• Home
  • Chi sono
  • About me
  • À propos
  • Itinerari
  • Corsi
  • Pubblicazioni
  • Iniziative
  • Collaborazioni
  • Recensioni

mantovastoria

~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

mantovastoria

Archivi della categoria: Curiosità

Giacomo: un santo, un nome, un cammino e qualche buon motivo per festeggiare

25 sabato Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità

≈ Lascia un commento

Tag

apôtre Jacques, apostle James, Art de la Renaissance, Arte rinascimentale, bâton de pèlerin, bordone del pellegrino, Camino de Santiago, Cammino di Santiago, chemin de Saint-Jacques, Christian iconography, conchiglia di Santiago, coquille Saint-Jacques, Giacomo Alberione, Giacomo apostolo, Giacomo Cecchin, iconografia cristiana, iconographie chrétienne, Jacques Alberione, James Alberione, Lorenzo Lotto, pèlerinage, Pellegrinaggio, pilgrim staff, pilgrimage, Pinacoteca di Recanati, Renaissance art, Saint Jacques le Majeur, Saint James the Greater, Saint-Jacques-de-Compostelle, saints named James, saints nommés Jacques, San Giacomo di Lotto, San Giacomo Maggiore, santi di nome Giacomo, Santiago de Compostela, scallop shell

Un tempo l’onomastico contava quasi quanto il compleanno. A volte anche di più, almeno nelle famiglie in cui il calendario dei santi era consultato con la stessa serietà con cui oggi si controllano le previsioni del tempo.

Il nome non era soltanto una scelta estetica. Spesso veniva dal santo del giorno, da un nonno, da una nonna, da uno zio, da una tradizione familiare. Poi sono arrivati altri criteri: il suono, la moda, il gusto dei genitori, il personaggio di un film, il calciatore, la cantante, il desiderio di originalità. Risultato: l’onomastico è diventato una ricorrenza un po’ laterale, ricordata da qualche parente molto attento e da pochi altri.

Eppure, riscoprire il santo legato al proprio nome può essere un esercizio interessante. Non per forza devozionale in senso stretto, ma culturale, storico, simbolico. Ogni nome porta con sé una piccola biblioteca di storie, immagini, viaggi, leggende, luoghi, feste e tradizioni.

Nel caso di Giacomo, poi, la faccenda si fa subito impegnativa. Perché San Giacomo Maggiore non è un santo qualunque: è apostolo, fratello di Giovanni Evangelista, “figlio del tuono”, primo apostolo martire e patrono dei pellegrini. Insomma, uno che non passa inosservato.

Perché riscoprire il santo del proprio nome?

L’onomastico può sembrare una piccola formalità da calendario. Invece può diventare una domanda: che cosa racconta il mio nome?

Non si tratta di identificarsi completamente con il proprio santo, operazione rischiosa e spesso poco realistica. Se uno si chiama Giacomo non è obbligato a partire domani per Compostela, predicare come un “figlio del tuono” o farsi crescere la barba da apostolo. Sarebbe eccessivo, anche per un onomastico.

Però il nome può diventare un punto di partenza. Dietro Giacomo ci sono la Bibbia, il Medioevo, la Spagna, il pellegrinaggio, la conchiglia, il bordone, le chiese dedicate al santo, le immagini degli artisti, le tradizioni locali e persino qualche modo di dire.

Riscoprire il proprio santo significa anche accorgersi che i nomi non sono etichette neutre. Hanno una storia. Portano con sé viaggi lunghissimi, cambi di lingua, trasformazioni popolari, leggende e memorie familiari. In un tempo in cui scegliamo i nomi soprattutto perché “suonano bene”, non è male ogni tanto chiedersi anche che cosa abbiano da raccontare.

Continua a leggere →

L’imperatore Carlo V e l’importanza delle lingue: parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne, francese con gli uomini e tedesco con il mio cavallo”

19 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

≈ Lascia un commento

Tag

Carlo V, Charles Quint, Charles V, empire où le soleil ne se couche jamais, empire where the sun never sets, equestrian portrait, Europa rinascimentale, Europe de la Renaissance, Filippo il bello, francese, French language, German language, Giovanna la pazza, Gonzaga, Gonzague, Holy Roman Empire, imperatore, imperial power, impero su cui non tramontava mai il sole, Italian language, italiano, languages of diplomacy, langue allemande, langue espagnole, langue française, langue italienne, langue latine, langues de la diplomatie, Latin language, lingua francese, lingua italiana, lingua latina, lingua spagnola, lingua tedesca, lingue della diplomazia, Mantoue, Mantova, Mantua, portrait équestre, potere imperiale, pouvoir impérial, Renaissance Europe, ritratto equestre, Sacro Romano Impero, Saint-Empire romain germanique, spagnolo, Spanish language, tedesco, Titian, Titien, Tiziano

“Studia le lingue, che ti serviranno nella vita”.
Quante volte l’abbiamo sentito dire? Di solito da un genitore, da un insegnante, da qualcuno che aveva ragione ma lo diceva nel momento sbagliato, cioè quando noi volevamo fare tutt’altro.

Nel caso di Carlo V, però, il consiglio sarebbe stato più che sensato. Anzi, indispensabile. Perché Carlo d’Asburgo non era destinato a governare un piccolo territorio, dove tutti parlavano più o meno allo stesso modo e si poteva risolvere tutto con un dialetto locale e un po’ di buona volontà. Carlo V si trovò a reggere un insieme immenso di terre, popoli, corti, eserciti, città, regni e interessi. Un impero talmente vasto da far nascere la celebre formula: “sui suoi domini non tramontava mai il sole”.

E infatti, quando si parla di Carlo V, si parla anche di lingue. Lingue da capire, da usare, da scegliere con prudenza. Perché nel Cinquecento una lingua non era soltanto uno strumento pratico. Era una dichiarazione politica, culturale, religiosa e sociale.

A Carlo V viene attribuita una delle frasi più fortunate della storia del multilinguismo europeo:

“Parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne, francese con gli uomini e tedesco con il mio cavallo”.

Detta così, sembra una battuta da uomo potente che può permettersi tutto, anche di distribuire le lingue secondo simpatie, pregiudizi e cavalli. Ma proprio perché è una battuta, funziona. In poche parole racconta un mondo: la Spagna della fede e della monarchia cattolica, l’Italia della grazia e della cultura cortigiana, la Francia della conversazione politica, la Germania della durezza militare e imperiale.

Naturalmente bisogna fare attenzione: la frase è attribuita a Carlo V, ma la sua forma più nota circola in versioni diverse e non va presa come un virgolettato giornalistico. Non sappiamo se l’imperatore l’abbia davvero pronunciata così. Però sappiamo una cosa: è una frase troppo efficace per non essere usata come punto di partenza.

Chi era Carlo V?

Carlo V nacque a Gand nel 1500 e morì nel monastero di Yuste nel 1558. Era figlio di Filippo il Bello d’Asburgo e di Giovanna di Castiglia, detta la Pazza. Attraverso una serie di eredità dinastiche impressionanti, si trovò a riunire sotto di sé territori vastissimi.

Dai nonni paterni ricevette l’eredità asburgica e borgognona; da quelli materni l’eredità spagnola. Divenne sovrano dei Paesi Bassi, re di Spagna, re di Napoli, Sicilia e Sardegna, arciduca d’Austria e poi imperatore del Sacro Romano Impero.

Insomma: non proprio un curriculum da compilare in una pagina.

Carlo V fu uno dei grandi protagonisti del Cinquecento europeo. Dovette confrontarsi con Francesco I di Francia, con l’Impero ottomano di Solimano il Magnifico, con la Riforma protestante, con i principi tedeschi, con il papato, con le tensioni interne dei suoi domini e con la difficoltà, enorme, di governare territori lontanissimi tra loro.

Il suo regno fu una specie di puzzle politico in cui i pezzi non volevano sempre incastrarsi. E quando i pezzi parlano anche lingue diverse, il lavoro si complica parecchio.

Continua a leggere →

Piazza Canossa: la piazza più cinematografica di Mantova

15 mercoledì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

≈ Lascia un commento

Tag

Domani mi sposo, Extraconiugale, Il corpo della ragassa, Il diavolo nel cervello, Il Portaborse, Novecento, Piazza Canossa

Ci sono piazze che sembrano nate per essere attraversate, altre per essere fotografate. Piazza Canossa, invece, sembra nata per essere filmata. Piccola, raccolta, teatrale, con l’edicola al centro, Palazzo Canossa da un lato e la chiesetta della Madonna del Terremoto dall’altro, ha tutto quello che serve a una scena: quinte, fondale, dettagli e atmosfera.

Non stupisce quindi che il cinema l’abbia scelta più volte. Da Novecento a Il portaborse, passando per commedie, drammi e sceneggiati, questa piazza mantovana ha recitato spesso senza dire una parola. E, come capita ai migliori comprimari, a volte basta vederla per riconoscerla.

Una piccola scena urbana tra cinema, edicola liberty, palazzi barocchi e chiesetta del terremoto

Mantova ha un rapporto antico e fortunato con il cinema. Registi, sceneggiatori e direttori della fotografia l’hanno scelta molte volte: per raccontare la città, per trasformarla in un’altra città, per sfruttare quella sua aria un po’ sospesa, storica ma non imbalsamata, padana ma capace di diventare quasi qualsiasi cosa.

Tra le tante location mantovane, però, ce n’è una che merita un posto speciale: Piazza Canossa.

Non è la più grande. Non è la più monumentale. Non ha l’impatto di Piazza Sordello, né la teatralità aperta di Piazza Erbe. Eppure ha una qualità rara: sembra già un set.

È piccola, raccolta, leggermente appartata. Ha un fondale, quinte laterali, un oggetto scenico perfetto come l’edicola liberty e una fontana che sembra messa lì apposta da uno scenografo.

Perché proprio Piazza Canossa?

Il cinema non sceglie i luoghi solo perché sono belli. Li sceglie perché funzionano.

Continua a leggere →

A zonzo per Mantova: piccolo manuale di flânerie padana e meraviglia quotidiana

12 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari

≈ Lascia un commento

Tag

andare a zonzo, émerveillement quotidien, camminare a Mantova, città da scoprire, city to discover, dérive, dérive situationniste, Ecce Homo, everyday wonder, flâner, flânerie urbaine, flâneur, flâneur urbain, Friedrich Nietzsche, Gironzolare, Mantoue, Mantova, Mantua, Mantua Rio, marcher à Mantoue, mémoire urbaine, memoria urbana, meraviglia quotidiana, Nietzsche, passeggiata urbana, Porto Catena, promenade urbaine, psicogeografia, psychogéographie, psychogeography, randonnée urbaine, regard urbain, Rio de Mantoue, Rio di Mantova, San Francesco Mantova, sguardo urbano, Situationist dérive, slow tourism, tourisme lent, Trekking Urbano, turismo lento, urban flaneur, urban gaze, urban memory, urban trekking, urban walk, urban wandering, ville à découvrir, walking in Mantua

C’è un modo classico di attraversare una città: uscire, andare da qualche parte, fare quello che si deve fare, tornare. È efficiente ma è anche il modo migliore per smettere di vedere davvero il posto in cui si vive.

Poi c’è un altro modo: andare a zonzo.

Andare a zonzo non significa perdere tempo. O meglio: significa anche perdere tempo, ma perderlo bene e quindi in realtà investirlo. Significa camminare senza una meta rigida, lasciare spazio alla deviazione, al dettaglio, all’errore di strada, alla sosta inutile che poi inutile non era. È un esercizio semplice e difficile insieme.

Mantova è perfetta per questo. Non è una metropoli da attraversare in apnea, né un centro storico da consumare come una lista di monumenti. È una città raccolta, stratificata, piena di soglie: ponti, cortili, portici, piazze, rive, vicoli, campanili, lapidi, affacci sull’acqua. Una città che non urla sempre la propria bellezza, ma la dissemina. Chi va di fretta vede Palazzo Ducale, Sant’Andrea, Palazzo Te. Chi va a zonzo comincia a vedere anche tutto il resto.

Che cosa vuol dire davvero andare a zonzo?

“Andare a zonzo” sembra una cosa leggera, quasi da domenica pomeriggio. In realtà è una disciplina dello sguardo. Vuol dire smettere di usare la città soltanto come corridoio tra due impegni e ricominciare a leggerla come un testo.

Le città, infatti, si possono leggere. Si leggono nei nomi delle vie, nelle facciate che hanno “digerito male i cambiamenti”, nelle finestre murate, nelle lapidi, nelle curve improvvise, nei ponti, nei vuoti, nei negozi scomparsi, nei campanelli di chi oggi abita dove altri hanno abitato prima. Ogni città è un libro riscritto molte volte. Il problema è che, abitando sempre nello stesso posto, finiamo per saltare le pagine.

Andare a zonzo serve a questo: riaprire il libro per leggerlo con più calma.

Non occorre un programma complicato. Anzi, il programma a volte rovina tutto. Basta decidere una zona, un tempo minimo e una regola di osservazione. Per esempio: oggi guardo solo in alto. Oppure: oggi seguo l’acqua. Oppure: oggi leggo tutte le lapidi. Oppure: oggi percorro una strada che conosco, ma dall’altro lato.

Sembra poco. È già moltissimo.

Continua a leggere →

Il profilo di Mantova: un elettrocardiogramma che racconta la storia di una città unica al mondo

10 venerdì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

≈ Lascia un commento

Tag

Basilica of Sant’Andrea, basilique Saint-André, battement urbain, città d’acqua, città unica, Ducal Palace, elettrocardiogramma urbano, Francesco Borgani, Giancarlo Businelli, Gonzaga, Gonzague, historic skyline, lacs de Mantoue, Laghi di Mantova, Manhattan Padana, Mantoue, Mantova, Mantua, Mantua lakes, Mantua skyline, Mantua towers, Mincio, paesaggio urbano, Palais Ducal, Palazzo Ducale, paysage urbain, Philippe Daverio, Profilo di Mantova, Renaissance de Mantoue, Renaissance Mantua, Rinascimento mantovano, Sant’Andrea Mantova, Skyline, skyline de Mantoue, skyline historique, skyline storica, Torri di Mantova, tours de Mantoue, unique city, urban heartbeat, urban landscape, ville d’eau, ville unique, water city

Ci sono città che si riconoscono da un monumento. Altre da una piazza, da una cupola, da un ponte o da una torre. Mantova, invece, si riconosce da una linea.

Vista da lontano, soprattutto dall’acqua o dalle strade che la raggiungono attraversando la pianura, Mantova non appare come una semplice città distesa all’orizzonte. Appare come un profilo continuo: torri, cupole, campanili, tetti, palazzi e masse murarie si alzano e si abbassano come il tracciato di un elettrocardiogramma.

È un’immagine suggestiva, ma anche precisa. Perché quel profilo non è decorazione: è il battito storico della città. Ogni punto che sale racconta un potere, una fede, una famiglia, una stagione artistica, una trasformazione urbana. La linea di Mantova non registra il cuore di una persona, ma quello di una città.

In passato Philippe Daverio definì Mantova una sorta di “Manhattan padana”. L’espressione è ironica e memorabile. Naturalmente Mantova non ha grattacieli, né traffico newyorkese, né taxi gialli che corrono lungo i laghi. Ma possiede una sua verticalità storica: torri, campanili, cupole e palazzi che, visti da lontano, costruiscono una vera skyline padana.

Una skyline non di vetro e acciaio, ma di acqua, mattoni e cielo.

Che cosa racconta il profilo di Mantova?

Il profilo di Mantova è una specie di calligrafia che rende inconfondibile la città.

La Torre della Gabbia parla della città medievale. La cupola di Sant’Andrea porta nel profilo urbano il segno della fede e della grande architettura rinascimentale. Palazzo Ducale e il Castello di San Giorgio raccontano il potere dei Gonzaga e la corte.

Guardata da lontano, Mantova sembra quasi disegnare la propria autobiografia. Il suo “elettrocardiogramma” sale e scende perché la città ha avuto molte vite: comunale, signorile, ducale, religiosa, militare, museale, turistica, quotidiana.

Una linea piatta sarebbe una città senza scosse. Mantova, invece, ha un profilo mosso. E in quel movimento c’è la sua storia.

Continua a leggere →

Il Forte di Pietole: viaggio nel tempo a due passi da Mantova

07 martedì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

≈ Lascia un commento

Tag

Andes, architecture militaire, architettura militare, Austrian fortifications, Cultural tourism, fort de Pietole, Forte di Pietole, fortifications autrichiennes, fortifications napoléoniennes, fortificazioni austriache, fortificazioni napoleoniche, histoire militaire, Il Forte di Pietole, Mantoue, Mantova, Mantua, Mantua fortress, military architecture, military history, Mincio, Mincio Park, Napoleone, Napoleonic fortifications, Paiolo valley, Parc du Mincio, Parc Musée Virgile, Parco del Mincio, Parco Museo Virgilio, piazzaforte di Mantova, Pietole, Pietole Fortress, place forte de Mantoue, storia militare, Tourisme culturel, Turismo culturale, vallée du Paiolo, Valle del Paiolo, Virgil, Virgil Museum Park, Virgile, Virgilio

Mantova non è soltanto Palazzo Ducale, Palazzo Te, Sant’Andrea e le piazze del centro. La città ha anche un’altra storia, meno visibile ma decisiva: quella delle acque, dei forti e delle opere costruite per trasformare il paesaggio in una macchina strategica.

Tra questi luoghi, il Forte di Pietole occupa un posto speciale. È vicino alla città, ma sembra lontanissimo. Basta arrivare nei pressi del Bosco Virgiliano, seguire la strada verso Pietole e guardare la grande massa verde che nasconde bastioni, fossati, gallerie, casematte e terrapieni. Si ha subito l’impressione di entrare in un tempo diverso.

Il Forte di Pietole è un frammento enorme della Mantova militare ottocentesca, iniziato in età napoleonica, completato dagli Austriaci, usato poi dall’esercito italiano e infine abbandonato per decenni. Oggi, dopo anni di oblio, è tornato al centro di un progetto culturale e ambientale: il Parco Museo Virgilio.

Perché il Forte di Pietole è così importante?

Il Forte di Pietole è uno dei luoghi più sorprendenti del territorio mantovano perché unisce tre storie in una.

La prima è la storia militare. Il forte nasce per difendere Mantova dagli attacchi provenienti da sud e per inserirsi nel grande sistema della piazzaforte mantovana. Non era una costruzione isolata, ma una parte di un dispositivo più ampio, fatto di fortificazioni, acque, strade, argini e controllo del territorio.

La seconda è la storia idraulica. Mantova è una città che ha sempre usato l’acqua come difesa. Il Forte di Pietole aveva un ruolo fondamentale nel controllo della valle del Paiolo: attraverso chiuse e regolazioni delle acque, in caso di necessità si poteva allagare l’area a sud della città e trasformare il paesaggio in una barriera naturale.

La terza è la storia virgiliana. Pietole corrisponde all’antica Andes, il luogo che la tradizione indica come patria natale di Virgilio. Così, nello stesso spazio, convivono il poeta latino, Napoleone, gli Austriaci, l’esercito italiano, la natura del Mincio e la memoria del territorio. Non male per un posto che per anni molti hanno considerato soltanto “una zona abbandonata”.

Continua a leggere →

15 curiosità sul Palazzo Ducale di Mantova

05 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

≈ Lascia un commento

Tag

Andrea Mantegna, appartamento dei nani, Basilica di Santa Barbara, camera degli sposi, Camera Picta, Castello di San Giorgio, château Saint-Georges, collections Gonzague, collezioni Gonzaga, Corte Nuova, Corte Vecchia, Dove si trova la Camera degli Sposi?, Ducal Palace, Giacomo Cecchin, Giardino pensile, Gonzaga, Gonzaga collections, Gonzague, isabella d'este, L'Appartamento dei Nani era proprio abitato dai nani di corte?, Mantegna, Mantoue, Mantoue Renaissance, Mantova, Mantova rinascimentale, Mantua, Mantua Ducal Palace, musée du Palais Ducal, museo Palazzo Ducale, Palais Ducal, Palais Ducal de Mantoue, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Palazzo Ducale museum, Quante chiese ci sono all'interno di Palazzo Ducale?, Quante stanze ha Palazzo Ducale?, Quanti sono i giardini pensili di Palazzo Ducale?, Renaissance Mantua, Saint George Castle

La prima domenica del mese Palazzo Ducale di Mantova si può visitare gratuitamente, come tutti i musei statali italiani. È una buona occasione per entrare in una delle regge più grandi d’Europa senza avere scuse: il biglietto non c’è, resta solo il rischio di perdersi tra cortili, sale, giardini pensili e corridoi gonzagheschi.

Per chi invece vuole tornarci con calma, più di una volta e senza l’ansia di “vedere tutto subito”, esiste anche la possibilità dell’abbonamento: una scelta saggia, perché Palazzo Ducale non è un luogo da liquidare in una visita sola. È più simile a una città dentro la città: la prima volta si guarda, la seconda si capisce qualcosa, dalla terza si comincia davvero a orientarsi.

Ecco i costi dell’abbonamento annuale (il biglietto singolo costa 18 euro)
Abbonamento “Amico di Palazzo Ducale” con ingressi illimitati della durata di 365 giorni dalla data di acquisto (con Camera degli Sposi in base alla disponibilità giornaliera) € 25
Abbonamento “Mecenate Ducale” € 100 (oltre agli ingressi illimitati, anche molti altri vantaggi)

E per prepararsi un po’ ecco 15 domande e risposte per orientarsi in un palazzo che voleva essere una città.

1. Palazzo Ducale è davvero un palazzo?

Sì, ma solo se usiamo la parola “palazzo” in un senso molto ampio. Il Palazzo Ducale di Mantova è in realtà un enorme complesso di edifici, cortili, giardini, chiese, corridoi, appartamenti, sale di rappresentanza e passaggi interni realizzato in circa tre secoli.

Più che un singolo edificio, è una città dentro la città. Non a caso viene spesso definito “città-palazzo”. È il risultato di secoli di aggiunte, trasformazioni e collegamenti: ogni generazione ci ha messo mano, ogni Gonzaga ha voluto lasciare un segno, ogni epoca ha aggiunto un pezzo.

Chi entra pensando di visitare “un palazzo” rischia quindi una piccola sorpresa: si tratta di un labirinto vero e proprio.

Continua a leggere →

Il cielo in tre stanze tra Mantova, Parma e Fontanellato

03 venerdì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari

≈ Lascia un commento

Tag

affreschi rinascimentali, Andrea Mantegna, Antonio Allegri, art history, art italien, art itinerary, arte italiana, Bagno di Paola Gonzaga, camera degli sposi, Camera della Badessa, Camera di San Paolo, Camera Picta, Castello di San Giorgio, chambres peintes, ciel dans une chambre, cielo in una stanza, Correggio, Diana and Actaeon, Diane et Actéon, Fontanellato, Francesco Mazzola, fresques Renaissance, histoire de l’art, illusionistic painting, Italian art, Italian Renaissance, itinéraire artistique, itinerario d’arte, lieux de la Renaissance, luoghi del Rinascimento, Maniérisme, Manierismo, Mannerism, Mantegna, Mantoue, Mantova, Mantua, mito di Diana e Atteone, painted rooms, Palazzo Ducale Mantova, Parma, Parme, Parmigianino, peinture illusionniste, pittura illusionistica, pittura padana, Po Valley Renaissance, Renaissance, Renaissance frescoes, Renaissance italienne, Renaissance padane, Renaissance places, Rinascimento, Rocca Sanvitale, Saletta di Diana e Atteone, sky in a room, stanze dipinte, storia dell’arte

Mantova, Parma e Fontanellato: tre capolavori dipinti da Mantegna, Correggio e Parmigianino

Ci sono stanze che non sembrano fatte per restare chiuse. Ambienti raccolti, intimi, persino piccoli, che la pittura trasforma in spazi aperti. Basta alzare lo sguardo e il soffitto scompare: entra il cielo, entrano il mito, la natura, il teatro della corte, il gioco dell’illusione.

È questo il filo che unisce tre capolavori del Rinascimento padano: la Camera degli Sposi, la Camera della Badessa e la Saletta di Diana e Atteone. Tre stanze diverse, custodite a Mantova, Parma e Fontanellato, ma accomunate dalla stessa meraviglia: la capacità della pittura di spalancare lo spazio e portare altrove chi guarda.

La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna a Mantova

La Camera degli Sposi, detta anche Camera Picta, è una delle stanze dipinte più celebri del Rinascimento italiano. L’ambiente è interamente trasformato dalla pittura: le pareti raccontano la corte dei Gonzaga, mentre la volta si apre nel celebre oculo, una finta apertura verso il cielo da cui si affacciano putti, donne, animali e figure curiose.

Qui il soffitto non è più un limite, ma una soglia. La stanza diventa teatro, celebrazione dinastica dei Gonzaga, esperimento prospettico e meraviglia visiva. Chi entra non si trova semplicemente davanti a degli affreschi, ma dentro un dispositivo illusionistico che modifica la percezione dello spazio.

Continua a leggere →

“La guida che insegna a perdersi: la Mantova estrosa di Piero Genovesi”

28 domenica Giu 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri

≈ Lascia un commento

Tag

écriture de voyage, city guide, cultural heritage, eccentric guide, esplorazione urbana, exploration urbaine, flânerie, Giacomo Cecchin, guida cittadina, Guida estrosa, Guida Estrosa di Mantova, guide de ville, guide fantasque, histoire locale, literary Mantua, local history, Mantoue, Mantoue littéraire, Mantova, Mantova letteraria, Mantua, mémoire, memoria, memory, monumenti, monuments, passeggiata lenta, patrimoine culturel, patrimonio culturale, Piero Genovesi, scrittura di viaggio, slow walking, Storia Locale, travel writing, urban exploration

Ci sono libri che nascono per accompagnare il viaggiatore. Altri, più rari, accompagnano il cittadino a ritrovare la propria città. La Guida estrosa di Mantova di Piero Genovesi appartiene a questa seconda famiglia: non è soltanto un libretto da tenere in tasca per orientarsi fra vie, chiese e palazzi, ma un piccolo invito a cambiare passo, a guardare Mantova con occhi meno frettolosi, più disponibili alla sorpresa.

Lo avevo già segnalato nell’articolo di MantovaStoria del 14 novembre 2017 : la guida di Genovesi accostata alla Guida di Mantova di Ercolano Marani, ma per distinguerla. Dove Marani è preciso, puntuale, quasi “pignolo” nel senso migliore del termine, Genovesi è estroso, evocativo, suggestivo. Non inutile, ma utile in un altro modo. Non guida soltanto nello spazio: guida nello sguardo.

L’estrosa messo in evidenza nel titolo

Il titolo, in fondo, è già una dichiarazione di poetica. Guida estrosa non significa guida capricciosa o superficiale. Significa guida libera. Una guida che non procede soltanto per schede ordinate, ma per impressioni, memorie, scorci, deviazioni, ritorni. Piero Genovesi non rinuncia alla storia, ma la scioglie dentro il piacere della passeggiata. La città non viene presentata come un museo immobile, bensì come un organismo vivo, attraversato da voci, ombre, ricordi, stratificazioni.

La prima edizione del 1963

La prima edizione uscì nel 1963 per le Edizioni Cocai. Nel 1978 il testo venne ripreso e ampliato dalla Banca Agricola Mantovana con il titolo Guida estrosa di Mantova. Con la giunta di altri luoghi e memorie. È significativo che il libro abbia avuto questa seconda vita editoriale: una guida così legata al gusto del racconto e alla memoria locale non si esaurisce con la sua prima pubblicazione. Può essere ripresa, accresciuta, riaperta. Come certe passeggiate mantovane, che non finiscono mai davvero perché ogni volta portano a notare un dettaglio diverso.

Continua a leggere →

Mantova e il “TripAdvisor” dei bombardamenti: quando gli Alleati classificavano le città d’arte

26 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

≈ Lascia un commento

Tag

air warfare, Alleati, Allied forces, art cities, artistic heritage, bombardamenti, bombardamenti Mantova, bombardements, bombardements de Mantoue, bombings, Buon Natale da Mantovastoria, camera degli sposi, Casa della Cervetta, Chambre des Époux, città d’arte, forces alliées, guerra aerea, guerre aérienne, historical memory, Il Trip advisor dei bombardamenti a Mantova, Luciano Ghelfi, MAAF, Mantoue, Mantoue 1944, Mantova, Mantova 1944, Mantova durante la seconda guerra mondiale, Mantova sotto i bombardamenti, Mantovastoria, Mantua, Mantua 1944, Mantua bombings, mémoire historique, Mediterranean Allied Air Force, memoria storica, Palais Ducal, Palazzo Ducale, patrimoine artistique, patrimonio artistico, Ponte dei Mulini, Second World War, Seconda Guerra Mondiale, Seconde Guerre mondiale, villes d’art

Qualche volta la storia salta fuori da una fotografia.
Non da un grande documento diplomatico, non da un memoriale militare, ma da un’immagine vista quasi per caso: una Mantova fotografata dall’alto, con i monumenti principali segnati come luoghi da riconoscere, proteggere, evitare. Per quanto possibile.

La foto, segnalata anni fa dal giornalista Luciano Ghelfi mostra una città ancora precedente all’estate del 1944. Un dettaglio lo conferma: accanto alla basilica di Sant’Andrea è ancora visibile la Casa della Cervetta, destinata a scomparire sotto le bombe pochi mesi dopo.

Quell’immagine racconta una cosa poco nota: durante la Seconda guerra mondiale gli Alleati disponevano di elenchi, istruzioni e mappe per distinguere gli obiettivi militari dai monumenti da salvaguardare. Una specie di guida turistica alla rovescia. Non indicava dove andare, ma dove non colpire. O dove colpire solo se strettamente necessario.

Si potrebbe chiamarla, con un po’ di ironia amara, il “TripAdvisor dei bombardamenti”.

Le città di serie A, B e C

Il 7 aprile 1944 il comando della Mediterranean Allied Air Force emanò istruzioni relative alle città italiane di particolare valore storico e artistico. L’obiettivo dichiarato era evitare, quando possibile, la distruzione di edifici religiosi e monumentali di valore universale. Ma il documento divideva le città in categorie molto diverse tra loro.

Nella prima categoria comparivano Roma, Firenze, Venezia, Fiesole e Torcello: città da non bombardare senza autorizzazione del Quartier Generale.

Nella seconda categoria erano inserite città e centri che il comando riteneva preferibile risparmiare: Ravenna, Assisi, San Gimignano, Pavia, Urbino, Montepulciano, Parma, Aosta, Tivoli, Udine, Gubbio, Volterra, Spoleto, Ascoli Piceno, Como, Pesaro e altri luoghi, compresi alcuni nomi trascritti in modo incerto o curioso.

Nella terza categoria, invece, stavano città nelle quali erano presenti obiettivi militari importanti: Verona, Padova, Bologna, Brescia, Cremona, Ferrara, Vicenza, Pisa, Modena, Rimini, Ancona e molte altre. In questi casi il bombardamento era considerato accettabile, anche se comportava danni collaterali al patrimonio storico.

E Mantova?

Mantova, sorprendentemente, non compare (o almeno io non l’ho trovata).

Continua a leggere →
← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Articoli recenti

  • Settembre 2025: la storia di Davide e Golia dalla Loggia d’onore di Palazzo Te
  • Mantova è un mappamondo – giovedì 10 settembre 2026 ore 18.00, una passeggiata che parte da Corso Umberto I, 34 a Mantova
  • La Vie en road di Andrea Piazza: cammini, storie e cartoline sonore

Categorie

Mantovastoria

Mantovastoria

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per seguire questo blog e ricevere le notifiche per i nuovi articoli via e-mail.

@mantovastoria

Segui l'account @mantovastoria

  • Abbonati Abbonato
    • mantovastoria
    • Unisciti ad altri 562 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • mantovastoria
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
Caricamento commenti...