A Brera a scuola di innovazione e creatività: da Perugino a Raffaello

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Raffaello_Perugino

Splendida idea quella che a Brera mette a confronto i due Sposalizi della Vergine di Perugino e Raffaello. Non solo perchè è la prima volta che accade ma anche perchè ci raccontano una storia di creatività e innovazione che potrebbe insegnare molto anche ai nostri imprenditori.

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5 escursioni fuori porta da non perdere tra Napoleone, Vespasiano Gonzaga e la Croce Rossa

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Barcaiolo sul Mincio 2013, olio su tela, cm 65x55
Barcaiolo sul Mincio
2013, olio su tela, cm 65×55

Il Lunedì dell’Angelo è si solito dedicato all’escursione fuori porta e anche a Mantova ci sono luoghi perfetti per una gita. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le epoche storiche: dal santuario con gli ex voto al forte napoleonico, dal monastero benedettino alla città ideale di Vespasiano Gonzaga per chiudere con il Risorgimento. Un’ultima curiosità: ci si può arrivare via acqua, a piedi o in macchina ma anche se la distanza è poca il viaggio diventa un vero e proprio pellegrinaggio specialmente quello al Santuario delle Grazie tra conventi francescani, domenicani e un coccodrillo impagliato (nell’immagine si coglie sullo sfondo il profilo del Santuario che emerge dai canneti).

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Dove guarda San Longino? L’originale di Giulio Romano al Louvre, la copia a Mantova in S.Andrea

Adorazione dei PastoriA Mantova la basilica concattedrale di S.Andrea è al centro dei riti pasquali. E’ proprio nella sua cripta seicentesca che, all’interno di un altare cassaforte, sono conservati i due Sacri Vasi contenenti la reliquia del Sangue di Cristo. Ma oggi siamo interessati alla terza cappella sulla destra e in particolare alla sua pala d’altare che è una copia dell’originale di Giulio Romano attualmente al Louvre. L’opera è un’adorazione dei pastori con i santi Giovanni Evangelista e Longino che affiancano la Vergine e il bambino. E la stranezza dell’opera sta nel fatto che Longino guarda fuori del quadro e chissà se i visitatori del Louvre si chiedono cosa stia guardando il soldato romano. Per noi a Mantova non ci sono dubbi. Continua a leggere

Indagine su Piero: a Forlì una bella mostra sul maestro di San Sepolcro dall’oblio alla riscoperta

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Madonna della MisericordiaLa mostra di Forlì sul mito di Piero della Francesca non è fatta per persone legate alla classica idea di esposizione dove si trovano le opere principali di un artista e un percorso già tracciato in senso cronologico. Piero della Francesca: indagine su un mito è invece una mostra per persone curiose e che abbiano voglia di approfondire la fortuna del pittore di Borgo San Sepolcro nei secoli.  E sgombriamo subito il campo dagli equivoci: di opere di Piero della Francesca a Forlì ce ne sono solo 4 e vedremo alla fine perchè questo rappresenti un valore aggiunto e non una negatività. Continua a leggere

Mantova 1516: l’ombelico del mondo – venerdì 1 aprile ore 20.30 a Buscoldo

mn1516

venerdì 1 aprile 2016 ore 20.30
Sala Parrocchiale – Piazza Lombardelli – Buscoldo

Per chi avesse perso l’incontro di gennaio a Casa Andreasi eccone una replica presso la sala parrocchiale di Buscoldo. L’incontro a partecipazione gratuita è inserito nel ciclo dei venerdì culturali organizzato dal Circolo ACLI “Ezio Bigi” e dalla Parrocchia di Buscoldo con il patrocinio del Comune di Curtatone.

Qui una breve presentazione e a questo link il servizio di Telemantova – 500 anni fa Mantova non aveva bisogno di una giuria che le attribuisse il titolo: era capitale di per sé. E in particolare nel 1516 Mantova era al centro di un periodo di forte cambiamento, come d’altra parte tutto il resto dell’Europa. A Mantova il marchese Francesco II aveva intrapreso la sua parabola discendente e il figlio Federico si preparava a prenderne il posto (1519) in una città che aveva perso l’artista artigiano Mantegna e avrebbe visto l’arrivo dell’imprenditore-pittore-architetto Giulio Romano. Dalla perfezione rinascimentale della Camera degli sposi al disordine manieristico del Camarone dei Giganti.
Un viaggio alla scoperta di un modo nuovo di guardare Mantova per recuperare l’orgoglio di una cultura ed una forza che viene da lontano.

IL CICLO COMPLETO DEI VENERDI’ CULTURALI
(incontri di storia e cultura del nostro territorio)
– venerdì 1 aprile  Giacomo CecchinMantova 1516: l’ombelico del mondo”
– venerdì 8 aprile Alfredo BalzanelliI Gonzaga fra l’Oglio e il Po”
– venerdì 15 aprile Renato BerzaghiArte nel mantovano oltre l’Oglio
– venerdì 22 aprile Mons. Roberto Brunelli “I Gonzaga con la tonaca
– venerdì 29 aprile  Enzo Bajocchi  “ 1866 : Curtatone entra nel Regno d’Italia”

Gli incontri si terranno nei locali parrocchiali alle ore 20,30.

Giacomo Cecchin

i 5 laghi di Mantova tra ponti, dighe e coccodrilli

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Tramonto sul lago superiore

Come i 5 laghi di Mantova? Ma non sono tre? Forse per i mantovani ma per tutti gli altri si tratta semplicemente del fiume Mincio che, uscito dal Lago di Garda, arriva a Mantova e si impaluda, come dice il padre Dante. E allora quanti sono davvero i laghi di Mantova? La domanda è mal posta perché occorre partire dalla definizione di lago o meglio da cosa i mantovani considerano un lago. E allora i laghi di Mantova sono davvero 5. Non ci credete? Provate a contarli nell’elenco seguente.

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I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?

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panorama
Foto di Giovanna Caleffi

Mantova è un rebus per gli italiani che spesso non sanno dove collocarla (gli stessi milanesi a volte si confondono ma si sa per loro il mondo finisce a Porta Romana). Per questo a volte finiamo in Veneto o spesso in Emilia ma quasi mai in Lombardia. E’ una storia a sé che viene dalle vicende dei Gonzaga che hanno mantenuto indipendente la loro enclave dal 1328 al 1708 quando si chiude il loro dominio con la morte di Ferdinando Carlo, l’ultimo duca che già aveva lasciato la città nel 1707.
Forse da qui, dal Sacco del 1630 e dalla nebbia che tutto avvolge deriva anche una sorta di tristezza dei mantovani che me li fa definire degli emiliani di cattivo umore (parafrasando un celebre detto di Jean Cocteau). E questa dei mantovani tutti tristi viene stigmatizzata anche in alcune filastrocche. Ne riportiamo una e si tratta di decidere cosa avremmo preferito essere invece di tristi tra “tuti matti” e “Brusa Cristi”. Voi? io un’idea ce l’ho!

Venesiani gran signori,
Padovani gran dottori
Vicentini magna gatti
Veronesi tutti matti
Bergamaschi brusa Cristi
Mantovani tutti tristi.

N.B Il testo della filastrocca è tratto da G.Tassoni – Proverbi e indovninelli.Folklore mantovano, Firenze, Olschki 1955, p.187. Il proverbio in veneto finisce anche a volte con Trevisani radicioni, con Rovigo no me intrigo.

Giacomo Cecchin
http://www.mantovastoria.it

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Alla scoperta di 5 statue di Virgilio tra piazze, boschi e giardini

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Statua di Virgilio nel Giardino Cavriani

Mantova è da sempre la Virgiliana e il fatto che Virgilio fosse nato in zona (Andes, ma dove si trova davvero Andes? Se ne discute tuttora) l’ha resa famosa anche quando era una piccola città romana. Dante arriva in città sulle tracce di Virgilio, Petrarca compra qui un codice virgiliano su cui scrive come si fa tuttora “emptus Mantue” (comprato a Mantova) e quanti altri hanno sognato le placide acque del Mincio cantate dal poeta. Eppure Virgilio a Mantova sta poco e anche di tracce direttamente legate a lui non se ne trovano salvo le statue e anche qui… La più famosa non esiste più: una tradizione la vuole in piazza Erbe e che Carlo Malatesta, tutore di Gianfrancesco Gonzaga (siamo nella prima metà del quattrocento), la distrugga per punire l’idolatria dei mantovani nei confronti del poeta. Il busto di Virgilio si trova all’interno dello stemma comunale e la sua testa laureata esce da una fontana in un affresco di Palazzo te ma sono ancora molte le statue di Virgilio che si trovano a Mantova. Ne elenchiamo 5 ma ce ne sono altre e lasciamo a voi il compito di scoprirle…

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5 modi per arrivare sulla riva del Rio

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Riva delle Bugandere

Il Rio sbuca tra le case di Mantova all’improvviso: si rivela e poi si nasconde all’improvviso rinchiuso tra due cortine ininterrotte di case, giardini e palazzi oppure inabissandosi sotto piazza Cavalotti e corso della Libertà. Lo si ritrova dal Lungorio del campanile di San Domenico e dalle Pescherie per poi attraversarlo sul ponte dei Massari e arrivare all’idrovora di Porto Catena. Ma è possibile arrivare sulla riva di questo fiumiciattolo interno che ha una profondità tra i 50 e gli 80 cm.? In alcuni punti sì: eccovene 5 ma magari qualcuno è sfuggito. Ne conoscete altri?

Lago Superiore

Il Rio inizia dal Lago Superiore e nel progetto del bergamasco Alberto Pitentino (siamo nel 1190 in piena epoca comunale) lo collega al Lago Inferiore in funzione regolatrice delle acque e dei livelli dei laghi. L’imboccatura la si vede ancora passeggiando lungo la ciclabile di Belfiore all’altezza del convento di San Francesco che si intravede oltre la ferrovia. Una chiusa ne regola il flusso e occorre fare attenzione per riconoscerlo coperto come di solito è da piante palustri. Ma è proprio qui che nasce il Rio.

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Mantova e Siena: due città, una storia parallela

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Olio su Tela di Giancarlo Businelli

Mantova – Piazza Sordello vista dal campanile del Duomo – Olio su tela di Giancarlo Businelli

Mantova e Siena: cosa accomuna queste due città? A giusto motivo Mantova e Siena possono essere definite due città tipicamente italiane perché si inseriscono nello stereotipo che gli stranieri hanno dell’Italia ma lo incarnano in modo vero e non costruito. A prima vista tuttavia le differenze sono più numerose dei punti di contatto: Siena è città collinare e integralmente medievale (Taine la definì una “Pompei medievale”), arrivata fino ai nostri giorni senza perdere il suo titolo di capitale del gotico italiano. Per contro Mantova alza gli ottanta metri del cupolone di S.Andrea sulla pianura a marcare il baricentro della civiltà rinascimentale delle signorie. Continua a leggere