Torniamo a raccontare Mantova e le sue meraviglie su MCG – Mantova Chiama Garda con una doppia pagina sul Duomo.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Maggio 2023
Il duomo, un cocktail architettonico
La cattedrale di Mantova, meglio conosciuta come il Duomo, è un cocktail architettonico ovvero un insieme di ingredienti provenienti da epoche diverse che lo trasformano in un vero e proprio palinsesto. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. Come le pergamene che venivano riutilizzate raschiandone il testo ma ne conservavano il ricordo (i palinsesti appunto) così il duomo di Mantova conserva le tracce di tutta la sua storia più che millenaria. Sono consapevole del fatto che i mantovani preferiscano la concattedrale di Sant’Andrea al duomo ma per me la cattedrale di san Pietro è la chiesa che meglio racconta Mantova e la sua storia. Ecco perché ho pensato di raccontarvi i 5 ingredienti di questo cocktail architettonico che è il Duomo di Mantova.
Torna la rubrica MANTOVAGANDO su MCG – Mantova Chiama Garda e parla di dilemmi mantovani cui rispondere d’istinto.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito l’immagine completa. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Maggio 2023
5 dilemmi mantovani a cui rispondere d’istinto
Ci sono delle scelte difficili da fare e che prima o poi arrivano a mettere in difficoltà i mantovani. Potremmo definirli dilemmi ovvero quando hai di fronte due alternative e devi scegliere l’una o l’altra senza la scappatoia di poter dire che per te sono uguali. Provate a fare una prova in diretta, magari durante una cena: chiedete ad un mantovano se preferisce i tortelli o gli agnolini o quale preferisce tra il duomo e sant’Andrea. La risposta vi dirà che tipo di mantovano avete di fronte: uno del centro, un provinciale, uno snob… Eccovi i cinque dilemmi e le mie risposte di oggi (ma non si sa mai in futuro…)
Anche quest’anno parteciperò all’iniziativa Giardini di Cultura 2023 grazie alla disponibilità di Casa Andreasi con una passeggiata alla scoperta della Mantova verde che cambia tra presenze (i giardini) e assenza (le mura).
Vi aspettiamo quindi a Itinerario tra spazio e verde urbano in città Domenica 21 maggio ore 10 – in movimento: quartieri orientali della città da Casa Andreasi
Percorso storico con Giacomo Cecchin sul cambiamento dello spazio urbano focalizzato sui giardini (Casa Andreasi, Piazza dei Mille, Orto carolingio e Bosco Virgiliano). La partecipazione è libera ma occorre prenotare a casandreasi@virgilio.it
La durata è di circa 2 ore.
Vi aspettiamo.
Ecco i due articoli usciti su Gazzetta e Voce di Mantova
Torniamo a raccontare la storia di Matilde di Canossa e dei viaggi nel Medioevo. Il Gruppo cultura Pietro Morelli vi invita a una conversazione con Giacomo Cecchin dal titolo
In viaggio con Matilde di Canossa – domenica 7 maggio 2023 ore 17.00 a Rivalta sul Mincio (Sala Ascari di Corte Mincio)
Ingresso libero e gratuito – per info e prenotazioni: Simona tel. 328 5783684 – e-mail giovannistorti67@gmail.com
Giacomo Cecchin racconterà di Matilde di Canossa e della sua vita avventurosa e in viaggio, del Medioevo e di reliquie, di battaglie, di armi speciali e di una birra che viene dal nord. Un pomeriggio alla scoperta di vita, morte e (forse) miracoli di una delle donne più fantasmagoriche di tutte.
Chiedimi quando sono felice… uno dei casi è quando posso raccontare perché sono innamorato di Mantova agli altri.
Nel novembre del 2022 ho avuto l’occasione di incontrare Dennis Callan (qui potete scoprire il suo sito https://www.youtube.com/denniscallan) e di fargli vedere Mantova per il suo canale di viaggi su youtube con 138.000 iscritti e più di 50 milioni di visualizzazioni.
1) Ho visto Mantova con i suoi occhi, quelli di un hawaiano che ama l’Europa ma non aveva mai visto la mia città.
2) Ho scoperto che devo migliorare il mio inglese ma che, anche se improbabile a tratti, riesce a comunicare la mia passione per Mantova
3) Ho capito che mahalo non lo dicono solo in Haway Five O e che se te lo dice un hawaiano lo hai veramente conquistato.
E quindi Aloha e buon lunedì dell’Angelo.
Ask me when I’m happy… one of the cases is when I can tell others why I’m in love with Mantua.
In November 2022 I had the opportunity to meet Dennis Callan (here you can discover his website https://www.youtube.com/denniscallan) and to show him Mantova for his travel channel on youtube with 138,000 subscribers and more than 50 million views.
1) I saw Mantua through his eyes, those of a Hawaiian who loves Europe but had never seen my city.
2) I discovered that I need to improve my English but that, even if unlikely at times, it manages to communicate my passion for Mantua
3) I understood that They don’t say MAHALO only in the Hawaii Five O TV serie and that if a Hawaiian says MAHALO to you it means that you really won him over.
Gli auguri di Pasqua per questo blog sono una tradizione e soprattutto un invito a riscoprire alcune opere spesso ingiustamente dimenticate. Per questo 2023 ho scelto gli affreschi del catino absidale del Duomo di Mantova.
L’Apoteosi della Redenzione fu affrescata da Antonio Maria Viani alla fine del 1500 (secondo la maggior parte degli studiosi) e lega in modo ancora più forte la cattedrale alla reliquia dei Sacri Vasi e alla Basilica di Sant’Andrea.
Per chi la osservi con attenzione infatti vi si notano moltissimi simboli legati alla passione del Cristo: dalla croce alla corona di spine, dalla scala alla canna con la spugna. Tutte reliquie che furono tra le più ricercate nel medioevo (qui trovate un approfondimento sulle reliquie della passione) ed è per questo che Mantova, con la terra imbevuta del sangue di Cristo, acquisì una rilevanza assoluta.
Quante volte l’avete sentito dire da colleghi, amici o familiari e sicuramente non in senso positivo.
Eccome come la definisce la Treccani: fare la Via Crucis, esser costretto a passare da persona a persona, o da ufficio a ufficio, per essere ascoltato, per ottenere ciò cui si ha diritto, spesso con molta fatica e scarsi risultati.
Eppure l’unica vera via crucis è quella che ha un lieto fine se pensiamo alla passione del Cristo che oggi si commemora nel Venerdì Santo e al lieto fine della resurrezione.
Questo vale tanto per i credenti quanto per chi non crede. Se pensiamo infatti alla via crucis questa non finisce davvero con la quattordicesima stazione (la sepoltura) ma con la quindicesima che è la resurrezione.
E’ per questo che ho scelto come immagine le due versioni della Cena in Emmaus di Caravaggio.
I due discepoli parlano della morte del Cristo e della fine della speranza e invece alla fine scopriranno che quello che pensavano fosse morto è risorto e quindi c’è stato il lieto fine.
Quando parlate di via crucis quindi potete usare l’espressione solo per quelle situazioni dove dove dopo tanto tribolare avete risolto il problema o avete raggiunto il vostro obiettivo (altrimenti state parlando di Amleto o di un’altra tragedia shakespiriana).
E’ un po’ come quando si dice: Non esiste film senza il lieto fine perché se non c’è vuol dire che il film non è ancora finito.
Le due versioni della Cena in Emmaus di Caravaggio si trovano a Milano e Londra:
Perché la morte e non la nascita di Matilde di Canossa? Il primo motivo è che non conosciamo il compleanno della grancontessa ma la data della sua dipartita. Il secondo è che Mantova non è una città che ama i Canossa e Matilde men che meno. E’ la grande rivalità tra vecchio mondo e nuovo mondo, tra campagna e città, tra nobili e nuovi ricchi, i mercanti.
Ecco perché quando muore Matilde Mantova si sente libera e dopo questo evento arriverà il libero comune, le guerre contro l’imperatore e alla fine i Bonacolsi e i Gonzaga.
Matilde bambina a Mantova
Matilde di Canossa nasce a Mantova nel 1046 secondo la maggior parte degli storici. E’ probabilmente lei che vediamo bambina in braccio alla balia nell’affresco che racconta la seconda scoperta della reliquia dei Sacri Vasi (lo troviamo nella cappella di San Longino, la terza grande sulla destra). Matilde cresce a Mantova di fianco al padre Bonifacio che viene ucciso quando lei ha solo 6 anni. Questa morte che avrebbe potuto interrompere il rapporto con la città la porterà a costruire la Rotonda di San Lorenzo, una chiesa circolare che, nelle forme, ricorda il Santo Sepolcro di Gerusalemme e scioglie idealmente il voto del padre che avrebbe voluto recarsi in Terra Santa come pellegrino.
E se la reliquia dei Sacri Vasi fosse stata scoperta a Rivalta sul Mincio? E’ una domanda che sembra senza senso eppure sarebbe piaciuta a mons. Brunelli. Don Roberto era convinto che fosse stata proprio la scoperta del Sangue di Cristo a Mantova a cambiare la storia della città. E ne sono convinto anch’io: per questo ho scelto l’804 come data fondamentale per Mantova.
Grazie alla reliquia più importante della cristianità a Mantova arriva un conte carolingio e con l’arrivo di un vescovo viene forse fondata la diocesi. Mantova che fino a quel momento era famosa solo per aver dato i natali a Virgilio diventa così importante che arriva un papa Leone III e porta un frammento della reliquia all’imperatore Carlo Magno.
La tradizione della reliquia: la più antica tra quelle conosciute
La reliquia dei Sacri Vasi viene fatta risalire all’arrivo a Mantova di Longino, il soldato che ferì Cristo crocifisso al costato. Questo legionario fu colpito dal sangue misto ad acqua di Gesù e guarì da una malattia agli occhi. Per questo si convertì e raccolse la terra del Calvario imbevuta del Sangue di Cristo e arrivò a Mantova spinto dalla voglia di predicare il Vangelo. Secondo la tradizione Longino fu martirizzato nella zona della chiesa del Gradaro e fece appena in tempo a nascondere la reliquia. Fino all’804 se ne persero le tracce e quando venne scoperta la notizia fu considerata così importante da essere citata nei documenti dell’impero carolingio.
La reliquia perduta e ritrovata il 12 marzo del 1048
Se volessimo un giorno preciso per continuare il gioco delle date dovremmo però andare al 12 marzo del 1048. In quel sabato infatti a Mantova si riscopre la reliquia che era stata perduta ma non dimenticata. I mantovani infatti ricordavano che la reliquia fosse nella loro città ma non sapevano dove fosse celata. Durante il X secolo si decise infatti di nascondere la reliquia per sottrarla ad un possibile furto da parte degli Ungari, i barbari terribili che imperversavano per l’Europa. La nascosero così bene che si dimenticarono il luogo (un po’ come succede quando si parte per le vacanze e la moglie dice al marito dove ha nascosto gli ori salvo poi scoprire al ritorno che tutte e due hanno dimenticato il nascondiglio).
Di questo secondo ritrovamento (la seconda inventio) si trova un’immagine nella basilica di Sant’Andrea, nella cappella di San Longino. Qui tra i personaggi che assistono alla riscoperta troviamo anche una Matilde di Canossa in braccio alla balia (la futura Grancontessa aveva solo 2 anni).