Oggi 5 maggio, nel 1821 moriva Napoleone: quest’anno sono 250 anni dalla nascita il 15 agosto 1769

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Dopo le grandi celebrazioni dei 200 anni dalla battaglia di Waterloo (18 giugno 1815) e prima dei 200 anni dalla morte (il 5 maggio del 2021) quest’anno si ricordano i 250 anni dalla nascita di Napoleone Bonaparte e vorrei segnalare alcune letture interessanti.
Si tratta di libri o film che affrontano la vita di Napoleone o eventi legati alla sua storia, sia nei momenti di grande fortuna sia nelle cadute vertiginose: da Marengo a Austerlitz per arrivare alla ritirata di Russia e a Waterloo, dalla partenza da Fontainbleau al primo esilio sull’Isola d’Elba, dai cento giorni fino ad arrivare all’esilio definitivo a S.Elena. Qui infatti stanno molti dei punti forti e dei punti deboli di un personaggio che oggi può insegnare ancora molto.
Per noi italiani non è possibile prescindere dal Manzoni e dall’incipit della sua 5 maggio
1821: Ei fu…(qui trovate il testo integrale del poema)

*Un’anticipazione: sto lavorando ad un nuovo racconto su Napoleone che mette insieme alcune delle sue grandi battaglie per raccontarne l’evoluzione. Da giovane generale fortunato a condottiero senza difetti, per chiudere con l’imperatore sconfitto e sottolineare come occorra gestire le situazioni non solo in relazione agli eventi esterni ma anche e soprattutto a come cambiamo noi (sarà un’iniziativa in linea con quella dove nel 2018 avevo portato in scena una sorta di lezioni di marketing da Napoleone sfruttando la battaglia di Waterloo – trovate le informazioni qui e anche qui).

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Leonardo, Ludovico il Moro e il “discorso da ascensore”(the elevator pitch)

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Oggi 2 maggio 1519 moriva in Francia Leonardo da Vinci (1452-1519) che a volte io definisco un “fallito di genio”. E’ un paradosso naturalmente ma basta pensare alla sua continua voglia di sperimentare nuove tecniche. Ricordate il Cenacolo? E’ proprio la sua natura sperimentale che fa sì che l’affresco necessitasse quasi da subito degli interventi e oggi, nonostante il restauro, sia una pittura quasi evanescente. Stesso dicasi per il Salone del Gran Consiglio in Palazzo Vecchio a Firenze. La battaglia di Anghiari, forse ancora presente sotto gli affreschi di Vasari, vede Leonardo sperimentare l’antica tecnica dell’encausto con un esito catastrofico secondo le fonti: i colori che colavano sulla parete. Anche sui progetti di Leonardo potremmo dire molto: l’artista ebbe una creatività incredibile ma molte delle sue idee non funzionavano o rimasero sulla carta. E’ un po’ quello che succede oggi quando nelle aziende si fanno degli errori e li si chiama ricerca e sviluppo.
Certo che dobbiamo dire che l’artista fu uno splendido promotore di sé stesso. La storia che mi interessa raccontarvi qui è quella di come si propose a Ludovico il Moro, signore di Milano. La sua lettera dovrebbe essere insegnata nelle scuole di marketing come un vero e proprio modello di “elevator pitch”, quel tipo di discorso con cui un imprenditore presenta il suo progetto ad un cliente o ad un possibile investitore. Elevator significa ascensore e viene dall’idea di come fare marketing della propria idea nei pochi minuti di un viaggio tra un piano e un altro al fianco di un possibile finanziatore.
Leonardo scrive a Ludovico il Moro una sorta di lettera di presentazione di quello che sa fare e inizia così:
“… mi exforzerò, non derogando a nessuno altro, farmi intender da V. Excellentia, aprendo a quella li secreti mei, et appresso offerendoli ad omni suo piacimento in tempi opportuni, operare cum effecto circa tutte quelle cose che sub brevità in parte saranno qui di sotto notate”. Ebbene il grande pittore si presenta come un tecnico in grado di creare ponti per superare fossati, togliere l’acqua alle opere di difesa, far crollare le mura o costruire bombarde. Insomma descrive al Moro le sue abilità più utili ai suoi scopi in tempo di guerra e solo alla fine, quando parla dei tempi di pace, gli descrive le sue capacità di architetto, scultore e pittore.
Leonardo realizza il suo capolavoro con la chiusa della lettera: “Et se alchuna de le sopra dicte cose a alchuno paressino impossibile et infactibile, me offero paratissimo ad farne experimento in el parco vostro, o in quel loco piacerà a VostrA Excellentia, ad la quale humilmente quanto più posso me recomando”. Potremmo sintetizzarlo in un famoso slogan pubblicitario: provare per credere.

Per approfondire:
Mostra sui rapporti tra Isabella d’Este e Leonardo a Mantova. ARCHIVIO DI STATO di MANTOVA ingresso da via Dottrina Cristiana n 4, Sacrestia della SS. Trinità
Mostra documentaria a cura di A. Casotto, C. Tamagnini, L.O. Tamassia.
6 aprile – 1 giugno 2019
Il museo del Cenacolo
Palazzo Vecchio
L’Ambrosiana: dove si trova la lettera

il 1° maggio con Giovannino Guareschi, la nascita a Roccabianca nel 1908

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Oggi un post più breve del solito per ricordare che proprio il 1° maggio del 1908 Giovannino Guareschi nasceva a Roccabianca in provincia di Parma, nella bassa che sarebbe stata sempre al centro del suo Mondo Piccolo.
Lo scrittore è uno dei miei preferiti e uno dei più tradotti al mondo. Per chi volesse approfondire su questo blog:
Giovannino se ne andava 50 anni fa, ma il Mondo piccolo è più attuale che mai
– Natale, fantasmi e racconti
5 libri da leggere prima di venire a Mantova
– FuoriFumana: una passeggiata sulle tracce del Mondo Piccolo; domenica 5 novembre ore 20.30

Da leggere invece:
– Giovannino Guareschi, biografia di uno scrittore di Guido Conti (editore Rizzoli)

Storie di sera a Villa Di Bagno a Porto Mantovano: si inizia mercoledì 8 maggio alle 21.00 con Giulio Romano

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Dopo l’esperienza dell’anno scorso si torna a Porto Mantovano con una conversazione spettacolo su Giulio Romano e con tre presentazioni di libri, tutti sul Rinascimento.
Vi aspetto pertanto mercoledì 8 maggio alle 21.00 a Porto Mantovano per la nuova edizione di Storie di Sera.

Il primo incontro è una conversazione spettacolo su Giulio Romano (mercoledì 8 maggio), nel secondo si parla di Leonardo con Antonio Forcellino (mercoledì 15 maggio), nel terzo Alessandra Necci racconta Isabella d’Este e Lucrezia Borgia (mercoledì 22 maggio) e nell’ultimo Caterina de’ Medici è raccontata da Marcello Simonetta (mercoledì 29 maggio).
Tutti gli incontri si terranno a Villa Di Bagno a Porto Mantova (ingresso da via Bachelet).
Per informazioni: Cooperativa Librai Mantovani – cell. 393.1936747 – 333.4860569
e-mail: cooperativalibraimantovani@gmail.com  www.cooperativalibraimantovani.com
Per approfondire leggete oltre… Continua a leggere

Il nuovo libro di Davide Bregola: ne parliamo venerdì 3 maggio alle 18.00 a Mantova

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E’ una delle cose che mi piace di più: parlare di un libro con altri lettori ma soprattutto con lo scrittore. Lo faremo con l’ultimo libro di Davide Bregola dal titolo Fossili e Storioni venerdì 3 maggio alla libreria IBS-Libraccio a Mantova in via Verdi, 50.
E quando poi sia lo scrittore che il lettore sono tuoi amici (oltre al sottoscritto l’altro lettore è Max Boschini) cosa volere di più.
Per saperne di più sul libro e su Davide Bregola potete andare qui:
Un video su youtube che racconta la genesi del libro
Davide Bregola vince il premio Chiara con La vita segreta dei Mammut in Pianura Padana
La puntata di Mantova Segreta dove si incontra Davide Bregola sul sagrato di Santa Maria della Carità

Ma la cosa migliore è venire venerdì prossimo 3 maggio all’IBS. Vi aspettiamo!

Un safari tra gli animali gonzagheschi di Palazzo Te: torna Mantovagando su MCG

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Cosa ne dite di un safari incruento a Palazzo Te a caccia di animali gonzagheschi? E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

1. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
2. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
3. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
4. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
5. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
7. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
8. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
9. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
10. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
11. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Mentre qui di seguito trovate immagini e testi.
Gli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare:
cani, tortore, ramarri, leoni e aquile. E li troviamo proprio nella Camera delle Imprese dove la fanno da padroni ma poi alcuni di loro si ribellano e si disperdono per tutto il Palazzo. Continua a leggere

Giacomo Cecchin vi accompagna alla scoperta della Mantova di Dickens, una nuova puntata di Mantova Segreta

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Com’era la Mantova del 1844? Ce lo racconta Giacomo Cecchin nella puntata di Mantova Segreta dedicata a Charles Dickens. Lo scrittore inglese passò per Mantova venendo da Verona mentre si dirigeva a Milano. La curiosità è che allora come oggi il comportamento dei turisti non cambia: soggiornano con calma a Verona trovandola incantevole e passano di sfuggita per Mantova trovandola suggestiva ma sicuramente con meno appeal della città scaligera. Charles Dickens scriverà di essere arrivato ai “rusty gates of the stagnant Mantua” (alle porte arrugginite della stagnante Mantova).
Qui potete vedere la puntata dedicata a Dickens mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda. Continua a leggere

I giardini di Palazzo Ducale nel nuovo numero de La Reggia: prosegue il percorso alla scoperta della reggia gonzaghesca

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E’ uscita sull’ultimo numero de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, un altro mio articolo inserito nel ciclo dedicato al racconto della reggia gonzaghesca. E’ dedicato ai giardini di Palazzo Ducale (nella foto di Giovanna Caleffi qui a fianco vedete il Giardino pensile dal campanile del Duomo).
Qui trovate gli articoli usciti fino ad ora:
I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale (n. 2/2018)
Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: un nuovo articolo per La Reggia (n. 3/2018)
Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: la seconda puntata su La Reggia (n. 4/2018)

Di seguito il testo integrale dell’articolo pubblicato sul n. 1/2019 della Reggia (ringrazio il presidente Gianpiero Baldassari e il direttore Fausto Amadei per l’ospitalità).

Dopo aver descritto i cortili di Palazzo Ducale  proviamo a raccontarne i giardini, quelli rimasti e quelli che purtroppo sono stati pesantemente modificati o addirittura scomparsi. Uno dei modi più facili di scoprirli è guardare una fotografia aerea della reggia gonzaghesca, dove occhieggiano con i loro alberi, le siepi e le fontane. Per scoprire però anche i giardini che non ci sono più il modo migliore è osservare il complesso del Palazzo Ducale nella mappa di Gabriele Bertazzolo che ancora mostra il Giardino del baluardo e il giardino pensile della palazzina della Paleologa. E partiamo proprio da questi giardini che non ci sono più e da quelli che hanno subito trasformazioni. Continua a leggere

Rigoletto a Mantova: un’occasione da non perdere per riscoprire il buffone verdiano

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Dal 2013 non è mai uscita dalla top ten delle opere liriche più rappresentate al mondo*; il suo nome è sinonimo di Mantova e dei Gonzaga**; la donna è mobile è una delle arie più conosciute e utilizzate, anche e soprattutto inserita nella colonna sonora dei film***.
Stiamo parlando di Rigoletto, l’opera di Giuseppe Verdi che insieme alla Traviata e al Trovatore fa parte della cosiddetta Trilogia popolare. Ebbene nonostante questa incredibile popolarità, nonostante a Mantova siano presenti tutti i luoghi dell’opera verdiana, nella nostra città non esiste un museo dedicato a Rigoletto.
La lacuna è stata colmata da Nicola Zanella e Giovanna Rosa con una collezione davvero unica al mondo ora esposta nelle sale al pianterreno di Palazzo Castiglioni, in pieno centro.
L’interesse dell’esposizione nasce dal fatto che non si limita a presentare un solo punto di vista sull’opera di Giuseppe Verdi ma, come nella tradizione del collezionismo, offre una panoramica di tutto quello che fa riferimento al buffone di Verdi: dai costumi agli spartiti, dai manifesti alle recensioni, dagli autografi dei più importanti cantanti di tutte le epoche a oggetti d’uso quotidiano come, forse il pezzo più particolare dell’esposizione, una scatoletta di carne in scatola recuperata sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale e che riporta l’immagine del compositore di Busseto e di Rigoletto.
Sarebbe bello che una collezione di questo tipo trovasse una collocazione permanente a Mantova, magari in una location legata all’opera di Verdi e desse il via ad una valorizzazione di Rigoletto come strumento di promozione turistica della città. Ma forse sono proprio le cose facili a diventare difficili per noi italiani. Eppure questa storia del buffone, del duca e di Gilda colpisce al cuore chiunque la legga e Verdi compie un vero e proprio capolavoro non solo inserendo alcune tra le arie più cantabili e orecchiabili della storia dell’opera lirica ma anche inserendo un vero e proprio meccanismo a orologeria che conduce al climax finale senza un attimo di respiro. I dodici rintocchi della mezzanotte e la voce del duca che da lontano intona la Donna è mobile e rivela che il corpo nel sacco non è il suo sono momenti che non si dimenticano. Nel museo di Rigoletto di Nicola Zanella e di Giovanna Rosa segnaliamo alcuni oggetti assolutamente da non perdere, almeno a nostro parere: il costume di scena di Gilda che si traveste da uomo del 1860, la recensione di Rigoletto all’indomani della prima assoluta alla Fenice avvenuta l’11 marzo del 1851, un programma di sala inglese dell’8 giugno 1940 (l’Italia sarebbe entrata in guerra 2 giorni dopo)****, un bozzetto per il personaggio di Monterone dipinto da Franco Zeffirelli e la scatoletta di carne (già citata) che ricorda come l’opera e Verdi fossero da sempre considerati simboli della cultura italiana contro il nemico.
Il Museo Rigoletto a Palazzo Castiglioni visitabile con ingresso a 3 euro (gratis fino a 18 anni) rimarrà aperto fino al 12 maggio con i seguenti orari: da martedì a venerdì
dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Chiuso lunedì.
* La statistica viene dal sito Opera Base ed è interessante notare che l’opera più rappresentata al mondo è comunque italiana e sempre di Giuseppe Verdi ed è La Traviata.
** E’ in interessante notare che nel libretto di Rigoletto si citano Mantova e il duca ma non si fa mai il nome della famiglia Gonzaga. Unamotivazione possibile per questa assenza la trovate qui.
*** La donna è mobile è una delle arie più citate nelle colonne sonore dei film, soprattutto quelli americani quando devono citare l’Italia o la sua cultura. Ad esempio nel film “Sapori e dissapori” (qui ne trovate una descrizione). Senza dimenticare la famosa scena di Pretty Woman quando Julia Roberts assiste alla rappresentazione della Traviata e si commuove profondamente perchè si immedesima nella protagonista. “la reazione della gente che vede l’opera per la prima volta è molto drammatica: o la amano o la detestano” dice Richard Gere a Julia Roberts. (qui potete vedere la scena).
**** Una curiosità del programma di sala inglese è che vengono segnalate le misure di sicurezza in caso di allarme aereo. L’organizzazione del teatro dice che “lo spettacolo sarà interrotto per 5 minuti per poi ricominciare”. Della serie: Siamo inglesi e non permettiamo alla guerra di interferire con le nostre abitudini.

Per approfondire su questo blog sul tema di Rigoletto potete leggere anche:
– Rigoletto secondo Corraini: un bel libro davvero!
5 storie d’amore a San Valentino tra Gonzaga, Shakespeare e Rigoletto
– Federico II o Vincenzo I: qual è il duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi?
– Sparafucile o Saltabadil: note e appunti in merito a Rigoletto, Mantova e Parigi
– Rigoletto, Verdi e Dan Brown

Giacomo Cecchin (domenica 7 aprile 2019 – visitata sabato 6 aprile 2019)

Il Teatro Sociale dietro le quinte – sabato 30 marzo ore 14.30 e 16.30 – una visita da non perdere

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Siete mai saliti sul palcoscenico di un Teatro d’Opera?
E avete mai provato la buca del suggeritore?
O siete mai entrati nei retropalchi?
Se la risposta a queste domane è: No, non l’ho mai fatto! allora vi aspettiamo per una visita che vi lascerà a bocca aperta alla scoperta del

IL TEATRO SOCIALE DIETRO LE QUINTE con Giacomo Cecchin
Sabato 30 marzo alle 14.30 – Durata del percorso 2 ore circa
Sabato 30 marzo alle 16.30 – 
Durata del percorso 2 ore circa

Potete iscrivervi cliccando su questo link.

La visita ha l’obiettivo di farvi vivere l’esperienza del dietro le quinte del Teatro Sociale. Passeremo dall’ingresso degli artisti e vivremo l’esperienza del palcoscenico e del sipario. Passeremo poi dagli spazi del sottopalco per arrivare al golfo mistico e alla platea. Da lì andremo nel foyer e saliremo poi ai palchi e al loggione per calarci nei panni dei loggionisti. Scenderemo poi nel ridotto e alla fine l’uscita. 
A questo link potete avere un’anticipazione di quello che vedrete dal vivo e che è stato al centro di una puntata di Mantova Segreta.

Potete iscrivervi cliccando su questo link.

La visita sarà realizzata al raggiungimento di un minimo di 15 partecipanti.
Quota di partecipazione 15 euro a persona  comprensivo di ingresso al teatro.