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mantovastoria

~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

mantovastoria

Archivi della categoria: Articoli

Processo alla sbrisolona: assolta con formula piena. La prima esperienza di Giudice tra Edoardo Raspelli e Stefano Scansani

15 sabato Ott 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Angelo Giovannini, Edoardo Raspelli, Festival della Sbrisolona, Giacomo Cecchin, Isabella Saladino, Processo alla sbrisolona, stefano scansani

Cosa può succedere quando processi la torta mantovana più famosa del mondo? Che ti diverti un sacco. E’ quello che mi è capitato sabato 15 ottobre alle 18.00 quando davanti alla Rotonda di San Lorenzo è andato in scena il processo più pazzo di Mantova.

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Intorno a Festivaletteratura e ai Mantovani

07 mercoledì Set 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Libri

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Brigadoon, Chicca Gagliardo, Come sembrare mantovani in 5 semplici mosse durante il Festivaletteratura, festivaletteratura, Giacomo Cecchin, I mantovani e il Festivaletteratura, Magliette blu, mantovani di Mantova centro, Quelli che il Festival, Volontario al Festivaletteratura

Ecco un’altra edizione di Festivaletteratura ed eccomi qui ancora a pensare a quanto sia complesso il rapporto tra Mantova, il Festival e i Mantovani. Come mi diceva mia nonna “Non si può piacere a tutti” ed è così anche per il Festivaletteratura.

Io ci sono legato perché sono un lettore compulsivo e quindi se, durante l’anno, riconosco gli altri “pazienti” in biblioteca, durante il Festivaletteratura sembra abbiano aperto le porte e fatto uscire dalle “farmacie dell’anima” (che è la mia definizione di biblioteche) tutti i malati.

Quest’anno non ho seguito un calendario festivaliero ma fieristico (ero qui) ma ho provato a camminare per Mantova, andarci in bicicletta, fermarmi a parlare con le persone, gli autori e gli altri lettori.

E poi ho deciso di fare un post tipo quelli delle serie televisive americane quando sono a corto di fantasia e tutti raccontano di ricordi utilizzando scene già girate.

Il mio particolare punto di vista sul Festivaletteratura

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Siena e Mantova: personaggi e storie

16 martedì Ago 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Duccio Balestracci, Giacomo Cecchin, Palio, Palio dell'Assunta, Palio della Madonna di Provenzano, Palio di Siena, Siena

Oggi 16 agosto 2022 è giorno di Palio dell’Assunta e forse ho capito perché mi piacciono così tanto la corsa, Siena e i Senesi. Perché ci sono molti elementi che legano Mantova a Siena.
Ne ho già scritto su questo blog e gli articoli li trovate qui:
– Il Palio di Siena: si ama, si odia, si critica ma per me…non si discute
– Il Palio di Siena si corre oggi ma c’era prima Ferrara o Verona e anche Mantova
– I cavalli mantovani correvano al Palio: da Palazzo Te a Siena per il palio della Madonna di Provenzano
– Santa Caterina da Siena e la beata Osanna: tra Siena e Mantova due vite a confronto
– Mantova e Siena: due città, una storia parallela

Ecco di seguito alcuni appunti sulle relazioni più evidenti tra le due città.

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Buon Ferragosto con un regalo da Mantovastoria: una serie di cartoline su Mantova tutte da sfogliare

15 lunedì Ago 2022

Posted by mantovastoria in Articoli

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Ferragosto, Giacomo Cecchin, Mantovagando, Mantovastoria, MCG, MCG Mantova Chiama Garda, Rivista

Buon Ferragosto da Giacomo Cecchin e Mantovastoria con un piccolo regalo per voi.

Si tratta di una rivista a colori che racconta Mantova e i suoi tesori attraverso una serie di cartoline tutte da sfogliare. E’ un modo per ringraziare tutti i lettori e i camminatori che mi accompagnano nelle passeggiate alla scoperta della nostra splendida città.

Per averlo basta compilare il modulo che trovate a questo link.

RICEVI GRATUITAMENTE LA RIVISTA CLICCANDO QUI

Le cartoline sono state pubblicate a puntate nella rubrica Mantovagando sul magazine MCG Mantova Chiama Garda che potete sfogliare on-line cliccando qui

Qui trovate le altre riviste e il calendario in regalo per i lettori di Mantovastoria:
– I Gonzaga, statistiche, curiosità e… – una rivista gratuita in regalo con Mantostoria
– Un regalo da Mantovastoria: la raccolta dei 4 articoli dedicati a turismo, cinema, cibo e santi usciti su Gazzetta di Mantova
– Un regalo da Mantovastoria: il calendario dei primi 12 Gonzaga, signori di Mantova

Il compleanno di Virgilio – i 10 giorni che cambiarono la storia

12 venerdì Ago 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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15 ottobre 70 A.C., Andes, Dante Alighieri, Francesco Petrarca, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Il compleanno di Virgilio, Mantua me genuit, Monumento di Piazza Virgiliana, Pietole

“Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc /
Parthenope; cecini pascua, rura, duces“

E’ la frase che si trova scritta sul sepolcro di Publio Virgilio Marone a Napoli ed è quella che certifica che uno dei più grandi poeti della latinità è nato a Mantova. Possiamo tradurlo così “Mantova mi generò, la Calabria (il Salento) mi rapì, e ora mi tiene Napoli; cantai i pascoli, le campagne, i condottieri”

Il compleanno di Virgilio

Conosciamo anche il compleanno di Virgilio anche se si tratta di una data ipotetica: però in passato era una ricorrenza molto sentita a Mantova. Virgilio nasce ad Andes (che molti identificano con l’attuale Pietole) il 15 ottobre del 70 A.C. e muore a Brindisi il 21 settembre del 19 A.C.

Che a Mantova sia nato Virgilio non cambia il destino della città in epoca romana. Anzi la città che era piccola e molto meno importante delle vicine Verona o Cremona viene punita per essere stata dalla parte di Bruto e subisce la centuriazione. Anche i genitori di Virgilio perdono le loro terre nonostante il poeta abbia cercato di evitarlo (ne ho parlato qui).

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Una playlist da ascoltare in 5 luoghi magici di Mantova

31 domenica Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose...

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Biblioteca Baratta, camera degli sposi, Cirano, Cyrano, Francesco Guccini, Giacomo Cecchin, Gino Paoli, Il cielo in una stanza, Il suffirait de presque rien, Jovanotti, L'ombelico del Mondo, La notte dei desideri, Mina, palazzo d'arco, Palazzo Te, Piazza Canossa, playlist, Sala dei Giganti, Sala del Falconetto, Sala dello Zodiaco, Serge Reggiani

Vi è mai capitato di canticchiare delle canzoni mentre entrate in un museo o passeggiate per una piazza? A me capita spesso e oggi voglio regalarvi una playlist personale da utilizzare la prossima volta che vi capiterà di entrare in 5 luoghi magici di Mantova.

Com’è nata la scelta? In alcuni casi perché il titolo ricorda un particolare della stanza, in altri perché la piazza ha un aspetto parigino oppure perché il tema dello zodiaco è legato per me alla notte di San Lorenzo, senza dimenticare che in uno degli ambienti è stato girato il video della canzone e da ultimo il personaggio che dà il titolo al pezzo è un divoratore e scrittore di libri.

Quindi si tratta di scelte assolutamente arbitrarie e non legate ad un ragionamento scientifico. D’altra parte le playlist sono forse l’approccio più personale alla musica che io conosca e cambiano nel tempo con il modificarsi dei gusti, dell’età e delle emozioni del momento.

Ecco allora la playlist che io ascolto (o immagino di ascoltare) ogni volta che entro in uno di questi luoghi magici o passeggio per piazza Canossa.

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500.000 grazie da Mantovastoria

26 martedì Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli

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statistiche del blog Mantovastoria

Chi l’avrebbe mai detto? Io no. Eppure wordpress mi ha mandato un messaggio per segnalarmi che il blog Mantovastoria ha superato le 500.000 visualizzazioni (oggi 501.300).
E’ un risultato che mette le vertigini (almeno per me) e la dimostrazione di quanto voi stiate frequentando questo spazio. Ecco allora alcuni dati dal pannello di controllo.

I numeri del blog

Il numero dei post pubblicati è di 737 con 501.300 visualizzazioni e 316.764 visitatori unici. Il giorno preferito dai frequentatori del blog è la domenica e l’orario le 14.00.

La provenienza dei visitatori

I visitatori italiani sono la maggioranza con 456.485 visitatori ma ci sono delle sorprese al secondo e terzo posto visto che il blog è tutto in lingua italiana. Al secondo posto ci sono gli americani con 19.255 visualizzazioni e la medaglia di bronzo viene vinta dai francesi con 2.772 presenze.

Motori di ricerca o social?

Anche sul fronte di come si arriva sul blog i dati sono interessanti. Se all’inizio era Facebook a indirizzare più visitatori al blog, oggi sono i motori di ricerca e i numeri lo dimostrano. I motori di ricerca portano su Mantovastoria.it 199.423 visite mentre Facebook ne porta qui 122.561 .

Alla fine sono solo numeri e quello che è davvero importante è che io mi sto divertendo molto a scrivere su questo blog e per chi lo segue e che molte delle cose che ho fatto nascono da questo blocco per gli appunti on-line: dalle visite guidate alla partecipazione al Festivaletteratura, dalla trasmissione televisiva al libro.

Per approfondire su questo blog

– Il bilancio di Mantovastoria: i post più letti del 2021
– Il bilancio di Mantovastoria: i post più letti del 2020
– Nel 2019 i lettori hanno preferito questi post
– E’ tempo di classifiche: i post più letti del 2018
– And the winner is…il post più letto del 2017
– I post di Mantovastoria: la classifica del 2016

In viaggio con Matilde: il 24 luglio 1115 muore a Bondeno di Roncore

24 domenica Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Basilica di San Pietro, Cappella di Santa Maria, Castel Sant'Angelo, Chiesa abbaziale di San Benedetto in Polirone, Giacomo Cecchin, Gian Lorenzo Bernini, La Grancontessa, Matilde di Canossa, Papa Urbano VIII Barberini, San Benedetto in Polirone, Tomba di Matilde, Urbano VIII

Matilde di Canossa ha vissuto una vita sempre in viaggio: nata a Mantova, con un dominio che andava dal Mar Tirreno a Verona, la Grancontessa doveva spostarsi continuamente anche per far vedere che era viva (visto che all’epoca la presenza fisica in un luogo era l’unico modo di dimostrare la propria esistenza).

Quando si sposta Matilde si sposta nel Nord Europa e anche lì continuerà a viaggiare.

La morte di Matilde e la devozione a San Giacomo Maggiore

Matilde morirà a Bondeno di Roncore la vigilia della festa di San Giacomo Maggiore, santo dei pellegrini e dei viaggiatori cui aveva dedicato una cappella posta di fronte al proprio letto. La Grancontessa soffriva infatti di gotta e seguiva la messa senza muoversi dal suo giaciglio.

E’ bello pensare alla scelta di San Giacomo Maggiore da parte di una donna che è stata una delle più grandi viaggiatrici del Medioevo.

Aveva viaggiato così tanto in vita Matilde che il suo corpo continuò a viaggiare per successive traslazioni anche dopo la sua morte.

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Quando il Mincio mormorava – venerdì 15 luglio ore 21.00 a Marengo

07 giovedì Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Storia Locale

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Comune di Marmirolo, Generale Giuseppe Govone, Giacomo Cecchin, Giuseppe Govone, Marco Scardigli, Marengo, Marengovive, Paola Mor

Torniamo a raccontare la storia del Generale Giuseppe Govone, uno dei generali più valorosi di tutto il Risorgimento italiano. Il titolo della conversazione-spettacolo è

Quando il Mincio mormorava – venerdì 15 luglio 2022 ore 21.00 a Marengo nel giardino della Ghiacciaia

Giacomo Cecchin racconterà l’avventurosa storia risorgimentale del generale Giuseppe Govone che ha combattuto sulle rive del Mincio tra il 1848 e il 1866.
Sarà un racconto a più voci sul Risorgimento italiano: quando il Mincio mormorava, i Savoia balbettavano e i generali discutevano senza combattere. La storia del Generale Giuseppe Govone sullo sfondo di tre guerre di indipendenza, del Risorgimento italiano e della carica dei 600 per non parlar del fatto che alla fine si capirà anche perché il Lugana è meglio del Custoza (almeno per me).

La partecipazione è libera.

L’iniziativa è inserita nell’ambito della manifestazione MARENGOVIVE

Per approfondire su Giuseppe Govone:
– Govone chi? una conversazione con Marco Scardigli su un protagonista del Risorgimento
– Ricordati del generale Govone: un bellissimo libro risorgimentale

I mantovani di Mantova Centro? Quelli che sentono suonare le campane di Sant’Andrea

05 martedì Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, i Mantovani di Mantova Centro, il campanile di Sant'Andrea, La periferia di Mantova, Le campane di Sant'Andrea, Mantova, Mantova centro, Palazzo Te è fuori città

Nelle città italiane, e Mantova in questo non è un’eccezione, una delle frasi che si sente dire più spesso è “Andiamo a fare un giro in centro”. Ma se nelle città grandi è facile capire chi abita in centro e chi no a Mantova diventa difficile visto e considerate le dimensioni del comune e il numero di abitanti. Dovremmo dire che tutti i mantovani abitano in centro ma in realtà la geografia è un punto di vista e da noi a complicare le cose ci si mette anche l’acqua ovvero i tre laghi (ma sono davvero laghi e sono davvero tre?) e il Rio. Andiamo però con ordine e vediamo chi sono davvero i mantovani, quanti sono e soprattutto come si distinguono i mantovani di Mantova Centro.

Chi sono i mantovani?

Chi sono i mantovani? E’ difficile definirli non solo per noi che ci abitiamo ma soprattutto per chi viene da fuori. Facciamo un sondaggio non scientifico sui turisti che arrivano a Mantova: il 30 per cento dice che i mantovani sono emiliani, il 30 per cento dice che i mantovani sono lombardi, il 30 per cento dice invece che sono veneti. L’ultimo 10 per cento non si sbilancia e in questo è molto mantovano. Questa fetta di terra (se la guardate dall’alto sembra proprio una fetta di Grana Padano, se le guardi da nord, e di Parmigiano Reggiano, se la guardi da sud) si infila tra Veneto ed Emilia e costituisce l’estremo vertice di una Lombardia che gravita sull’asse Brescia-Bergamo-Milano.

Siamo la Terra di Mezzo

Siamo proprio una terra di confine, una Terra di Mezzo che ha preso il meglio e il peggio di tutte le genti confinanti e degli eserciti che l’hanno attraversata e che ha vissuto circa 4 secoli di pace sotto i Gonzaga. Dal 1328 al 1707 i mantovani hanno vissuto separati dal mondo e non se ne sono avuti a male: prima e dopo invece sono stati terra di conquista e di guerra, tanto che il Mincio, insieme all’Adda, è il fiume dove più si è combattuto in Italia. Il Mincio mormorava prima del Piave e non è un caso che le tre guerre di Indipendenza avessero uno schema fisso: si attraversa il Mincio e poi si vede come va. I fiumi, l’acqua, come si diceva prima è un confine e marca differenze.

I Mantovani sono un patchwork, un cocktail

Ma torniamo alla domanda: chi sono davvero i mantovani. Sono un patchwork, sono a macchia di leopardo. Se penso al sottoscritto ad esempio posso dire che sono nato a Mantova (questo dice la carta di identità) ma se solo risalgo ai miei genitori, il papà è nato a Castellucchio (sempre provincia di Mantova ma tra il 1859 e il 1866 per andare in centro serviva il passaporto) e la mamma a Coltaro di Sissa (PR) e se andiamo ai nonni abbiamo un quarto di mantovanità (mia nonna Grazia nata a Viadana – MN), un quarto di Emilia (mio nonno Agide nato a Parma) e 2/4 di Veneto (mio nonno Giacomo nato a Villaverla Vicentina (VC) e mia nonna Rina nata a Illasi (VR)). E’ per questo che posso dire che sono un mantovano perfetto perché nato a Mantova ma con origini nelle tre regioni che fronteggiano questa fettaccia di terra.
E’ per questo che il mitico parlamento del Nord che aveva sede a Villa Riva Berni nel comune di Bagnolo San Vito, ai tempi della Lega ruggente di Umberto Bossi, in zona non ha mai suscitato entusiasmi. L’unica provincia italiana che produce sia il Grana Padano che il Parmigiano Reggiano e che festeggia l’Unità d’Italia sia nel 1861 (sinistra Mincio) che nel 1866 (destra Mincio) ne ha viste troppe per farsi conquistare da una sorta di appello alla purezza delle origini.

I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?

E questa mescolanza di tratti ha contribuito a dare ai mantovani un carattere difficilmente inquadrabile. Non siamo emiliani, non siamo veneti e nemmeno lombardi. Potremmo dire di essere emiliani di cattivo umore. O almeno così sembra se recitiamo la filastrocca che dice:
<<Venesiani gran signori,
Padovani gran dottori
Vicentini magna gatti
Veronesi tutti matti
Bergamaschi brusa Cristi
Mantovani tutti tristi.>>

In realtà noi mantovani non siamo tristi ma riservati e abbiamo un’autoironia che molti ci invidiano: almeno quelli di provincia. Sì perché dobbiamo fare una distinzione tra Mantova e Provincia, un po’ come succede con Parigi e la Francia. E dobbiamo fare una distinzione anche nel comune di Mantova tra i mantovani di Mantova Centro e quelli che abitano in periferia.

Ma quanti sono i Mantovani?

Ma quanti sono i mantovani. Quelli di città nel 2011 erano 46.000 circa mentre quelli della provincia erano invece 362000. Dopo la grande crescita del centro città che dai 30.000 abitanti degli inizi del 1900 era arrivata a sfiorare i 70.000 oggi siamo in continua decrescita a favore dei comuni della cintura. Un progetto denominato la Grande Mantova che vorrebbe unire il capoluogo ai comuni limitrofi viene continuamente rilanciato ma mai attuato forse proprio per la differenza-diffidenza che divide i mantovani di città da quelli di provincia. E’ un po’ la storia di noi italiani. Se dobbiamo combattere un nemico comune ci uniamo ed esaltiamo la nostra unicità (basta vedere la guerra santa per non perdere la sede della Camera di Commercio a favore di Cremona e Pavia) mentre all’interno sono botte da orbi. E non può essere altrimenti in una provincia che vede i comuni dell’Oltre Po gravitare sull’Emilia, quelli delle colline moreniche sul Bresciano e quelli del destra Mincio su Verona (e lo si sente anche nel dialetto).

I Mantovani di Mantova Centro e la periferia

E non può essere altrimenti in una Mantova che definisce i mantovani di Mantova Centro come quelli che sentono suonare le campane della basilica di Sant’Andrea. A Mantova per andare in periferia basta attraversare uno dei ponti sul Rio e la zona di Fiera-Catena viene considerata piena periferia (anche se per me è una delle più vivaci della città). Non parliamo poi di quello che i mantovani di Mantova Centro pensano di quello che si può trovare attraversando il ponte di San Giorgio. “Ma davvero esiste qualcosa al di là del ponte? Dite che c’è un posto chiamato Lunetta? Magari qualche volta andremo a vedere ma forse è più vicina la Luna di Lunetta”. Naturalmente sto estremizzando ma non troppo.
Pensate che anche Palazzo Te, che è raggiungibile da piazza Sordello con una agevole passeggiata, per i mantovani di Mantova centro è fuori città forse perché ricordano ancora quando c’erano le mura della città e la villa di Giulio Romano era sull’isola del Tejeto. Non ci credete? Vi aspettiamo a Mantova, Mantova centro però, perché in periferia non si sa mai.

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