi e Gonzaga per non tacer di Rubens… Continua a leggere →
Solo gli inglesi si permettono di giocare con i mostri sacri del teatro e della letteratura e questo Shakespeare in love è la dimostrazione che il meccanismo funziona.
La trasposizione da sceneggiatura (scritta da Tom Stoppard e Marc Norman) a commedia (adattamento di Lee Hall) non appare irrigidita e, anzi, in alcuni momenti guadagna in efficacia ed emozione.
Si è subito conquistati dal numero degli attori in scena (non siamo più abituati a cast di queste dimensioni, per non parlar del cane) e dai movimenti imposti dalla regia per dare vivacità al tutto: dai balli ai duelli, dagli “a parte” a dei tableaux vivant davvero riusciti. Continua a leggere →
Il fatto che il 25 luglio sia la festa di San Giacomo Maggiore ha fatto dimenticare a molti l’altro santo che proteggeva i pellegrini e si festeggiava lo stesso giorno, tra l’altro uno dei più importanti nel Medio Evo tanto da essere rappresentato su molti muri esterni delle chiese (e capirete poi il perché).
Si tratta di San Cristoforo, il cui nome era Reprobo e che prese il nuovo nome quando si convertì e fu battezzato per aver tentato di trasportare il bambin Gesù da una parte all’altra del fiume dove faceva da traghettatore.
La legenda aurea racconta di questo gigante Cananeo che aiutava i pellegrini facendoli attraversare un fiume difficile da guadare. Reprobo lo faceva su consiglio di un eremita a cui aveva confidato di voler servire il padrone più potente del mondo. Un giorno arrivò un bambino (in realtà Gesù nelle vesti di fanciullo) e Reprobo lo caricò in spalla: il bimbo divenne progressivamente sempre più pesante, tanto da far quasi soccombere il traghettatore che si convertì e divenne pertanto nel vero senso della parola “portatore di Cristo”, ossia Cristoforo. Continua a leggere →