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camera degli sposi, Carceri dei martiri di Belfiore, Castello di San Giorgio, il piano nobile del Castello di San Giorgio, Il ponte levatoio, Prigioni dei Martiri di Belfiore

Il Castello di San Giorgio è uno degli elementi più significativi e suggestivi di tutto il Palazzo Ducale di Mantova. Eppure è anche uno dei meno visitabili. Oggi infatti si vede quasi esclusivamente la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna.
La Camera Picta è un vero capolavoro ma forse gli appassionati di storia militare preferirebbero salire sulle torri merlate e i nostalgici del Risorgimento entrare nelle Carceri dei Martiri di Belfiore.
E’ in atto un progetto di restauro che dovrebbe consentire di restituire il Castello di San Giorgio ai visitatori, regalandogli sorprese ed emozioni.
In attesa di questo evento vi regaliamo alcuni spunti per approfondire la storia del castello, insieme a quattro puntate di Mantova Segreta che vi accompagneranno dal ponte levatoio alle torri merlate.
– Giacomo Cecchin racconta i ponti levatoi del Castello di San Giorgio a Mantova Segreta
– Il piano nobile del Castello di San Giorgio con Giacomo Cecchin a Mantova Segreta
– Giacomo Cecchin racconta le Carceri dei Martiri di Belfiore su Mantova Segreta
– Il cielo in una stanza: Giacomo Cecchin racconta la Camera degli Sposi su Mantova Segreta
– Due castelli e una chiesa: l’archistar Bartolino e il santuario delle Grazie



Ludovico II Gonzaga è il primo della classe ed è il Gonzaga cui è difficile trovare delle macchie o dei difetti. Solo da giovane, nel 1436, rischia di rovinarsi quando si contrappone al padre Gianfrancesco che è comandante delle truppe veneziane andando al servizio di Filippo Maria Visconti (con la clausola di non combattere il padre). Il padre arriva a diseredarlo ma poi nel 1441 tutto si sistema anche grazie all’intervento della madre Paola Malatesta e del suo maestro Vittorino da Feltre. Da qui è un crescendo continuo: nel 1441 gli nasce l’erede Federico, nel 1459 la Dieta di Mantova porta in città il papa Pio II e consacra la famiglia tra le più potenti dell’epoca. A seguire arriverà il titolo di cardinale per il secondogenito Francesco e alcuni artisti trasformeranno Mantova in una capitale del Rinascimento: Leon Battista Alberti fornirà a Luca Fancelli, l’architetto di Ludovico, i progetti per la chiesa di San Sebastiano e per la Basilica di Sant’Andrea e il pittore Andrea Mantegna dipingerà la Camera Picta, meglio conosciuta come Camera degli sposi. Chi meglio di lui in famiglia…
La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna è una delle meraviglie dell’arte italiana del Quattrocento. Al tempo della sua realizzazione era chiamata Camera Picta, ovvero camera dipinta, e mai nome fu più indovinato visto che è interamente coperta di affreschi che raccontano storie, simboli e miti legati alla famiglia Gonzaga.
Segnalo volentieri un articolo pubblicato sul numero 4/2018 de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, relativo alla possibile identificazione della nana ritratta nella scena di famiglia della Camera degli Sposi.
Il Palazzo ducale è un palazzo con più di 500 stanze si dice, anche se nessuno le ha davvero mai contate. In realtà parlare di palazzo non rende l’idea: la reggia dei Gonzaga infatti è un insieme di edifici di epoche diverse collegati tra loro nei secoli fino a formare l’attuale complesso di oltre 35000 metri quadrati: quasi 8 campi da calcio. L’immagine più famosa di questo edificio è il Palazzo del Capitano che si apre su piazza Sordello con i suoi merli ghibellini a coda di rondine a rimarcare la fedeltà imperiale di Mantova.
Torna la rubrica Mantovagando su MCG e affronta il tema della Camera degli Sposi: 5 particolari da non perdere per chi va ad ammirare il capolavoro di Andrea Mantegna.