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Clinio Cottafavi, Gianpiero Baldassari, La Reggia, Palazzo Ducale, piazza pallone, Società per il Palazzo Ducale, Statue erranti
Dov’è finito il busto di Clinio Cottafavi? Venerdì mattina 16 novembre stavamo girando una puntata di Mantova Segreta sulle statue erranti di Mantova (ne potete leggere qui su questo blog), quelle statue che sono state spostate in altri luoghi nel corso della storia.
Ebbene è capitata una di quelle esperienze che qualcuno chiama coincidenze e altri serendipity: quando siamo stati in piazza Pallone per filmare il busto di Clinio Cottafavi (già fotografato quando era caduto sul prato alcuni mesi fa), il busto era sparito.
Chissà dove se n’è andato, visto che la statua non è nemmeno dotata di gambe.
Una telefonata al presidente della Società per Palazzo Ducale, Gianpiero Baldassari, ha in parte chiarito il caso: il busto dovrebbe essere in un magazzino della Tea in attesa di essere ricollocato in piazza.
Certo che non vi nascondo che andare alla ricerca delle statue erranti e non trovarne una perché è andata da qualche altra parte è stato davvero straniante.
Cherchez Clinio Cottafavi e speriamo di trovarlo a breve e di poterlo rivedere in piazza Pallone.
Per approfondire:
– Clinio Cottafavi: chi era costui? Note a margine di un episodio di vandalismo urbano
– Clinio Cottafavi, l’infaticabile (La Reggia)
– Le statue erranti: il post e la puntata di Mantovagando (in attesa di quella su Mantova Segreta)

Per chi si fosse perso alcune delle puntate di Mantova Segreta pubblichiamo quella che vi accompagna alla scoperta dei ponti sul Rio.
Per una volta l’Italia è arrivata prima: l’armistizio con l’Austria Ungheria che chiude la Grande Guerra è di domenica 3 novembre e entra in vigore il 4 novembre (
«Se volessi esprimermi paradossalmente, direi che Caporetto è stata una vittoria, e Vittorio Veneto una sconfitta per l’Italia. Senza paradossi si può dire che Caporetto ci ha fatto bene e Vittorio Veneto del male; che Caporetto ci ha innalzati e Vittorio Veneto ci ha abbassati, perché ci si fa grandi resistendo ad una sventura ed espiando le proprie colpe, e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per il fatto di vincere». Giuseppe Prezzolini
A novembre è tempo di Fumana, il festival dedicato agli immaginari delle pianure.
Una bellissima esperienza quest’anno con il
Questa sera 
Anche Mantova (come Venezia) subiva periodicamente il problema dell’acqua alta. Ci sono immagini di quella del giugno del 1917 dove si vede piazza Virgiliana con sullo sfondo l’Arena degli spettacoli (non più esistente e che si trovava in corrispondenza dell’attuale monumento a Virgilio) e un carro che passa davanti all’attuale corso della Libertà sul ponte di San Silvestro con l’insegna Birraria che dovremmo immaginare in alto sugli attuali palazzi che ospitano il Caffè Borsa.

Un Quartiere latino a Mantova? Ebbene sì. Per me il quartiere di Fiera Catena ha tutte le caratteristiche necessarie: biblioteche, giornali, scuole, ragazzi. Ecco perché in questa seconda puntata di Mantova Segreta andiamo alla scoperta di questo quartiere con la sorpresa finale di un campanile prigioniero.
Quando arriva il 25 ottobre non posso fare a meno di pensare a Enrico V e alla battaglia di Agincourt dove sconfisse i francesi in una delle giornate più incredibili. Era il 1415 e alla fine del combattimento racconta Shakespeare di questo dialogo tra il re inglese e l’araldo francese: