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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Giulio Romano

Scrivere sui muri? da Palazzo Te alla Domus Aurea una moda che non cambia

09 venerdì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Passeggiando tra palazzi storici e monumenti antichi capita spesso di imbattersi in scritte incise o tracciate sui muri, talvolta sopra affreschi di grande valore. La reazione più comune è un coro di insulti rivolti ai vandali di turno, a chi — spesso “ad altezza di imbecille” — ha voluto lasciare traccia del proprio passaggio. Eppure non tutti sanno che questa abitudine ha radici molto lontane nel tempo.

Basti pensare alle scritte ancora visibili nel Camarone dei Giganti di Palazzo Te o a quelle sulla volta della Domus Aurea di Nerone: testimonianze che, oggi, sono diventate documenti storici a tutti gli effetti.

Le firme degli artisti nella Domus Aurea

Nel caso romano, le scritte hanno un valore del tutto particolare. Riportano infatti i nomi di celebri pittori del Quattrocento che, calandosi letteralmente “in grotta” per esplorare gli ambienti sotterranei della Domus Aurea, rimasero affascinati dalle pitture romane del I secolo d.C.

Tra le firme compaiono nomi fondamentali per la storia dell’arte come Raffaello, Michelangelo e Pinturicchio. Queste tracce sono preziosissime perché ci dicono esattamente quali artisti ebbero accesso diretto alle decorazioni antiche.

La firma di Pinturicchio, Bernardino di Betto, è resa ancora più curiosa da un’aggiunta tanto infamante quanto enigmatica: sotto il suo nome qualcuno scrisse l’epiteto “sodomita”. Uno scherzo crudele di un allievo? Un attacco di un rivale? Qualunque sia la risposta, da cinque secoli quella parola continua ad alimentare dubbi e pettegolezzi postumi sulle abitudini dell’artista.

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La Buona Strada. Viaggiare lentamente con Philippe Daverio

08 giovedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri

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art and landscape, art et territoire, art et voyage, art history travel, art travel Italy, arte e territorio, Baldassarre Castiglione, coccodrillo, cultural itineraries, cultural walks, divulgazione artistica, Giulio Romano, histoire de l’art italien, Italian Renaissance art, itinéraires artistiques, itinerari culturali, La Bonne Route, La buona strada, La Buona Strada book, Le Grazie, libri di viaggio culturale, Lombardia culturale, Lombardy cultural heritage, Mantoue Renaissance, Mantova, Mantova Rinascimento, Mantua Renaissance, passeggiate d’autore, patrimoine lombard, Philippe Daverio, promenades culturelles, Sabbioneta, Sabbioneta città ideale, Sabbioneta ideal city, Sabbioneta ville idéale, Sanctuaire des Grâces, Sanctuary of the Graces, Santuario delle Grazie, slow travel Italy, storia dell’arte italiana, Suzzara, Tourisme culturel, turismo lento, viaggi culturali, voyage lent

La Buona Strada è uno di quei libri che invitano a cambiare passo. Philippe Daverio propone 127 passeggiate in Lombardia, con frequenti sconfinamenti nelle regioni limitrofe, suggerendo mete poco note o, quando celebri, raccontate da angolazioni inattese. Il lettore è incoraggiato a mettersi in viaggio con curiosità, senza la fretta del turismo di consumo, seguendo piuttosto il filo della storia, dell’arte e delle stratificazioni culturali.

La vera sorpresa, soprattutto per chi non vive in questa regione, è scoprire come la Lombardia – e Milano in particolare – rappresenti una delle aree a più alta densità di monumenti, città d’arte, musei e chiese degne di un viaggio. Daverio accompagna ogni itinerario con riferimenti all’attualità, aneddoti, episodi minori e storie dimenticate, rendendo la lettura vivace e continuamente stimolante.

I cinque itinerari mantovani: un Rinascimento diffuso

Tra le molte proposte del volume, spiccano i cinque itinerari mantovani, che prendono avvio da Mantova e si spingono fino a Sabbioneta e Suzzara. Particolarmente significativa è l’attenzione riservata al Santuario delle Grazie, al quale Daverio dedica ben due pagine dense di suggestioni, passando con naturalezza dal celebre coccodrillo appeso al soffitto alla tomba di Baldassarre Castiglione.

1. Mantova – New York del Rinascimento

Una capitale culturale ante litteram, tra Gonzaga, architetture e modernità

Mantova viene raccontata come una metropoli rinascimentale: compatta, colta, densissima di opere e idee, paragonabile – con una provocazione tipicamente daveriana – a una New York del Quattro-Cinquecento. E d’altra parte è una sua definizione quella di “Mantova come una Manhattan padana”, un’isola piena di torri, i grattacieli del Medioevo. Qui il potere dei Gonzaga si traduce in urbanistica, pittura e architettura, creando un laboratorio culturale di respiro europeo.

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Girovagando per presepi alla scoperta di curiosità e storie sul Natale, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

26 venerdì Dic 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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art sacré, arte sacra, Basilica di Sant'Andrea, Christmas itineraries, Christmas nativity scenes, Christmas traditions Italy, crèche vivante, crèches de Noël, cultural tourism Italy, Duomo, Giacomo Cecchin, Girolamo Bonsignori, Giulio Romano, itinéraires de Noël, itinerari di Natale, living nativity scene, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Mantua Christmas, Marco Morelli, MCG, Natività nell’arte, Nativité dans l’art, Nativity in art, Noël à Mantoue, patrimoine religieux, patrimonio religioso, presepe vivente, presepi a Mantova, presepi di Natale, religious heritage, sacred art, Sagrestia del Duomo, saint François et la crèche, Saint Francis and the Nativity, san biagio, San Francesco e il presepe, tourisme culturel en hiver, traditions de Noël en Italie, tradizioni natalizie italiane, turismo culturale invernale

Quando si avvicina il Natale anche Mantova si riempie di presepi: ogni chiesa fa a gara per avere il migliore. Eppure ci sono presepi che possiamo vedere tutto l’anno, altri che vengono allestiti sotto un’antica torre e perfino dei presepi viventi. La natività ha degli elementi fissi come la Sacra Famiglia, l’asino e il bue, i Re Magi, eppure ogni pittore, ogni artista ma anche ogni bambino mette in scena un presepe diverso.

Sono passati 8 secoli da quando San Francesco allestì il presepe di Greccio eppure la magia della natività non cambia e ci sarà sempre finché qualcuno proverà emozione nel collocare il bambinello dentro la mangiatoia. Ecco allora alcuni presepi da non perdere che ho descritto in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2025/Gennaio 2026

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A caccia di santi per Ognissanti: 8 santi e beati nella Cattedrale di Mantova

01 sabato Nov 2025

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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architecture sacrée, architettura sacra, Bartolomeo Fanti, Battista Spagnoli, Beata Osanna Andreasi, beati mantovani, Bienheureuse Osanna Andreasi, bienheureux mantouans, Blessed Osanna Andreasi, Cappella dell’Incoronata, Caterina Carreri, Cathédrale de Mantoue, Cathédrale Saint-Pierre, Cattedrale di San Pietro, Chapelle de l’Incoronata, Corpi incorrotti, corps incorrompus, dévotion, devotion, devozione, Duomo di Mantova, faith, fede, foi, Giacomo Benfatti, Giovanni Bono, Giulio Romano, incorrupt bodies, Mantua Cathedral, Mantuan blessed, Mantuan saints, Marco Marconi, microclima, microclimat, microclimate, patron de Mantoue, patron saint of Mantua, Patrono di Mantova, relics, reliques, Reliquie, sacred architecture, Saint Anselm of Lucca, Saint Anselme de Lucques, Saint Peter’s Cathedral, saints mantouans, Sant’Anselmo da Lucca, Santi mantovani

I corpi incorrotti del Duomo di Mantova: un tesoro di fede e storia

La Cattedrale di San Pietro, che i mantovani chiamano familiarmente “il Duomo”, custodisce uno dei patrimoni religiosi più affascinanti di Mantova: almeno otto corpi incorrotti di santi e beati legati profondamente alla storia della chiesa mantovana.

Ogni anno, il 1° novembre, in occasione della solennità di Tutti i Santi, le urne che li contengono vengono aperte e rese visibili alla venerazione dei fedeli tranne quella sotto l’altar maggiore che conserva l’urna di Sant’Anselmo il patrono di Mantova. Un rito che unisce tradizione, devozione e curiosità storica.


I sei beati della Cappella dell’Incoronata

Il cuore di questo percorso si trova nella Cappella dell’Incoronata, un vero gioiello rinascimentale che è un piccolo santuario mariano nel cuore della cattedrale. Qui nelle due cappelle laterali riposano ben sei beati mantovani o che hanno avuto un collegamento con Mantova.

Nella prima cappella a sinistra troviamo i beati:

  • Giovanni Bono (morto nel 1249), eremita e fondatore degli Eremitani di San Giovanni Bono.
    Si festeggia il 16 ottobre.
  • Battista Spagnoli (1447–1516), carmelitano e poeta di fama internazionale, tanto da essere definito il “Virgilio cristiano”. Si festeggia il 5 dicembre insieme a Bartolomeo Fanti.
  • Bartolomeo Fanti (1428–1495), noto per la sua profonda devozione e la predicazione instancabile.
    Si festeggia il 5 dicembre insieme a Bartolomeo Fanti.

Nella prima cappella a destra troviamo i beati:

  • Giacomo Benfatti (†1332), vescovo domenicano di Mantova.
    Si festeggia il 19 novembre.
  • Marco Marconi (†1510), eremita camaldolese.
    Si festeggia il 25 febbraio.
  • Caterina Carreri (†1557), suora domenicana.
    Si festeggia il 16 gennaio.

La beata Osanna Andreasi

Non lontano dalla Cappella dell’Incoronata, nel transetto sinistro, è custodito il corpo della beata Osanna Andreasi (1449–1505), mistica domenicana, originariamente sepolta nella chiesa di San Domenico (oggi non più esistente). Dal 2025, l’urna di Osanna è visibile in modo permanente: non solo durante le festività, ma ogni giorno dell’anno.

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Mantova, città-teatro: quando la storia va in scena

04 giovedì Set 2025

Posted by mantovastoria in Itinerari, Storia Locale

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affreschi, Andrea Mantegna, architecture, architettura, Arlecchino, Arlequin, art, arte, Campogalliani Company, Capitale Européenne du Spectacle, Capitale Europea dello Spettacolo, commedia dell’arte, Compagnia Campogalliani, Compagnie Campogalliani, cultura, Cultural tourism, culture, Ducal Palace, European Capital of Performing Arts, frescoes, fresques, Giulio Romano, Gonzaga, Gonzague, Harlequin, heritage, histoire, history, la mantovana, letteratura, literature, littérature, Little Theatre of Palazzo d’Arco, Ludovico Arioste, Ludovico Ariosto, Mantoue, Mantova, Mantua, Medioevo, Middle Ages, Moyen Âge, music, musica, musique, Orfeo di Poliziano, Orphée de Politien, Palais Ducal, Palais Te, Palazzo Ducale, Palazzo Te, Palazzo Te e la camera dei Giganti, patrimoine, patrimonio, Petit Théâtre du Palais d’Arco, Piazza Broletto, Piazza Canossa, Piazza Erbe, Piazza Leon Battista Alberti, Piazza Sordello, Poliziano’s Orpheus, Renaissance, Rinascimento, scénographie, scenografia, scenography, Shakespeare, Shakespeare a Mantova, Shakespeare e Mantova, Social Theatre, storia, Teatrino di Palazzo d’Arco, teatro, Teatro Bibiena, Teatro Sociale, Teatro Sociale di Mantova, théâtre, Théâtre Bibiena, Théâtre Social, theatre, Tourisme culturel, Turismo culturale

Candida Höfer, Mantova, Teatro Scientifico Bibiena , 2010, 180×225 cm © Candida Höfer

Una città che porta il teatro nel nome

Forse non ci pensiamo, ma in quasi tutti i teatri del mondo si pronuncia il nome di Mantova. Accade quando, indicando il tendaggio che corre sopra il sipario, si parla della mantovana.
Eppure il legame tra la città e il teatro non è solo nominale: basta passeggiare tra le piazze e i palazzi per capire che qui ogni angolo è scenografia, ogni spazio è palcoscenico.

Piazza Sordello: il potere in scena

Oggi è il cuore monumentale della città, ma nel Trecento Piazza Sordello non esisteva: c’era il sagrato del duomo e un quartiere medioevale che occupava questo spazio. La piazza la vediamo nella Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone, dipinto nel 1494 e quindi dopo che i Gonzaga avevano creato lo slargo chiamato all’epoca Piazza Grande di San Pietro. Da sempre Piazza Sordello è un doppio teatro: luogo del potere politico e sagrato della Cattedrale. Un tempo era chiusa da un’esedra cinquecentesca che collegava Duomo e Palazzo Ducale: immaginate l’effetto scenografico… oggi purtroppo perduto.

piazza Broletto e piazza Erbe: le cartoline della Mantova comunale

Le piazze più vissute sono però Broletto ed Erbe, collegate dal sottoportico dei Lattonai che attraversa il Palazzo del Podestà. Qui c’è Virgilio che osserva sornione il mercato dalla sua cattedra universitaria, la torre civica che un tempo era carcere e le tracce di tortura medievale negli anelli posti sotto l’Arengario.
Attraversando il passaggio del sottoportico dei lattonai si fa un viaggio al tempo della Mantova medioevale, quella dove il Romeo di Shakespeare langue per la usa Giulietta. Sbucando in piazza Erbe la storia incontra il mercato, il palazzo della Ragione, l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo oltre alla casa del Mercante e al cupolone di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Sangue di Cristo e incombe sui portici che sono il teatro della vita quotidiana.

Giancarlo Businelli – olio su tela
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San Benedetto in Polirone e Sabbioneta: due sogni tra nebbie e zanzare

26 martedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Itinerari, Storia Locale

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Antonio Begarelli, architecture Renaissance, Canossa, cité idéale, cloîtres, cloisters, Corrège, Correggio, cultural heritage, duca Vespasiano Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, ideal city, Lombardy travel, Mantoue, Mantua, monastère du Polirone, Monastero, Nebbia, Nebbie, Nebbie e zanzare, patrimoine culturel, Polirone monastery, Renaissance architecture, Sabbioneta, San Benedetto in Polirone, San Benedetto Po, Tedaldo de Canossa, Tedaldo di Canossa, Tedaldo of Canossa, Vespasiano Gonzaga, voyage en Lombardie., Zanzare

A sud di Mantova la pianura è infinita, distesa tra filari di pioppi, canali e gli argini del Po. Qui, quasi come due sogni o miraggi, compaiono Sabbioneta e San Benedetto Po. Non sono luoghi qualsiasi: custodiscono due sogni nati a secoli di distanza. Vespasiano Gonzaga, duca visionario, volle la sua città ideale. Tedaldo di Canossa, molto prima di lui, fondò un monastero destinato a diventare uno dei più importanti d’Europa.

Sabbioneta, la città ideale di Vespasiano

Entrare a Sabbioneta è come aprire un libro del Rinascimento. Le mura bastionate raccontano la passione militare di Vespasiano, ma appena varcata una delle due porte monumentali ci si ritrova in un teatro urbano a cielo aperto: il Palazzo Ducale, il Palazzo del Giardino, il Corridor Grande. Tutto sembra pensato per stupire.

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San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

12 martedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Basilica, benedettini, Chiesa abbaziale di San Benedetto in Polirone, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, Matilde di Canossa, MCG, monaci benedettini, Monastero, Monastero di San Benedetto in Polirone, Napoleone, San Benedetto in Polirone, San Benedetto Po

San Benedetto in Polirone è una scoperta per i turisti ma soprattutto per i mantovani. E’ un monastero benedettino così importante che qualcuno lo chiama “la Montecassino del nord” e altri “la Cluny italiana”. Sono tantissime le storie e i personaggi legati a questo luogo dalle vicende millenarie. Ho provato a condensarle in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2025/Maggio 2025

San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire
Dai monaci benedettini a Napoleone passando per Matilde di Canossa e Giulio Romano

Chi entra oggi nella chiesa di San Benedetto Po spesso non immagina che questo grande edificio, monumentale come pochi altri in pianura, è diventato una chiesa parrocchiale solo in un secondo momento. Per secoli è stato il cuore spirituale di un’abbazia benedettina tra le più potenti dell’Italia settentrionale che qualcuno ha definito “La Montecassino del Nord”. Poi arrivò Napoleone e bastò una firma per sopprimere il monastero e disperdere i monaci: era il 9 marzo del 1797. Fu allora che si decise di demolire l’antica chiesa parrocchiale di San Floriano conservandone solo il campanile. La chiesa dell’abbazia divenne allora quella del paese di San Benedetto Po ma basta osservarne le dimensioni e la facciata per capire che la sua storia veniva da lontano, da molto lontano.

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La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

11 lunedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Aperti per voi TCI, architetto Giovan Battista Bertani, Basilica, Basilica Palatina, Basilica palatina di Santa Barbara, Diocesi di Mantova, duca Guglielmo Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giovan Battista Bertani, Giulio Romano, Guglielmo Gonzaga, Il campanile, le curiosità, Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, MCG, Palazzo Ducale

Santa Barbara è una chiesa mantovana spettacolare eppure poco conosciuta perché nascosta all’interno del Palazzo Ducale. E’ una basilica palatina voluta dal duca Guglielmo Gonzaga e costruita su progetto di Giovan Battista Bertani, un architetto eclettico e sorprendente allievo di Giulio Romano. La prossima volta che passate da Mantova non perdete l’occasione di andarla a visitare (qui trovate gli orari di apertura segnalati dal TCI che con i suoi volontari la tiene aperta nei fine settimana) ma se volete delle anticipazioni le trovate in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Marzo 2025

La Basilica di Santa Barbara, un gioiello nascosto in Palazzo Ducale

La basilica Palatina di Santa Barbara è la chiesa di corte dei Gonzaga. Molte erano le cappelle all’interno del Palazzo Ducale e c’era persino una chiesa intitolata alla Santa Croce che si trovava vicino agli appartamenti vedovili di Isabella d’Este. La basilica però è un caso a parte anche perché viene costruita in modo molto veloce ed è fatta a immagine e somiglianza del duca che l’ha fortemente voluta, Guglielmo Gonzaga. Inoltre dobbiamo dire che è perfettamente identificabile nel profilo di Mantova per quel suo campanile che, capitozzato dal terremoto del 2012, aveva colpito al cuore i mantovani. Pensate che conosco alcune persone che non sono più entrate in città dal ponte di San Giorgio per evitare di guardare il campanile danneggiato. Se non avete mai visitato Santa Barbara andateci e se ci siete già stati tornateci perché è una basilica tutta da scoprire.

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Palazzo Te fa la festa a Carlo V il 2 aprile del 1530 (era un sabato) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

01 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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I lettori perdoneranno il gioco di parole del titolo ma è proprio la festa di Palazzo Te che cambia la storia di Mantova e soprattutto dei Gonzaga. Federico II entra a Palazzo Te da marchese e ne esce come duca in pectore con nomina ufficiale l’8 aprile. E’ straordinario pensare come i Gonzaga riescano a sfruttare a pieno il genio di Giulio Romano per costruire una villa che è una splendida operazione di marketing. Oggi lo definiremmo storytelling questa capacità di raccontare storie della mitologia e della bibbia che diventano dei veri e propri “case history”, degli exempla cui ispirarsi o da evitare per non incorrere negli stessi errori.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel sabato 2 aprile 1530 quando una festa rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

Federico II e Carlo V: due trentenni che volevano cambiare il mondo

E’ una cosa che mi ha sempre colpito il fatto che Federico II Gonzaga e Carlo V d’Asburgo fossero coetanei. Federico è il figlio maschio tanto atteso del marchese Francesco II e di Isabella d’Este e nasce a Mantova il 17 maggio del 1500 (un regalo di compleanno per la marchesa che era nata lo stesso giorno nel 1474). Carlo invece era nato a Gand il 24 febbraio del 1500 da Filippo il bello e Giovanna la pazza. A 19 anni cambia la vita di tutte e due: Federico diventa marchese di Mantova e Carlo viene eletto imperatore (è in questo momento che diventa Carlo V, il quinto a portare questo nome tra gli imperatori).

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Anniversari 2024: 550 anni dalla nascita di Isabella d’Este, 500 anni dall’arrivo a Mantova di Giulio Romano e poi 100 anni della Rapsodia in blu e 200 anni dalla Nona di Beethoven per non parlar di Petrarca, Ariosto, Marco Polo, Tommaso d’Aquino e gli 800 anni delle stimmate di Francesco d’Assisi

01 lunedì Gen 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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800 anni dal cantico delle creature, anniversari del 2024, Francesco d'Assisi, Francesco Petrarca, Giulio Romano, isabella d'este, La Nona di Beethoven, Ludovico Ariosto, Marco Polo, Rapsodia in blu, Tommaso d'Aquino

Il primo post dell’anno è per me un modo di rimettere ordine negli anniversari che si festeggeranno nel 2024. Vi propongo allora una serie di eventi da festeggiare o ricordare nel 2024, un elenco sintetico e non esaustivo. Mi piacerebbe fare qualcosa per Isabella d’Este e Giulio Romano a Mantova e forse per Marco Polo e Ludovico Ariosto: staremo a vedere. E’ un gioco quello degli anniversari che piace tantissimo a noi italiani per questo anche a voi avete qualcosa da aggiungere? Buon divertimento.
(qui trovate gli anniversari del 2023, 2022, 2021, 2020, 2019, 2018, 2017, 2016, 2015.

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