Buon Natale con una Natività dal sapore mantegnesco dalla sagrestia del Duomo

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Nella mia famiglia era tradizione che la Vigilia di Natale, oltre a recitare il rosario, il più piccolo (nel mio caso piccola) deponesse la statuetta di Gesù Bambino nella mangiatoia. Mi è sempre piaciuta questa tradizione del presepe che nasce dall’idea di Francesco d’Assisi che, nel Natale del 1223 a Greccio, decise di organizzare una viva rappresentazione della Natività del Signore.

Ecco cosa si legge nella Legenda di San Francesco: “Come il beato Francesco, in memoria del Natale di Cristo, ordinò che si apprestasse il presepe, che si portasse il fieno, che si conducessero il bue e l’asino; e predicò sulla natività del Re povero; e, mentre il santo uomo teneva la sua orazione, un cavaliere scorse il <vero> Gesù Bambino in luogo di quello che il santo aveva portato.” (Qui trovate a pagina 38 la descrizione del Natale di Greccio fatta da Tommaso da Celano nella Vita Prima).

E’ interessante ricordare che l’asino e il bue non sono citati nei vangeli canonici ma nascono da una lettura del Libro di Isaia dell’Antico Testamento, fatta dai Padri della Chiesa.

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Da Natale all’Epifania che tutte le feste si porta via… un articolo su Gazzetta di Mantova

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Quante sono le feste di Natale? In Inghilterra c’è una famosa canzone tradizionale (ne ho parlato qui) che parla dei 12 giorni di Natale (guardate cosa ne dice wikipedia). Sì perché tra la Vigilia di Natale e l’Epifania le feste sono tante e può essere utile ripercorrerle, anche solo per tornare un po’ bambini.

Ho scritto un articolo su Gazzetta di Mantova che parla proprio di queste feste cui ho aggiunto un piccolo passaggio sui santi mantovani e sui santi cui i mantovani sono particolarmente legati o devoti.

Tra l’altro mi ha fatto particolarmente piacere ricordare un proverbio mantovano che riporto nella versione in dialetto e in traduzione per chi fa fatica a capirlo. E’ un modo per sottolineare come dopo Santa Lucia è vero che sta per iniziare l’inverno vero ma stiamo anche andando verso la primavera, annunciata dalle giornate che si allungano.

Ecco il proverbio.
Par Santa Lùsia [13 dicembre] na punta ’d gùcia,
par Nadal (25 dicembre) on pe ‘d gal,
par Pasqueta [Epifania, 6 gennaio] n ‘oreta,
par Sant ‘Antoni [17 gennaio] n’ora bona,
par San Gioan [Giovanni Crisostomo 27 gennaio] na gamba ‘d scan.

La traduzione per gli extramuros: Per Santa Lucia la punta di un ago, per Natale la zampa di un gallo, per l’Epifania un’oretta, per sant’Antonio abate un’ora buona e per San Giovanni una gamba di sgabello.

Qui di seguito potete leggere l’articolo completo o andarvi a leggere anche l’altro articolo della stessa serie che trovate qui e che è dedicato alla Mantova del 1915. Continua a leggere

Giacomo Cecchin torna in Archivio di Stato per parlare di epidemie a Mantova Segreta

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Mantova Segreta non è una trasmissione di attualità eppure lo sembra in questa seconda puntata dedicata all’Archivio di Stato di Mantova (la prima parte la trovate qui): si parla infatti delle epidemie del passato che sono state combattute con mezzi molto simili a quelli attuali.

Giacomo Cecchin vi racconta di gride (i DPCM), di disposizioni ducali (le Ordinanze), di serrate (i lockdown) e di vaccini (nella puntata si parla di quello per il vaiolo, il primo vaccino in assoluto).

Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito potete vedere il trailer della trasmissione andato in onda nel Tg di Telemantova.

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Santa Lucia tra Lotto e Caravaggio e una notte magica per sospensione e attesa

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Quando ero bambino a Castellucchio, negli anni ’70, per me Santa Lucia aveva il volto di una statua con gli occhi su un piattino (e non ricordo dove fosse ma la prossima volta che passo entrerò nella parrocchiale del paese per verificare se fosse davvero lì).

Non avevo paura di lei, forse perché mia madre ci diceva sì di andare a letto presto e di dormire, ma non di stare attenti perché sarebbero successe catastrofi se l’avessimo vista. Dormivamo in tre in una stanza, con le mie sorelle, e la sera del 12 dicembre ci addormentavamo tardi ma alla fine si dormiva e quando ci si svegliava si andava in sala e c’erano tutti i regali senza la scatola, a volte già montati, e vedevamo la gioia negli occhi dei nostri genitori che alla fine era la nostra che non riusciva a contenersi. E si doveva andare a scuola* e non si voleva e i maestri capivano ed erano comprensivi. Continua a leggere

Lupo Alberto oggi festeggia: è il compleanno di Silver alias Guido Silvestri

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“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” *

Ogni volta che parlo con Silver, l’autore di Lupo Alberto, mi viene in mente questa citazione (se non la riconoscete trovate l’autore in fondo al post).

I fumetti di Lupo Alberto e gli altri personaggi della Fattoria McKenzie mi hanno sempre lasciato senza fiato, per il sorriso, l’ironia, la capacità di portare a livelli umani argomenti spesso difficili. Continua a leggere

La peste a Mantova in Archivio di Stato: Giacomo Cecchin ne parla a Mantova Segreta

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“Nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola” e invece è arrivata questa pandemia che ci ha riportato in un attimo al tempo dell’epidemie del passato: dalla peste alla Spagnola.
In questa puntata di Mantova Segreta Giacomo Cecchin vi porta in Archivio di Stato a Mantova per scoprire documenti che raccontano storie che stupiscono per la loro rassomiglianza alla realtà di oggi.

E’ davvero incredibile vedere come si blocchino i trasferimenti tra gli stati, ogni giorno esca un bollettino che sembra quello della Protezione Civile e chi può fugge in campagna o lontano dalle zone toccate dal contagio.

La mostra è stata aperta un solo giorno domenica 11 ottobre 2020. Quando sarà smontata i documenti rimarranno lì e per chi vorrà sarà sempre possibile andarli a vedere.

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Dov’era la chiesa di Sant’Ambrogio a Mantova? Appunti sparsi per il 7 dicembre

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Oggi 7 dicembre è sant’Ambrogio, il patrono di Milano. E’ tradizionalmente il giorno della prima del Teatro alla Scala, quest’anno dirottata in diretta TV causa emergenza sanitaria.

C’era anche a Mantova una chiesa di Sant’Ambrogio che non c’è più, perché soppressa e demolita da Giuseppe II d’Austria nel 1776*. Era nell’attuale piazza d’Arco e ne ricorda la presenza il vicolo che conduce da vicolo dell’Arco alla piazza, sbucando di fianco al ristorante Il Cigno. La si vede la chiesa nelle antiche mappe delle parrocchie del Catasto Teresiano e chissà se aveva davvero in antico una forma che ricordasse il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Continua a leggere

Ludovico I Gonzaga, un fratricida per bene

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Ludovico I Gonzaga è tra i Gonzaga meno studiati e meno ricordati, forse perché la sua fama di fratricida è ancora viva. Tra l’altro potremmo dire che, se le voci sono vere, è un fratricida al quadrato perché non solo uccide il primogenito Ugolino, l’erede, congiurando insieme al fratello minore Francesco, ma uccide anche quest’ultimo per rimanere solo al potere. Forse il suo moto avrebbe potuto essere “Meglio solo che male accompagnato”.

Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte e in qualche caso miracoli dei Corradi da Gonzaga.
Meglio solo che male accompagnato
Ludovico Gonzaga è il secondogenito di Guido Gonzaga e quindi, come da consuetudine delle famiglie nobili, avrebbe dovuto essere avviato alla carriera ecclesiastica. Questo non avvenne e anzi il secondogenito diede prova di valore militare e fu impegnato in un numerose imprese di guerra. Ludovico decise insieme al fratello minore Francesco di uccidere Ugolino, primogenito e prediletto dal padre Guido Gonzaga. Il tutto avvenne quando al potere c’era ancora Guido Gonzaga e i due fratelli dovettero essere assolti dall’accusa di fratricidio da parte dell’imperatore Carlo IV. Anche Francesco morì in circostanze poco chiare e Ludovico divenne così il terzo capitano del popolo di Mantova.

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Quando Mantova era il set della Marcia su Roma: la Cinecittà sul Mincio a Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin vi porta nel 1962 in una Mantova che si trasforma in un set cinematografico. La puntata di Mantova Segreta vi fa scoprire le location in centro legate a La Marcia su Roma, un film di Dino Risi con protagonisti Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

Per una decina di giorni nel luglio del 1962 Mantova diventa un set cinematografico e nelle foto dell’epoca si vedono gli attori e il regista in centro. sia durante le riprese sia nelle pause dove tutti i mantovani si fermano a guardarli.

La puntata di Mantova Segreta vi condurrà per le vie di Mantova che sono state la scenografia delle scene principali del film di Dino Risi: scoprirete che non solo la città non è molto cambiata ma che nella pellicola i luoghi sono perfettamente riconoscibili.

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Turisti a Mantova nel 1915 con la Guida Rossa del Touring Club Italiano

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Ho pubblicato un articolo nell’inserto Bianco e Nero su Gazzetta di Mantova e ho provato a immedesimarmi in un turista milanese che fosse venuto a Mantova nella primavera del 1915.

Il giorno di Natale del 1914 il Touring Club Italiano pubblica la prima edizione della Guida Rossa, il testo che sostituirà il Baedeker nei cuori degli italiani. E’ una Mantova molto diversa quella che si vede nella cartina del piccolo volume, completamente circondata dall’acqua, con le mura ancora in piedi e il Rio completamente scoperto.

Proviamo allora a seguire questo turista che arriva a Mantova in treno e fa una passeggiata dall’inizio di Corso Vittorio Emanuele, dove c’è ancora Porta Pradella, fino al Ponte di San Giorgio.

Qui trovate l’articolo completo.
UNA GIORNATA A MANTOVA CON IL TOURING CLUB ITALIANO

Cosa poteva vedere e come si preparava un turista per visitare Mantova agli inizi del 1900? Non è facile rispondere a questa domanda: le cose sono cambiate rispetto a 100 anni fa ma non tutte. Oggi proviamo a raccontarvi un ipotetico itinerario di un viaggiatore che domenica 21 marzo 1915 decide di venire a Mantova da Milano utilizzando come riferimento la Guida Rossa del Touring Club Italiano, la prima ad essere pubblicata proprio il giorno di Natale del 1914. Continua a leggere