A spasso per orti e giardini (privati e non) con Giacomo Cecchin: sabato 23 marzo ore 10.30 ai Giardini Valentini

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Per gli appassionati di Mantova e dei suoi Orti e Giardini proponiamo un percorso alla scoperta di questi spazi verdi che punteggiano la città. Partendo dai Giardini Valentini faremo un percorso alla riscoperta di una Mantova verde e delle storie che ci può raccontare. Vi aspettiamo pertanto a
ALLA SCOPERTA DEI GIARDINI MANTOVANI
Sabato 23 marzo 2019 – partenza ore 10.30 (durata circa 2 ore con ritorno ai Giardini Valentini)
Per prenotazioni
T + 39 393 1936747
cooperativalibraimantovani@gmail.com

Al pomeriggio alle 15.00, sempre ai Giardini Valentini, ci sarà anche la presentazione a mia cura del libro, appena uscito, sui Giardini dei Gonzaga.

Di seguito il programma completo.

Qui trovate l’articolo sulla manifestazione uscito sulla GAZZETTA DI MANTOVA di Martedì 12 Marzo 2019 pag. 28/pag. 29

 

Botanica: il 23 e 24 la rassegna ai Valentini
Il 22 inaugurazione allo Spazio Arrivabene
Orti e giardini nella città dei Gonzaga
Arriva il festival
Orti mantovani. Fiori semi e ortaggi nella città dei Gonzaga è il titolo del festival green in programma a Mantova dal 22 al 24 marzo con eventi in vari spazi del centro. Mostre, conferenze, film, tour in bici, laboratori per i bambini, show cooking, scambio di semi ed un nutrito gruppo di relatori ed espositori in campo. «La rassegna – spiegano gli organizzatori – nasce dall’idea di proporre ai cittadini un’iniziativa legata al mondo della botanica, che metta in dialogo la storia millenaria della città con il verde che la circonda e che si cela in giardini e palazzi. Recenti studi sui giardini dei Gonzaga hanno dimostrato che gli orti, oltre alla loro vocazione nutrizionale, avevano già nel Rinascimento un alto valore decorativo. Oggi la pratica dell’orto è stata grandemente rivalutata, assumendo un’importanza eccezionale nelle sue varie declinazioni: sociale, terapeutica, didattica, urbana, eco sostenibile». Mantova, dunque, con festival e rassegne dedicate alla letteratura, alla musica e al teatro, si prepara a questa nuova full immersion nella natura.La rassegna sarà inaugurata venerdì 22 marzo, alle 18.30 allo Spazio Arrivabene 2 con l’apertura della mostra dedicata agli acquerelli di Franco Testa, maestro del disegno naturalistico da poco scomparso (le sue opere hanno reso il calendario de L’Erbolario un oggetto di culto). Poi si prosegue sabato 23 e domenica 24 marzo ai Giardini Valentini. «Verranno coinvolti tecnici del settore ed eccellenze nell’offerta commerciale – aggiungono gli organizzatori – e sarà anche l’occasione per incontrare esperti di semine e di giardinaggio, conoscere le novità letterarie del settore e partecipare a laboratori». Non solo. Ci saranno incontri dedicati alla ginnastica per chi lavora nell’orto e sull’arte dell’ikebana. Carlo Pagani, Claudio Baldazzi, Monica Botta, Maria Cristina Pasquali e Alessandro Sanna, a cui si deve il logo della manifestazione, saranno alcuni degli ospiti di questa edizione numero zero. In programma nel weekend anche passeggiate cittadine e gite in bicicletta per visitare i giardini privati mantovani aperti per l’occasione e la straordinaria collezione botanica di Carlo D’Arco, e per scoprire gli orti sociali nella periferia sud della città fino all’orto collettivo Ortobaleno. Il Cinema del Carbone proporrà inoltre la rassegna cinematografica “Lo schermo fiorito” per avvicinare il pubblico al mondo del verde e alle sue molteplici declinazioni (www.ilcinemadelcarbone.it) mentre allo Spazio Studio Sant’Orsola andrà in scena “Muro, io ti mangio…in musica!”, «un originale percorso narrativo e musicale accompagnato da immagini alla scoperta delle relazioni tra piante e ambiente, tra vegetali e animali, uomo compreso».Il festival è sostenuto e patrocinato dal Comune, promosso e organizzato dalla Cooperativa Librai Mantovani, con il mediapartner Gardenia, gli sponsor Tea, Made e Lavaverde, gli sponsor tecnici Dpm Studio, Librerie.Coop, Hortus, Confagricoltura, Lambo, e in collaborazione con Casa del Sole Onlus, SpazioArrivabene2, Il Cinema del Carbone, Parcobaleno, La Macchina Fissa. Allestimento a cura di Clark Lawrence. Il programma è disponibile sul sito http://www.cooperativalibraimantovani.com. —

Marmirolo o Mantova: quale il capoluogo di provincia? – Venerdì 8 marzo ore 21.00 a Marmirolo

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E se fossimo in provincia di Marmirolo invece che in provincia di Mantova? Sapete che avrebbe potuto capitare? Un modo diverso per ragionare e divertirsi con la geografia che, invece di essere una questione fisica, è una questione mentale. Giacomo Cecchin racconta di Gonzaga e di boschi, di ville e di marenghi, di reliquie e di santi perché le belle storie sono contagiose e fanno vivere meglio.

Vi aspettiamo venerdì 8 marzo alle 21.00 presso il Municipio a Marmirolo per la serata di consegna delle benemerenze.
Ingresso libero.
Ci sarà da divertirsi!

Con Dickens e Giacomo Cecchin alla scoperta della Mantova del 1844

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E se potessimo fare un viaggio indietro nel tempo nella Mantova del 1844? E se ad accompagnarci ci fosse Charles Dickens? Ecco il tema della puntata di Mantova Segreta (che potete guardare qui) che vi porta a ripercorrere le tracce dello scrittore inglese che passa per Mantova provenendo da Verona sulle tracce dell’esilio di Romeo (potete leggere un approfondimento su Dickens cliccando qui).
Ecco l’incipit della puntata:
“Bentornati a Mantova Segreta che vi invita a guardare Mantova sotto un altro punto di vista per rendersi conto della sua bellezza. Oggi abbiamo deciso di farvi vedere la città con gli occhi di uno dei viaggiatori che è passato per Mantova. Stiamo parlando di Charles Dickens che nel 1844 fa un viaggio in Italia per raccogliere materiale per scrivere un libro sul nostro Paese che intitolerà Pictures from Italy. Prima di arrivare nella nostra città fa una sosta a Verona che trova una città incantevole. Ecco cosa scrive nel suo libro su Verona: Deliziosa Verona! Con i suoi bei palazzi antichi e l’incantevole campagna vista in distanza da sentieri praticabili e da solide gallerie con balaustra. Continua a leggere

Carlo V e l’importanza delle lingue: parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne…

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“Parla le lingue e conquisterai il mondo”, questo di solito ti dicono i genitori per stimolarti a studiare. E questo avranno detto al futuro imperatore Carlo V papà e mamma che nel suo caso erano Filippo il Belllo d’Asburgo e Giovanna la Pazza di Castiglia e d’Aragona. Il ragazzo prese sicuramente a cuore il suggerimento diventando l’imperatore sui cui domini non tramontava mai il sole.
Ecco cosa disse Carlo (o almeno è un detto che gli viene attribuito):
“I speak Spanish to God, Italian to women, French to men and German to my horse”.
“Parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne, francese con gli uomini e tedesco con il mio cavallo”.

Giacomo Cecchin

Giacomo Cecchin racconta i santi, mantovani e non, a Mantova Segreta

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Lascia stare i santi…dice un vecchio proverbio e invece secondo me i santi bisogna andarli a cercare. Questo ho fatto nella puntata di Mantova Segreta andata in onda il 12 dicembre (la potete rivedere qui mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.) nella vigilia della festa dedicata a Santa Lucia. E a Mantova di santi ce ne sono molti, alcuni di Mantova centro e alcuni invece venuti da fuori. Senza dimenticare che, per gli amanti del genere, in Duomo ci sono ben 8 corpi incorrotti di Santi e Beati (ne potete leggere cliccando qui).
Eccovi l’incipit della puntata:
“Bentornati a Mantova Segreta, una trasmissione che vi invita a scoprire non solo Mantova ma anche i mantovani. Oggi vogliamo raccontarvi alcuni dei santi festeggiati a Mantova con particolare devozione. Parleremo del patrono s.Anselmo e di Antonio, quello del porcellino. Racconteremo di Santa Caterina della Ruota e di San Martino. Poi andremo alla ricerca della Beata Osanna Andreasi e di San Luigi Gonzaga. Per concludere con una santa che forse non molti mantovani conoscono e con Santa Lucia, visto che domani è il 13 dicembre. Continua a leggere

La Piscina Albertiana: Presentazione di un progetto di Piscina Rinascimentale nel cuore di Mantova

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Cosa fate sabato 23 febbraio alle 11.00? Io sarò alla Sala delle Colonne di Piazza Leon Battista Alberti per un confronto sul progetto di “piscina albertiana” da realizzare proprio al centro di Mantova. Parlerò di come “l’archistar Alberti” avesse a cuore il tema dell’idraulica ma soprattutto dell’acqua e come questo elemento sia intrinsecamente legato a Mantova sia dal punto di vista poetico, sia dal punto di vista mitopoietico, sia dal punto di vista fisico che metafisico. Un inquadramento cultural-popolar-provincial-local y final che potrebbe mettere in difficoltà i benpensanti (ma anche i malpensanti…): per questo invito coloro che soffrono di patologica mancanza di ironia a recarsi altrove. Ringrazio naturalmente gli organizzatori per l’invito di cui sono estremamente orgoglioso.

Ecco il testo ufficiale dell’invito:
LA PISCINA ALBERTIANA: PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO DI PISCINA RINASCIMENTALE NEL CUORE DELLA CITTÀ
SABATO 23 FEBBRAIO 2019 – SALA DELLE COLONNE – Mantova, piazza Leon Battista Alberti

Le SS. LL. sono invitate a partecipare a un’iniziativa voluta dal comitato A MARE MANTOVA, realizzata in collaborazione con il circolo culturale IL NOTTURNO, inserita in un coraggioso percorso di rigenerazione urbana, condiviso fin dalle sue origini dalle migliori intelligenze culturali del territorio, in cui da anni si è incamminata l’amministrazione virgiliana, convintamente sostenuta dalla Regione Lombardia e confortata dal generoso appoggio delle forze produttive del territorio.
L’agenda della presentazione del progetto, esposta in sintesi nell’invito allegato, prevede, dopo i saluti e i ringraziamenti alle ore 11 ai tecnici, intellettuali e sportivi che hanno collaborato alla sua stesura, l’esposizione delle ragioni che hanno mosso il comitato a promuovere questa iniziativa, seguita alle ore 11.20 dall’esposizione del ruolo e la funzione storica della piscina, nel passato antico e recente.
Alle ore 11.30 i tecnici progettisti incaricati dal comitato, illustreranno nei dettagli come si è pensato di rigenerare la storica piazza Alberti in un centro natatorio, sia sportivo propriamente detto, sia ludico aggregativo.
Alle ore 11.50 sarà la volta dei dettagli della sostenibilità ambientale ed economica dell’opera, in una puntale analisi dei suoi costi e benefici.
Infine alle ore 12.00, prima del dibattito conclusivo, un’atleta locale, nuotatrice di vaglio, racconterà ai convenuti come spirito e corpo traggano benefici dalla possibilità di essere immersi nell’acqua, di cui Mantova è città principe, in un contesto urbano.
Certi della vostra partecipazione al convegno, vi salutiamo cordialmente.
Il comitato A MARE MANTOVA http://www.amaremantova.online

Giacomo Cecchin

Ecco l’articolo uscito su Gazzetta di Mantova il giorno dopo.
Domenica 24 febbraio 2019 – pagina

Sulle tracce di una Matilde di Canossa inedita, Giacomo Cecchin chiude la puntata di Mantova Segreta con la birra della Gran Contessa

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Mantova è una delle tante città che facevano parte dei dominii di Matilde di Canossa e come le altre non amava la Gran Contessa. Nella puntata di Mantova Segreta del 21 novembre (la potete vedere qui mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.) Giacomo Cecchin vi porta sulle tracce di Matilde a Mantova con alcune sorprese come un ‘immagine della Gran Contessa bambina in Sant’Andrea, la salita al matroneo della Rotonda e una chiusura in gloria con la birra di Matilde e il brindisi al Teatro delle Birre.
Nel frattempo eccovi l’incipit della puntata.
“Bentornati a Mantova Segreta, la trasmissione che vi spiega come scoprire una Mantova diversa basta sapere dove guardare  e cosa cercare. Oggi vorremmo seguire le orme di Matilde di Canossa la Gran Contessa. Siamo nell’XI secolo quando i Canossa sono arrivati al massimo del loro potere e quando hanno deciso di trasformare Mantova nella loro città d’elezione abbandonando il castello di Canossa sugli appennini reggiani. Nei dintorni di Mantova fondano nel 1007 il Monastero di San Benedetto in Polirone e qui tengono la loro corte. E proprio qui nasce Matilde nel 1046. E oggi partiamo da piazza Matilde di Canossa con una curiosità che il precedente nome del luogo era Piazza del Canossa ma non per la gran Contessa ma per questo splendido palazzo della famiglia Canossa dove possiamo vedere i due cani che sorvegliano l’ingresso come un vero e proprio stemma parlante. Li si vede anche sul bugnato del palazzo costruito nel XVII secolo. Una famiglia quella che costruì il palazzo che non era discendente di Matilde visto che lei morì senza figli. Il cambio di nome fu voluto per ricordare la Gran Contessa. Ma partiamo dall’inizio, dalla nascita di Matilde e andiamo in Sant’Andrea.”
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Le torri del profilo di Mantova sull’ultimo numero di MCG, torna Mantovagando

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Torna MCG e torna la mia rubrica Mantovagando che stavolta vi racconta le torri che si possono vedere nel profilo di Mantova. Qui potete sfogliare l’intera rivista mentre di seguito trovate il testo completo e le immagini della pagina.
“Mantova era una Manhattan padana, circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto, in attesa della riapertura della torre della Gabbia, manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto la vista del centro storico più bello del mondo. Continua a leggere

Bepi Modolo: una vita dedicata all’arte

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Quando oggi si parla di pittura spesso si cade in due pregiudizi: il primo che non ci siano più gli artisti capaci di dipingere come una volta e il secondo che l’arte per essere autentica deve essere libera dai vincoli imposti dai committenti.
Ebbene non è così, ci sono stati pittori che hanno incarnato gli ideali della pittura italiana, riuscendo ad esprimere uno stile e una creatività che sono stati stimolati, invece che diminuiti, dal lavoro al servizio della decorazione delle chiese.
E’ il caso del pittore Bepi Modolo, nato a Mareno di Piave (TV) nel 1913 e morto a Creazzo di Vicenza nel 1987. Il “pitor” come lo chiamavano è stato un artista completo che è passato dalle tele agli affreschi e alle vetrate recuperando pertanto quel repertorio di espressioni artistiche che nella storia sono state appannaggio di maestri come ad esempio il senese Duccio di Buoninsegna.
L’ho scoperto grazie ad un catalogo che mi è arrivato come graditissimo dono da uno dei figli che ho conosciuto per caso ma che mi ha conquistato con il racconto della vita e dell’arte del padre*.
Il titolo è “La pittura di Bepi Modolo, una vita dedicata all’arte” edito nel 2013 in occasione del centenario dalla nascita e della mostra a lui dedicata.
E’ un volume splendido che racconta dell’arte e della vita di questo pittore che non conoscevo ma che è stato una bellissima scoperta.
E Bepi Modolo dimostra che ci sono ancora artisti in grado di padroneggiare le varie tecniche pittoriche: sono stato particolarmente colpito dalla sua attività di frescante e dalle vetrate e dalla sua capacità di innovare il racconto evangelico e biblico anche alla luce del Concilio Vaticano II, rimanendo fedele alla tradizione. E’ uno stile, quello del pittore veneto, sintetico ma potente e assolutamente personale.
E’ straordinario vedere come studia la composizione in bozzetti e disegni che anticipano il risultato finale e come riesce a dare vita, mistero e bellezza ai dipinti che decorano tuttora molte chiese d’Italia.
Basta guardare come delinea le figure dei quattro evangelisti nel formato tradizionale delle vele che si trovano tra gli archi che reggono la cupola nella chiesa di San Ulderico a Creazzo di Vicenza. Li potete vedere nella copertina e sul retro del catalogo. Gli evangelisti sono delineati con volumi potenti e l’artista ha la capacità di rendere moderne e scultoree le figure di Giovanni, Matteo, Luca e Marco, accompagnate dai loro attributi tra cui spicca un’aquila particolarmente ispirata.
Bepi Modolo non si è limitato alla pittura sacra ma anche ai dipinti da cavalletto con ritratti, scene familiari e paesaggi che ci fanno entrare nel mondo del pittore.
Che dire: viene voglia di mettersi in macchina e andarle a vedere dal vivo.
Sono d’accordo con la citazione di Paolo VI e del Concilio Vaticano II che viene riportata nel catalogo: il papa definisce gli artisti “custodi della bellezza”.
La pittura di Bepi Modolo è pura bellezza.
* l’incontro con il figlio di Bepi Modolo mi ha ricordato un altro incontro che mi ha particolarmente colpito con un artista e suo figlio. Fu all’inizio del 2000 quando, per ragioni lavorative, conobbi sia il dott. Francesco Dal Prato che suo padre, il pittore Alessandro Dal Prato. Fu un’occasione straordinaria e davvero emozionante. Anche Alessandro Dal Prato sperimentava generi diversi come l’affresco e le incisioni e soprattutto ebbe una grande capacità didattica e di insegnamento (fu sua l’idea di aprire a Guidizzolo (MN) l’Istituto d’arte, tutt’ora attivo).

Giacomo Cecchin

Gli Arazzi di Palazzo Ducale: 5 storie da riscoprire tra Mantova, Vienna, Londra, Roma e Urbino

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Gli Arazzi raffaelleschi del Palazzo Ducale di Mantova sono tra gli oggetti più preziosi contenuti nella reggia gonzaghesca. Eppure sono anche tra i meno osservati dai turisti (ne parlavo già qui in un altro post dedicato agli arazzi) posti come sono al termine del lungo percorso di visita. E’ vero che oggi apprezziamo di più tele ed affreschi rispetto alle statue o agli arazzi e questo sembra dimostrato dalle presenze alle mostre. Oggi vorrei invitarvi a riscoprire almeno 5 storie che raccontano delle vicende degli arazzi, di come sono arrivati a Mantova e di come se ne sono andati per poi ritornare (definitivamente) a Palazzo Ducale. Continua a leggere