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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Storia Locale

Il Duomo di Mantova è un cocktail: 5 ingredienti per una cattedrale poco amata dai mantovani

14 domenica Feb 2021

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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campanile, Cattedrale di Mantova, Cattedrale di San Pietro, Cattedrale di San Pietro e Paolo, Duomo di Mantova, Facciata tardo barocca del duomo, Giulio Romano, Jacobello e Pietro Paolo Dalle Masegne, Luca Fancelli, Nicolò Baschiera

Olio su Tela di Giancarlo Businelli

La cattedrale di Mantova, meglio conosciuta come il Duomo, è un cocktail architettonico ovvero un insieme di ingredienti provenienti da epoche diverse che lo trasformano in un vero e proprio palinsesto. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. Come le pergamene che venivano riutilizzate raschiandone il testo ma ne conservavano il ricordo (i palinsesti appunto) così il duomo di Mantova conserva le tracce di tutta la sua storia più che millenaria. Sono consapevole del fatto che i mantovani preferiscano la concattedrale di Sant’Andrea al duomo (ne ho scritto qui) ma per me la cattedrale di san Pietro è la chiesa che meglio racconta Mantova e la sua storia. Ecco perché ho pensato di raccontarvi i 5 ingredienti di questo cocktail architettonico che è il Duomo di Mantova.

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La sinagoga di Mantova: un luogo incantevole fuori dal Ghetto

27 mercoledì Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantova Segreta, Storia Locale

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frammenti, Frammenti di Mantova Segreta, Ghetto ebraico, Giacomo Cecchin, Mantova Segreta, Sinagoga, Sinagoga di Mantova, Telemantova

Oggi 27 gennaio 2021 è la Giornata della memoria delle vittime della Shoà.
Ho deciso quindi di pubblicare un frammento di Mantova Segreta (messo in onda il 23 gennaio del 2019) che vi porta dentro l’ultima Sinagoga rimasta a Mantova.
La si trova in via Gilberto Govi al numero 13 e se non l’avete mai vista andateci appena si potrà: è un luogo incantevole.
Qui potete vedere l’estratto della puntata:

Per vedere la puntata intera cliccate su questo link mentre per approfondire la conoscenza del Ghetto ebraico di Mantova su questo blog potete leggere questo articolo: 5 spunti per una passeggiata nell’ex Ghetto ebraico di Mantova, nella giornata della Memoria

Giacomo Cecchin

5 curiosità su Palazzo d’Arco, la Downton Abbey mantovana, tra cucina, zodiaco e museo naturalistico

24 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Storia Locale

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Cucina, Downton Abbey, Giardino romantico, Giuseppe Bazzani, Il coccodrillo di Palazzo d'Arco, La Contessa Giovanna d'Arco, Luigi d'Arco, Mantova, Museo di Palazzo d'Arco, Museo naturalistico di Palazzo d'Arco, palazzo d'arco, Sala del Falconetto, Sala dello Zodiaco

Palazzo d’Arco è appena stato oggetto di un importante restauro che lo ha riportato agli antichi splendori. Per me è sempre stato uno dei luoghi più interessanti di Mantova, un elemento che staccava rispetto ai due poli imprescindibili di Palazzo Te e Palazzo Ducale. Quando ci entri è come fare un viaggio nel tempo, in una dimora che sembra si sia fermata tra fine ottocento e i primi del novecento e ci sono tantissime storie da scoprire, luoghi da vedere e sorprese inaspettate.
E’ stata una felice intuizione della Contessa Giovanna d’Arco, l’ultima discendente della famiglia, a volere che il palazzo fosse aperto alla cittadinanza costituendo una fondazione che ne garantisse la continuità.
Eccovi allora almeno 5 curiosità da riscoprire la prossima volta che si potrà tornare a visitare questo incredibile palazzo-museo. Continua a leggere →

5 cose da riscoprire su Sant’Antonio Abate: tra fuoco, luce, campanella, bastone e un porcellino

17 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Antonio Abate, Biblioteca Baratta, il bastone a forma di tau, il fuoco di Sant'Antonio, il porcellino, la campanella, la luce, Sant'Antoni dalla barba bianca, Sant'Antonio abate, Tau, Tentazioni di Sant'Antonio

Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, un santo molto popolare a Mantova e nelle zone agricole.

E’ considerato il protettore degli animali domestici, tanto che in molte stalle è ancora appesa la stampa che rappresenta il santo circondato dagli animali.

A Mantova per la sua festa si fa il chisol, un dolce, e si mangiano i tortelli di zucca. Alcuni lo confondono con Sant’Antonio da Padova (che è tutto un altro santo e ne abbiamo parlato qui).

Ecco allora 5 cose da riscoprire su Sant’Antonio abate e una curiosità sulla sua chiesa a Mantova. Continua a leggere →

5 luoghi visti da Dante quando passò per Mantova (forse): microitinerario a 700 anni dalla morte del poeta

10 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Libri, Storia Locale

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2021, Dante 1321-2021, Dante a Mantova, Dante Alighieri, Dantedì, Giacomo Cecchin, La Mantova di Dante Alighieri, Settecentenario dantesco, Settecento anni dalla morte di Dante

Nell’anno del settecentenario dalla morte dell’Alighieri facciamoci questa domande: Dante passò per Mantova? Probabilmente sì. Ne fa cenno lui stesso nella sua Quaestio de acqua et terra dove parla di un’idea nata durante una disputa a Mantova. E poi come pensare che Dante non passi per la città che ha dato i natali a Virgilio, suo modello e sua guida nel viaggio della Commedia? Senza dimenticare che la descrizione del XX canto dell’Inferno del Mincio che esce dal Garda e alla fine cade in Po è troppo precisa perché il poeta non sia passato da queste parti.
Allora, pur senza documenti certi, proviamo a raccontare almeno 5 luoghi che ha visto Dante quando è passato (probabilmente) per Mantova.

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Giocare con la geografia: i 5 laghi di Mantova su MCG

03 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, I 5 laghi di Mantova, Lago del Paiolo, lago delle Grazie, Lago di Mezzo, Lago Inferiore, Lago Superiore, Mantova Chiama Garda, MCG

Un’altra doppia pagina uscita sull’ultimo numero di MCG Mantova Chiama Garda, dedicata ai 5 laghi di Mantova.

Ma come cinque? diranno quelli che non hanno mai letto il blog.
Mentre i 23 lettori che lo seguono risponderanno che con la geografia si può giocare e allora se un fiume come il Mincio può trasformarsi in tre laghi noi possiamo contare anche i bacini che non ci sono più e un lago che è tale solo per i suoi abitanti.

La doppia pagina è un formato grafico bellissimo che esalta le foto di Giovanna Caleffi. E’ la quarta uscita monografica sulla rivista bimestrale che viene distribuita in edicola insieme a La Voce di Mantova e che racconta vita e società delle tre province di Mantova, Brescia e Verona.
Qui potete sfogliare il numero intero mentre di seguito trovate i link agli altri tre articoli monografici oppure il testo completo pubblicato in questo numero.
Buona lettura!
3. Le stranezze di Palazzo Ducale – leggete l’articolo
2. Insolito Palazzo Te – leggete l’articolo
1. Il cielo in una stanza: la Camera degli Sposi – leggete l’articolo

Qui invece trovate tutte le puntate della rubrica Mantovagando che esce su ogni numero di MCG.
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Cosa si mangiava a Mantova nel 1931? Per le feste oltre a tortelli e agnoli anche tacchino e oca… un articolo su Gazzetta di Mantova

02 sabato Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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agnoli, Bianco e Nero, bigui, caldi dolci, Gazzetta di Mantova, Giacomo Cecchin, Guida Gastronomica del TCI 1931, Guida gastronomica del Touring Club Italiano, oca, saltarei, tacchino, Tortelli di zucca, Touring Club Italiano

Vi siete abbuffati durante le feste e non volete più sentir parlare di cibo fino al prossimo Natale? Allora questo articolo non fa per voi!
Ma se invece volete scoprire cosa si mangiava a Mantova nel 1931 provate a dare un’occhiata.

Ho scritto un articolo su Gazzetta di Mantova che parla della Guida Gastronomica del Touring Club Italiano, pubblicata nel 1931, e ci sono alcune conferme (tortelli e agnoli su tutti) e qualche sorpresa (almeno per me) come ad esempio che il piatto di Natale era il tacchino arrosto (come per il Ringraziamento negli Stati Uniti), che l’oca era onnipresente e che i vini mantovani erano “serbevoli”.

Vi riporto l’estratto della Guida Gastronomica dove si forniscono indicazioni sulla forma da dare al tortello di zucca.
“I tortelli mantovani sono  un  po’  più  grandi  degli  omonimi  emiliani, ed hanno  la forma  d’un cappello  napoleonico  che faceva  parte, altre volte,  del  costume   dei  portatori di  vino della Mantovana. E qui trovate la filastrocca di Ettore Berni:
“…dag la  forma  d’on  capèl;
e  s’at  vol  po’  fart’ onor, d’ on capèl da  <portador >;
e s’at  vol  chi  diventa fin fai pu gros d’on  agnolin.”

E voi come li fate i tortelli?

Qui di seguito potete leggere l’articolo completo o andarvi a leggere anche l’altro articolo della stessa serie che trovate qui e che è dedicato alla Mantova del 1915.

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5 luoghi finanziari della Manhattan padana (ovvero Mantova) nella rubrica Mantovagando

29 martedì Dic 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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5 luoghi finanziari, Banca d'Italia a Mantova, Camera di Commercio, Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po, Ghetto ebraico, Giacomo Cecchin, Mantova era una Manhattan padana, MantovaChiamaGarda, Mantovagando, Monte di Pietà, Rotonda di San Lorenzo

Mantova è una città il cui centro storico sembra, in alcune zone, ancora come ai tempi del Rinascimento. In realtà molte cose sono cambiate a partire per esempio dalla demolizione delle mura nel secolo scorso. I cambiamenti sono legati alle motivazioni più diverse come ad esempio per la cinta muraria la volontà di allargare la città o a progetti di miglioramento urbano come nel caso del Rio ma soprattutto delle demolizioni del Ghetto. Ecco alcuni spunti per un percorso nella zona del quartiere riservato agli ebrei che costituiva nei secoli scorsi il centro finanziario della città, visto che il divieto per i cristiani del prestito ad interesse.

Di seguito trovate il testo completo dell’articolo uscito sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero). Continua a leggere →

Santo Stefano a Mantova: dov’era la chiesa? dov’è la cappella?

26 sabato Dic 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Antonio Maria Viani, Basilica di Sant'Andrea, Boxing Day, Chiesa di Santo Stefano, santo stefano, Vicolo Prato

Oggi è santo Stefano (che nei Paesi di lingua anglosassone si chiama Boxing Day) il protomartire ovvero il primo santo martire della chiesa cristiana che fu ucciso con una lapidazione.

A Mantova c’era una chiesa dedicata a questo santo che si trovava nei pressi di Piazza Viterbi e se ne può vedere ancora una traccia in vicolo Prato. Tra due case si vede un muro in pietra a vista con un piccolo rosoncino decorato in terracotta. E’ uno dei tanti esempi di quella che io chiamo “indigestione urbana” ovvero quando le tracce di un’architettura precedente rimangono sulla superficie dell’edificio che le ha inglobate. Continua a leggere →

Da Natale all’Epifania che tutte le feste si porta via… un articolo su Gazzetta di Mantova

24 giovedì Dic 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Epifania, I 12 giorni di Natale, La Strage degli Innocenti, La Vigilia di Natale, On the twelve days of Christmas, Presepio, San Gregorio di Nazianzio, San Gregorio Nazianzieno, San Martino, San Silvestro, Sant'Antonio abate, Santa Caterina della Ruota, Santa Lucia, santo stefano

Quante sono le feste di Natale? In Inghilterra c’è una famosa canzone tradizionale (ne ho parlato qui) che parla dei 12 giorni di Natale (guardate cosa ne dice wikipedia). Sì perché tra la Vigilia di Natale e l’Epifania le feste sono tante e può essere utile ripercorrerle, anche solo per tornare un po’ bambini.

Ho scritto un articolo su Gazzetta di Mantova che parla proprio di queste feste cui ho aggiunto un piccolo passaggio sui santi mantovani e sui santi cui i mantovani sono particolarmente legati o devoti.

Tra l’altro mi ha fatto particolarmente piacere ricordare un proverbio mantovano che riporto nella versione in dialetto e in traduzione per chi fa fatica a capirlo. E’ un modo per sottolineare come dopo Santa Lucia è vero che sta per iniziare l’inverno vero ma stiamo anche andando verso la primavera, annunciata dalle giornate che si allungano.

Ecco il proverbio.
Par Santa Lùsia [13 dicembre] na punta ’d gùcia,
par Nadal (25 dicembre) on pe ‘d gal,
par Pasqueta [Epifania, 6 gennaio] n ‘oreta,
par Sant ‘Antoni [17 gennaio] n’ora bona,
par San Gioan [Giovanni Crisostomo 27 gennaio] na gamba ‘d scan.

La traduzione per gli extramuros: Per Santa Lucia la punta di un ago, per Natale la zampa di un gallo, per l’Epifania un’oretta, per sant’Antonio abate un’ora buona e per San Giovanni una gamba di sgabello.

Qui di seguito potete leggere l’articolo completo o andarvi a leggere anche l’altro articolo della stessa serie che trovate qui e che è dedicato alla Mantova del 1915. Continua a leggere →

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