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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Articoli

La Madonna del Terremoto o del Canossa: un’intervista sulla rivista Maria con Te

17 sabato Ago 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Corrado Occhipinti Confalonieri, Giacomo Cecchin, Madonna del Canossa, Madonna del Terremoto, Mantova, Maria con te, Piazza Canossa

E’ una chiesetta poco appariscente ma molto elegante la Madonna del Terremoto che si trova in piazza Canossa a Mantova. Pur nelle sue ridotte dimensioni è oggetto di una forte devozione per l’immagine della Vergine e del bambino, affiancata da due santi, e posta dietro l’altar maggiore. Senza dimenticare altri particolari interessanti come la cancellata in ferro battuto che chiude il presbiterio, le statue delle virtù ai quattro angoli, i due dipinti di Giuseppe Bazzani (si tratta di copie perché gli originali sono al Museo Diocesano per ragioni di sicurezza) e la piccola lapide sulla facciata che ne ricorda la costruzione. Un’ultima curiosità è il piccolo campanile a vela che troviamo in alto sul lato sinistro. Continua a leggere →

Il Palio di Siena: si ama, si odia, si critica ma per me…non si discute

16 venerdì Ago 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Libri

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Contrada del Nicchio, Contrada della Lupa, Contrade, Duccio Balestracci, Imperiale Contrada della Giraffa, Laterza, Palio dell'Assunta, Palio della Madonna di Provenzano, Palio di Siena

Tutti hanno delle passioni ma non tutti riescono a capire da dove provengano.
E’ quello che mi succede con la passione per il Palio di Siena: non sono senese, non vado a cavallo, non scommetto eppure due volte all’anno io sono in Piazza del Campo a Siena con i contradaioli. Per me il Palio è così serio che non ho ancora deciso se ho una contrada del cuore anche se sono stato ospite della Imperiale Contrada della Giraffa e ho conosciuto un fotografo appassionato di palio* che mi ha fatto innamorare della Lupa.
Ebbene per chi volesse approfondire il Palio posso suggerire tre cose:
1) Partire presto per Siena e vivere il Palio in piazza. Il silenzio durante l’estrazione dell’ordine di partenza delle contrade è un’esperienza mistica.
2) Guardare il Palio in televisione, ma senza audio durante la parata storica e riaccendendolo solo in occasione dell’estrazione e per la corsa. Qui potete scoprire se vi si accende qualcosa oppure no e magari l’anno prossimo passare al punto 1).
3) Leggere il libro del contradaiolo del Nicchio e storico senese Duccio Balestracci dal titolo “Il palio di Siena. Una festa italiana” edito da Laterza.
Il libro racconta della storia del Palio, Continua a leggere →

Oggi nasceva Napoleone: un compleanno di 250 anni

15 giovedì Ago 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Napoleonica

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15 agosto, 1769, 250 anni dalla nascita di Napoleone, Furti d'arte, Mantova, Napoleone Bonaparte, San Napoleone, Waterloo

Era il 15 di agosto del 1769 e Napoleone Bonaparte nasceva ad Ajaccio.
La Corsica era appena diventata francese e nessuno poteva immaginare che proprio da lì sarebbe arrivato l’uomo nuovo che avrebbe riportato la Francia ai vertici e avrebbe sconvolto l’Europa e non solo.
Come tutti i grandi uomini Napoleone divide nel bene e nel male e questo anniversario è una bella occasione per provare a riscoprirlo sotto tutti i punti di vista: da innovatore a imperatore, da generale vittorioso a sconfitto di Waterloo, da liberatore a conquistatore.
Una curiosità che forse non tutti conoscono: quando si scoprì che non c’era un santo con il suo nome lo si trovò e la sua festa fu prevista nel giorno del compleanno di Napoleone, il 15 di agosto. A Mantova la chiesa dedicata a San Napoleone era quella di San Maurizio (ne parla un libro appena uscito, “San Napoleone. Un santo per l’impero” di Riccardo Benzoni)
Eccovi alcuni spunti per approfondire l’uomo e la leggenda:
– 5 luoghi napoleonici a Mantova tra santi, fortezze e appartamenti imperiali
– Gli ultimi anni di Napoleone: stimoli per gli imprenditori di oggi
– Chi ha davvero vinto a Waterloo? un successo tra marketing e Napoleone
– Oggi 5 maggio, nel 1821 moriva Napoleone: quest’anno sono 250 anni dalla nascita il 15 agosto 1769
– Napoleone e i furti d’arte: a volte ritornano, a Mantova no! Una mostra alle Scuderie del Quirinale
– Hastings 1066: lezioni di storytelling tra Guglielmo il bastardo, i Gonzaga e Napoleone
– Un telegrafo al servizio di Napoleone tra Mantova e Parigi

Mantova e Sabbioneta: Giacomo Cecchin in Sei in un Paese Meraviglioso su Sky Arte HD

17 lunedì Giu 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Andrea Mantegna, Basilica di Sant'Andrea, Camera Sposi, Giacomo Cecchin, Leon Battista Alberti, Mantova e Sabbioneta, Palazzo Ducale, Palazzo Te, Patrimonio Unesco, Sabbioneta, Sei in un Paese meraviglioso, Sky Arte

Finalmente si può vedere in chiaro la puntata dedicata a Mantova e Sabbioneta della trasmissione “Sei in un Paese meraviglioso”. Ho avuto il grande piacere di girarla all’inizio di maggio 2018 (la prima messa in onda è stata lunedì 25 giugno 2018 alle 21.15) ed è stata davvero una bella esperienza.
Qui potete vedere tutta la puntata e di seguito trovate i post già pubblicati sul blog relativi alla mia partecipazione.
– Mantovastoria e Giacomo Cecchin arrivano su Sky Arte: Sei in un Paese meraviglioso a Mantova
– Il Palazzo ducale di Mantova: più di 500 stanze ma una sola Camera (picta)
– Un luogo dove andare per ispasso: Palazzo Te e l’ombelico del mondo
– L’archistar e il tagliapietre: Leon Battista Alberti e Luca Fancelli tra Sant’Andrea e San Sebastiano
– A Sabbioneta, tante comparse e un solo protagonista: Vespasiano Gonzaga

Giacomo Cecchin

 

5 anni da ricordare a Mantova: torna MCG con Giacomo Cecchin e la rubrica Mantovagando

13 giovedì Giu 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Cacciata dei Bonacolsi, Camera dei Giganti, Carlo V, Domenico Morone, Federico II, Giulio Romano, III Guerra di Indipendenza, Palazzo Te, Pio II Piccolomini, Reliquie dei Sacri Vasi, Sacri Vasi

Cosa ne dite di fare un gioco sulla storia di Mantova? Se aveste una macchina del tempo dove vi piacerebbe andare? Eccovi la mia personale scelta sugli anni e gli avvenimenti da non perdere nella storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Ecco qui anche i testi e le foto.
5 anni da ricordare a Mantova
A volte ci piacerebbe viaggiare nel tempo per provare a vivere un’esperienza nel Medioevo, nel Rinascimento o nel Risorgimento. E se poteste esprimere un desiderio con riferimento a Mantova? Ci sono eventi che cambiano la storia in modo positivo o negativo. Quali sarebbero i momenti storici in cui sarebbe stato bello essere a Mantova per partecipare all’euforia dei cittadini per un avvenimento importante? Eccovi una scelta di anni fondamentali per la storia della nostra città assolutamente da non perdere. Oggi è un semplice gioco ma se inventassero la macchina del tempo…E voi?Quali scegliereste?
Continua a leggere →

Un safari tra gli animali gonzagheschi di Palazzo Te: torna Mantovagando su MCG

12 venerdì Apr 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose...

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aquila, cane, Giacomo Cecchin, leone, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, MCG, Palazzo Te, ramarro, safari, safari animali gonzagheschi, salamandra, tortora

Cosa ne dite di un safari incruento a Palazzo Te a caccia di animali gonzagheschi? E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

1. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
2. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
3. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
4. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
5. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
7. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
8. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
9. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
10. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
11. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Mentre qui di seguito trovate immagini e testi.
Gli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare:
cani, tortore, ramarri, leoni e aquile. E li troviamo proprio nella Camera delle Imprese dove la fanno da padroni ma poi alcuni di loro si ribellano e si disperdono per tutto il Palazzo. Continua a leggere →

I giardini di Palazzo Ducale nel nuovo numero de La Reggia: prosegue il percorso alla scoperta della reggia gonzaghesca

08 lunedì Apr 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Palazzo Ducale

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Cortile dei Cani, cortile dei quattro platani, Giardino dei semplici, Giardino pensile, giardino segreto, isabella d'este, tartaruga, tartarughe

E’ uscita sull’ultimo numero de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, un altro mio articolo inserito nel ciclo dedicato al racconto della reggia gonzaghesca. E’ dedicato ai giardini di Palazzo Ducale (nella foto di Giovanna Caleffi qui a fianco vedete il Giardino pensile dal campanile del Duomo).
Qui trovate gli articoli usciti fino ad ora:
I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale (n. 2/2018)
Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: un nuovo articolo per La Reggia (n. 3/2018)
Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: la seconda puntata su La Reggia (n. 4/2018)

Di seguito il testo integrale dell’articolo pubblicato sul n. 1/2019 della Reggia (ringrazio il presidente Gianpiero Baldassari e il direttore Fausto Amadei per l’ospitalità).

Dopo aver descritto i cortili di Palazzo Ducale  proviamo a raccontarne i giardini, quelli rimasti e quelli che purtroppo sono stati pesantemente modificati o addirittura scomparsi. Uno dei modi più facili di scoprirli è guardare una fotografia aerea della reggia gonzaghesca, dove occhieggiano con i loro alberi, le siepi e le fontane. Per scoprire però anche i giardini che non ci sono più il modo migliore è osservare il complesso del Palazzo Ducale nella mappa di Gabriele Bertazzolo che ancora mostra il Giardino del baluardo e il giardino pensile della palazzina della Paleologa. E partiamo proprio da questi giardini che non ci sono più e da quelli che hanno subito trasformazioni. Continua a leggere →

Carlo V e l’importanza delle lingue: parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne…

27 mercoledì Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Carlo V, Filippo il bello, francese, Giovanna la pazza, imperatore, italiano, spagnolo, tedesco

“Parla le lingue e conquisterai il mondo”, questo di solito ti dicono i genitori per stimolarti a studiare. E questo avranno detto al futuro imperatore Carlo V papà e mamma che nel suo caso erano Filippo il Belllo d’Asburgo e Giovanna la Pazza di Castiglia e d’Aragona. Il ragazzo prese sicuramente a cuore il suggerimento diventando l’imperatore sui cui domini non tramontava mai il sole.
Ecco cosa disse Carlo (o almeno è un detto che gli viene attribuito):
“I speak Spanish to God, Italian to women, French to men and German to my horse”.
“Parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne, francese con gli uomini e tedesco con il mio cavallo”.

Giacomo Cecchin

Le torri del profilo di Mantova sull’ultimo numero di MCG, torna Mantovagando

10 domenica Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose..., Storia Locale

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Giacomo Cecchin, Giancarlo Businelli, Le torri del profilo di Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Torre dei Gambulini, Torre del Podestà, Torre della Gabbia, Torre dello Zuccaro, Torre di Sant'Alò

Torna MCG e torna la mia rubrica Mantovagando che stavolta vi racconta le torri che si possono vedere nel profilo di Mantova. Qui potete sfogliare l’intera rivista mentre di seguito trovate il testo completo e le immagini della pagina.
“Mantova era una Manhattan padana, circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto, in attesa della riapertura della torre della Gabbia, manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto la vista del centro storico più bello del mondo. Continua a leggere →

Bepi Modolo: una vita dedicata all’arte

06 mercoledì Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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Alessandro Dal Prato, Bepi Modolo, Creazzo, Evangelisti, Francesco Dal Prato, Frescante, incisioni, San Ulderico, una vita dedicata all'arte, Vetrate

Quando oggi si parla di pittura spesso si cade in due pregiudizi: il primo che non ci siano più gli artisti capaci di dipingere come una volta e il secondo che l’arte per essere autentica deve essere libera dai vincoli imposti dai committenti.
Ebbene non è così, ci sono stati pittori che hanno incarnato gli ideali della pittura italiana, riuscendo ad esprimere uno stile e una creatività che sono stati stimolati, invece che diminuiti, dal lavoro al servizio della decorazione delle chiese.
E’ il caso del pittore Bepi Modolo, nato a Mareno di Piave (TV) nel 1913 e morto a Creazzo di Vicenza nel 1987. Il “pitor” come lo chiamavano è stato un artista completo che è passato dalle tele agli affreschi e alle vetrate recuperando pertanto quel repertorio di espressioni artistiche che nella storia sono state appannaggio di maestri come ad esempio il senese Duccio di Buoninsegna.
L’ho scoperto grazie ad un catalogo che mi è arrivato come graditissimo dono da uno dei figli che ho conosciuto per caso ma che mi ha conquistato con il racconto della vita e dell’arte del padre*.
Il titolo è “La pittura di Bepi Modolo, una vita dedicata all’arte” edito nel 2013 in occasione del centenario dalla nascita e della mostra a lui dedicata.
E’ un volume splendido che racconta dell’arte e della vita di questo pittore che non conoscevo ma che è stato una bellissima scoperta.
E Bepi Modolo dimostra che ci sono ancora artisti in grado di padroneggiare le varie tecniche pittoriche: sono stato particolarmente colpito dalla sua attività di frescante e dalle vetrate e dalla sua capacità di innovare il racconto evangelico e biblico anche alla luce del Concilio Vaticano II, rimanendo fedele alla tradizione. E’ uno stile, quello del pittore veneto, sintetico ma potente e assolutamente personale.
E’ straordinario vedere come studia la composizione in bozzetti e disegni che anticipano il risultato finale e come riesce a dare vita, mistero e bellezza ai dipinti che decorano tuttora molte chiese d’Italia.
Basta guardare come delinea le figure dei quattro evangelisti nel formato tradizionale delle vele che si trovano tra gli archi che reggono la cupola nella chiesa di San Ulderico a Creazzo di Vicenza. Li potete vedere nella copertina e sul retro del catalogo. Gli evangelisti sono delineati con volumi potenti e l’artista ha la capacità di rendere moderne e scultoree le figure di Giovanni, Matteo, Luca e Marco, accompagnate dai loro attributi tra cui spicca un’aquila particolarmente ispirata.
Bepi Modolo non si è limitato alla pittura sacra ma anche ai dipinti da cavalletto con ritratti, scene familiari e paesaggi che ci fanno entrare nel mondo del pittore.
Che dire: viene voglia di mettersi in macchina e andarle a vedere dal vivo.
Sono d’accordo con la citazione di Paolo VI e del Concilio Vaticano II che viene riportata nel catalogo: il papa definisce gli artisti “custodi della bellezza”.
La pittura di Bepi Modolo è pura bellezza.
* l’incontro con il figlio di Bepi Modolo mi ha ricordato un altro incontro che mi ha particolarmente colpito con un artista e suo figlio. Fu all’inizio del 2000 quando, per ragioni lavorative, conobbi sia il dott. Francesco Dal Prato che suo padre, il pittore Alessandro Dal Prato. Fu un’occasione straordinaria e davvero emozionante. Anche Alessandro Dal Prato sperimentava generi diversi come l’affresco e le incisioni e soprattutto ebbe una grande capacità didattica e di insegnamento (fu sua l’idea di aprire a Guidizzolo (MN) l’Istituto d’arte, tutt’ora attivo).

Giacomo Cecchin

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