Colgo ogni possibile occasione per raccontare Mantova e le sue storie e allora non mi sono lasciato scappare l’occasione di salire in bicicletta per la puntata mantovana di Linea Verde. Oggi alle 12.20 su Rai1 nel corso della puntata racconterò Mantova a Beppe Convertini. Qui potete vedere la mia partecipazione (a partire dal minuto 41).Ecco il lancio della puntata dal sito della Gazzetta di Mantova
Mantova protagonista a Linea Verde su Rai 1
Mantova protagonista su “Linea Verde” in onda oggi alle 12.20, su Rai1. Un percorso nella nostra città incentrato sull’acqua. Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini, accompagnati da Peppone, cercheranno di far conoscere ai telespettatori gli aspetti più belli e interessanti della nostra città e di svelarne segreti e sapori.Visiteranno allevamenti di Beluga, dal quale si ricava prezioso caviale, e coltivazioni più tradizionali, come la zucca, fino a perdersi in una distesa di fiori di loto, per poi addentrarsi tra i monumenti più apprezzati, in un viaggio che vuole essere ricco di scoperte e sorprese per chi conosce meno Mantova.
Qui potete vedere la puntata di Sei in un Paese Meraviglioso (Sky Arte) e qui trovate le puntate di Mantova Segreta su Telemantova.
I mantovani magnificano l’ingresso a Mantova dal ponte di San Giorgio e hanno davvero ragione: un profilo unico al mondo fatto di torri, cupole, campanili e tetti. Eppure l’emozione più grande, secondo me, è sbarcare a Mantova, arrivando a Porto Catena. Il rapporto tra la città e il fiume è andato via, via diluendosi e oggi si passeggia sul Lungolago guardando l’acqua come fanno gli irlandesi: è suggestiva ma non ci nuoterei (la per il freddo, qui per quello che c’è dentro.
Quanti mantovani sono entrati almeno una volta nell’Archivio di Stato di Mantova? Ebbene è uno dei luoghi più incredibili da visitare in città perché conserva la memoria storica di Mantova negli ambienti dell’antico Collegio dei Gesuiti. E’ qui che si possono scoprire storie tra le più interessanti, intrighi tra i più segreti e anche capire come, e non stiamo scherzando, un reclamo di un cliente nei confronti di un artigiano apra squarci inediti su Palazzo Te, il marchese Federico II e l’archistar Giulio Romano.
Cosa ne dite di proseguire il gioco sulla storia di Mantova? Ma stavolta meglio non averla la macchina del tempo perché gli anni di cui vi raccontiamo oggi sono quelli da dimenticare. Eccovi la mia personale scelta sugli anni tragici per la storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (
E’ una chiesetta poco appariscente ma molto elegante la Madonna del Terremoto che si trova in piazza Canossa a Mantova. Pur nelle sue ridotte dimensioni è oggetto di una forte devozione per l’immagine della Vergine e del bambino, affiancata da due santi, e posta dietro l’altar maggiore. Senza dimenticare altri particolari interessanti come la cancellata in ferro battuto che chiude il presbiterio, le statue delle virtù ai quattro angoli, i due dipinti di Giuseppe Bazzani (si tratta di copie perché gli originali sono al Museo Diocesano per ragioni di sicurezza) e la piccola lapide sulla facciata che ne ricorda la costruzione. Un’ultima curiosità è il piccolo campanile a vela che troviamo in alto sul lato sinistro. 
Oggi 8 agosto è la festa di San Domenico e allora perché non fare un percorso alla scoperta della Mantova domenicana? Purtroppo oggi in città sono rimasti solo i terziari domenicani* e non più i frati e le suore ma non bisogna pensare che siano scomparse tutte le tracce della presenza tra noi dell’Ordine dei frati predicatori (questo il nome ufficiale).
Giulio Romano è moderno non solo in quanto imprenditore con la sua bottega mantovana ma anche perché come sempre più spesso accade oggi ristruttura e non demolisce per ricostruire. Basti pensare a molti dei suoi cantieri mantovani dove i Gonzaga lo fanno intervenire modificando le preesistenze.
Sono un appassionato di storie legate alle case e soprattutto mi piace entrarci per provare a intuire la storia di chi le ha costruite e ci ha abitato. Cosa ne dite allora di un viaggio nel tempo senza dover preparare valigie? Vi invito ad andare a Casa Nodari a Castiglione delle Stiviere per tornare al 1925 quando un architetto eclettico, un artista visionario e un committente illuminato creano un luogo tra i più magici del mantovano. I volontari del gruppo FAI di Castiglione 
Quante sono le statue di Virgilio che troviamo a Mantova? Più di quante crediate probabilmente. Il poeta latino infatti sbuca dai giardini, si trova negli stemmi comunali della Mantova medievale (e anche in quello attuale), osserva sornione dalle piazze e si riposa in musei e teatri. Ebbene Giacomo Cecchin porta la sua Mantova Segreta a caccia delle statue dedicate a Virgilio con una assoluta sorpresa: un incontro a tu per tu con il Virgilio del Palazzo del Podestà, seduto in cattedra come un professore universitario ma che per tutti i mantovani è conosciuto come “La Vecia” (la vecchia).