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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Storia Locale

L’estro del lato destro: gli artisti!

14 sabato Ago 2021

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Consorzio Oltrepò, Consorzio Oltrepò mantovano, Giorgio Gabrielli, Gli artisti, Graziano Menegazzo, Intervista doppia Consorzio Oltrepò, Oltrepò Mantovano, Ornella Fiorini

Conoscete le storie e la gente dell’Oltrepò? Eccovi un’intervista doppia a due artisti del territorio dell’Oltrepò come Giorgio Gabrielli e Ornella Fiorini.

Io non conoscevo l’Oltrepò se non per sentito dire e per questo sono stato molto contento quando, coinvolto da Graziano Menegazzo, ho avuto la possibilità di partecipare a questo progetto coordinato dall’ottima Valeria Longhi.

Il titolo del progetto è “L’ESTRO DEL LATO DESTRO“, sottotitolo “un PO di storie”.

Su incarico del Consorzio Oltrepò siamo andati a caccia di storie e di persone (che poi sono veri e propri personaggi) e li abbiamo messi a confronto tra di loro per far emergere i loro talenti, la loro passione e soprattutto le cose che li affascinano del loro territorio. La forma è quella dell’intervista doppia, leggera e divertente, che vi racconta un luogo che è tutto da scoprire.

Abbiamo girato 5 interviste doppie e da oggi inizio a pubblicarle sul blog.

La prima è intitolata GLI ARTISTI e vede protagonisti Ornella Fiorini e Giorgio Gabrielli.
Non perdetevi le loro risposte!

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Manto e la fondazione di Mantova – i 10 giorni che cambiarono la storia

20 sabato Mar 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Dante Alighieri, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Il compleanno delle città, Il compleanno di Mantova, Il Natale di Roma, Manto, Raffaello Toscano, Stefano Gionta

“Manto fu, che cercò per terre molte;
poscia si puose là dove nacqu’io;
onde un poco mi piace che m’ascolte.”

XX canto dell’Inferno – Divina Commedia

Non conosciamo il giorno in cui Manto morì e gli uomini fondarono Mantova sulla sua tomba. Questo racconta Virgilio a Dante nel XX canto dell’Inferno. Ecco i versi più famosi:
“Li uomini poi che ’ntorno erano sparti
s’accolsero a quel loco, ch’era forte
per lo pantan ch’avea da tutte parti.

Fer la città sovra quell’ossa morte;
e per colei che ’l loco prima elesse,
Mantua l’appellar sanz’altra sorte”.Però conosciamo l’anno o almeno quello che viene indicato da Stefano Gionta e da Raffaello Toscano che scrivono in versi:
“Questa bella del lago alma reina
fu pria di 60 anni edificata
ch’avesse Troia l’ultima rovina.”

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5 chiese con la facciata adesiva a Mantova (perché se guardi il campanile…)

07 domenica Mar 2021

Posted by mantovastoria in Itinerari, le 5 cose..., Storia Locale

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Campanili medioevali, Cattedrale di San Pietro, Duomo di Mantova, Giovan Battista Vergani, Giovanni Battista Marconi, Nicolò Baschiera, Ognissanti, San Leonardo, Santa Caterina della Ruota, Santi Gervasio e Protasio

Tra il 1700 e il 1800 molte delle chiese mantovane hanno cambiato faccia, o dovremmo dire facciata. I parrocchiani e i sacerdoti volevano avere un luogo di culto aggiornato ai dettami dell’epoca e quindi al tardo barocco o al neoclassico.

In alcuni casi si è trattato di un semplice maquillage, ovvero di appiccicare una facciata adesiva alla chiesa senza modificarne l’assetto interno (ad esempio il duomo).

In altri casi invece si è proceduto anche ad una ricostruzione dell’intero edificio sacro, mantenendone eventualmente cappelle più antiche o lasciando traccia degli affreschi. In tutti i casi invece è rimasto il campanile, risalente all’epoca della costruzione o comunque ad un tempo antico. Ecco 5 chiese dove una facciata adesiva non ha nascosto tutti gli elementi che caratterizzavano in precedenza l’edificio sacro. Continua a leggere →

Il Duomo di Mantova è un cocktail: 5 ingredienti per una cattedrale poco amata dai mantovani

14 domenica Feb 2021

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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campanile, Cattedrale di Mantova, Cattedrale di San Pietro, Cattedrale di San Pietro e Paolo, Duomo di Mantova, Facciata tardo barocca del duomo, Giulio Romano, Jacobello e Pietro Paolo Dalle Masegne, Luca Fancelli, Nicolò Baschiera

Olio su Tela di Giancarlo Businelli

La cattedrale di Mantova, meglio conosciuta come il Duomo, è un cocktail architettonico ovvero un insieme di ingredienti provenienti da epoche diverse che lo trasformano in un vero e proprio palinsesto. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. Come le pergamene che venivano riutilizzate raschiandone il testo ma ne conservavano il ricordo (i palinsesti appunto) così il duomo di Mantova conserva le tracce di tutta la sua storia più che millenaria. Sono consapevole del fatto che i mantovani preferiscano la concattedrale di Sant’Andrea al duomo (ne ho scritto qui) ma per me la cattedrale di san Pietro è la chiesa che meglio racconta Mantova e la sua storia. Ecco perché ho pensato di raccontarvi i 5 ingredienti di questo cocktail architettonico che è il Duomo di Mantova.

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La sinagoga di Mantova: un luogo incantevole fuori dal Ghetto

27 mercoledì Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantova Segreta, Storia Locale

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frammenti, Frammenti di Mantova Segreta, Ghetto ebraico, Giacomo Cecchin, Mantova Segreta, Sinagoga, Sinagoga di Mantova, Telemantova

Oggi 27 gennaio 2021 è la Giornata della memoria delle vittime della Shoà.
Ho deciso quindi di pubblicare un frammento di Mantova Segreta (messo in onda il 23 gennaio del 2019) che vi porta dentro l’ultima Sinagoga rimasta a Mantova.
La si trova in via Gilberto Govi al numero 13 e se non l’avete mai vista andateci appena si potrà: è un luogo incantevole.
Qui potete vedere l’estratto della puntata:

Per vedere la puntata intera cliccate su questo link mentre per approfondire la conoscenza del Ghetto ebraico di Mantova su questo blog potete leggere questo articolo: 5 spunti per una passeggiata nell’ex Ghetto ebraico di Mantova, nella giornata della Memoria

Giacomo Cecchin

5 curiosità su Palazzo d’Arco, la Downton Abbey mantovana, tra cucina, zodiaco e museo naturalistico

24 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Storia Locale

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Cucina, Downton Abbey, Giardino romantico, Giuseppe Bazzani, Il coccodrillo di Palazzo d'Arco, La Contessa Giovanna d'Arco, Luigi d'Arco, Mantova, Museo di Palazzo d'Arco, Museo naturalistico di Palazzo d'Arco, palazzo d'arco, Sala del Falconetto, Sala dello Zodiaco

Palazzo d’Arco è appena stato oggetto di un importante restauro che lo ha riportato agli antichi splendori. Per me è sempre stato uno dei luoghi più interessanti di Mantova, un elemento che staccava rispetto ai due poli imprescindibili di Palazzo Te e Palazzo Ducale. Quando ci entri è come fare un viaggio nel tempo, in una dimora che sembra si sia fermata tra fine ottocento e i primi del novecento e ci sono tantissime storie da scoprire, luoghi da vedere e sorprese inaspettate.
E’ stata una felice intuizione della Contessa Giovanna d’Arco, l’ultima discendente della famiglia, a volere che il palazzo fosse aperto alla cittadinanza costituendo una fondazione che ne garantisse la continuità.
Eccovi allora almeno 5 curiosità da riscoprire la prossima volta che si potrà tornare a visitare questo incredibile palazzo-museo. Continua a leggere →

5 cose da riscoprire su Sant’Antonio Abate: tra fuoco, luce, campanella, bastone e un porcellino

17 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Antonio Abate, Biblioteca Baratta, il bastone a forma di tau, il fuoco di Sant'Antonio, il porcellino, la campanella, la luce, Sant'Antoni dalla barba bianca, Sant'Antonio abate, Tau, Tentazioni di Sant'Antonio

Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, un santo molto popolare a Mantova e nelle zone agricole.

E’ considerato il protettore degli animali domestici, tanto che in molte stalle è ancora appesa la stampa che rappresenta il santo circondato dagli animali.

A Mantova per la sua festa si fa il chisol, un dolce, e si mangiano i tortelli di zucca. Alcuni lo confondono con Sant’Antonio da Padova (che è tutto un altro santo e ne abbiamo parlato qui).

Ecco allora 5 cose da riscoprire su Sant’Antonio abate e una curiosità sulla sua chiesa a Mantova. Continua a leggere →

5 luoghi visti da Dante quando passò per Mantova (forse): microitinerario a 700 anni dalla morte del poeta

10 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Libri, Storia Locale

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2021, Dante 1321-2021, Dante a Mantova, Dante Alighieri, Dantedì, Giacomo Cecchin, La Mantova di Dante Alighieri, Settecentenario dantesco, Settecento anni dalla morte di Dante

Nell’anno del settecentenario dalla morte dell’Alighieri facciamoci questa domande: Dante passò per Mantova? Probabilmente sì. Ne fa cenno lui stesso nella sua Quaestio de acqua et terra dove parla di un’idea nata durante una disputa a Mantova. E poi come pensare che Dante non passi per la città che ha dato i natali a Virgilio, suo modello e sua guida nel viaggio della Commedia? Senza dimenticare che la descrizione del XX canto dell’Inferno del Mincio che esce dal Garda e alla fine cade in Po è troppo precisa perché il poeta non sia passato da queste parti.
Allora, pur senza documenti certi, proviamo a raccontare almeno 5 luoghi che ha visto Dante quando è passato (probabilmente) per Mantova.

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Giocare con la geografia: i 5 laghi di Mantova su MCG

03 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, I 5 laghi di Mantova, Lago del Paiolo, lago delle Grazie, Lago di Mezzo, Lago Inferiore, Lago Superiore, Mantova Chiama Garda, MCG

Un’altra doppia pagina uscita sull’ultimo numero di MCG Mantova Chiama Garda, dedicata ai 5 laghi di Mantova.

Ma come cinque? diranno quelli che non hanno mai letto il blog.
Mentre i 23 lettori che lo seguono risponderanno che con la geografia si può giocare e allora se un fiume come il Mincio può trasformarsi in tre laghi noi possiamo contare anche i bacini che non ci sono più e un lago che è tale solo per i suoi abitanti.

La doppia pagina è un formato grafico bellissimo che esalta le foto di Giovanna Caleffi. E’ la quarta uscita monografica sulla rivista bimestrale che viene distribuita in edicola insieme a La Voce di Mantova e che racconta vita e società delle tre province di Mantova, Brescia e Verona.
Qui potete sfogliare il numero intero mentre di seguito trovate i link agli altri tre articoli monografici oppure il testo completo pubblicato in questo numero.
Buona lettura!
3. Le stranezze di Palazzo Ducale – leggete l’articolo
2. Insolito Palazzo Te – leggete l’articolo
1. Il cielo in una stanza: la Camera degli Sposi – leggete l’articolo

Qui invece trovate tutte le puntate della rubrica Mantovagando che esce su ogni numero di MCG.
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Cosa si mangiava a Mantova nel 1931? Per le feste oltre a tortelli e agnoli anche tacchino e oca… un articolo su Gazzetta di Mantova

02 sabato Gen 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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agnoli, Bianco e Nero, bigui, caldi dolci, Gazzetta di Mantova, Giacomo Cecchin, Guida Gastronomica del TCI 1931, Guida gastronomica del Touring Club Italiano, oca, saltarei, tacchino, Tortelli di zucca, Touring Club Italiano

Vi siete abbuffati durante le feste e non volete più sentir parlare di cibo fino al prossimo Natale? Allora questo articolo non fa per voi!
Ma se invece volete scoprire cosa si mangiava a Mantova nel 1931 provate a dare un’occhiata.

Ho scritto un articolo su Gazzetta di Mantova che parla della Guida Gastronomica del Touring Club Italiano, pubblicata nel 1931, e ci sono alcune conferme (tortelli e agnoli su tutti) e qualche sorpresa (almeno per me) come ad esempio che il piatto di Natale era il tacchino arrosto (come per il Ringraziamento negli Stati Uniti), che l’oca era onnipresente e che i vini mantovani erano “serbevoli”.

Vi riporto l’estratto della Guida Gastronomica dove si forniscono indicazioni sulla forma da dare al tortello di zucca.
“I tortelli mantovani sono  un  po’  più  grandi  degli  omonimi  emiliani, ed hanno  la forma  d’un cappello  napoleonico  che faceva  parte, altre volte,  del  costume   dei  portatori di  vino della Mantovana. E qui trovate la filastrocca di Ettore Berni:
“…dag la  forma  d’on  capèl;
e  s’at  vol  po’  fart’ onor, d’ on capèl da  <portador >;
e s’at  vol  chi  diventa fin fai pu gros d’on  agnolin.”

E voi come li fate i tortelli?

Qui di seguito potete leggere l’articolo completo o andarvi a leggere anche l’altro articolo della stessa serie che trovate qui e che è dedicato alla Mantova del 1915.

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