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A volte ti parlano di un luogo e di una persona e ti sembrano entrambi molto interessanti ma non capita mai di incrociarli. Poi incontri Clark Lawrence durante la manifestazione Orti Mantovani e capisci che avete affinità elettive e progetti di andarlo a trovare alla sua La Macchina Fissa.
Passa ancora del tempo e in un venerdì di piena estate inforchi la bicicletta e vai in giro per argini tra Po e Mincio e alla fine ti trovi, quasi per caso, davanti al cancello di questo luogo difficile da comprendere se non ci vai di persona.
Ebbene La Macchina Fissa è la dimostrazione di cosa possa fare la passione per le storie e i libri, per l’arte, per le piante ma soprattutto per le persone e gli artisti (che secondo me in realtà sono la stessa cosa perché ognuno di noi è a suo modo un artista). Continua a leggere
I mantovani magnificano l’ingresso a Mantova dal ponte di San Giorgio e hanno davvero ragione: un profilo unico al mondo fatto di torri, cupole, campanili e tetti. Eppure l’emozione più grande, secondo me, è sbarcare a Mantova, arrivando a Porto Catena. Il rapporto tra la città e il fiume è andato via, via diluendosi e oggi si passeggia sul Lungolago guardando l’acqua come fanno gli irlandesi: è suggestiva ma non ci nuoterei (la per il freddo, qui per quello che c’è dentro.
Quanti mantovani sono entrati almeno una volta nell’Archivio di Stato di Mantova? Ebbene è uno dei luoghi più incredibili da visitare in città perché conserva la memoria storica di Mantova negli ambienti dell’antico Collegio dei Gesuiti. E’ qui che si possono scoprire storie tra le più interessanti, intrighi tra i più segreti e anche capire come, e non stiamo scherzando, un reclamo di un cliente nei confronti di un artigiano apra squarci inediti su Palazzo Te, il marchese Federico II e l’archistar Giulio Romano.
Oggi si apre il
Cosa ne dite di proseguire il gioco sulla storia di Mantova? Ma stavolta meglio non averla la macchina del tempo perché gli anni di cui vi raccontiamo oggi sono quelli da dimenticare. Eccovi la mia personale scelta sugli anni tragici per la storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (
E’ una chiesetta poco appariscente ma molto elegante la Madonna del Terremoto che si trova in piazza Canossa a Mantova. Pur nelle sue ridotte dimensioni è oggetto di una forte devozione per l’immagine della Vergine e del bambino, affiancata da due santi, e posta dietro l’altar maggiore. Senza dimenticare altri particolari interessanti come la cancellata in ferro battuto che chiude il presbiterio, le statue delle virtù ai quattro angoli, i due dipinti di Giuseppe Bazzani (si tratta di copie perché gli originali sono al Museo Diocesano per ragioni di sicurezza) e la piccola lapide sulla facciata che ne ricorda la costruzione. Un’ultima curiosità è il piccolo campanile a vela che troviamo in alto sul lato sinistro.
Tutti hanno delle passioni ma non tutti riescono a capire da dove provengano.
Era il 15 di agosto del 1769 e Napoleone Bonaparte nasceva ad Ajaccio.
Giulio Romano è moderno non solo in quanto imprenditore con la sua bottega mantovana ma anche perché come sempre più spesso accade oggi ristruttura e non demolisce per ricostruire. Basti pensare a molti dei suoi cantieri mantovani dove i Gonzaga lo fanno intervenire modificando le preesistenze.