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Domani mi sposo, Extraconiugale, Il corpo della ragassa, Il diavolo nel cervello, Il Portaborse, Novecento, Piazza Canossa
Mantova e il cinema: un rapporto che nasce da lontano. Molti sono stati i film e gli sceneggiati televisivi girati a Mantova ma oggi vogliamo concentrarci sulla location più cinematografica della città:Piazza Canossa.
Ebbene sì, questa che è la piazzetta più parigina di tutte, con l’edicola liberty del Fai e la fontana in fondo, che sembra un palcoscenico, con Palazzo Canossa e la chiesetta del terremoto a fare da quinte è stata al centro di moltissime riprese cinematografiche.
Ne riportiamo alcune ben sapendo che qualcosa dimenticheremo ma è un modo di rivivere la piazzetta che colpisce i turisti ma che è anche molto frequentata dai mantovani che indugiano sui ciotoli, sbirciano nella chiesetta (oggi ancora di più dopo il terremoto del 2012) e si lamentano della facciata ultramoderna della casa nell’angolo a destra guardando verso il fondo*.
Eccovi i film:
Extraconiugale (film a episodi – 1964) – vedi la sequenza
Il diavolo nel cervello (1972) – vedi la sequenza
Novecento (1976) – vedi la sequenza
Il corpo della ragassa (1979) – vedi la sequenza
Domani mi sposo (1984) – vedi la sequenza
Il portaborse (1991) – vedi la sequenza
Mancano nella lista la Certosa di Parma di Bolognini e Solo per dirti addio di Sergio Sollima (da cui viene però la foto di copertina del post con l’attrice Giovanna Ralli).
* Tra l’altro se si osserva la piazza dal punto di vista migliore ovvero con le spalle a via Fratelli Bandiera la chiesetta del terremoto nasconde la casa ultramoderna: la c’è la provvidenza, la c’è!
(post realizzato grazie alla collaborazione di Marcello Francavilla)



Come passa il tempo…690 anni fa Luigi Corradi de’ Gonzaga prendeva il potere su Mantova con un perfetto colpo di stato. In realtà si tratterebbe del 16 agosto ma io ne parlo il 15 perché non è un caso che abbia scelto di agire la notte della festa dell’Assunta: dopo i festeggiamenti e le gozzoviglie la guardia dei Bonacolsi avrebbe dovuto essere abbassata e così fu. 
Oggi è la
Sono di parte quando parlo dei libri di Marco Scardigli: ho amato profondamente “
Oggi sono cinquant’anni che se n’è andato Giovannino Guareschi. In effetti non dovrei pubblicare un post nel giorno dell’anniversario della morte avvenuta a Cervia il 22 luglio del 1968: a Giovannino l’anniversario sarebbe andato sicuramente di traverso, tanto più che aveva scritto “Non muoio neanche se mi ammazzano” quando rinchiuso in un lager nazista diceva che sarebbe tornato a tutti i costi per rivedere il figlio.
Da questo numero de La Reggia (per la disponibilità del presidente Gianpiero Baldassari e del direttore Franco Amadei, che ringrazio) pubblicherò una serie di testi sulle particolarità di Palazzo Ducale.
Anche in passato si sentiva il bisogno di ricaricare le batterie: ecco Palazzo Te è un luogo di svago. Se fossimo a Ferrara diremmo che è una “delizia” come ad esempio Schifanoia che già nel nome racconta il suo scopo. Invece siamo a Mantova dove il marchese e poi duca Federico II commissiona a Giulio Romano la costruzione di una villa fuori città “dove andare a cena per ispasso” scriverà Vasari.