La Camera degli Sposi – conosciuta anche come Camera Picta – è un ambiente del Palazzo Ducale di Mantova affrescato da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. È considerata una delle realizzazioni più alte e innovative del Quattrocento italiano, non solo per la perfezione del linguaggio prospettico, ma anche per la profondità narrativa delle scene che coinvolgono la famiglia Gonzaga e la loro corte in un racconto figurativo unico.
Sono passati più di trent’anni dalla sua scomparsa, ma chi per mestiere o per semplice passione mette le mani nella storia di Mantova prima o poi lo incontra, in una nota, in un articolo, in una citazione. Parliamo di Ercolano Marani: il suo nome spunta quasi in ogni bibliografia, ricompare sulla rivista Civiltà Mantovana, riaffiora negli stradari. E anche nel mio ricordo è legato a due pubblicazioni fondamentali: i saggi su Vie e piazze di Mantova usciti su Civiltà Mantovana e la sua Guida illustrata che ancora oggi mi accompagna nella mia attività di guida turistica.
Un professore in cammino
Marani nasce a Castellucchio nel 1914 e muore a Mantova nel 1994, a 80 anni. Una vita spesa a mettere ordine — con pazienza certosina — nella toponomastica della città ma non solo: toponimi, vicoli, contrade, palazzi e case minori, come i tasselli di un puzzle che se completato racconta un centro storico. Nel 2015 il Comune ha presentato un quaderno che raccoglie i suoi testi sulle vie e piazze (pubblicazioni 1966–1984, poi interrotte dalla malattia) e ha inventariato le sue carte, censendo 59 toponimi con note storiche e d’arte.
Forse non ci pensiamo, ma in quasi tutti i teatri del mondo si pronuncia il nome di Mantova. Accade quando, indicando il tendaggio che corre sopra il sipario, si parla della mantovana. Eppure il legame tra la città e il teatro non è solo nominale: basta passeggiare tra le piazze e i palazzi per capire che qui ogni angolo è scenografia, ogni spazio è palcoscenico.
Piazza Sordello: il potere in scena
Oggi è il cuore monumentale della città, ma nel Trecento Piazza Sordello non esisteva: c’era il sagrato del duomo e un quartiere medioevale che occupava questo spazio. La piazza la vediamo nella Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone, dipinto nel 1494 e quindi dopo che i Gonzaga avevano creato lo slargo chiamato all’epoca Piazza Grande di San Pietro. Da sempre Piazza Sordello è un doppio teatro: luogo del potere politico e sagrato della Cattedrale. Un tempo era chiusa da un’esedra cinquecentesca che collegava Duomo e Palazzo Ducale: immaginate l’effetto scenografico… oggi purtroppo perduto.
piazza Broletto e piazza Erbe: le cartoline della Mantova comunale
Le piazze più vissute sono però Broletto ed Erbe, collegate dal sottoportico dei Lattonai che attraversa il Palazzo del Podestà. Qui c’è Virgilio che osserva sornione il mercato dalla sua cattedra universitaria, la torre civica che un tempo era carcere e le tracce di tortura medievale negli anelli posti sotto l’Arengario. Attraversando il passaggio del sottoportico dei lattonai si fa un viaggio al tempo della Mantova medioevale, quella dove il Romeo di Shakespeare langue per la usa Giulietta. Sbucando in piazza Erbe la storia incontra il mercato, il palazzo della Ragione, l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo oltre alla casa del Mercante e al cupolone di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Sangue di Cristo e incombe sui portici che sono il teatro della vita quotidiana.
Santa Barbara è una chiesa mantovana spettacolare eppure poco conosciuta perché nascosta all’interno del Palazzo Ducale. E’ una basilica palatina voluta dal duca Guglielmo Gonzaga e costruita su progetto di Giovan Battista Bertani, un architetto eclettico e sorprendente allievo di Giulio Romano. La prossima volta che passate da Mantova non perdete l’occasione di andarla a visitare (qui trovate gli orari di apertura segnalati dal TCI che con i suoi volontari la tiene aperta nei fine settimana) ma se volete delle anticipazioni le trovate in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Marzo 2025
La Basilica di Santa Barbara, un gioiello nascosto in Palazzo Ducale
La basilica Palatina di Santa Barbara è la chiesa di corte dei Gonzaga. Molte erano le cappelle all’interno del Palazzo Ducale e c’era persino una chiesa intitolata alla Santa Croce che si trovava vicino agli appartamenti vedovili di Isabella d’Este. La basilica però è un caso a parte anche perché viene costruita in modo molto veloce ed è fatta a immagine e somiglianza del duca che l’ha fortemente voluta, Guglielmo Gonzaga. Inoltre dobbiamo dire che è perfettamente identificabile nel profilo di Mantova per quel suo campanile che, capitozzato dal terremoto del 2012, aveva colpito al cuore i mantovani. Pensate che conosco alcune persone che non sono più entrate in città dal ponte di San Giorgio per evitare di guardare il campanile danneggiato. Se non avete mai visitato Santa Barbara andateci e se ci siete già stati tornateci perché è una basilica tutta da scoprire.
Una vista di Palazzo Ducale presa da una delle finestre all’ultimo piano del Castello di San Giorgio. Qui si trovano le Carceri dei Martiri di Belfiore e si gode di uno scorcio inedito e suggestivo e del campanile di Santa Barbara. Lo spazio che si trova tra la basilica e piazza Castello è il cosiddetto Vòlto oscuro, il passaggio da cui i Lanzichenecchi entrarono a Palazzo Ducale per saccheggiarlo nel luglio del 1630. All’inizio del percorso si nota il passetto aereo che consentiva ai Gonzaga di entrare nella basilica senza uscire dal Palazzo Ducale.
Sullo sfondo si intravede la torre dello Zuccaro.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:
8 agosto San Domenico 15 agosto Festa dell’Assunta 16 Agosto San Rocco e Palio dell’Assunta 18 agosto Beata Paola Montaldi 21 agosto San Pio X
Qui trovate i calendari degli anni passati Calendario 2024CHIESE E SANTI MANTOVANI
La visita si terrà al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti.
PERCHE’ PARTECIPARE – LE NOVITA’ A PALAZZO DUCALE – il percorso sarà l’occasione per visitare alcuni ambienti restaurati e aperti di recente come La Galleria della Mostra, l’appartamento di Francesco II al piano terra del Castello e i Camerini neoclassici. E’ importante sottolineare come a volte non tutti gli ambienti del palazzo siano visitabili per il numero ridotto del personale.
Torniamo a raccontare Mantova e le sue meraviglie su MCG – Mantova Chiama Garda con una doppia pagina dedicata ad un crossfit culturale a Palazzo Ducale.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Ottobre 2023
UN CROSSFIT CULTURALE A PALAZZO DUCALE Cinque artisti spettacolari per un percorso speciale
Avete mai pensato ad un crossfit culturale a Palazzo Ducale? Sapete cos’è il crossfit?
Si tratta di una disciplina ginnica consistente nell’eseguire movimenti tratti da vari sport (corsa, sollevamento pesi, arrampicata), al fine di esercitare il maggior numero di muscoli possibile. Se volete provare a fare un crossfit culturale a Palazzo Ducale potete mettere insieme 5 pittori diversi per una sorta di esercizio di stile che attraversa circa 3 secoli. Anche se le vendite gonzaghesche e il sacco di Mantova hanno derubato Mantova delle opere dei più grandi pittori italiani, è ancora possibile vedere opere di Pisanello, Mantegna, Raffaello, Giulio Romano e Rubens.
Quest’anno facciamo gli auguri di Natale ai nostri lettori scegliendo un’Adorazione dei Magi. Sì è vero che in questo modo si anticipa l’Epifania ma è anche un invito ad andarla a vedere fino a quando sarà a Mantova.
Si tratta infatti di una tavola esposta alla mostra su Pisanello a Palazzo Ducale e proveniente dalla Pinacoteca di Brera.
L’autore è Stefano da Verona e l’opera è di una bellezza incantevole e descrive un Natale fiabesco pieno di particolari e dettagli.
A Palazzo Ducale i tesori non sono solo sulle pareti o nelle sale ma anche nei giardini. Ce ne sono molti in giro per la reggia gonzaghesca: è una vera e propria onda verde che ci consente di capire quanto gli spazi verdi fossero importanti per i Gonzaga.
Due giardini pensili, un giardino segreto e un cortile d’onore abitato da tre tartarughe: una passeggiata dentro Palazzo Ducale ma vivendo gli spazi aperti della reggia.
Mantova Segreta nei Giardini dei Gonzaga a Palazzo Ducale
L’idea per questa puntata nasce da un itinerario attraverso i giardini aperto per la prima volta nel 1986 dall’allora soprintendente Antonio Paolucci insieme all’architetto Roberto Soggia. Tra tartarughe, platani, giardini pensili e cani Mantova Segreta vi porta a scoprire l’anima verde del Palazzo Ducale di Mantova.
Con questo articolo sulle scale del Palazzo Ducale procede la mia collaborazione con La Reggia, il periodico della Società per il Palazzo Ducale. E’ la prima parte di un percorso che vi condurrà a scoprire le scale della reggia dei Gonzaga, da quelle più famose a quelle meno note. Eccovi il testo integrale.